Monday, December 31, 2007

Augurio per il 2008: meno Binetti per tutti!

Cari 15 lettori di questo blog, grazie a tutti voi che ogni tanto continuate a passare di qui a trovarmi, anche se quest'anno sono stato un po' discontinuo. Ma dovete capirmi: il nuovo lavoro, i miei altri blog "lavorativi" (soprattutto queerblog) e gli impegni della vita off line mi hanno tenuto molto occupato. Prometto di essere più ligio nel 2008 e di cercare più buone notizie di quante ne abbia scritte in questo 2007 ormai agli sgoccioli.

L'augurio per il 2008 è di occuparci sempre meno delle Paole Binetti e di tutti i personaggi della sua risma; e di conquistare nuovi diritti e più civiltà.

Nell'ultimo scorcio dell'anno che chiude la Binetti ha ribadito che lei, in qualità di neuropsichiatra, ritiene l'omosessualità una malattia e anzi rivendica la stessa opinione all'intera categoria degli psichiatri: noi specialisti continuiamo a collocarla tra i disturbi del comportamento sessuale. Per fare questo prima brandisce come un'arma il vecchio Dsm (il manuale diagnostico americano della psichiatria), poi sostiene che il nuovo Dsm (Dsm IV) ha eliminato l'omosessualità dalla lista delle malattie "per le pressioni della lobby gay". Però o il Dsm è uno strumento valido e autorevole (e dunque sono valide anche le sue revisioni) o non è credibile e allora non lo era neppure quando "condannava" l'omosessualità.

Ma chiudiamo l'anno in bellezza, con una buona notizia.
L'Uruguay è il primo paese dell'America Latina ad avere una legge nazionale sulle unioni civili. Il presidente Tabaré Vazquez ha firmato la nuova legge sulla union concubinaria, che garantisce alle coppie dello stesso sesso e di sesso diverso - dopo 5 anni di convivenza - diritti e doveri reciproci simili a quelli derivanti dal matrimonio, eccetto l'adozione.

Finora le coppie gay avevano un riconoscimento solo in alcune aree dell'America Latina, come Buenos Aires, Città del Messico e lo stato brasiliano del Rio Grande do Sul. Dal primo gennaio 2008 entra in vigore la nuova legge.

Sunday, December 30, 2007

Le lacrime di coccodrillo del cardinal Bertone

Chiagn' e fotte dicono a Napoli, di chi se la spassa e intanto piange miseria. Un po' come il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato (una specie di ministro degli Esteri) del Vaticano.

In un'intervista all'ultimo numero di Famiglia Cristiana il porporato lamenta che nel neonato Partito democratico i cattolici rischiano di essere "mortificati", niente di meno, dalla tracotanza dei laicisti. E nel lamentare i numerosi attacchi subìti dalla religione rimpiange il bel tempo che fu, quando i comunisti del Pci - Gramsci, Togliatti - erano laici, ma avevano una visione "morale" della vita. In pratica, sembra di capire, erano bacchettoni, peggio dei cattolici e soprattutto molto di più dei democristiani.

Guarda caso, il cardinale se la prende proprio con le norme anti-omofobia (poi abortite) che erano state inserite nel decreto sulla sicurezza. «L'inserimento di una norma antiomofobia nel decreto sulla sicurezza, argomento del tutto diverso», spiega con proterva arroganza Bertone, che a quanto pare oltre che di teologia è esperto anche di diritto costituzionale, amministrativo e penale, tanto da impartire lezioni su come devono essere scritte le leggi.

Ecco: questa è la mortificazione dei cattolici in Italia. Essi vorrebbero scrivere direttamente le leggi dello stato - affidandole magari proprio alla penna del cardinale Bertone - e invece sono costretti a dettarle ai politici di turno, bacchettandoli pubblicamente e privatamente quando pretendono di fare di testa propria. Per scrivere da solo le leggi, però, Bertone dovrebbe candidarsi alle elezioni. E soprattutto vincerle.

Molto più comodo stare seduto sui regali troni del Vaticano.

Sunday, December 16, 2007

Il Pd: nessuna idea o le idee di Ruini

Non è strano, in fin dei conti, che nel Partito democratico alla fine prevalgano le posizioni della Binetti e in generale dei teo-dem. Il problema è a monte: i cattolici integralisti hanno un'idea, un progetto (magari irricevibile e anti-democratico, ma ce l'hanno). Gli ex Ds (ex comunisti), da D'Alema a Veltroni, da Fassino alla Finocchiaro non hanno un'idea, non hanno un progetto per l'Italia e per la nostra società. E se anche ce l'hanno sono disposti a svenderlo o ha buttarlo via in cambio di un posto al governo.

Ecco il progetto degli ex Ds: stare al governo. Comunque sia e con chiunque, fossero anche Mastella o Casini. Ma non allontanarsi per nessuna ragione dalla stanza dei bottoni. Per D'Alema-Fassino-Finocchiaro - al contrario della Binetti - non esistono valori "non negoziabili". Non lo sono i diritti di gay e lesbiche, ma neppure la pace; non lo sono i diritti dei lavoratori né il salario minimo garantito. Non c'è nulla per cui combattere usque ad effusionem sanguinis; nulla per cui valga la pena tornare all'opposizione. Ovvio che in queste condizioni trionfi la Binetti. Lei ha un ideale, ha un progetto e un valore da difendere.

Più laico di D'Alema e Veltroni è persino Follini, in teoria il più centrista dei senatori del Partito democratico:
Aggiungo, da cattolico, che ritengo del tutto ragionevole quella norma contro l’omofobia. Non vedo nessun contrasto tra quel trattato e la fede. Lo scandalo, per me, non è lì. Quel voto, però, contiene una conseguenza. È ovvio che esso mette in libertà, di più ancora, molte altre opinioni difformi ed eterodosse che vi troveranno l’appiglio più solido per fare a modo loro.

