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L'idolo teocon/teodem ora punta all'aborto

Poveri illusi. Nel centrosinistra, tra i vertici degli antichi Ds e soprattutto dalle parti del Partito democratico speravano di cavarsela con poco. Pensavano che bastasse sacrificare i gay - tanto quelli si potevano buttare a mare - sull'altare dell'alleanza con i cattolici, per ottenere la non belligeranza delle gerarchie vaticane. Si illudevano - stolti! - che pagando il pegno sui diritti civili (niente unioni ufficiali per gay e lesbiche, niente leggi anti-violenza) la chiesa cattolica e le forze della reazione si placassero e si accontentassero, senza chiedere di più. E invece no. L'idolo teocon/teodem, la chiesa cattolica ratzingeriana non si accontentano di nulla, sono famelici; e quanto più ottengono, tanto più pretendono. Così dopo la cancellazione dei diritti civili a gay e lesbiche ora puntano al bersaglio grosso, la vera macchia nella storia del potere clericale. Quella legge sull'aborto contro cui le gerarchie lottarono fino allo stremo delle forze e su cui...

Unioni civili, Italia umiliata anche dall'Uruguay

Una volta gioivo di fronte ai paese che riconoscevano finalmente diritti alle coppie dello stesso sesso. Adesso - sarà l'età, saranno le delusioni - comincio ad anteporre alla soddisfazione un profondo disagio e disgusto, nel vedere come tutti ormai ci passano avanti, non solo in posti storicamente civilissimi come Belgio, Olanda o Nuova Zelanda né in paesi baciati dalla presenza taumaturgica di leader come Nelson Mandela. No, ormai le coppie di fatto e le unioni civili sono riconosciute anche in stati che faticosamente hanno riconquistato da relativamente poco tempo la democrazia, come l'Uruguay uscito da una dittatura solo nel 1984. Eppure anche lì ormai le unioni civili - senza distinzioni fra etero e omosessuali - saranno una realtà entro la fine dell'anno. Le ha appena votate la Camera e adesso tocca al Senato, che già disse sì nel 2006 . merito del Frente amplio di sinistra che alle ultime elezioni nel 2005 sbaragliò gli immarcescibili partiti Blanco e Colorado, c...

Australia: addio John Howard premier anti-gay

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Bye bye, mister Howard. Dopo 11 anni, e diverse tornate elettorali, gli australiani hanno finalmente mandato a casa il primo ministro conservatore John Howard, a capo del governo con una coalizione di liberali (destra) e nazionalisti. È stato un trionfo per i laburisti di Kevin Rudd, che hanno conquistato oltre metà dei seggi alla Camera, e una debacle clamorosa per Howard, che ha perso anche il proprio seggio in Parlamento. Era dagli anni Venti del Novecento che un premier in carica non veniva estromesso in modo così brutale. Finisce così l'era dell'Australia alleata di Bush, del governo australiano che manda truppe in Iraq al fianco di quelle americane e del no al Protocollo di Kyoto. L'Australia era l'unico dei grandi paesi industralizzati a seguire Bush nelle sue campagne internazionali: ora la musica cambierà, visto che la maggioranza del paese è contraria alla guerra e vuole un maggior impegno sul fronte ecologista. Lo dimostra anche la buona affermazione dei...

Sarà Cristina l'Evita dei gay argentini?

Per la prima volta nella storia dell’Argentina una donna è eletta presidente o presidenta , in castigliano. Dove non è riuscita Ségolène Royal - conquistare un’elezione diretta - ce l’ha fatta Cristina Kirchner, sulla scia di un’altra donna, Michelle Bachelet presidente del vicino Cile. Moglie del presidente uscente, Nestor, first lady, avvocato e senatrice da molti anni, Cristina Fernandez Kirchner ce l’ha fatta, nonostante le critiche e le polemiche che - guarda caso - hanno preso di mira i presunti interventi di chirurgia estetica cui si sarebbe sottoposta. Avete mai visto qualcosa del genere per un candidato uomo? Comunque Cristina ha vinto e lei è più a sinistra del marito, il quale ha già portato a sua volta una ventata di progresso nel paese, cancellando le leggi di impunità per i responsabili delle torture sotto la dittatura militare. Quanto ai diritti lgbt Cristina ha dichiarato che crede nella libertà di scelta sessuale per uomini e donne di Argentina. Arriveranno i matrim...

