Saturday, December 31, 2005

Il 2005, anno del matrimonio

Si chiude oggi il 2005 che sotto molti rispetti è stato un anno storico per i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Anche se in alcune parti del mondo, dall'Iran alla Polonia fino agli Stati Uniti di Bush l'omofobia ha rialzato la testa, nello stesso tempo si sono moltiplicate le nazioni che riconoscono i diritti fondamentali, in particolare delle coppie gay.
Oggi voglio vedere il lato positivo, quindi brindo a un 2005 che ci ha portato il matrimonio in Spagna e Canada, le unioni civili in Gran Bretagna (seguite ieri dalle adozioni congiunte, ché finora erano consentite solo ai singoli) e la sentenza storica della Corte Costituzionale per il matrimonio in Sud Africa.

Gennaio è stato il mese di Buzzanca e del sorprendente Mio figlio
Aprile ha visto il primo voto della Camera spagnola per il matrimonio esteso a tutti
Il 17 maggio abbiamo celebrato la prima Giornata contro l'omofobia
Giugno è stato un mese memorabile: il 5 gli svizzeri hanno votato sì al referendum sulle unioni domestiche
e il 30 la Spagna ha approvato definitivamente la nuova legge sul matrimonio
A luglio la pessima notizia della doppia esecuzione di due ragazzi gay in Iran
ma poi il Canada si è aggiunto alle nazioni che riconoscono le nozze fra persone dello stesso sesso
Settembre ha visto i cowboy gay di Brokeback mountain trionfare alla Mostra di Venezia
in California invece Schwartzenegger ha deluso le aspettative degli attivisti, respingendo la legge sul matrimonio approvata dal parlamento
A ottobre l'Abbé Pierre ha sorpreso la Francia, sostenendo le unioni omosessuali nel suo libro autobiografico
A novembre la chiesa cattolica ha impresso un nuovo marchio di infamia sui gay
poi abbiamo detto addio a Pierre Seel, che ci ha insegnato a non vergognarci di noi e rivendicare dignità anche per le sofferenze che abbiamo subito
Dicembre ci ha riconciliato con le istituzioni: prima la Corte Suprema del Sud Africa ha obbligato il parlamento a estendere il matrimonio alle coppie gay
poi in Gran Bretagna sono stati celebrate le prime unioni secondo la legge sul Civil Partnership

Che il 2006 porti buone nuove anche nella povera Italietta. Auguri a tutti

Friday, December 30, 2005

L'ultimo omocidio e la solita omofobia

Alessandro e Luigi avevano una storia, che tenevano segreta a Caltanissetta, una delle realtà più tranquille della Sicilia. Ma Alessandro, 38 anni, voleva qualcosa di più, chiedeva al suo compagno di rendere pubblica la loro relazione, di smettere di nascondersi: in fondo lui, in più "vecchio, aveva un ottimo lavoro (bancario) e l'altro era indipendente con il suo mestiere di venditore ambulante. E per realizzare il suo sogno Alessandro era arrivato a minacciare l'amico, a "perseguitarlo". Questo almeno pensava Luigi, quando alla fine non ha più resistito alle pressioni del suo amante/amato e lo ha ucciso con un colpo di pistola. Poi ha buttato il corpo in un pozzo, dove ha lasciato cadere inavvertitamente anche il proprio giubbotto con dentro il cellulare e le chiavi di casa.
Quando gli agenti di polizia hanno aperto la sua porta di casa con quelle chiavi, lui ha capito di non poter più negare.

Si sono concluse rapidamente le indagini sull'ultimo (spero) OMOcidio del 2005, quello del bancario 38enne di Caltanissetta, scomparso il 7 dicembre e trovato morto la vigilia di Natale in un pozzo. La polizia ha arrestato un giovane di 23 anni, venditore ambulante, che ha confessato l'omicidio. Secondo il suo racconto, il bancario lo "perseguitava", arrivando anche a minacce e ritorsioni.