Saturday, December 15, 2007

Unioni civili, Italia umiliata anche dall'Uruguay

Una volta gioivo di fronte ai paese che riconoscevano finalmente diritti alle coppie dello stesso sesso. Adesso - sarà l'età, saranno le delusioni - comincio ad anteporre alla soddisfazione un profondo disagio e disgusto, nel vedere come tutti ormai ci passano avanti, non solo in posti storicamente civilissimi come Belgio, Olanda o Nuova Zelanda né in paesi baciati dalla presenza taumaturgica di leader come Nelson Mandela.

No, ormai le coppie di fatto e le unioni civili sono riconosciute anche in stati che faticosamente hanno riconquistato da relativamente poco tempo la democrazia, come l'Uruguay uscito da una dittatura solo nel 1984. Eppure anche lì ormai le unioni civili - senza distinzioni fra etero e omosessuali - saranno una realtà entro la fine dell'anno. Le ha appena votate la Camera e adesso tocca al Senato, che già disse sì nel 2006. merito del Frente amplio di sinistra che alle ultime elezioni nel 2005 sbaragliò gli immarcescibili partiti Blanco e Colorado, cioè conservatori e liberali.

La legge sulle "unioni concubinarie" prevede per le coppie di fatto dopo cinque (!) anni di convivenza gli stessi diritti e doveri dei coniugi, eccetto la possibilità di adottare minori. Sempre più diritti e sempre meno tempo dei fallimentari Dico, che comunque in Parlamento non ci sono mai andati.

Già, ma in Uruguay non c'è la Binetti. E neppure il Partito democratico.

Wednesday, December 12, 2007

La Ue combatte l'omofobia anche per noi

Se non sarà il Parlamento italiano, forse ci penserà quello europeo a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale. Con buona pace dei nostri parlamentari (e governanti), i quali obbediscono più ai cardinali che alla Costituzione.

Dopo la Binetti, quindi, ci ritroviamo a parlare di omofobi notori. Qualcuno si ricorda di Rocco Buttiglione, l'ex ministro di Berlusconi che ambiva a diventare commissario europeo? Un paio di anni fa la sua candidatura fu bocciata - è stata la prima volta assoluta - dal Parlamento europeo che gli rimproverava non un crimine di opinione (come tentava di far credere Giuliano Ferrara), ma un preciso comportamento anti-costituzionale. Buttiglione era accusato infatti di aver recepito in modo scorretto, da ministro delle Politiche comunitaria, la direttiva numero 78 del 2000 contro la discriminazione nei luonghi di lavoro. Ed era vero.

Adesso infatti l'Unione Europea ha inviato una lettera di richiamo all'Italia, proprio sulle norme comunitarie che contrastano la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale. Proprio la Commissione europea - che nel 2000 aveva emanato la direttiva in questione - adesso sollecita il nostro paese (accanto a Lettonia e Finlandia) e a recepire in modo corretto le norme comunitarie.

Quando infatti il governo Berlusconi trasformò quella direttiva in legge italiana, su proposta del ministro Buttiglione la norma nazionale invertì l'onere della prova: cioè il lavoratore discriminato doveva dimostrare la discriminazione, mentre la legge europea stabiliva che fosse il datore di lavoro a dimostrare di non aver discriminato il dipendente. Insomma, comunque la si giri in Italia, adesso, ognuno è libero di discriminare concretamente - e non solo a parole - gay e lesbiche. Altro che San Paolo, citato a sproposito proprio da Buttiglione.

Allora c'è proprio bisogno di una legge, come quella che la Binetti e Buttiglione e Mastella non vogliono.

Tuesday, December 11, 2007

Il governo degli omofobi di sinistra

Ci sarebbe proprio da ridere, se non ci fosse da piangere. Riassumo i fatti della settimana scorsa per chi, come il sottoscritto, era via in vacanza per il ponte. Il cosiddetto decreto-sicurezza - voluto dal governo su spinta di Veltroni e subìto obtorto collo dalla sinistra sinistra - doveva passare al Senato e per ottenere il sì il governo Prodi ha posto la fiducia su un unico emendamento che accoglieva tra l'altro una richiesa di Rifondazione: inasprire le pene per la discriminazione, compresa quella fondata sull'orientamento sessuale.

Su questo tema i teo-dem (gli integralisti cattolici) del Partito democratico si erano impuntati, finché era stata trovata una formula soft che si richiamava al Trattato di Amsterdam, sottoscritto anche dall'Italia

reclusione fino a tre anni chiunque incita a commettere o commette atti di discriminazione di cui all’articolo 13, n. 1, del Trattato di Amsterdam;


Tuesday, December 04, 2007

D'Alema: le nozze gay offendono gli italiani

Ecco qui. Gratta gratta, anche sotto il vecchio ex comunista batte un cuore che pende per il Vaticano. Non basta essere ateo, non basta essere (o essere stato) materialista a Massimo D'Alema per sfuggire ai cliché dell'italiano medio, che deve interpretare il senso religioso della (presunta) maggioranza.

A colloquio con gli studenti di un istituto tecnico, il ministro degli Esteri ha espresso il proprio pensiero sul matrimonio fra persone dello stesso sesso. E non è un pensiero molto libertario o di sinistra.


«No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali, perciò, offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente. Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio. Lo Stato, però, deve riconoscere loro diritti civili e sociali. Mi accontenterei di fare la legge...».


Un misto di disinformazione e ideologia. Prima la solita favola della Costituzione, che non parla mai di matrimonio fra uomo e donna, ma si limita a parlare di famiglia. Poi la storia del sacramento: chiaro esempio della confusione tra sfera dello stato e sfera religiosa, che sono e dovrebbero restare separate. Il matrimonio sarà un sacarmento per quel 20% (se va bene) di italiani che vanno a messa ogni domenica. Per gli altri è un contratto sottoscritto davanti alla legge.

