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Leonardo, i gay e la sinistra di Togliatti

Poi dice "perché in Italia i diritti delle minoranze e in particolare di gay, lesbiche e trans sono così calpestati?". Basta leggere questo post del buon Leonardo per capire perché. Perché la sinistra (una sua parte, almeno) è rimasta a Togliatti e ai comunisti che votano con la Dc per inserire il Concordato in Costituzione. Personalmente preferisco Nenni e i socialisti. Ma torniamo a Leonardo. A parte qualche luogo comune, da cui lui prende le distanze ma cita giusto per confondere le acque, il concetto centrale è: voi gay vi lamentate troppo, non siete più allegri e spensierati e chiedete la luna. Se continuate così rovinerete il partito democratico che faticosamente Ds e Margherita stanno costruendo e - non lo dice ma lo lascia intendere - consegnerete l'Italia a Berlusconi. Tanto per i vostri diritti non c'è spazio, adesso, dovete aspettare un'altra generazione. E comunque prima di voi, dobbiamo risolvere altre domande sull’economia, sulla guerra, sui migran...

Addio a Gianni, libraio gentile della Babele

Per tanti di noi, arrivati da poco nel movimento gay e lesbico milanese, Gianni era solo il libraio e proprietario della libreria Babele di Milano, finché l'anno scorso non decise di cedere l'attività, una delle prime e più di successo iniziative culturali fieramente lgbt. Adesso Gianni Delle Foglie ci ha lasciato, proprio stanotte. Al suo compagno Ivan vanno le condoglianze di tutto il movimento, come ha saggiamente scritto Paolo Ferigo. Ma Gianni va ricordato anche per il coraggio e la fiducia nella possibilità di cambiare almeno questa Italia. Poco tempo fa avevo scoperto che lui faceva parte di quelle decine di gay e lesbiche che nel lontano 1992 erano stati uniti simbolicamente in matrimonio dal consigliere comunale Paolo Hutter, in piazza della Scala. Personalmente ricordo le chiacchierate alla Babele, i consigli libreschi e le riflessioni politiche. Una persona speciale ci lascia, ma il suo ricordo rimane con noi.

Fioroni: campagna anti-omofobia a scuola

Non ci credo ancora, ma è giusto segnalare la notizia. Per la prima volta - dopo il suicidio del giovane Matteo a Torino e gli altri episodi di bullismo anti-gay - il ministro Fioroni (democristiano e partecipante al Family Day) ha pronunciato la parola omofobia e soprattutto nella giornata mondiale contro l'omofobia si è lanciato in un annuncio impegnativo : una campagna contro l'omofobia nelle scuole. "Oggi -ha spiegato Fioroni- è la giornata mondiale contro l'omofobia, combattere contro tutte le discriminazioni, dal razzismo all'omofobia significa affermare il primato della dignita' della persona umana. La scuola può e deve essere anche una palestra per la crescita della persona. Occorre essere quotidianamente esempi concreti di tolleranza e soprattutto dobbiamo favorire il rispetto della diversità, che è sempre una ricchezza e mai può essere colpa. Per questo, l'anno prossimo - ha annunciato Fioroni - avvieremo nelle scuole una riflessione sulla carta ...

Cattolici in piazza contro i diritti civili

Non sono io, ahimé, l'autore del titolo che leggete qui sopra. Questa frase è la sintesi dei titoli dei giornali stranieri, i quali non sono caduti nello specchietto per le allodole sulla "piazza per la famiglia", ma sono andati al cuore del problema: una manifestazione contro i diritti per le coppie gay. Così nel Pais Vasco: " Cattolici uniti contro i diritti civili ". Le Monde: " Adunata cattolica contro il pacs all'italiana ". Poi " Grande manifestazione contro il pacs italiano "; sulla stessa linea Libération. Reuters: " In migliaia riuniti a Roma contro la legge per i diritti gay ". Guardian: " Migliaia in Italia contro la legge sul matrimonio (sic)". Da lontano forse si vede meglio.

Sui gay D'Alema ha detto una cosa di sinistra!

Roba da non credere, D'Alema che dice una cosa di sinistra. Ci voleva proprio il Family Day (e l'arroganza di Rutelli) per spingerlo a tanto! Per il ministro degli Esteri il compito del governo è quello di agire a sostegno «della famiglia». E D'Alema aggiunge «penso che difendendola non significa scagliarsi contro quei cittadini italiani che convivono senza essere sposati i cui diritti debbono essere riconosciuti come in tutti i paesi civili». Grazie anche al presidente del Senato Marini, che - anche lui in funzione anti-rutelliana - conferma che i Dico non minacciano la famiglia. Perché ci dobbiamo emozionare per l'ovvio?

Nuova data per il Gay Pride nazionale: 16 giugno

Attenzione, Attenzione!!! Comunicazione di servizo. Apprendo adesso - e mi affretto a comunicarvi - che la parata del Pride nazionale unitario , già prevista per il 9 giugno a Roma - è stata spostata. Si svolgerà sempre nella capitale, ma sabato 16 giugno. Nella data precedente coincidevano a Roma troppi eventi, fra cui la visita ufficiale del presidente degli Stati Uniti d'America, George Bush Minore, con ovvio codazzo di manifestazioni, cortei e anti-cortei. Noi glbt, quindi, sfiliamo il 16. Di corsa a cambiare le prenotazioni del treno.

Napolitano lascia soli soltanto gay e lesbiche

Per carità: solidarietà e vicinanza a monsignor Bagnasco per le ignobili minacce che ha ricevuto. Ma sono certo che lui, da generale, non si spaventa di certo per una pallottola spedita per posta. O di una scritta sul muro del genere "Bagnasco Vergogna!". Comunque, come ho già scritto da un'altra parte, "Nessuno tocchi Bagnasco!", tanto più che gesti del genere non fanno che rafforzare la posizione dei clericali e dei conservatori italiani che sono già in buon numero e soprattutto rumorosi e agguerriti. Sorprende, invece, il comportamente del presidente della Repubblica, che sui temi della laicità dello stato, della separazione fra stato e chiesa e della tutela delle minoranze è quantomeno deludente. E si conferma inadeguato anche stavolta. "L'Italia non lascerà solo monsignor Bagnasco", si è affrettato a comunicare ufficialmente il Capo dello stato; e va bene così, è giusto che la più alta istituzione faccia sentire la propria vicinanza al rappre...

Scalfari e Littizzetto, supplenti dei Ds

Uno dei blogger che leggo con più interesse, Titollo , insiste con pervicacia su un concetto, quello della "egemonia culturale" che - è il suo rimprovero ricorrente in particolare ai Ds - la sinistra italiana ha rinunciato a esercitare, adattandosi alle parole d'ordine, ai modi e all'agenda di Silvio Berlusconi. E in generale evitando di proporre e diffondere un'idea diversa della società, che comprenda diritti dei lavoratori, politica industriale, valori e diritti civili. La conferma di questo discorso mi è arrivata oggi, a proposito di una delle principali questioni aperte: i diritti delle persone omosessuali, in particolare quelle conviventi. Su questo tema la sinistra, specie i Ds, ha rinunciato a diffondere un'idea diversa di società e di famiglia, che non sia quella tradizionale da cartolina, cara ai conservatori e alle gerarchie ecclesiali. Anzi, tutte le volte che si parla di Dico e di Pacs, Fassino & co. si affrettano a spiegare che "si parla...