Non mi voglio neppure dilungare su come nel 2005 una relazione omosessuale possa generare ancora conseguenze di questo tipo, mentre si celebrano matrimoni "gay" in Spagna Olanda e Belgio (per non dire della Gran Bretagna, passata in 100 anni da Oscar Wilde a Elton John). Vorrei solo che lo capissero quei politici che per bassi interessi di bottega tuonano contro i gay, le unioni civili e i diritti per chi ancora non ha diritti; senza capire che condannano ancora i tanti Luigi e Alessandro, impauriti e nascosti in giro per l'Italia.

Il premio OMOFOBIA 2005, invece, va alla Padania, che ci ha regalato un attacco di articolo da manuale:
"C’è una torbida vicenda di omosessualità dietro il “giallo” dell’omicidio di Alessandro F. V., il bancario di Caltanissetta, scomparso lo scorso 7 dicembre e ritrovato morto la vigilia di Natale".

Non ho aggiunto nulla, ho solo copiato quello che si legge sul sito e mi vergogno di avere colleghi così. Ma a quanto leggo, non sono gli unici omofobi armati di macchina per scrivere.

Thursday, December 29, 2005

Non passa lo straniero (specie se è gay)

I matrimoni "gay" non sono ammissibili in Italia, neppure quelli celebrati all'estero!
È chiarissima la posizione della destra italiana, in particolare di An, condivisa anche dal presidente del Consiglio Berlusconi, secondo cui in Italia "non potrà mai essere legalizzato il matrimonio omosessuale".

Dalle parole ai fatti, deve aver pensato il senatore di An Giuseppe Semeraro, relatore di un disegno di legge che impedirà la registrazione in Italia delle nozze celebrate all'estero, anche negli altri stati europei come Paesi Bassi e Spagna.
"Attualmente - spiega Semeraro - tutti i matrimoni celebrati all'estero su richiesta possono essere trascritti, a meno che non siano contrari all'ordine pubblico. Quindi per evitare 'turbative' di qualsiasi genere e' stato presentato il ddl che stiamo esaminando nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia. Il ddl prevede il divieto di trascrizione per matrimoni contratti in violazione delle leggi italiane".

Quindi non solo i politici italiani, maxime quelli di centrodestra, si oppongono ai diritti dei gay italiani, ma vogliono impedire anche ai cittadini europei di esercitare in Italia i propri diritti già riconosciuti. Peccato - Semeraro questo non lo sa - che l'Unione Europea impedisca questo tipo di discriminazione. Ma l'Italia, si sa, è capace di tutto.

Saturday, December 24, 2005

Buon Natale con le Regine (censurate)

Reinas (con l'accento sulla -ì, nonostante quello che dice il bello e bravo Occhipinti) è il film giusto per festeggiare il Natale.

La pellicola racconta la storia di tre coppie gay che si preparano a sposarsi, viste attraverso gli occhi delle mamme (le vere Regine, come è giusto che sia nella vita di ogni gay che si rispetti). Film piacevole, divertente e in certo senso coraggioso, specie se pianificato a Natale in Italia. Ma la famiglia non è solo quella del senatore Pedrizzi...

Ovvio, quindi, che una solerte commissione censoria decidesse il divieto alla visione per i minori di 14 anni. Miserie di un paese che non sa nemmeno il significato della parola laicità e diritto; e approfitta della religione per ammantare di presentabilità la propria meschinità, piena di pregiudizi bigotti.
Non ci curiam di lor, e Buon Natale a tutti.

Thursday, December 22, 2005

Elton John o l'importanza del coming out

Quante volte dobbiamo sentire critiche ai famosi che dichiarano la propria omosessualità? "Ma perché non tengono tutto per sé?", "Quello che succede sotto le lenzuola è un affare privato", ecc.

Le "nozze" di Elton John, invece, dimostrano proprio il contrario, come sottolinea giustamente anche l'Arcigay. La visibilità di un personaggio noto aiuta tutta la società a capire la naturalezza e la normalità dell'essere gay, del desiderare una vita in comune fra due uomini e una cerimonia che la sancisca pubblicamente.

