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Il ministro delle Pari opportunità sta con i gay

In Spagna ovviamente, dove la ministra Bibi Aido ha marciato in testa al corteo del Orgullo Gay (il Gay Pride), quest'anno dedicato alla visibilità lesbica. Da noi invece abbiamo la Carfagna. E non aggiungo altro... per ora.

Con me e con le trans (al Pride)

Ci sono poche discussioni più stucchevoli di quelle sollevate da chi non vuole - per i più svariati motivi, alcuni anche rispettabili - partecipare al corteo del Gay Pride e per giustificare la propria scelta ripete il solito ritornello: "Ci sono le trans con le tette di fuori, non mi riconosco in loro, non mi voglio mischiare con gente così". Ora, finché questo discorso viene da Mara Carfagna e dai suoi presunti "amici gay" niente di strano; se però argomentano così anche attivisti e militanti dei diritti lgbt, magari anche di sinistra, c'è di che preoccuparsi. Premesso che le trans sono una minoranza e quelle desnude sono un'esile minoranza (che poi vengano sbattute in prima pagina dai giornali anche quelli in teoria più seri, beh questo è un sintomo delle condizioni catatoniche dell'informazione in Italia); ma poi, questa minoranza ha diritto di esistere e di ribadire la propria esistenza o no? Proprio come tutti gli altri lgbtq: fashion victims, orsi...

No, Giorgia Meloni no!

Certo che l'Italia è proprio uno strano paese. D'accordo che ha vinto la destra e il prossimo governo sarà il più conservatore dai tempi di Francesco Crispi (anche con il Duce c'erano i fascisti rivoluzionari, alla fine, mentre la Repubblica di Salò non conta), però ci sono principi su cui sarebbe bene non derogare. Prendiamo una parlamentare giovane, piena di energia e in ascesa come Giorgia Meloni di An. Nonostante l'età, le sue idee sui diritti civili sono da primo Ottocento e proprio di recente ha dichiarato la propria allergia alla manifestazione del Gay Pride. Quale sarà la sua collocazione nel governo Berlusconi IV? Le Pari Opportunità, a quanto sembra . Forse era meglio abolire il dipartimento.

Diritti civili, la riforma più facile di tutte

Vorrei aggiungere una postilla al piccolo confronto (civile) in corso con Leonardo a proposito dei diritti civili delle persone omosessuali, delle strategie dei gay e degli spazi di manovra per riforme come i Pacs o il matrimonio civile per tutti. Nella discussione è intervenuto anche Paolo di Tom. Una sola notazione mi preme. Leonando a un certo punto sostiene che non ci sono le condizioni per una riforma - che pure lui auspica - a favore dei diritti delle persone omosessuali: secondo lui prima ci sono altre questioni (migranti, guerra, economia), mentre per i gay è meglio lavorare sul piano culturale in vista della prossima generazione. Oltre a chiedere di venire a manifestare con noi come va a manifestare a fianco dei migranti e come feci io andando a manifestare per l'articolo 18 e contro la legge 40, mi preme chiarire a Leonardo un punto. Le questioni che secondo lui non dividono Ds e Margherita (immigrati, economia, guerra) a mio avviso sono ancora più divisive, ma comunque...

Leonardo, i gay e la sinistra di Togliatti

Poi dice "perché in Italia i diritti delle minoranze e in particolare di gay, lesbiche e trans sono così calpestati?". Basta leggere questo post del buon Leonardo per capire perché. Perché la sinistra (una sua parte, almeno) è rimasta a Togliatti e ai comunisti che votano con la Dc per inserire il Concordato in Costituzione. Personalmente preferisco Nenni e i socialisti. Ma torniamo a Leonardo. A parte qualche luogo comune, da cui lui prende le distanze ma cita giusto per confondere le acque, il concetto centrale è: voi gay vi lamentate troppo, non siete più allegri e spensierati e chiedete la luna. Se continuate così rovinerete il partito democratico che faticosamente Ds e Margherita stanno costruendo e - non lo dice ma lo lascia intendere - consegnerete l'Italia a Berlusconi. Tanto per i vostri diritti non c'è spazio, adesso, dovete aspettare un'altra generazione. E comunque prima di voi, dobbiamo risolvere altre domande sull’economia, sulla guerra, sui migran...

