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La famiglia strumentalizzata al Family Day

Alla fine la suprema ipocrisia, la manifestazione per promuovere la Famiglia (maiuscolo), andrà in scena il 12 maggio, al Family Day , una manifestazione di piazza organizzata da una serie di realtà cattoliche, da Sant'Egidio ai neocatecumeni , dall'Azione cattolici ai Focolarini. Il loro obiettivo - si affannano a spiegare - non è contrastare il riconoscimento delle coppie di fatto e di quelle omosessuali (Dico, Pacs, matrimoni per tutti) ma promuovere il valore della Famiglia e chiedere politiche in difesa di questa istituzione. Ma tutti questi laici impegnati, dov'erano negli ultimi cinque anni, quelli del governo Berlusconi? Che cosa ha fatto quell'esecutivo per la famiglia? ZERO. Come hanno reagito i difensori della famiglia? Stando a casa. E nei precedenti 50 anni di potere democristiano, in cui delle famiglie ci si è occupati poco e male - salvo alcune lodevoli eccezioni come la legge di tutela della maternità - dov'erano queste folle? Perché non hanno manife...

DICO: che differenza!

Alcuni articoli del disegno di legge Bindi-Pollastrini sono indegni e irricevibili: - quello sull'assistenza sanitaria dà facoltà agli istituti di curare di gestire i diritti per il convivente di un paziente. In questo modo le cliniche di ispirazione confessionale potranno continuare a respingere i partner omosessuali dei malati; - quello sul ricongiungimento lavorativo prevede tre anni di convivenza per ottenere diritti e avere un trasferimento. Già ora, invece, molti contratti collettivi prevedono un'opportunità del genere per i conviventi senza requisiti di durata della coppia; - quello sull'eredità prevede una quota di legittima inferiore a quella del matrimonio (un terzo in caso di figli del partner deceduto, contro la metà in caso di nozze), ma soprattutto prevede che si divida il patrimonio con i fratelli e persino i cugini! I quali possono essere liberamente esclusi con un testamento. Ciononostante, credo che questo disegno di legge dovrebbe essere approvato. Non ta...

Grazie, Nonno Libero!

Eh sì. Nonno Libero, alias Lino Banfi, potrà essere davvero ricordato come colui che sdoganò lesbiche e gay sulla televisione italiana, aprendo la strada al vero cambiamento dei costumi nelle famiglie e negli strati più conservatori della società. Come? Con la fiction! Dopo "Il padre delle spose", con una correttissima storia di due donne con bambina, adesso la tv made in Italy avrà la prima coppia gay ufficiale e convivente di una fiction seriale. Addirittura con una bambina figlia di uno dei due uomini. La rivoluzione - anticipata da Tv Sorrisi e Canzoni - finirà in prima serata tv, su Raiuno, grazie a Un medico in famiglia, la serie più tradizionale del piccolo schermo italico. Il medico Oscar (che già era gay, ma finora casto e senza partner) nella quinta serie conoscerà un altro medico, pediatra, ci si fidanzerà e andrà a convivere, in un ménage con la figlia piccola. Già pregusto l'orrore del Moige, dell'Osservatorio sui minori e di Paola Binetti, che tuonerà s...