E poi il disprezzo verso gay e lesbiche che vorrebbero "simulare" un matrimonio. Non più di quanto D'Alema tenti di simulare di essere di sinistra. Ma si vede benissimo che non lo è.

Wednesday, November 28, 2007

A Padova il Pd sta con le destre contro i gay

Qualcuno pensava davvero che il Partito democratico fosse una forza progressista? O che avesse qualche parentela con la socialdemocrazia? A Padova il Partito democratico di Veltroni ha gettato la maschera e ha dismostrato quanto ha a cuore i diritti delle persone conviventi e soprattutto di gay e lesbiche, che conviventi sono costretti a rimanere anche se vorrebbero sposarsi (mentre gli etero hanno sempre la possibilità di andare davanti al sindaco e dire Sì).

Il consiglio comunale di Padova, grazie proprio al Pd che ha votato insieme alle destre, ha respinto una proposta che prendeva in considerazione anche i conviventi nelle graduatorie per le case del Comune. Attenzione: non è che i conviventi passassero avanti rispetto agli altri, ma ottenevano un punteggio aggiuntivo (5 punti in più) come giovani coppie, ma solo nel caso in cui la convivenza risultasse in Comune da almeno un anno.

Invece niente: contro l'emendamento, presentato da Alessandro Zan e Giuliana Beltrame, ha votato il partito democratico, che a questo punto potrebbe aggiungere al suo nome l'aggettivo "cristiano", visto che quanto a laicità è peggio della vecchia Dc. Benvenuti in Italia.

Tuesday, November 27, 2007

BuddyG, bimbo di cartone con due mamme

Arriva dagli Stati Uniti, dal Nebraska per la precisione, il primo cartone animato che parla di famiglie omogenitoriali. "Buddy G e le sue due mamme".

Le autrici sono Margaux e Donna Towne-Colley, che raccontano di essersi ispirate al loro bambino per inventare Buddy G, questo ragazzino biondo di 5 anni che vive con due mamme (mom e mommy) e gioca con l'amico Owen, appassionato di Elvis Presley.

Esistono già, specie in Francia e in Gran Bretagna, libri a fumetti e racconti con bambini che hanno due mamme (o più di rado due papà), ma non erano ancora stati prodotti cartoni animati con una famiglia "gay". Eppure anche in Italia sono sempre di più i bambini che vivono con due genitori dello stesso sesso e, secondo le ricerche scientifiche, non hanno più problemi degli altri. Dunque ben venga un cartone, che magari può insegnare agli altri bambini la bellezza della differenza.

Eccovi la sigla

Monday, November 26, 2007

Australia: addio John Howard premier anti-gay

Bye bye, mister Howard. Dopo 11 anni, e diverse tornate elettorali, gli australiani hanno finalmente mandato a casa il primo ministro conservatore John Howard, a capo del governo con una coalizione di liberali (destra) e nazionalisti. È stato un trionfo per i laburisti di Kevin Rudd, che hanno conquistato oltre metà dei seggi alla Camera, e una debacle clamorosa per Howard, che ha perso anche il proprio seggio in Parlamento. Era dagli anni Venti del Novecento che un premier in carica non veniva estromesso in modo così brutale.

Finisce così l'era dell'Australia alleata di Bush, del governo australiano che manda truppe in Iraq al fianco di quelle americane e del no al Protocollo di Kyoto. L'Australia era l'unico dei grandi paesi industralizzati a seguire Bush nelle sue campagne internazionali: ora la musica cambierà, visto che la maggioranza del paese è contraria alla guerra e vuole un maggior impegno sul fronte ecologista. Lo dimostra anche la buona affermazione dei verdi.

Ma finisce, soprattutto, l'era della netta discriminazione dei gay e delle lesbiche, anche se è difficile aspettarsi cambiamenti rivoluzionari. Sotto il governo Howard, comunque, l'Australia ha introdotto - unico paese occidentale - un divieto esplicito di matrimonio tra persone dello stesso sesso, attraverso una legge federale. Il problema è che la votarono anche i laburisti.

Howard però fece di peggio. Bloccò, da Canberra, anche le leggi dei singoli stati che volevano introdurre forme di registrazione o di unioni civili per le coppie gay. Nel programma dei laburisti - guidati da un cristiano praticante, Rudd - c'è invece l'introduzione di una partnership registrata per le coppie dello stesso sesso, qualcosa del genere unioni civili.

Una soluzione che non piace alle associazioni lgbt, che viola l'uguaglianza fra i cittadini; ma comunque un passo in avanti dopo 11 anni di oscurantismo. Ciao ciao John, buona pensione.

Friday, November 23, 2007

Da Ferrara il ragazzo gay cattolico e forzista



Carino, è carino. Che poi abbia delle idee è tutto da dimostrare.

Certo, fa specie che in due giorni Alberto Ruggin sia diventato immantinente presidente di Gaylib Veneto (devono avere davvero pochi iscritti) e abbia avviato un percorso di trasmissione in trasmissione per spiegare le sue ragioni.

Non ho visto tutta la trasmissione, ma comunque ancora una volta La7 è sulla notizia, mentre la Rai - la prima industria culturale del paese - rimane indifferente.
Peccatevi il bell'Alberto, con Alessandro Zan (un po' in ombra) e l'inquietante Camillo Langone ("una volta i gay erasno geniali perché erano perseguitati, adesso purtroppo il gay medio è un bancario e quindi niente più genio"; propongo di perseguitare Langone, così diventa almeno lui un genio).

Thursday, November 22, 2007

Torna il preservativo in tv (ma solo per gli etero)

Alleluja!
Finalmente, secondo quello che leggiamo sul Corrierone, si torna a parlare esplicitamente di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale: non c'è solo l'Aids, pensiamo a epatite, herpes genitalis, gonorrea, sifilide, candida...