Per questo stesso motivo varrebbe la pena che venissero fuori anche in Italia calciatori, atleti, campioni olimpici, tennisti omosessuali. Sarebbero un modello per molti adolescenti insicuri e impauriti (come siamo stati un po' tutti noi) e probabilmente anche per i loro genitori.

Tuesday, December 20, 2005

I gay e il gioco maschio

Gay e calcio, binomio impossibile?
«Forse l’aggressività, la determinazione, la grinta richieste da questo sport non si sposano con le caratteristiche degli omosessuali. Nel calcio femminile, invece ho sentito che il fenomeno è più diffuso». Trionfo del luogo comune per Gigi Simoni, allenatore della Lucchese e in passato sulla panchina dell'Internazionale.
Sulla stessa linea, ma con qualche autocorrezione anche l'eterno "ragazzo d'oro" Gianni Rivera: «È chiaro che sono io a sbagliarmi, visto che invece i gay nel calcio ci sono e immagino vivano i loro problemi. A me sembra difficile pensare che scelgano un gioco così maschio, dai contrasti così decisi». Peggio di lui Beppe Bergomi: «Il movimento è così vasto che qualcuno ci sarà, ma in vent’anni non mi è mai capitato di conoscerne uno. E forse ha ragione Rivera, nel calcio serve molta rudezza, si cerca il contrasto aspro...».

Quindi l'equazione è: gioco maschio, scontri duri, niente finocchi. A smentire queste sciocchezze il buon Sandro Mazzola, ancora una volta intervistato dal Corriere: «Non vedo perché non ci debbano essere calciatori gay, o perché ci si debba stupire. Una volta ci si nascondeva di più, oggi i tempi sono cambiati e certe cose si possono dire. Certo che ho conosciuto qualche calciatore omosessuale, ci ho giocato contro. Uno è anche diventato allenatore nel giro delle sue nazionali. Era una cosa risaputa, ricordo che non ci ha turbato: per noi erano avversari come tanti altri».

Ma la figura migliore la fa - sorpresa, sorpresa - Gennaro Gattuso: «Quello del calciatore gay è un luogo comune, come quello del calciatore cocainomane. Per me ce ne sono pochissimi, due o tre su cinquemila. Però non credo che c’entri il gioco maschio, sono due sfere separate. Conosco gay che hanno grinta da vendere».
Che sorte: difesi da uno soprannominato "ringhio"...

Monday, December 19, 2005

L'odore dei soldi

"Sosteniamo i diritti gay". "Basta pubblicità sui media gay". "Annunci sui giornali gay per tutte e 8 le marche Ford".
In poche settimane il colosso automobilistico fondato da Henry Ford ci ha riservato una serie di giravolte degne della miglior politica estera italiana, stretto fra il politicamente corretto, le pressioni dei cristiani integralisti e il succulento mercato gay.

Prima alcuni concessionari Ford avevano promesso di mediare con la società a nome delle "famiglie americane" che non sopportavano il sostegno a una serie di iniziative gay. Poi, a sorpresa, ai primi di dicembre l'annuncio che nel 2006 il gruppo avrebbe smesso di pubblicizzare Jaguar e Land Rover su giornali, tv e siti Internet gay, lasciando solo gli annunci di Volvo.
Subito cantava vittoria la reazionaria Afa, che aveva lanciato un boicottaggio proprio con questo obiettivo.

Reazione sdegnata dei gruppi gay e delle lobby americane per i diritti civili e immediato dietro-front dell'azienda, che invia una lettera per scusarsi e assicura che non solo Land Rover e Jaguar continueranno a comunicare sui media gay, ma si aggiungeranno anche tutti gli altri marchi Ford.
Ma non è finita. Il sito canadese 365gay.com rivela un succoso retroscena: dietro la decisione di Ford ci sono i soldi. Non quelli dei gay, ma quelli di uno dei maggiori azionisti, il fondo pensioni dello stato di New York. Potere del denaro.

