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Con me e con le trans (al Pride)

Ci sono poche discussioni più stucchevoli di quelle sollevate da chi non vuole - per i più svariati motivi, alcuni anche rispettabili - partecipare al corteo del Gay Pride e per giustificare la propria scelta ripete il solito ritornello: "Ci sono le trans con le tette di fuori, non mi riconosco in loro, non mi voglio mischiare con gente così". Ora, finché questo discorso viene da Mara Carfagna e dai suoi presunti "amici gay" niente di strano; se però argomentano così anche attivisti e militanti dei diritti lgbt, magari anche di sinistra, c'è di che preoccuparsi. Premesso che le trans sono una minoranza e quelle desnude sono un'esile minoranza (che poi vengano sbattute in prima pagina dai giornali anche quelli in teoria più seri, beh questo è un sintomo delle condizioni catatoniche dell'informazione in Italia); ma poi, questa minoranza ha diritto di esistere e di ribadire la propria esistenza o no? Proprio come tutti gli altri lgbtq: fashion victims, orsi...

La Moratti, i gay e la favola di Milano europea

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A posteriori è stato meglio non parlare - almeno qui - della vicenda milanese sulla mostra Vade retro. Arte e omosessualità da von Gloeden a Pierre et Gilles. Alla fine "suor Letizia", come pittorescamente Sgarbi ha ribattezzato il sindaco Moratti di Milano, ha ottenuto il risultato di cancellare la mostra dello scandalo. La giunta, infatti, oltre all'esclusione delle opere Ecce trans e Miss Kitty (quella in foto) e al ritiro del catalogo, pretendeva che fossero censurate altre dieci opere, ma di fronte a un diktat bulgaro gli organizzatori hanno preferito rinunciare: la mostra si farà da un altra parte, con tutte le opere previste, senza censura. Come giudicare tutta questa vicenda che dalla farsa è passata alla tragicommedia e infine al dramma (almeno per la cultura milanese)? proviamo a dare i voti: Sgarbi 4 : geniale nel comunicare l'evento, poco coraggioso (è un eufemismo) nel non difendere fino in fondo le proprie scelte con l'unica arma che ha a disposi...

Tutti al Christopher street day di Milano

D'accordo, sembra un appello del genere "armiamoci e partite". Ma non posso farci niente se sono riuscito ad andare fino a Roma per il Pride unitario e non ho la possibilità di partecipare al Christopher street day qui, nella mia Milano. Però è così: avevo un impegno precedente e non mi posso liberare, dunque sarò fuori città in questo fine settimana. Voi, però, come vi invita a fare Marco, correte sabato in porta Venezia alle 17 per il corteo. Abbiamo bisogno più che mai della mobilitazione della comunità lgbt milanese, specie dopo il ritiro del patrocinio al Festival di cinema gaylesbico e il balletto indegno, condito da polemiche provinciali, sulla mostra Vade retro: arte e omosessualità . Ma non c'è solo impegno. Avete anche di che divertirvi con il pass che vi permetterà di pagare un solo biglietto valido per sabato e domenica nei principali locali lgbt di Milano. Su, ce n'è per tutti i gusti.

Forza Italia in camicia bruna

Cari miei scusate l'assenza prolungata ma gli scrutini incombono e si intrecciano dannatamente con il festival del cinema gaylesbico e queer culture di Milano. Proprio quell'evento che, nonostante l'ansia "riduttivista" degli organizzatori ("per noi è tutto a posto", "aspettiamo di avere notizie ufficiali", ecc.) non ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano. È la prima volta in 21 anni che succede! La sindaca Letizia Moratti, nostra signora di San Patrignano, ha negato il patrocinio e il misero finanziamento (qualche migliaio di euro) per una delle poche occasioni culturali che noi finocchi riusciamo a mettere in piedi in questa città frettolosa. Mi pare che ci sia proprio di che preoccuparsi. Vista l'esiguità dell'impegno finanziario, infatti, la scelta di Morattila non è dettata da esigenze di bilancio, ma squisitamente ideologica: del genere non finanziamo i gay perché non condividiamo le loro "scelte di vita". E le ...