Se il presidente della Repubblica battesse un colpo

A questo punto non c'è altro rimedio, se non invocare l'anima di Cavour che mise in ceppi l'arcivescovo di Torino, monsignor Luigi Fransoni: il presule aveva invitato il clero a opporsi alla legge Siccardi, con cui erano stati aboliti i privilegi ecclesiastici. Oggi, una volta di più, i vescovi cattolici italiani sono intervenuti per interferire direttamente e pesantemente sulla vita politica e sulle scelte del Parlamento italiano. La Cei ha pubblicato una Nota pastorale in cui si obbligano i parlamentari cattolici a non votare la legge sui Dico - ben misera e modesta legge, in verità - in nome dell'obbedienza alla fede cattolica. Guarda caso, la preoccupazione maggiore dei prelati riguarda in particolare le unioni tra persone dello stesso sesso. La religione, dunque, è in opposizione allo stato? e la fedeltà al Papa viene prima del giuramento sulla Costituzione? A questo punto non può che intervenire - anzi, dovrebbe farlo - il Capo dello stato. Il presidente della...

Beatrice, per fortuna

Una boccata d'aria fresca, questa prima trasmissione della nuova serie di Anno Zero di Santoro . Non foss'altro che ha "costretto" Mastella a una fuga ignominiosa, quando ha capito che non aveva argomenti e non aveva appigli. Poche riflessioni in attesa di tornarci meglio domani, con più calma. Ma intanto volevo condividere due, tre impressioni a caldo. Beatrice Borromeo TOP. All'inizio della trasmissione presenta un sondaggio: "Che cos'è l'omosessualità?". 62% una normale espressione di affetto 24% una malattia 2% un peccato Santoro: "Ah! Solo il 2%". Borromeo (spontanea): "Per fortuna!". La amo! Promosso anche il bellissimo Marco Travaglio , che giustamente ha scritto la sua "letterina" della settimana al senatore Giulio Andreotti. Il resto della trasmissione, con un servizio lungo e un po' estremo sul Gay Pride del 2000, è diventato un dibattito accesissimo con Mastella unico difensore delle tesi catto-cleri...

Dico: ex malo bonum?

Siamo sinceri: i Dico erano una buona proposta di legge? No I Dico avevano qualche possibilità di essere approvati in Senato (con il no dei mastelliani e di qualche indipendente altoatesino)? No Dunque, alla fine, il disimpegno del governo - che pure è un segnale preoccupante per chi ha a cuore la serietà e la laicità delle istituzioni - non mette a rischio la legge sulle coppie di fatto più di quanto non fosse prima della crisi di Prodi. Certo: a rigor di logica, se Mastella e l'Udeur non votano i Dico Prodi dovrebbe dimettersi di nuovo. O i diritti civili valgono meno di una guerra asiatica? Comunque: guardando biecamente agli interessi e alle battaglie delle persone omosessuali, non tutto è perduto. Anzi, volendo vedere il famoso bicchiere mezzo pieno, forse qualcosa può cambiare in meglio. E anche Arcigay sembra essersene accorta. Ora che il governo ha di fatto rinunciato a impegnarsi per i diritti delle coppie di fatto, si elimina un argomento di opportunismo politico per l...

DICO: che differenza!

Alcuni articoli del disegno di legge Bindi-Pollastrini sono indegni e irricevibili: - quello sull'assistenza sanitaria dà facoltà agli istituti di curare di gestire i diritti per il convivente di un paziente. In questo modo le cliniche di ispirazione confessionale potranno continuare a respingere i partner omosessuali dei malati; - quello sul ricongiungimento lavorativo prevede tre anni di convivenza per ottenere diritti e avere un trasferimento. Già ora, invece, molti contratti collettivi prevedono un'opportunità del genere per i conviventi senza requisiti di durata della coppia; - quello sull'eredità prevede una quota di legittima inferiore a quella del matrimonio (un terzo in caso di figli del partner deceduto, contro la metà in caso di nozze), ma soprattutto prevede che si divida il patrimonio con i fratelli e persino i cugini! I quali possono essere liberamente esclusi con un testamento. Ciononostante, credo che questo disegno di legge dovrebbe essere approvato. Non ta...