Bene, dopo anni di ipocrita silenzio il prossimo spot del minstero della Salute - girato da Francesca Archibugi - parlerà di preservativi, anzi farà vedere gente che va in farmacia a comprarli. Un segnale positivo, finalmente, ma prima di parlare forse è meglio aspetttare di vedere lo spot. In base alla descrizione, infatti, le coppie protagoniste della pubblicità sono tutte eterosessuali...

D'accordo che il contagio è in aumento soprattutto fra gli etero e le donne, però è vero che in termini assoluti sono sempre tanti i gay che si infettano. Al ministero non interessa la loro salute?

In ongi caso, prima di protestare aspettiamo di vedere il lavoro finito.

Wednesday, November 21, 2007

Evitare il popper per ridurre l'Aids

Molti di voi sapranno già che cos'è il popper, ma forse è utile chiarirlo a qualcuno.

Con il nome familiare di popper è definito il nitrito di amile, una sostanza - legale in Italia - che dagli anni Sessanta viene usata come una droga (a fini edonistici, cioè) in relazione ai rapporti sessuali, soprattutto fra maschi gay. La sua proprietà di vasodilatatore, infatti, favorisce il rilassamento della muscolatura, utile per alcuni rapporti, e provoca euforia, anche se l'effetto (che si ottiene inalando il liquido) è di brevissima durata.

Ora, sembra che l'uso del popper favorisca la diffusione del contagio da Hiv, il virus responsabile dell'Aids. Secondo un gruppo di ricercatori britannici - che hanno pubblicato un lavoro sulla rivista scientifica Sexually Transmitted Infections - limitare l'uso del popper dovrebbe essere uno degli obiettivi delle campagne contro l'Aids. Infatti gli uomini gay che ricorrono al popper durante il sesso hanno una probabilità più alta di contrarre il virus Hiv.

Questo, secondo i ricercatori, dipende da due motivi: da un lato il popper abbassa la soglia di attenzione e spinge ad avere rapporti più rudi, dall'altra sembra che agisca anche a livello biologico, aumentando la facilità di contagio.

Ma non basta: dalla ricerca è emerso un altro dato, abbastanza nuovo. Non solo avere un rapporto sessuale passivo senza protezione (profilattico) e con eiaculazione comporta un alto rischio di contagio, ma anche il rapporto insertivo (da attivi, in pratica) senza protezione è correlato a un considerevole rischio di contagio. Nel dubbio, meglio proteggersi sempre.

Tuesday, November 20, 2007

Gay, corista in chiesa e berlusconiano. Che altro?

D'accordo, d'accordo. Tutta la solidarietà possibile al ragazzo gay 20enne (caruccio pure) cacciato dal coro della chiesa dopo la partecipazione - registrata, ma non ancora mandata in onda - a Ciao Darwin (ottimo questo lancio pubblicitario, complimenti all’ufficio stampa di Canale 5).

Però, però... Hai 20 anni nel 2007, sei gay e hai voglia di vivere la tua vita alla luce del sole; e che fai? Ti dedichi anima e corpo alle iniziative della parrocchia (catechista, chierichetto, corista) e non contento fondi anche un Circolo della libertà nel tuo paesino (Este, in provincia di Padova)?

Forse qualcosa che non torna c'è in tutta questa storia. Basta leggere il commento dei compagni di "partito", che esprimono solidarietà e vogliono parlare di "diversità" (!), ma senza esagerare:

Attenzione il circolo non intende entrare nel merito delle coppie di fatto, dei pacs o dico che siano, ne’ intende toccare il tema della famiglia. Vuole solo aprire un dibattito sereno su una realtà che ci circonda.

In fondo è un circolo politico, perché dovrebbe parlare di proposte di legge e di diritti civili?

In ogni caso, ormai in Italia stiamo toccando il fondo: prima Vladimir Luxuria - deputato transgender di Rifondazione comunista - vuole fare da testimone in chiesa (in chiesa!) a un suo parente e alla fine ottiene pure l’autorizzazione; poi spunta fuori la storia di Alberto. Ma che cos’è più sorprendente: che il parroco abbia cacciato dal coro uno che va a Ciao Darwin o che un ventenne gay che fa coming out faccia serenamente il volontario in parrocchia e fondi un circolo della destra berlusconiana?

Friday, November 16, 2007

Il Papa beatifica i franchisti, la Spagna indennizza le vittime

Non c'è niente da fare: se vogliamo tirare un sospiro di sollievo e rinfrancarci un po' dalle meschinità di casa nostra (Lamberto Dini, il Partito democratico, Mastella, l'editto bulgaro che nn c'era) dobbiamo spostare lo sguardo a Ovest verso la penisola iberica.

Un paio di settimane fa - lo saprete tutti - in piazza San Pietro si è radunata una folla oceanica, e politicamente molto compatta, che ha partecipato alla cerimonia di beatificazione di 498 martiri spagnoli della Guerra Civile, elevati agli onori degli altari. Piccolo particolare: i nuovi beati erano tutti franchisti. Un gesto con un risvolto politico, dal momento che il Vaticano ha messo in agenda questa mega-beatificazione (sarà un'offerta speciale) proprio mentre le Cortes a Madrid discutevano sulla Ley de Memoria historica, quella legge che tra l'altro obbliga i Comuni spagnoli a ritirare tutti i simboli del franchismo.

Per galateo istituzionale, il governo Zapatero ha inviato a Roma, in occasione della cerimonia, il ministro degli Esteri Moratinos. Ma se il 28 ottobre a Roma si celebravano i franchisti, il 31 ottobre a Madrid i deputati spagnoli approvavano la legge che riabilita le vittime del franchismo e condanna, finalmente, la dittatura.

Ma non basta: nei giorni scorsi il Congresso ha anche deciso che il governo indennizzerà le persone omosessuali discriminate e perseguitate dal franchismo a causa del loro orientamento sessuale. Un risarcimento simbolico, ma che esprime il nuovo atteggiamento dello stato verso cittadini che in passato sono stati vittime di rappresaglie ed esclusi dalla cittadinanza.

