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Le cose non vanno mai come credi

Village in trasferta in terra di Spagna. In questi giorni a Valencia (rinnovata da Calatrava), da un vecchio amico che lo ha riportato indietro a dieci anni fa. E da domani a Barcelona, dove si celebrano i giochi degli Eurogames : sport per tutti, dove gay lesbiche ed eterosessuali si possono incontrare senza pregiudizi. Giorni di vacanza con qualche nube, perche' "le cose non vanno mai come credi"

Il ministro delle Pari opportunità sta con i gay

In Spagna ovviamente, dove la ministra Bibi Aido ha marciato in testa al corteo del Orgullo Gay (il Gay Pride), quest'anno dedicato alla visibilità lesbica. Da noi invece abbiamo la Carfagna. E non aggiungo altro... per ora.

Zapatero: i vescovi sono andati troppo oltre

In Spagna ormai la chiesa cattolica ha fatto una scelta di campo precisa e, immagino, ponderata. Due giorni fa la Conferenza episcopale spagnola ha emesso un comunicato con le proprie indicazioni di voto: senza indicare a chiare lettere il partito che preferiscono (solita ipocrisia), hanno invitato i fedeli a non votare i partito che minacciano la famiglia (legge sul matrimonio per tutti), che manipolano la storia nazionale (Legge sulla memoria storica), che minacciano la libertà di educazione dei genitori (Educazione alla cittadinanza insegnata nelle scuole) e che trattano con i terroristi (processo di pace tentato dal governo Zapatero con l'Eta). Stavolta, però, è stato lo stesso presidente del governo Zapatero a replicare con grande chiarezza a questa invasione di campo: "I vescovi - ha detto in un comizio pubblico - hanno diritto di chiedere il voto per il Pp, ma stavolta sono andati troppo oltre. Sono caduti nella tentazione di usare il terrorismo in campagna elettorale...

Spagna, multata la giudice anti-gay

Vi ricordate Laura Alabau? Questa giovane signora di Denia, in Spagna, lavora come giudice amministrativo per il registro civile. Lo stesso anno in cui fu introdotto il matrimonio fra persone dello stesso sesso la Alabau finì su tutti i giornali per essersi rifiutata di trasmettere le richieste di matrimonio fra gay o lesbiche, per una presunta incostituzionalità . Dopo un rapido passaggio al Costituzionale , la giudice fu smentita e dovette concedere la trasmissione degli atti. Poco dopo, la stessa storia si è ripetuta, stavolta per i matrimoni stesso-sesso fra stranieri o fra uno spagnolo e uno straniero. Secondo la giudicessa, non poteva essere trasmesso l'atto per i cittadini di paesi - come l'Italia - che non riconoscono il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Dopo un altro braccio di ferro, la Alabau si è dovuta piegare alla legge, ma non solo: adesso è stata anche punita con una multa. Un atto simbolico ma significativo: per lei un'ammenda da 305 euro .