Prof anti-omofobia, il Pm impugna l'assoluzione
Non è finita l'odissea della professoressa di Palermo, che punì un ragazzino omofobo facendogli scrivere 100 volte "sono un deficiente". Il pubblico ministero di Palermo ha impugnato la sentenza di assoluzione , sostenendo che la punizione inflitta è "degradante" e che siamo di fronte a un metodo da rivoluzione culturale cinese del 1966. Secondo il magistrato, dunque, la professoressa deve essere punita per abuso di mezzi di correzione e lesioni. Deciderà un giudice.