Sunday, December 18, 2005

Calciatori e gay: in Germania si può

Sono gay, sono tre e sono calciatori professionisti: uno addirittura "molto famoso".
Secondo il Financial Times hanno deciso di rivelare al pubblico il proprio orientamente sessuale (di fare "coming out"), se troveranno altri otto colleghi disposti a fare lo stesso. In pratica se verrà fuori una "squadra" gay di 11 componenti.

Il Corriere della Sera di oggi dà ampio risalto alla vicenda, con un richiamo in fogliettone di prima pagina. Ma soprattutto ricorda un fatto di cui io non avevo memoria, perché all'epoca non ero nato (oddio, ero troppo giovane!).
Nel 1982 il ct della Nazionale italiana Enzo Bearzot decise il silenzio stampa prima del Mondiale - poi vinto - in Spagna, perché il Giorno aveva adombrato un "feeling" fra due calciatori Paolo Rossi e Antonio Cabrini! Ma lo sapevate? Io no; e non so nemmeno come sia finita la storia.

In Italia comunque calciatori gay non ne abbiamo e, a quanto so, neppure rappresentanti di altri sport ad alto livello, neppure nei giochi individuali dove è (un po') più semplice "venir fuori".
Quanto agli sport di squadra, in Australia hanno avuto il rugbista Ian Roberts, che potete ammirare qui.
In Olanda c'è il calciatore Dominique Van Dijk, del Cambuur Leeuwarden.

Saturday, December 17, 2005

L'Europa dei diritti perde la Lettonia

Giovedì la Lettonia è diventata il primo (e unico, speriamo) paese dell'Unione Europea a discriminare le persone omosessuali nella propria Costituzione.
Il Parlamento di Riga ha approvato una modifica costituzionale che definisce il matrimonio come l'unione "esclusivamente fra un uomo e una donna", per scongiurare qualsiasi riconoscimento delle coppie formate da due uomini o da due donne. Tutto ciò nonostante una legge ordinaria vieti sin dal 1993 i matrimonio fra persone dello stesso sesso.

A questo punto mi chiedo che ci faccia la Lettonia nell'Unione Europea e se abbia deciso di entrare solo per ottenere aiuti economici e sussidi all'agricoltura. Parliamo tanto di Turchia, ma io avrei voluto esprimere un parere anche sull'ingresso di questo paesi dell'Est, dove la cultura della libertà e il rispetto dei diritti umani sono molto più arretrati che in Occidente. Non vorrei che invece di imparare da noi, siano questi paesi reazionari a contagiare le democrazie più avanzate.

Nel frattempo la Camera dei deputati in Cechia ha approvato una legge sulle unioni civili fra gay, grazie ai voti di socialdemocratici e comunisti. Dopo cinque bocciature, la norma che riconosce numerosi diritti è stata approvata con 86 sì e 54 no. Adesso però la parola passa alla Camera Alta, dove la maggioranza è in mano ai conservatori ed è probabile una nuova bocciatura. Ma una prima, paziale vittoria, è arrivata.

Friday, December 16, 2005

Con figli, ma ancora nascosti. Ecco i gay italiani

Sono padri e madri, specie oltre i 40 anni, spesso vivono in coppia - più le donne che gli uomini - ma sono ancora nascosti. Sono i gay italiani, che solo nel 16 per cento dei casi (il 15 per le donne) sono pienamente visibili, hanno già compiuto cioè il loro coming out con amici, familiari e colloghi di lavoro.

La ricerca Modi-di, presentata oggi a Firenze, mostra un mondo omosessuale sotto alcuni rispetti sorprendente, ma in gran parte ancora arcaico, vittima di pregiudizi e di chiusure.
Salta fuori inaspettata l'omo-parentalità, aborrita e temuta dalla maggior parte dei nostri connazionali: oltre i 40 anni il 17,7% dei gay e il 20,5% delle lesbiche hanno almeno un figlio e, complessivamente, sono genitori un omosessuale ogni venti (il 5% dei maschi e il 4,9% delle femmine): in larghissima maggioranza sono genitori biologici, alla faccia della legge 40.

