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Il Vaticano contro la Corte di Cassazione

Ormai siamo al parossismo. Neppure i giudici togati della Suprema Corte di Cassazione, il massimo organo giuridico della Repubblica sfuggono agli strali della Santa Sede e del suo organo di informazione, L'Osservatore Romano. L'ultima querelle riguarda la dolorosa e delicata vicenda di Eluana Englaro, per cui i giudici di Cassazione hanno deciso che debba essere celebrato un altro processo: in discussione c'è l'opportunità di interrompere l'alimentazione artificiale che tiene in vita Eluana contro la sua volontà e contro natura. "Inaccettabile" , tuona l'Osservatore. Peccato che da quelle parti non debbano accettare niente, visto che vivono in un paese straniero, lo Stato Vaticano. E le leggi italiane non dovrebbero essere prima visionate da Oltre Tevere. Per molto meno un ministero degli Esteri normale avrebbe richiamato l'ambasciatore presso la Santa Sede.

Gay Pride 300mila, Family Day 200mila

Loro avevano le decine di migliaia di parrocchie e il viaggio spesato con l'8 per mille. Noi siamo partiti da soli, finanziandoci autonomamente e abbiamo riempito piazza San Giovanni a Roma. Alla fine gli organizzatori hanno dichiarato un milione di persone, come al Family Day. Ma la questura ha detto 300mila; e per il Family Day aveva detto 250mila... Come hanno sottolineato in molti dal palco del Roma Pride 2007 abbiamo ridato dignità all'Italia e a quella piazza, ripulendola dai clericali e dai fascisti che fino all'ultimo hanno provato a insozzare la città con i loro schifosi cartelli, insieme a quelli di Militia Christi. Ma noi abbiamo sfilato in corteo allegri, incazzati, fieri. Lesbiche, gay, trans, bisessuali, insieme a genitori (la mamma di fda), fratelli e sorelle e amici eterosessuali. Come la cara Mayde che ringrazio qui pubblicamente. Grazie a tutti quelli che c'erano per chiedere: Parità, Dignità, Laicità I diritti di una minoranza sono diritti per tutti.

Il Vaticano e la libertà di parola

Davvero, è singolare l'idea che ha il Vaticano (il Papa, la Curia e il suo organo di stampa Osservatore romano) sulla libertà di espressione. Ogni giorno vengono giù alti lai, lacrime e lamenti sui "laicisti" che vogliono impedire al Papa, ai vescovi, a monsignor Bagnasco e alla Cei di esprimere la propria opinione e di condurre la propria opera pastorale: lamenti che esplodono ogni volta che un intellettuale, una persona pubblica, un famoso (non ultimi Banfi e Baudo) dichiarano di essere in disaccordo con la campagna delle gerarchie sui diritti civili e sulla famiglia. In soldoni: il Papa e Bagnasco dicono che i gay sono nocivi e che i Dico equivalgono alla pedofilia. E se qualcuno si alza per dire che non è proprio così che stanno le cose allora l'Osservatore romano lo bacchetta. "Tu, vuoi mettere a tacere la Chiesa". Quando a esprimere la propria opinione - giusta o sbagliata - è il conduttore di un concerto, del concerto del Primo Maggio, allora non esis...