Non possumus

Su Repubblica di oggi, l'editoriale di Ezio Mauro pone una domanda epocale (per la piccola Italia): "Si può, politicamente, essere cattolici e militare a sinistra?". Ebbene, la risposta è NO. Questo NO è sempre più chiaro e sempre più netto, adesso che i vescovi italiani (attraverso il loro organo di stampa Avvenire) hanno rispolverato l'antico veto di Pio IX, il Papa Re, " NON POSSUMUS ", a proposito di qualunque legge sulle unioni civili che contempli anche le coppie dello stesso sesso. Nell'Ottocento il veto del Papa riguardava qualsiasi trattativa con lo Stato italiano, adesso la formula riguarda la possibile trattativa sulle questioni "moralmente sensibili". Ora, a parte che la chiesa cattolica non dovrebbe essere autorizzata a "trattare" su alcunché di laico, se non alla luce del sole e nelle sedi istituzionali, come un'audizione parlamentare in commissione; il nocciolo della questione è squisitamente politico e finalment...

La spada con il pastorale

... Ben puoi veder che la mala condotta è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, e non natura che 'n voi sia corrotta. 105 Soleva Roma, che 'l buon mondo feo, due soli aver, che l'una e l'altra strada facean vedere, e del mondo e di Deo. 108 L'un l'altro ha spento; ed è giunta la spada col pasturale, e l'un con l'altro insieme per viva forza mal convien che vada; 111 però che, giunti, l'un l'altro non teme: se non mi credi, pon mente a la spiga, ch'ogn'erba si conosce per lo seme*. (Dante, Purgatorio XVI, vv. 103-114) Non trovo niente di meglio per commentare l'ultimo episodio della sudditanza italiana al clericalismo: una legge sottoposta, prima che al Parlamento, alla Conferenza episcopale italiana. Mentre il Papa scende in campo in prima persona - pare - contro la legge sulle unioni civili. * Puoi ben vedere che il comportamento deviato della chiesa è la causa che ha reso il mondo colpevole, non la natura ...

La Camera discute le mozioni sulla famiglia

I deputati italiani discutono di famiglia, unioni civili e Pacs; e più tardi voteranno le mozioni pro-Pacs (Ulivo, Rosa nel pugno) e anti-Pacs( Forza Italia, Udc, An, Lega e Udeur). Qui c'è il link della Camera dei deputati per vedere il dibattito (e il voto) in diretta. Viva Del Bue, la Nuova Dc e il Nuovo Psi. Aggiornamento: "... Tra la difesa dei diritti e le tradizioni sono queste ultime che devono soccombere", Katia Bellillo (Comunisti italiani)

Napolitano, i Pacs e il compromesso dell'articolo 7

Scusate se ieri non ho postato sull'affaire Pacs, ma l'editore di Villageblog non mi paga e voi non cliccate abbastanza i banner per consentirmi di dedicarmi al blog in continuazione. Vabbè :) Trovo sorprendente, davvero, che il sacrosanto intervento del presidente della Repubblica sia stato e continui a essere travisato al punto da capovolgerne il significato. Anche lettori attenti come Gabriele si sono lasciati ingannare. Temo che la responsabilità sia dei colleghi giornalisti in parte interessati a spacciare un presidente "papista", in parte distratti e superficiali. Un'esegesi così scorretta che non so più se attribuirla a malafede o ignoranza. Vediamo: prima di analizzare le parole di Napolitano, andiamo a vedere dove le ha pronunciate. A Madrid, in conferenza stampa, subito dopo aver incontrato il presidente del governo spagnolo Zapatero (Santo subito). Già questo avrebbe dovuto suggerire prudenza agli affrettati commentatori. Ma poi: che ha detto Napolit...

Vuol dire che faremo gli accertamenti

Viva l'ipocrisia! Come dice Fda, ma è possibile che i cattolici devono sempre farsi riconoscere? Alla fine sapete qual è l'accordo trovato dalla ministra Pollastrini e dal ministro Bindi sulla unioni civili? Non ci sarà - sembra - alcun registro dove segnalare le coppie "ufficiali". Quindi nessuna certificazione per le unioni, per evitare l'effetto di "piccolo matrimonio". Il sotterfugio ha un nome: accertamento . Una volta le nostre nonne andavano in ospedale a fare gli accertamenti e non stavano bene. Adesso le coppie gay e le coppie di fatto etero dovranno fare gli accertamenti per dimostrare che formano un nucleo affettivo. E poter accedere a quei diritti e doveri - o almeno ad alcuni di essi - tanto desiderati.