Le notizie più sconfortanti, per me, sono quelle sulla visibilità: metà dei gay e delle lesbiche non ha mai rivelato il proprio orientamento agli amici e addirittura il 9,7% dei maschi e il 4,1% delle donne non ne ha parlato mai con nessuno!

Solo una piccola percentuale non si nasconde mai ed è concentrata al Nord e al Centro del paese. Un panorama che di questi tempi può soltanto peggiorare.

Thursday, December 15, 2005

Se i Ds inseguono la Margherita in moderatismo

In Italia i diritti dei gay non interessano a nessuno men che meno al maggior partito della (cosiddetta) sinistra. Non è un caso che a Torino il consiglio comunale abbia bocciato il registro delle unioni civili con il No dei centristi e - soprendentemente, ma non troppo - anche di molti consiglieri Ds.

Dopo il misero accordo si San Martino sulle "unioni civili" (una specie di ufo dai contorni indefiniti) molti avevano gioite, forse senza riflettere troppo. Adesso anche dentro gli stessi Ds chi si batte per i diritti della comunità glbt comincia a nutrire forti dubbi sulle reali intenzioni della dirigenza del partito. Come il responsabile di Gayleft, Andrea Benedino, che denuncia lo scarso impegno dei Ds ed esprime "preoccupazione e sconcerto".

A me pare che i Ds non abbiano davvero deciso che cosa sono e soprattutto che cosa saranno. Tutti i partiti socialisti e socialdemocratici europei, anche quando come i laburisti hanno scelto la strada liberista in economia, hanno capito di doversi distinguere dai conservatori almeno sui diritti civili. Altrimenti perchè dirsi di sinistra.

In Italia, è vero, c'è l'annosa questione vaticana, ma a me pare sempre più un comodo alibi per nascondere il disinteresse sui temi delle libertà civili e un conservatorismo sociale preoccupante e, da noi, non estraneo alla storia della sinistra comunista.
Arriveremo al punto di dire che ci salveranno i socialisti?

Wednesday, December 14, 2005

I cowboy gay conquistano anche l'America

Siamo stati fra i primi a parlare di Brokeback Mountain, a mio avviso uno dei film più belli degli ultimi anni.

Dopo il Leone d'oro a Venezia, il westerndi Ang Lee su due cowboy gay (il supersexy Heath Ledger e l'altro figo Jake Gyllenhaal) ha già vinto in America i premi della critica per il miglior film e la miglior regia e ha ottonuto sette nomination ai Golden Globe.

Un ottimo viatico per la notte degli Oscar, in attesa del 20 gennaio quando anche in Italia vedremo il film di Ang Lee. Mano ai fazzoletti!

Monday, December 12, 2005

Anche il Cile pronto alle unioni civili gay

Michelle Bachelet ha 54 anni, è stata ministro della Sanità e poi della Difesa in Cile e al primo turno delle elezioni presidenziali cilene ha conquistato il 45,85 per cento dei voti, contro poco più del 25% del suo primo rivale, il magnate dei media e miliardario Sebastián Piñera.

Un risultato straordinario per lei, socialista, divorziata, madre di tre figli avuti da due uomini diversi e dichiaratasi da poco agnostica. Michelle in più viene da una famiglia che ha combattuto la dittatura di Pinochet: il padre era un generale fedele al presidente Allende e ucciso dalle torture del regime, lei stessa e la madre furono in séguito arrestate dalla Dina (la terribile polizia segreta di Pinochet) e rimasero in carcere per un mese.

Al secondo turno, in programma a gennaio, le destre uniranno le forze per provare a riconquistare il Palazzo della Moneda, da cui sono bandite dalla caduta di Pinochet: però alla Bachelet basterà il 5,37 per cento di Tomás Hirsch, candidato della sinistra radicale per confermare il trionfo.

Nel suo programma, concordato da socialisti e democristiani, Michelle non ha voluto introdurre il matrimonio gay, ma ha inserito la lotta alla discriminazione e all'omofobia e una legge sulle coppie di fatto, etero e gay. Per i cileni, ormai, il risultato migliore.