Gay Pride 2007, per chi non c'era

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Grazie alla Cgil per questo bel manifesto che abbiamo visto lungo il percorso del corteo, sabato. Un corteo, quello del Gay Pride 2007, che ha superato l'affluenza del grande World Pride del 2000 e del bellissimo Torino Pride 2006. In tutte queste occasioni ero insieme a fda, che ringrazio pubblicamente per condividere la mia stessa passione civile per i diritti. Con noi stavolta c'erano la sorella - con il fidanzato - e la madre che ha affrontato sorridendo la fatica di una marcia sotto il sole. Grazie a loro in qualità di familiari simpatizzanti. Insieme a noi e con bandiere c'era un carissimo amico genovese, già blogger , con il fidanzato che ha marciato pur non condividendo del tutto l'idea del Gay Pride. E anche l'amica Mayde, splendida rappresentante degli amici etero e delle donne, che mai come questa volta sono state al fianco di noi gay, lesbiche, bisessuali e trans. Lungo il corteo ho incontrato anche lui (insieme al suo compagno) e lui (con l'imman...

Gay Pride 300mila, Family Day 200mila

Loro avevano le decine di migliaia di parrocchie e il viaggio spesato con l'8 per mille. Noi siamo partiti da soli, finanziandoci autonomamente e abbiamo riempito piazza San Giovanni a Roma. Alla fine gli organizzatori hanno dichiarato un milione di persone, come al Family Day. Ma la questura ha detto 300mila; e per il Family Day aveva detto 250mila... Come hanno sottolineato in molti dal palco del Roma Pride 2007 abbiamo ridato dignità all'Italia e a quella piazza, ripulendola dai clericali e dai fascisti che fino all'ultimo hanno provato a insozzare la città con i loro schifosi cartelli, insieme a quelli di Militia Christi. Ma noi abbiamo sfilato in corteo allegri, incazzati, fieri. Lesbiche, gay, trans, bisessuali, insieme a genitori (la mamma di fda), fratelli e sorelle e amici eterosessuali. Come la cara Mayde che ringrazio qui pubblicamente. Grazie a tutti quelli che c'erano per chiedere: Parità, Dignità, Laicità I diritti di una minoranza sono diritti per tutti.

Monica Guerritore madrina del Pride unitario

Anche in Italia, pur con molte cautele, ci sono artisti e personaggi pubblici disposti a spendersi per la causa dei diritti civili. Una di queste persone - ed è giusto riconoscerlo in tempi di disimpegno e opportunismo - è Monica Guerritore, che sarà la madrina del Pride unitario 2007, a Roma. ''È per me una grande festa tra uomini e donne coraggiose che fanno del rispetto della propria 'essenza' la loro forza''. In questo periodo già per schierarsi così ci vuole una piccola dose di coraggio (chissà se le faranno fare ancora sceneggiati su Raiuno). Grazie Monica.

Fassino in preda a una crisi di nervi

Forse sarebbe più umano smettere di parlare di Piero Fassino e delle sue imbarazzanti giravolte. Per dovere di informazione, però, è necessario conoscere le decisioni dell'ultimo segretario dei Ds a proposito dei diritti civili. I Ds - è confermato - aderiscono al Gay Pride unitario di Roma, il 16 giugno, ma non sottoscrivono la piattaforma politica della manifestazione. Aderisco, ma non sono aderente, insomma. La piattaforma - che potete leggere qui - si basa su tre principi inderogabili: Parità - Dignità - Laicità. Un po' troppo forse per Fassino. Questa è l'ultima tragica, se non fosse esilarante, trasformazione dell'ex più grande partito della sinistra, ormai avviato a diventare la Dc del Duemila, senza De Gasperi Aldo Moro e la riforma agraria, ma con un occhio di riguardo per i poteri forti. Bene hanno fatto il Mario Mieli e l'Arcigay e tutti i promotori a esprimere sdegno per questa precisazione vergognosa. Meglio che i Ds stiano a casa se non sono pronti ...