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Addio Roma, l'Africa si avvicina

Come molti sospettavano (alcuni temendolo, altri sperandolo) Francesco Rutelli ha perso le elezioni al Comune di Roma, contro lo stesso avversario - Gianni Alemanno - che due anni fa fu sconfitto in modo netto da Walter Veltroni. Una sconfitta amara , ma non inaspettata, visto che i segnali di insofferenza verso il candidato del Pd erano molti e si erano concretizzati, già al primo turno, con la perdita di voti per Rutelli in confronti ai voti dei partiti che lo sostenevano. Il Partito democratico, a questo punto, dovrebbe ripensare la propria strategia e ascoltare i suoi elettori, che - visto il travaso di voti dalla Sinistra - non sono a quanto pare di centro né moderati. Logica vorrebbe che il Pd ne prendesse atto e provasse a costruire un'alternativa di sinistra per l'Italia; e invece Veltroni già fantastica di alleanze con l'Udc, non si capisce con quali prospettive in realtà. Forse sarebbe ora che gli sconfitti di queste elezioni - come hanno fatto già Boselli e Berti...

"Il Pd non è di sinistra". Dov'è la notizia?

Grazie a Titollo scopro un'intervista di Walter Veltroni al Paìs. "Siamo riformisti, non di sinistra", rivendica il segretario del Partito democratico, che ciononostante si sente vicino al presidente del governo spagnolo Zapatero. E sui gay ripete le solite frasette pietistiche sulle persone che non si possono visitare in ospedale. Che pena! Che il Pd non fosse di sinistra era chiaro a tutti. Poi Veltroni lo ha confermato ulteriormente a parole e con i fatti, candidando anche un generale ... Ma una volta i generale non stavano nei governi di destra? Appunto.

Dal "sì, ma anche" ai nazisti per Veltroni

Vi ricordate la battuta che circolava a Roma quando Veltroni si ricandidò per il Campidoglio sostenuto persino dall'Opus dei e dai centri sociali? «Sì, vabbé, mo’ fermiamoci però, che se no arrivano pure i nazisti per Veltroni». Ecco, siamo proprio su quella strada con l'assemblea costituente del Pd veltroniano. Fra i candidati del Partito democratico ci saranno l'operaio sopravvissuto della Thyssen di Torino e - come capolista al Nord - l'imprenditore Matteo Colaninno. In coalizione ci sono i giustizialisti di Di Pietro, ma non i socialisti o i radicali. I quali, se vogliono candidarsi con il Pd, devono entrare nelle liste comunii. Perché? Ma perché così - visto che non c'è il voto al singolo candidato - non si potrà valutare il peso delle singole componenti e una Bonino, con tutti i suoi sostenitori, varrà come una Binetti che porta solo il proprio voto, più l' imprimatur di Ruini. Il programma del Pd? Copiato da Berlusconi: meno tasse per tutti, lotta ai ped...

I bamboccioni e l'ipocrisia

Non sono l'unico - per fortuna - cui non è piaciuta la battuta sui giovani "bambocciioni" del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, rappresentante dei poteri forti nel governo di unità nazionale catto-comunista di Romano Prodi. Anche il sindaco di Roma Walter Veltroni, candidato alla guida del partito democratico, non la giudica una battuta felice : probabilmente qualche sondaggio gli ha riferito che non è stata gradita dagli interessati. A parte l'ipocrisia veltroniana di schierarsi subito dalla parte della gggente, come se lui non fosse un politico, in effetti c'è da discutere su Tps. Pensa forse che i bamboccioni veri, quelli che stanno bene a casa loro con il pranzo e il bucato preparati da mammà, si lasceranno convincere a uscire di casa dalla sua elemosina? (circa 500 euro all'anno di sgravio sull'affitto). Oppure crede che quelli che non escono perché economicamente non possono (o non se la sentono) troveranno l'Eldorado grazie ai s...

Veltroni, buonista poco laicista

Quello che avevo da dire subito, sul discorso di Veltroni, l'ho detto qui . E ho messo subito in chiero che a me non è piaciuto, soprattutto quando equipara l'immigrazione alla criminalità e quando definisce i diritti civili "temi eticamente sensibili". Vorrei aggiungere un punto, sulla questione laicità che per me è il vero punto dolente di Veltroni e dell'intero Partito democratico A nessun cittadino che abbia fede, quale essa sia, si chiederà di lasciare fuori dalla porta della politica il proprio percorso spirituale e i propri valori. Su questo, mi si permetta, non sono d'accordo. Non pensiamo solo alla fede cattolica, ma appunto a tutte le fedi. Meglio, molto, meglio, lasciarle nella sera privata. È questa la conquista dell'Illuminismo e della Rivoluzione francese. Consentire che la religione invada e contamini la sfera pubblica è, a mio avviso, il presupposto per la dissoluzione dello stato e per la distruzione della convivenza civile. La religione ...

Veltroni il papista

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Per la serie "Dove arriveranno i Ds?" (ormai una rubrica impietosa sull'ex maggior partito della sinistra italiana) sono costretto a segnalarvi una notizia che era passata inavvertita, causa sciopero (sacrosanto) dei giornalisti della carta stampata. Come tutti voi saprete il vicariato di Roma - cioè, per parlar chiaro, il cardinale Ruini - ha rifiutato a Piergiorgio Welby la consolazione dei funerali cattolici, dopo che un medico ha accolto la sua richiesta, esplicita e motivata, di interrompere le cure accanite e ormai inutili che martoriavano il suo corpo e il suo animo. L'ultimo saluto al leader radicale dunque è arrivato sul sagrato della chiesa di San Giovanni Bosco. Il 24 dicembre, però, in mezzo alla folla mancava il primo cittadino della capitale, Walter Veltroni, per solito solerte a presenziare dove non mancano fotografi e telecamere. Ma il sindaco di Roma aveva ben altro da fare: non così il giorno prima, quando aveva inaugurato la stele che ribattezza...