Monday, May 07, 2007

Dico come incesto, il rabbino come il vescovo

Non è la Chiesa cattolica, non è il Santo Padre, non è l'Islam. Sono le religioni.

La rovina del mondo, la minaccia alla nostra civiltà non viene da una religione in particolare, ma da tutte. Specie dai monoteismi che pretendono di possedere la verità rivelata e, di conseguenza, si sentono in dovere di diffonderla e se necessario imporla. Con le ingerenze politiche, con il terrorismo, con i "martiri" terroristi suicidi.
Certo è che non possiamo rimanere indifferenti al superamento di determinati limiti, acconsentendo per esempio che la legge dello Stato ammetta l’omicidio, il furto, l’incesto. L’argomento di cui ora si dibatte rientra per certi suoi aspetti (non le convivenze in generale, quanto specificamente le coppie omosessuali maschili) in limiti ritenuti insuperabili
Stavolta non ha parlato monsignor Bagnasco né il cardinal Ruini né Benedetto XVI. Queste parole sono di Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma: egli, in un articolo per la rivista ebraica Shalom, ha sentenziato che la comunità ebraica deve opporsi ai Dico, in particolare in quanto legalizzano le unioni fra persone dello stesso sesso, perché i Dico minacciano la stessa sopravvivenza degli ebrei. E questa è davvero grossa.

Al Family Day, ricordiamolo, hanno aderito anche ebrei e musulmani, in quella santa alleanza delle discriminazioni che l'Arcigay non ha mancato di segnalare.

Ora, va detto che nel numero precedente di Shalom ben due articoli sostenevano invece il valore importante, sotto il profilo laico, della legge sui Dico per il progresso della società: dunque all'interno della comunità ebraica non c'è una visione monolitica. Fa effetto, comunque, che una delle maggiori autorità delle comunità israelitiche in Italia si schieri con questa nettezza sulle posizioni del Papa cattolico.

Paradossi della storia.

PS: mi va notare fda che il rabbino, bontà sua, risparmia le coppie omosessuali femminili. Lesbiche salve, per adesso.

7 comments:

stefano said...

Abbiamo pensato e scritto quasi la stessa cosa quasi in contemporanea.
Adesso basterebbe che i vari leader delle varie religiosi si mettessero in coda, a strappare il numerino come al supermercato, per sputare in faccia ai gay.

Al said...

A tutti non penso sia giusto, ma a voi due forse si.

Beefydeutsch said...

Che fastidio, sono davvero asfissianti.
Ti ho citato.

FireMan said...

bello vero quando si ricevono commenti simili (leggi quello di "Al") e non per il testo scritto ma per il fatto che lo scrivente è del tutto non identificabile... una vera soddisfazione... vabbeh!

non ho ancora lettol'articolo ma non avrei avuto dubbi in merito se mi fosse stato chiesto un parere...
che squallore tutti questi "capi religiosi" che alla fine pensano tutti lo stesso...

M@rchino said...

Non sono assolutamente d'accordo. La colpa non sono le religioni, la colpa sono i religiosi che vivono la religione pensando di detenere la verità.
Per chi ha accettato la sonora sconfitta che noi essere umani non deteniamo nessuna verità può essere consolante rivelazione scoprire che la verità la possiedono non le chiese o i papi, ma se credi, e questo è il mio caso, la possiede colui in cui credi.
Nel mio caso Gesù Cristo morta e risorta (sì, perchè il dio trinitario è uomo e donna).
Nella chiesa cristiana evangelica valdese si attua quello che è il messaggio di amore universale, gratuito, salvifico rivolto a tutti, a prescindere da sesso, razza, condizione sociale, orientamento sessuale etc..:
Sospensione del giudizio, carità, condivisione,accoglienza....in una parola: Amore, che come ricorda l'apostolo Paolo nella lettera ai corinzi: è l'unica cosa che resta.
Sì, forse la colpa ce l'hanno le religioni, ma perchè movimento che parte dall'uomo alla ricerca di un qualcosa "altro" di inspiegabile e rassicurante attraverso dogmi e certezze non sindacabili che rendono più facile la vita.
Ma non prendetevela con la fede.
Perchè questa, se cristiana, non è altro che il percorso inverso: quello di Dio, attraverso suo figlio, verso l'uomo. E non è una differenza da poco.
E tanti cristiani, come me, difendono e lottano affianco a tutti quelli che non credono, che non riconoscono in Gesù Cristo il loro signore, e/o si professano atei, nella battaglia di laicità e civilizzazione di questo paese.

Stepa said...

Concordo pienamente con Aelred: il problema sono proprio le religioni e conseguentemente i religiosi e i loro dogmi stantii. La critica alle religioni ed ai loro effetti perniciosi sulla vita umana veniva già espressa da Lucrezio, nel suo "De rerum natura" (scritto non proprio ieri): "Humana ante oculos foede cum vita iaceret
in terris oppressa gravi sub religione". Consiglierei a tutti i teo-dem integralisti un piccolo ripasso di latino (tra l'altro caldamente consigliato dal Sig. Ratzinger).

Anonymous said...

amos luzzatto è di tutt'altro avviso (una voce fuori dal coro presso gli ebrei. a quando fra i cattolici?)

luzzatto dice:

"Non vedo in quale forma dobbiamo temere che questa legge possa influenzare la famiglia e il matrimonio ebraico - ha sostenuto - e nessuno pretende che siano riconosciuti nella "ketubba" ebraica matrimoni di omosessuali o altri tipi di matrimoni diversi dalla nostra tradizione".

insomma, la famosa LAICITA'.
(fermo restando che la penso esattamente come te sulle religioni-oppio-di-popoli)

www.panduzza.org