Saturday, December 10, 2005

La Turchia fra l'Europa e le analisi anali

Mehmet Tarhan ha 27 anni, è turco di etnia curda e si dichiara anarchico, obiettore di coscienza e gay.
Per il suo rifiuto del servizio militare ad agosto Mehmet è stato condannato a quattro anni di prigione e incarcerato. La Turchia ha firmato la convenzione europea per i diritti umani, compreso il diritto all'obiezione di coscienza, ma nessuna legge riconosce questa facoltà ai cittadini turchi.
Dietro le sbarre Mehmet è stato sottoposto al taglio obbligatorio dei capelli e della barba e per questo motivo ha cominciato uno sciopero della fame durato 34 giorni, finché gli è stata concessa una cella d'isolamento dove sfuggire alle violenze dei secondini e degli altri detenuti.

Ma non basta: in quanto omosessuale, Mehmet risulta "inabile" al servizio militare secondo la legge turca, ma deve dimostrare di essere gay. Come?, direte voi.

Con una "visita anale", risponde la legge turca, o in alternativa con un video che mostri la penetrazione. Perché solo i gay "passivi" (sapete quanto detesto quest'espressione) sono esentati dal servizio militare. Mehmet ovviamente si rifiuta di sottoporsi a questa barbarie, ma rischia di essere "visitato" per forza, contro la sua volontà.

In vista della nuova udienza del 15 dicembre, anche Amnesty International ha chiesto formalmente alla Turchia di rilasciare Tarhan e ieri a Milano le associazioni gay e quelle per la laicità come Facciamo breccia hanno protestato sotto il consolato turco.
Forse dovremmo scrivere ai nostri parlamentari europei perché l'Europarlamento intervenga ufficialmente.

Thursday, December 08, 2005

Appena in tempo

Matthew Roche aveva 46 anni ed era malato di cancro da diverso tempo. Quando la Camera dei Comuni e poi quella dei Lord hanno approvato la legge sulle Unioni civili (Civil Partnership Act) Matthew ha sperato di poter "sposare" finalmente il suo compagno Christopher Cramp, con cui viveva da sette anni.

Lunedì 5 la legge è entrata in vigore finalmente, ma per celebrare le prime unioni si dovevano aspettare almeno i 15 giorni canonici per le pubblicazioni. Per paura di non fare in tempo, a causa della malattia, Matthew e Christopher hanno chiesto un permesso speciale al municipio di Brighton per sposarsi subito. Le autorità hanno concesso la deroga e lunedì stesso, alle 11, le "nozze" sono state celebrate nella casa di cura St Barnabas, davanti a una ventina di amici e parenti.

Martedì Matthew è morto, ma almeno è riuscito a coronare il suo sogno, di celebrare un'unione ufficiale con il compagno di una vita.
Proprio quello che Rutelli, d'accordo con Ruini e in combutta con Prodi, vuole vietare a tutti noi: modifica del Codice Civile - sostiene l'Unione - ma niente cerimonie né registrazioni.
Di questa elemosina facciamo francamente a meno.

Tuesday, December 06, 2005

Una vittoria o la nostra sconfitta?

Avremo anche noi un riconoscimento come succede nei paesi civili (dalla Nuova Zelanda al Sudafrica)? Oppure ci ritroveremo con una proposta irricevibile, che non riconosce un bel niente e si limita a concedere pochi scarni diritti, senza un valore pubblico?
Questo è il commento del mio fidanzato al post precedente:

Onorevole, ritiene condivisibile la soluzione trovata sulle unioni civili?
«Ritengo perfettamente condivisibile regolamentare diritti oggi non tutelati per le unioni di fatto, dall’assistenza sanitaria, all’alloggio, all’eredità disponibile. Perché risolve i problemi veri della gente senza confliggere con l’articolo 29 della Costituzione, dando vita a matrimonini di serie B. E con la regolamentazione approvata a San Martino, non ci sarebbe alcuna cerimonia a sancire le unioni civili».
Dunque, il punto di differenziazione dai Pacs, di cui si era parlato fino ad ora, sarebbe nell’assenza di una cerimonia, diversa dal matrimonio?
«No, si tratta di una questione sostanziale. Non formale, e neanche terminologica. La normativa scelta a San Martino è un modo per garantire i diritti delle unioni civili che non lede in maniera né diretta, né indiretta l’articolo 29 della Costituzione»

