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Dopo le elezioni c'è sempre Berlino...

Come sapete questa campagna elettorale mi ha talmente disgustato e allontanato dalla politica che ho scritto pochissimo e ho anche trascurato il mio blog. Negli ultimi giorni poi sono stato via a Berlino e Village è rimasto ancor più silenzioso. Non è stata una vacanza, ma una trasferta lavorativa; però nonostante la fatica e le responsabilità sono stato molto bene, ho incontrato un paio di amici che volevo vedere da tempo (ciao Ale e Teo , grazie per le birre) e ho scoperto una città in cui non sarebbe male andare a riparare nei mala tempora che si preannunciano dopo il voto. Ho visto - pioggia a parte - una città allegra e vivace, persone di ogni tipo, abiti di qualsiasi foggia; mi è parso di respirare aria di entusiasmo, energia, volontà di cambiamento, novità. Se sapessi la lingua ci andrei subito, ma forse imparare il tedesco può essere una scusa per farci un salto da subito. E poi, di fronte all'emozionante Holocaust Memorial sullo sterminio deli ebrei sta per essere inaugu...

Letizia, grazie dei finocchi

Bellissima idea, per celebrare il Christopher street day di Milano. Al sindaco Letizia Moratti sarà recapitato un cesto di finocchi così Siamo sicuri ne sapranno apprezzare la bontà e le virtù terapeutiche e possa essere un promemoria . Da quando la signora del petrolio è diventata primo cittadino, Palazzo Marino ha prima negato il patrocinio al torneo di tennis Italian gay Open (c'era la parola gay!), poi ha cancellato all'ultimo momento il contributo al Festival di cinema gaylesbico. Senza contare le polemiche - le ultime dal capogruppo di An Carlo Fidanza ("Fiducia a Fidanza" era il suo slogan) - sulla mostra "Vade retro. Arte e omosessualità". Ce la farà Milano a riaversi? Buon Christopher street day a tutti.

Monsignore si dia una calmata

Chiara Saraceno è una dei maggiori esperti europei di famiglia, insieme a Marzio Barbagli. Entrambi hanno rinunciato a partecipare alla Conferenza nazionale sulla famiglia organizzata dalla ministra Bindi, a causa del mancato invito alle associazioni gay e lesbiche. Dalla Saraceno arriva l' unica possibile risposta alle deliranti affermazioni di monsignor Betori, che ieri a Gubbio ha paragonato i gay a Federico Barbarossa. PS: grazie a G. per la segnalazione.

Meglio camp che Internazionale

Guarda tu! Prima Arcigay si lamenta che i propri dirigenti non sono stati invitati - neppure per cortesia - al Congresso finale dei Ds. Ma non sapevano che cosa aveva in serbo Fassino. Meglio camp che socialisti, avrà pensato il segretario che sta per unire il più grande partito della sinistra italiana con i resti della sinistra Dc, più i teodem. Così niente inno dell'internazionale socialista , eseguito da tutti i partiti socialdemocratici e socialisti e anche la settimana prossima ascoltato al Congresso delle Sdi. Molto meglio una gayssima Over the rainbow .

Poveri atei devoti

Improvvisamente, guardando L'Infedele di Lerner ho avuto un'illuminazione: la chiesa, i suoi seguaci, gli atei devoti sono una compagnia di disperati allo sbando. Che pena! Eugenia Roccella - che nel 1981 voleva cancellare tutti i limiti dell'aborto e permetterlo in qualunque momento della gravidanza - rivendica che in piazza per il Family Day ci saranno migliaia di laici, che secondo lei hanno consumato uno scisma con il resto del mondo laico e hanno scoperto i "valori non negoziabili" lanciati da Papa Benedetto XVI. Ma nella realtà Papa Ratzinger ha convinto e affascinato solo lei e Giuliano Ferrara e quei pochi atei del Foglio che sono in cerca di un potere forte cui aggrapparsi. Proprio perché gli altri laici non seguono queste battaglie e non li supportano, Eugenia Roccella si è dovuta iscrivere alla parrocchia dei clericali e dei

Marco, ucciso dall'omofobia

Marco aveva 16 anni, era figlio di una signora filippina e di un uomo astigiano, viveva a Torino e frequentava un istituto tecnico. Da oltre un anno, però, era perseguitato dai suoi compagni che lo insultavano "gay", frocio, ricchione, "sei come Jonathan". Lo insultavano, sì, perché in Italia ormai gay è un insulto, grazie a Buttiglione, Calderoli, alla Binetti e soprattutto a Ruini, Bagnasco e Ratzinger. Due giorni fa Marco non ha sopportato più gli insulti e si è ucciso . Prima si è accoltellato, poi si è buttato dal quarto piano. Mentre scrivo la sua storia - e non lo conosco - mi viene da piangere, mi sento frustrato e impotente di fronte all'omofobia di questo paese. Marco si è ucciso, ma il suo sangue ricade sulla testa di tutti quelli che quotidianamente insultano, offendono, dileggiano i gay e dal loro pulpito privilegiato (il Parlamento, la tv, l'altare, il potere delle gerarchie cattoliche) impediscano che in questo paese gay e lesbiche siano perso...