Sunday, January 20, 2008

Una firma per i 67 docenti laici della Sapienza

La vicenda del Papa alla Sapienza è stata sufficientemente strumentalizzata e piegata alle esigenze della politica, fino alla grottesca manifestazione di oggi in cui le gerarchie cattoliche - già privilegiate e dotate di un enorme potere di interdizione e di proposta nei confronti della politica e del paese - hanno cercato l'abbraccio della folla (100mila, 200mila persone in piazza San Pietro) per rendere visibile la solidarietà al sommo pontefice. Mi sembra di risentire la storia del lupo e l'agnello.

Comunque, la chiesa può fare quello che gli pare e utilizzare gli infortuni per rafforzare la presa in cui sta stritolando il nostro povero paese. Quello che fa più specie - e su cui siamo chiamati a intervenire - è la miopia della classe politica e della gran parte degli intellettuali. Pronti ad accodarsi al coro dei difensori del papa. Contro quei docenti che hanno "osato" non chiudere la bocca a Benedetto XVI o aggredirlo, ma semplicemente esprimere i dubbi sull'opportunità di quella visita.

Possiamo almeno dimostrare la nostra solidarietà a quei 67 coraggiosi docenti, che non si sono tirati indietro di fronte alla prevedibile solitudine in cui sarebbero stati lasciati dai politici, dai media e - dispiace dirlo - anche dalle istituzione, a cominciare dalla presidenza della Repubblica. Una firma alla petizione è il modo che abbiamo per smentire l'esistenza di un pensiero unico.

4 comments:

Anellidifumo said...

Fatto...

stefano said...

Fatto anch'io.

Alessandro said...

quei professori hanno sbagliato e io non esprimo nessuna solidarietà per loro. se oggi vengono attaccati, anche oltre misura, è perché se la sono cercata. bisogna anzi che sia chiaro che il metodo scelto da loro non è il metodo corretto per esprimere dissenso sulla scelta (legittima come la loro protesta) di un rettore di invitare all'apertura dell'anno accademico un cittadino europeo dotato di titoli accademici sufficienti per farlo. questi hanno preso un articolo scritto da un loro *collega*, ne hanno stravolto il significato, hanno dichiarato in maniera del tutto dogmatica che c'è una sola interpretazione possibile per una questione storiografica apertissima come il processo a galileo. hanno messo in discussione il metodo scientifico e dialettico, il principio di laicità, l'essenza stessa dell'università per cui lavorano. quale solidarietà si aspettano?

non facciamoci sviare dalla strumentalizzazione politica. si può criticare la strumentalizzazione dei politici (ma non la manifestazione sincera di popolo di ieri) senza esprimere solidarietà a chi non se la merita. bisognerebbe che queste cose non si ripetessero più, altro che petizioni.

Anellidifumo said...

Ho la soluzione alla crisi di governo.