Ecco cosa dice l'Onorevole Fioroni ai giornali.
Non esultate quindi cari gay, la linea dell'Unione è la linea del Cardinal Ruini: niente Pacs, niente cerimonia (che non è solo forma, ma in questo caso sostanza, perchè significa che non ci sarà alcun riconoscimento pubblico di dignità), solo qualche ritocco in sordina al Codice Civile.

Cosa ha da gioire l'Arcigay?
Cosa ha da essere soddisfatto l'Onorevole Grillini?
Questa è la nostra sconfitta.
Questa è la loro sconfitta.
Questa è la sconfitta di SDI, PDCI, DS, Radicali, Verdi, IdV, PRC.
Questa è la vittoria, l'ennesima, della Chiesa e dei suoi alleati clericali.
E non ce la vendessero come una nostra vittoria!

Chiedo a tutti i GLBT, almeno di non festeggiare quella che è la pietra tombale delle nostre rivendicazioni.
Ci rimane solo la dignità, non perdiamo anche quella.

L'Unione è civile

Le unioni civili saranno nel programma dell'Unione di centrosinistra, che non userà la parola Pacs (e sarà anche meglio).
Dall'incontro programmatico in Umbria (dove mancavano socialisti e Udeur) Prodi ha annunciato l'accordo: "Non si chiameranno pacs, ma una soluzione legislativa alle unioni civili, alle cosiddette coppie di fatto, ci sarà nel programma dell'Unione". Un accordo "sulle unioni civili per stabilire diritti privati e pubblici".

Il riferimento ai diritti "pubblici" mi fa ben sperare e allontana lo spettro di una soluzione "riduttiva" che ci ricaccerebbe per anni nel limbo dei senza-diritti. ma voglio essere ottimista e festeggiare a questo annuncio del centrosinistra. Se, sull'onda dei grandi governi europei di sinistra - da Schroeder a Zapatero - anche in Italia riusciremo a garantire i diritti civili, l'Unione avrà il mio voto (filtrato, è ovvio, dai socialisti che sono una garanzia supplementare).
Ma due giorni fa anche D'Alema ha rotto gli indugi: Da parte dei Ds "non c'è nessuna timidezza e nessun passo indietro nel difendere il diritto degli omosessuali e il diritto delle coppie omosessuali a potere vivere la loro dimensione affettiva, la loro sessualità senza temere discriminazioni. Difenderli non è cedere al relativismo, ma promuovere diritti umani".

Aspettiamo solo di vedere il programma nero su bianco, ma a questo punto mi pare che l'impegno di Prodi sia solenne e ufficiale. Speriamo che sia portato a termine.

Monday, December 05, 2005

La Gran Bretagna volta pagina

Liberista in economia e interventista in politica estera, Tony Blair ha dimostrato di essere libertario (e di sinistra) almeno sul tema dei diritti civili.
Così a pochi decenni dall'èra Tatcher, in cui gli omosessuali erano perseguitati e discriminati sul posto di lavoro (a scuola per esempio), la comunità gay britannica può festeggiare la (quasi) parità dei diritti.

Entra in vigore da oggi la legge sulle Civil Partnership, in pratica il matrimonio civile, riservate alle coppie dello stesso sesso. In fondo è una forma di uguaglianza: gli etero hanno il matrimonio, i gay hanno le partnership (con diritti praticamente equivalenti, tranne l'adozione) e nessuno gode di un doppio status. Com'è, invece, in Francia dove gli etero possono scegliere se sposarsi o pacsarsi e ai gay è concessa solo la seconda opportunità.