Saturday, November 10, 2007

E se Hillary Clinton fosse lesbica?

Che succederebbe se il prossimo presidente degli Stati Uniti fosse una donna? E se fosse addirittura una donna lesbica? A me potrebbe solo fare piacere, come doppio colpo - quasi mortale - al maschilismo fallocratico che domina il mondo occidentale, figuriamoci il resto della Terra. Ma non è proprio di questo che voglio parlare.

Ebbene, il pettegolezzo politico che sta circolando di più sotto traccia, ma che ormai fa capolino anche sui quotidiani - compreso un giornale rispettabile come La Stampa - è quello sulla presunta omosessualità di Hillary Clinton, la più probabile candidata democratica alle elezioni presidenziali del 2008. Una voce che era già circolata ai tempi dello scandalo sessuale fra Bill Clinton e Jennifer Flowers, cui Hillary aveva reagito con grande compostezza, se non freddezza, e anche in seguito.

Più che come prospettiva, però, adesso lo “spettro” dell’omosessualità viene agitato dagli avversari di Hillary, per contrastare la sua candidatura e metterle i bastoni fra le ruote. Basta sfogliare giornali e siti internet americani per leggere della bella e misteriosa assistente, Huma Abedin che le sta sempre a fianco e non la abbandona mai, giorno e notte e nei suoi numerosi viaggi.

Hillary è lesbica? Non lo sappiamo e francamente non ci interessa. E non dovrebbe interessare neppure agli americani, che dovrebbero solo riflettere se saprà amministrare o no il loro paese. E i suoi gusti in questo non hanno significato.

Thursday, November 08, 2007

Iran, mobilitazione per un altro gay condannato

Non c’è fine in Iran per le sentenze di morte contro i gay, perseguitati in modo sempre più aggressivo dal regime di Teheran. Stavolta rischia la vita un giovane curdo iraniano, Makwan Moloudzadeh, accusato anch’egli di lavat e iqabi (immoralità e sodomia) e condannato a morte per stupro contro un ragazzo di 13 anni. Peccato che anche il presunto violentatore aveva 13 anni al momento del rapporto sessuale.

La denuncia dell’ennesima esecuzione arriva dall’associazione francese Sos Homofobie, che ha lanciato una petizione internazionale per fermare il boia. La mobilitazione si è ampliata anche ad associazioni britanniche che chiedono ai governi occidentali di fare pressioni sul presidente Ahmadinejad.

Si possono scrivere lettere a questi indirizzi:
Guida spirituale della Repubblica islamica d’Iran :
His Excellency Ayatollah Sayed ‘Ali Khamenei
info@leader.ir
Your Excellency / Excellence,

Responsabile del potere giudiziario:
Ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi
Ministry of Justice, Ministry of Justice Building, Panzdah-Khordad Square,
info@dadgostary-tehran.ir (nell’oggetto scrivete: “FAO Ayatollah Shahroudi”)
Your Excellency / Monsieur,

COPIE A

Presidente del Majlis-e Shoura-e Islami (Assemblea consultiva islamica) :
hadadadel@majlis.ir
Your Excellency / Monsieur,

Direttore della prigione centrale di Kermanshah :
markazi@kermanshaprisons.ir
ahead@kermanshaprisons.ir
Formule d’appel :
Dear Sir, / Monsieur

Monday, October 29, 2007

Sarà Cristina l'Evita dei gay argentini?

Per la prima volta nella storia dell’Argentina una donna è eletta presidente o presidenta, in castigliano. Dove non è riuscita Ségolène Royal - conquistare un’elezione diretta - ce l’ha fatta Cristina Kirchner, sulla scia di un’altra donna, Michelle Bachelet presidente del vicino Cile.

Moglie del presidente uscente, Nestor, first lady, avvocato e senatrice da molti anni, Cristina Fernandez Kirchner ce l’ha fatta, nonostante le critiche e le polemiche che - guarda caso - hanno preso di mira i presunti interventi di chirurgia estetica cui si sarebbe sottoposta. Avete mai visto qualcosa del genere per un candidato uomo?

Comunque Cristina ha vinto e lei è più a sinistra del marito, il quale ha già portato a sua volta una ventata di progresso nel paese, cancellando le leggi di impunità per i responsabili delle torture sotto la dittatura militare. Quanto ai diritti lgbt Cristina ha dichiarato che crede nella libertà di scelta sessuale per uomini e donne di Argentina.

Arriveranno i matrimoni dello stesso sesso? Nonè certo, ma è molto probabile che si estendano a tutto il paese le unioni civili che adesso sono in vigore a Buenos Aires.

Saturday, October 27, 2007

Amato anti-gay, ora con una circolare

Non c’è niente da fare. Se nasci tondo non muori quadrato; e se sei omofobo non diventi aperto e illuminista. Neppure se sei così comprensivo verso gli immigrati e verso le altre religioni, anzi verso le religioni in generale, di cui vuoi capire il punto di vista.

Il punto di vista che Giuliano Amato, ministro dell’Interno, non vuole capire - invece - è quello delle lesbiche e dei gay. Lui, che da presidente del Consiglio nel 2000 si rammaricò di non poter impedire il corteo del Gay Pride, perché “purtroppo c’è la Costituzione”, oggi conferma la tua attitudine che lo caratterizza nella vita politica e in quella privata.

Con una circolare - la numero 55 del 18 ottobre - il ministro ha ordinato a tutti i prefetti e sindaci d’Italia di impedire la trascrizione dei matrimoni dello stesse sesso celebrati all’estero, in paesi come la Spagna o il Canada dove i diritti civili valgono per tutti. E di prestare estrema attenzione - che volgarità - al sesso dei contraenti.

“La richiesta di trascrizione di un simile atto compiuto all’estero deve essere rifiutata perché in contrasto con l’ordine pubblico interno”.

