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Bagnasco, i gay e i (preti) pedofili

Opporsi ai Dico - aveva detto il generale capo della Cei Bagnasco - equivale a dire no a pedofilia e incesto. Contro quella frase, come minimo infelice, si erano appuntate le critiche dei laici, dei liberal e di tutti quelli che difendono la libertà delle persone, ma forse avevano più ragione di tutti noi quelli che ricordavano l'esperienza dei preti cattolici in tema di pedofilia. A gettare in una luce sinistra - e in parte patetica - la sortita di Bagnasco ha provveduto la vicenda di un sacerdote toscano, ormai 80enne (don Lelio C.), che per anni ha sottoposto i fedeli a torture psicologiche, con veri e propri abusi sessuali su ragazzine femmine. Pedofilo, quindi, ma eterosessuale! Non so se per la chiesa questa è un'attenuante, di sicuro è la sconfessione della vecchia ma resistente equazione gay=pedofili. Non solo le vittime hanno deciso di rendere pubblica la vicenda a distanza di anni, ma sono emersi preoccupanti tentativi delle alte sfere ecclesiastiche per sopire e fa...

Dico, i cattolici che resistono alla Cei

Non tutta la "base" cattolica è disposta a seguire la cupola dei vertici nella battaglia senza quartiere contro i Dico. Anzi ci sono associazioni, come gran parte dell'Azione cattolica e anche settori delle Acli, che hanno espresso a chiare lettere la propria contrarietà al Family Day e persino un sostegno esplicito al disegno di legge Bindi-Pollastrini su diritti e doveri dei conviventi. Baste leggere questo articolo della Stampa e i resoconti dell'agenzia cattolica Adista, che fa emergere il cattolicesimo del dissenso e i tentativi di alcuni fedeli laici di mantenere un briciolo di autonomia rispetto alle gerarchie. Nel frattempo contro il presidente della Cei, il generale Bagnasco, è comparsa sul portale della cattedrale di Genova una scritta (Bagnasco Vergogna): tanto è bastato perché il prefetto decidesse di mettere il prelato sotto scorta. Ora, io auguro a Bagnasco ogni bene e sono convinto che la sua incolumità non sia in pericolo. Ma chi semina vento raccog...

Se il presidente della Repubblica battesse un colpo

A questo punto non c'è altro rimedio, se non invocare l'anima di Cavour che mise in ceppi l'arcivescovo di Torino, monsignor Luigi Fransoni: il presule aveva invitato il clero a opporsi alla legge Siccardi, con cui erano stati aboliti i privilegi ecclesiastici. Oggi, una volta di più, i vescovi cattolici italiani sono intervenuti per interferire direttamente e pesantemente sulla vita politica e sulle scelte del Parlamento italiano. La Cei ha pubblicato una Nota pastorale in cui si obbligano i parlamentari cattolici a non votare la legge sui Dico - ben misera e modesta legge, in verità - in nome dell'obbedienza alla fede cattolica. Guarda caso, la preoccupazione maggiore dei prelati riguarda in particolare le unioni tra persone dello stesso sesso. La religione, dunque, è in opposizione allo stato? e la fedeltà al Papa viene prima del giuramento sulla Costituzione? A questo punto non può che intervenire - anzi, dovrebbe farlo - il Capo dello stato. Il presidente della...

La spada con il pastorale

... Ben puoi veder che la mala condotta è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, e non natura che 'n voi sia corrotta. 105 Soleva Roma, che 'l buon mondo feo, due soli aver, che l'una e l'altra strada facean vedere, e del mondo e di Deo. 108 L'un l'altro ha spento; ed è giunta la spada col pasturale, e l'un con l'altro insieme per viva forza mal convien che vada; 111 però che, giunti, l'un l'altro non teme: se non mi credi, pon mente a la spiga, ch'ogn'erba si conosce per lo seme*. (Dante, Purgatorio XVI, vv. 103-114) Non trovo niente di meglio per commentare l'ultimo episodio della sudditanza italiana al clericalismo: una legge sottoposta, prima che al Parlamento, alla Conferenza episcopale italiana. Mentre il Papa scende in campo in prima persona - pare - contro la legge sulle unioni civili. * Puoi ben vedere che il comportamento deviato della chiesa è la causa che ha reso il mondo colpevole, non la natura ...

Napolitano, i Pacs e il compromesso dell'articolo 7

Scusate se ieri non ho postato sull'affaire Pacs, ma l'editore di Villageblog non mi paga e voi non cliccate abbastanza i banner per consentirmi di dedicarmi al blog in continuazione. Vabbè :) Trovo sorprendente, davvero, che il sacrosanto intervento del presidente della Repubblica sia stato e continui a essere travisato al punto da capovolgerne il significato. Anche lettori attenti come Gabriele si sono lasciati ingannare. Temo che la responsabilità sia dei colleghi giornalisti in parte interessati a spacciare un presidente "papista", in parte distratti e superficiali. Un'esegesi così scorretta che non so più se attribuirla a malafede o ignoranza. Vediamo: prima di analizzare le parole di Napolitano, andiamo a vedere dove le ha pronunciate. A Madrid, in conferenza stampa, subito dopo aver incontrato il presidente del governo spagnolo Zapatero (Santo subito). Già questo avrebbe dovuto suggerire prudenza agli affrettati commentatori. Ma poi: che ha detto Napolit...