Alla fine comunque tutti parlano di "matrimonio" fra virgoletti (lo fa anche la Bbc) e - devo dire - sono rimasto sorpreso dal risalto che la stampa italiana ha dato alla notizia: prime pagine su giornai e siti Internet e analisi che sottolineano come la decisione abbia sollevato pochissimi problemi: in un anno la legge è stata annunciata dalla Regina e poi realizzata.

Anni luce da quest'Italia di Casini e commissioni di inchiesta sulla 194...

Friday, December 02, 2005

The law serves as a great teacher

Provo a tradurvi una parte dalla sentenza della Corte Costituzionale sudafricana, che ha sancito l'incostituzionalità della legge sul matrimonio, in cui i gay non hanno i diritti riconosciuti agli etero. Ci la vuole leggere tutta può scaricarla da qui (ma attenzione, è un file da 466 kb).

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[137] The claim by the applicants in Fourie of the right to get married should, in my view, be seen as part of a comprehensive wish to be able to live openly and freely as lesbian women emancipated from all the legal taboos that historically have kept them from enjoying life in the mainstream of society. The right to celebrate their union accordingly signifies far more than a right to enter into a legal arrangement with many

attendant and significant consequences, important though they may be. It represents a major symbolical milestone in their long walk to equality and dignity. The greater and more secure the institutional imprimatur for their union, the more solidly will it and other such unions be rescued from legal oblivion, and the more tranquil and enduring will such unions ultimately turn out to be. [138] This is a matter that touches on deep public and private sensibilities. I believe that Parliament is well-suited to finding the best ways of ensuring that same-sex couples are brought in from the legal cold. The law may not automatically and of itself eliminate stereotyping and prejudice. Yet it serves as a great teacher, establishes public norms that become assimilated into daily life and protects vulnerable people from unjust marginalisation and abuse.
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[137] La richiesta delle ricorrenti di ottenere il diritto di sposarsi dev'essere vista, a mio avviso, come parte di una comprensibile aspirazione a poter vivere apertamente e liberamente come donne lesbiche, liberate da tutti i tabù legali che storicamente gli hanno impedito di realizzare pienamente la propria vita all'interno della società. Il diritto di celebrare la loro unione significa molto di più che il diritto di entrare in un accordo legale con tutte le sue conseguenze, per quanto importanti siano. Questo atto rappresenta una grande e simbolica pietra miliare nel loro lungo cammino verso l'uguaglianza e la dignità. Quanto più grande e sicuro è il sigillo della loro unione, tanto più solidamente queste e altre unioni saranno salvate dall'oblio della legge e diverranno più tranquille e durature.

[138] È un problema che tocca nel profondo le sensibilità pubbliche e private. Io credo che il Parlamento è pienamente in grado di trovare il modo migliore per assicurare che queste coppie dello stesso sesso siano sollevate dall'indifferenza legale. La legge non può eliminare automaticamente e per sé sola stereotipi e pregiudizi. Ma funziona come una grande maestra, stabilisce norme pubbliche che man mano vengono assimilate nella vita di ogni giorno e protegge le persone vulnerabili dall'ingiusta emarginazione e dagli abusi.
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Thursday, December 01, 2005

Sì! Matrimonio anche in Sudafrica

Non si poteva scegliere giorno migliore del Primo dicembre - giornata mondiale per la lotta all'Aids - per una sentenza del genere.
La Corte Costituzionale del Sudafrica ha ordinato al Parlamento di modificare la legge sul matrimonio, per includere le coppie omosessuali. Se non lo farà entro un anno, la norma sarà riscritta dalla stessa Corte.

In base alla Costituzione del Sudafrica, che vieta qualunque discriminazione anche basata sull'orientamento sessuale, il divieto di sposarsi per le persone omosessuali è illegittimo, ha stabilito la Corte. Respinta così la pretesa del governo, secondo cui solo il Parlamento può modificare le leggi.

Avevamo l'Olanda, il Belgio, la Spagna e il Canada (oltre al Massachusetts). Adesso abbiamo anche il Sudafrica, che è la prima repubblica a introdurre il matrimonio gay.
Forse anche noi dovremmo puntare sulla Corte Costituzionale. O andarcene a Cape Town.