Lo denunciano i Radicali italiani, che con la segretaria Rita Bernardini e Sergio Rovasio chiedono il ritiro immediato della circolare, l’ennesima violazione italiana dei diritti civili ribaditi e promossi dal Parlamento Europeo e dall’Unione di cui facciamo parte. Ma i cittadini omosessuali, evidentemente, devono avere meno diritti degli altri, secondo Amato.

Ma non si illuda il ministro. Siamo pronti a ogni tipo di battaglia legale, fino alle massime magistrature della Repubblica, per vedere attuato l’articolo 3 della Costituzione. Che purtroppo (per Amato) c’è ancora.

Monday, October 22, 2007

Polonia, via i gemelli ma niente illusioni

Buone notizie - non ottime, ma almeno buone - dalla Polonia, dove i cittadini hanno votato per rinnovare il Parlamento (dopo soli due anni) e hanno mandato a casa la coalizione di estrema destra guidata da Jaroslav Kaczynski, uno dei due gemelli al potere a Varsavia (l’altro, Lech, è presidente e tale resterà almeno fino al 2010).

Buone notizie, si diceva, perché il partito omofobo e reazionario dei gemelli - Legge e ordine (Pis) - è stato sconfitto dall’opposizione liberale di Piattaforma civica, guidata da Donald Tusk (44% contro 31%). Si annuncia, quindi, più europeismo, più liberismo e un atteggiamento più internazionale. I vincitori, però, sono liberali, sì, ma di destra, dunque più attenti alle libertà economiche che a quelle civili.

La sinistra, invece, socialdemocratica ed ex comunista si è fermata al 13%: abbastanza per sostenere i liberali contro il presidente gemello, ma troppo poco per imporre una piattaforma di riforme civili. Quindi, in definitiva, è scongiurato almeno per ora il pericolo di liste di proscrizione e licenziamente di massa a danno di gay e lesbiche; ma neppure sono alle viste nuove leggi che riconoscano i diritti delle persone lgbt. Un passo avanti, ma molto piccolo.

Wednesday, October 17, 2007

Il Vaticano contro la Corte di Cassazione

Ormai siamo al parossismo. Neppure i giudici togati della Suprema Corte di Cassazione, il massimo organo giuridico della Repubblica sfuggono agli strali della Santa Sede e del suo organo di informazione, L'Osservatore Romano.

L'ultima querelle riguarda la dolorosa e delicata vicenda di Eluana Englaro, per cui i giudici di Cassazione hanno deciso che debba essere celebrato un altro processo: in discussione c'è l'opportunità di interrompere l'alimentazione artificiale che tiene in vita Eluana contro la sua volontà e contro natura.

"Inaccettabile", tuona l'Osservatore. Peccato che da quelle parti non debbano accettare niente, visto che vivono in un paese straniero, lo Stato Vaticano. E le leggi italiane non dovrebbero essere prima visionate da Oltre Tevere. Per molto meno un ministero degli Esteri normale avrebbe richiamato l'ambasciatore presso la Santa Sede.

Monday, October 15, 2007

Scuola, grazie dei Fioroni

Ma chi me lo doveva dire che in un governo per cui provo orrore alla fine sarei stato costretto ad approvare un vecchio politico democristiano di lungo corso. E invece, tiè! Fioroni mii ha fregato e devo pure sperare che non lo spostino da lì...

Basta andare a legge bene nell’ultimo protocollo di intesa (pdf) firmato il 10 ottobre dal ministero della Pubblica Istruzione e dalle associazioni dei genitori riunite nel FoNags. Tra le latre cose, nel documento Fioroni si impegna a:

• promuovere e sostenere progetti culturali e formativi che contribuiscano alla prevenzione e comprensione del fenomeno del bullismo, compresi atti di intolleranza razziale o religiosa, di violenza omofobica e di violenza giovanile in ogni sua forma fisica e psicologica;

Capito? Alla faccia della cara Morattila.
Giustamente festeggia l’Agedo che ha partecipato al tavolo e ha firmato il protocollo insieme alle altre associazioni, fra cui il Moige. Se ci si divide sulle coppie di fatto e sul matrimonio, almeno è un sollievo constatare che sul rispetto e la non discriminazione è più facile trovare un accordo.

Adesso è necessario che questa parole siano riempite di significato e che le scuole attivino progetti e iniziative nella direzione dell’educazione e della prevenzione. Ma la strada è già aperta.

Sunday, October 14, 2007

Fuori dal Vaticano il monsignore gay

Exit - la trasmissione di Ilaria D'Amico - ha fatto centro, con la puntata del primo ottobre in cui ha presentato - con mascheramenti e contraffazioni - un drappello di preti gay, scovati sulle chat da un complice e ripresi a loro insaputa con una telecamera nascosta. Uno di loro era addirittura un monsignore e aveva ricevuto il ragazzo della chat in un ufficio in Vaticano.

Nonostante le precauzioni - viso oscurato e voce metallica - le gerarchie hanno riconosciuto l'ufficio e sono risalite al "colpevole", monsignor Tommaso Stenico, che ha già perso il posto di collaboratore della rivista online Petrus (di stretta osservanza ratzingeriana), da cui sono partite vere e proprie crociate contro il marciume (appena scoperto, sembrerebbe) del clero cattolico.

I quotidiani e i siti italiani stanno cercado di coprire il nome del prelato - che aveva anche un blog anch'esso oscurato - ma dal momento che Petrus lo ha pubblicato, tanto vale scriverlo anche qui. Il vescovo in questione, anzi, conferma la disavventura con Exit, ma ne dà una spiegazione scientifica: è un prete "psicanalista", sostiene, e stava svolgendo un'indagine su sacerdoti e omosessualità, ma - che strano! - senza informare i suoi superiori.

