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Dopo le elezioni c'è sempre Berlino...

Come sapete questa campagna elettorale mi ha talmente disgustato e allontanato dalla politica che ho scritto pochissimo e ho anche trascurato il mio blog. Negli ultimi giorni poi sono stato via a Berlino e Village è rimasto ancor più silenzioso. Non è stata una vacanza, ma una trasferta lavorativa; però nonostante la fatica e le responsabilità sono stato molto bene, ho incontrato un paio di amici che volevo vedere da tempo (ciao Ale e Teo , grazie per le birre) e ho scoperto una città in cui non sarebbe male andare a riparare nei mala tempora che si preannunciano dopo il voto. Ho visto - pioggia a parte - una città allegra e vivace, persone di ogni tipo, abiti di qualsiasi foggia; mi è parso di respirare aria di entusiasmo, energia, volontà di cambiamento, novità. Se sapessi la lingua ci andrei subito, ma forse imparare il tedesco può essere una scusa per farci un salto da subito. E poi, di fronte all'emozionante Holocaust Memorial sullo sterminio deli ebrei sta per essere inaugu...

Gay, donne e precari per il Partito socialista

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Il Pd non ha voluto i socialisti apparentati, come ha concesso a Di Pietro, perché non fosse evidente quante persone sono "riformiste" ma tengono ai diritti civili e alla laicità. La proposta di Veltroni era di sciogliere un partito che ha più di cento anni proprio ora che ha recuperato la diaspora e si prensenta come nel resto d'Europa: Ps, Partito socialista . A questo punto il Ps va da solo, con il rischio di farsi molto male; ma almeno qualcuno in Italia tiene ancora la bandiera del socialismo europeo - quello di Zapatero e di Schroeder, della Royal e di Blair - senza rinunciare alla propria identità per imbarcare la Binetti. La campagna per il web mette l'accento sulle categorie che in questo momento in Italia sono rpivate dei diritti di cittadinanza: donne, gay, precari. Probabilmente a causa delle tv - centrate su Berlusconi-Veltroni - il Ps rischia di non portare nessuno in Parlamento. Ma poi non vi lamentate se la Binetti fa cambiare la legge sull'aborto ...

Dal "sì, ma anche" ai nazisti per Veltroni

Vi ricordate la battuta che circolava a Roma quando Veltroni si ricandidò per il Campidoglio sostenuto persino dall'Opus dei e dai centri sociali? «Sì, vabbé, mo’ fermiamoci però, che se no arrivano pure i nazisti per Veltroni». Ecco, siamo proprio su quella strada con l'assemblea costituente del Pd veltroniano. Fra i candidati del Partito democratico ci saranno l'operaio sopravvissuto della Thyssen di Torino e - come capolista al Nord - l'imprenditore Matteo Colaninno. In coalizione ci sono i giustizialisti di Di Pietro, ma non i socialisti o i radicali. I quali, se vogliono candidarsi con il Pd, devono entrare nelle liste comunii. Perché? Ma perché così - visto che non c'è il voto al singolo candidato - non si potrà valutare il peso delle singole componenti e una Bonino, con tutti i suoi sostenitori, varrà come una Binetti che porta solo il proprio voto, più l' imprimatur di Ruini. Il programma del Pd? Copiato da Berlusconi: meno tasse per tutti, lotta ai ped...

Not trip for (gay) cats

Si torna a votare o Marini ja fa ? (non Valeria, Franco) Per noi "omosessuali moderni" non cambierà nulla in entrambi i casi. E neppure se si torna a votare. Non abbiamo avuto le unioni civili, non abbiamo avuto i Pacs, non abbiamo avuto i Dico, non abbiamo avuto i Cus. Nulla di nulla. Pierluigi Battista, con i suoi soliti paradossi, avanza una proposta al centrodestra: "Perché non la fa Berlusconi una legge per le unioni di fatto?". Interessante quesito e utile ad aprire un lungo dibattito. Ma pensate forse che ci siano possibilità di vedere una legge controfirmata dal Capo dello stato? Non avremo alcuna legge votata dal Parlamento: né se vince (come vincerà) Berlusconi né vince (periodo ipotetico dell'irrealtà) Veltroni. Allora, al prossimo giro si vota? Fino a qualche giorno fa ero convinto sostenitore del No; adesso ho già i miei buoni dubbi. E voi?

Sarà Cristina l'Evita dei gay argentini?

Per la prima volta nella storia dell’Argentina una donna è eletta presidente o presidenta , in castigliano. Dove non è riuscita Ségolène Royal - conquistare un’elezione diretta - ce l’ha fatta Cristina Kirchner, sulla scia di un’altra donna, Michelle Bachelet presidente del vicino Cile. Moglie del presidente uscente, Nestor, first lady, avvocato e senatrice da molti anni, Cristina Fernandez Kirchner ce l’ha fatta, nonostante le critiche e le polemiche che - guarda caso - hanno preso di mira i presunti interventi di chirurgia estetica cui si sarebbe sottoposta. Avete mai visto qualcosa del genere per un candidato uomo? Comunque Cristina ha vinto e lei è più a sinistra del marito, il quale ha già portato a sua volta una ventata di progresso nel paese, cancellando le leggi di impunità per i responsabili delle torture sotto la dittatura militare. Quanto ai diritti lgbt Cristina ha dichiarato che crede nella libertà di scelta sessuale per uomini e donne di Argentina. Arriveranno i matrim...