Comunque, stavo provando quasi compassione per monsignor Tommaso Stenico, che rischia di perdere il posto, lo status e anche la casa dove vive; poi però sono andato a rivedere la sua esibizione a Exit, in cui appena prima di consumare un rapporto omosessuale sadomaso (poi evitato) si lancia in una requisitoria contro il matrimonio gay e a favore della famiglia tradizionale. Davvero,m il trionfo dell'ipocrisia:




qui c'è un altro spezzone della trasmissione.

Saturday, October 13, 2007

Schwarzenegger go Austria!

Secondo tentativo, seconda bocciatura. Per la seconda volta in due anni Arnold Schwarzenegger, governatore della California, ha posto il veto a una legge che introduce il matrimonio fra persone dello stesso sesso. E anche in quest’occasione ha ripetuto che la decisione spetta al popolo della California e alla Corte Suprema dello stato.

Nemmeno stavolta, pare, in Parlamento ci saranno i voti sufficienti a superare il veto, che può essere cancellato solo da un’approvazone con il sì dei due due terzi dei parlamentari.

In tutto il paese, specie a San Francisco e Los Angeles, sono state organizzate manifestazioni di protesta contro l’ex attore di origine austriaca che, secondo molti osservatori, punta segretamente alla Casa Bianca, pur essendo bloccato dalla sua nascita non americana.

Ma se i californiani lo mandassero a casa prima del termine del suo mandato?

Thursday, October 11, 2007

Avanza alla Camera la legge anti-omofobia

Anche l’Italia potrà avere, in tempi ragionevoli, una legge che punisca l’incitamente all’odio contro gay lesbiche e trans? Forse - se nessuno si mette di traverso - potremmo arrivarci anche prima della Gran Bretagna.

In commissione Giustizia alla Camera dei deputati, tutti hanno approvato lo stralcio dal pacchetto anti-violenza delle norme che combattono lo stalking (molestie e persecuzioni minacciose contro le donne) e l’omofobia. Che significa? Che mentre il resto del disegno di legge viene discusso con calma, questi due capitoli sono isolati e portati avanti da soli per arrivare a un’approvazione in tempi brevi.

Per lo stalking si tratta di una norma nuova, per l’omofobia invece va integrata la legge Mancino anti-violenza, aggiungendo appunto i casi di aggressioni motivate dall’orientamento sessuale o dal genere.

Se i capigruppo della Camera saranno d’accordo, la commissione potrà votare in sede deliberante, cioè senza che serva un passaggio in Aula. A quel punto mancherebbe solo il voto del Senato per vedere le nuove norme scritte sulla Gazzetta Ufficiale. Ce la faranno?

Wednesday, October 10, 2007

Legge anti-omofobia presto in Gran Bretagna

Non basta che il governo inglese - guidato da Tony Blair - abbia introdotto un simil matrimonio per le persone dello stesso sesso (unioni civili) con diritti e doveri equivalenti a quelli derivanti dalle nozze propriamente dette; non basta che Blair abbia rischiato la crisi per una legge sull’uguaglianza che obbliga i consultori, anche quelli cattolici, a prendere in considerazione anche le coppie dello stesso sesso nei casi di adozione, oltre a vietare ogni forma di discriminazione negli esercizi pubblici e nei servizi al pubblico. No, non bastava.

Il governo laburista, ora guidato da Gordon Brown farà di più: promuoverà una legge che punisce l’odio anti-gay, in particolare l’incitamento all’odio. Lo ha annunciato (e in Gran Bretagna agli annunci seguono i fatti) il ministro dell’Interno Jack Straw. La proposta nasce dalle numerose aggressioni e violenze che negli ultimi tempi hanno colpito la popolazione omosessuale.

Sette anni di prigione per chi incita direttamente all’odio e alla violenza contro le persone omosessuali, siano gay lesbiche o trans. Una richiesta che le associazioni lgbt avanzano da anni, come ha confermato il gruppo storico Stonewall, che si è detto “entusiasta” dopo le dichiarazioni del ministro. E se importassimo la sinistra britannica in Italia?

Friday, October 05, 2007

I bamboccioni e l'ipocrisia

Non sono l'unico - per fortuna - cui non è piaciuta la battuta sui giovani "bambocciioni" del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, rappresentante dei poteri forti nel governo di unità nazionale catto-comunista di Romano Prodi.

Anche il sindaco di Roma Walter Veltroni, candidato alla guida del partito democratico, non la giudica una battuta felice: probabilmente qualche sondaggio gli ha riferito che non è stata gradita dagli interessati. A parte l'ipocrisia veltroniana di schierarsi subito dalla parte della gggente, come se lui non fosse un politico, in effetti c'è da discutere su Tps.

Pensa forse che i bamboccioni veri, quelli che stanno bene a casa loro con il pranzo e il bucato preparati da mammà, si lasceranno convincere a uscire di casa dalla sua elemosina? (circa 500 euro all'anno di sgravio sull'affitto).

Oppure crede che quelli che non escono perché economicamente non possono (o non se la sentono) troveranno l'Eldorado grazie ai suoi 500 euro? Certo che questi signori, ben pasciuti e comodamente seduti sulle loro poltrone, sono anni-luce dalla vita reale. Sarei curioso di sapere quando sono andati a vivere in affitto i figli del ministro dell'Economia. E con quali risorse.

Thursday, October 04, 2007

Nozze in articulo mortis, inganno pietoso

Alla fine, come era chiaro dal primo momento, è morto Lorenzo D'Auria, il giovane militare del Sismi rapito in Afghanistan e liberato da un assalto dei militari britannici. Al lutto per la sua morte non si aggiungerà, almeno stavolta, l'oltraggio di una compagna - madre dei suoi tre figli - cui sarebbe stato negato qualsiasi status legale (dalla presenza al funerale fino alla pensione e al risarcimento pubblico) per il solo fatto di non essere sposata.

La soluzione, però, non è arrivata da una legislazione moderna e civile sulle convivenze o sui Pacs, ma da un vecchio istituto religioso rispolverato in uno spirito di carità. Il militare, infatti, già ferito gravemente e tenuto in vita solo dalle macchine ospedaliere del Celio, e la sua compagna Francesca sono stati uniti in matrimonio da un sacerdote sul letto dell'ospedale.

Niente in contrario, per carità, anzi esprimo sollievo per un escamotage che evita ulteriore sofferenza e persino umiliazioni. Ma due persone che convivono da anni e insieme hanno generato tre figli non dovrebbero avere bisogno di un sacerdote chiamato in exremis per vedere riconosciuti i propri diritti.

Monday, October 01, 2007

Torino, l'omofobia inganna anche la Procura

Singolare sillogismo quello dei magistrati torinesi, chiamati a indagare sul suicidio di Matteo, il ragazzo filippino che si buttò dalla finestra e che secondo la madre a scuola era emarginato ("Sei come Jonathan" gli dicevano).

Con una conferenza stampa la procura ha annunciato che le indagini sono chiuse e che sarà chiesta l'archiviazione, perché non c'è reato e Matteo è stato inopinatamente elevato a "icona gay": ovviamente testate come "Il Giornale" sono andate a nozze di fronte a una presa di posizione così netta.

La procura, però, pecca di superficialità. A parte che l'espressione "icona gay" ha un significato ben preciso e mai è stata utilizzata per le vittime dell'omofobia e per chi era perseguitato a causa del proprio orientamento, ma in genere per le subrette dello spettacolo e per personaggi femminili straordinari; ma c'è di più.

Nessuno ha mai sostenuto che Matteo fosse certamente gay. Il punto è che era preso di mira perché lo sembrava o dava l'impressione di esserlo. Il magistrato che indagava invece ci ha tenuto a chiarire che sul suo cellulare c'erano solo immagini di ragazze e dunque il suo orientamento sessuale era "verso l'altro sesso".

A parte il sillogismo discutibile, con questa puntualizzazione, credo, il nobile pm pensa di aver restituito dignità alla memoria di Mattero.
Che tristezza.

Monday, September 24, 2007

"In Iran non ci sono omosessuali"

"C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,/anzi d'antico".

Imbarazzanti e ridicole, ma non sorprendenti le parole del presidente iraniano Ahmadinejad a New York di fronte alle accuse di persecuzione di donne e omosessuali nel suo paese: "In Iran - ha detto il presidente nel suo intervento alla Columbia University - non abbiamo omosessuali come nel vostro paese. Non c'è questo nel nostro paese. In Iran non abbiamo questo fenomeno".

Argomenti ridicoli, appunti, ma non nuovi né inusitati, se 80 anni fa Mussolini si rifiutava di inserire articoli anti-omosessualità nel codice Rocco, perché in Italia non ce n'era bisogno, visto che qui non allignava "il vizio inglese".

Solite invenzioni del potere dittatoriale che mentre opprime i deboli e i non allineati tenta di offrire una faccia presentabile. Ma la presidenza di Ahmadinejad non è più solida di quella di Bush. Anche - anzi soprattutto - senza una guerra.

Tuesday, September 18, 2007

Fate quello che dico, non quello che faccio

pocrisia? Doppia morale? Predicare bene e razzolare male? Chiamatela come volete, ma l’ultima vicenda (se confermata) che riguarda un uomo della chiesa cattolica - il vescovo ausiliare di Firenze Maniago - è sconcertante se messa a paragone dei ripetuti interventi cattolici sul tema dell’omosessualità.

Secondo i principali quotidiani italiani, il vescovo è accusato di aver partecipato più volte a festine e orge con uomini, in particolare prostituti; oltre a ciò Maniago è accusato di aver minacciato i testimoni delle sue avventure per ridurli al silenzio e di aver coperto don Lelion Cantini, l’anziano sacerdote da cui è partito tutto lo scandalo.

Ora sarà la magistratura a fare luce sulla vicenda e decidere se e in che misura ci possono essere risvolti penali nella storia del vescovo Maniago. Ma una cosa è certa: se davvero lui in prima persona, come altri esponenti della chiesa cattolica, ha partecipato a incontri a base di sesso, davvero la morale della chiesa è screditata una volta di più: “Fate quello che dico, non fate quello che faccio”.

Monday, September 17, 2007

Condi Rice è lesbica? Legittimo chiederselo

Condoleezza Rice, segretario di Stato Usa e una delle donne più potenti degli Stati Uniti, è lesbica? La domanda non è nuova, anzi si tratta di un pettegolezzo che da qualche anno perseguita la “confidente” del presidente Bush. Ma una notizia fresca fresca riattizza la polemica: qualche anno fa Condi ha acquistato una casa insieme a un’altra donna, Randy Bean, carissima amica con cui condivide anche un finanziamento in contanti ottenuto in comune.

Ogni volta che si è aperto il dibattutto sull’orientamento sessuale di Rice, in molti sono intervenuti per dire che se fosse stato un uomo nessuno si sarebbe chiesto perché non è sposata, che viene perseguitata perché è una donna e che la sua sessualità è affar suo. Tutto vero e tutto giusto in teoria, ma c’è qualcosa in più da discutere e chiarire. Innanzitutto negli Stati Uniti nessun uomo ha mai fatto una carriera politica brillante senza moglie e figli al seguito, al punto che anche molti gay hanno accettato di sposarsi per non essere punito politicamente.

Ma poi, qui si tratta di contenuti. Rice fa parte di un governo che non ha brillato - è un eufemismo - per la difesa e promozione dei diritti civili, maxime nei confronti delle persone lgbt. Non solo: la Casa Bianca ha promosso, senza successo, una proposta di modifica costituzionale per vietare definitivamente il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Quindi l’orientamento sessuale della Rice è un dato politico: se fosse davvero lesbica, infatti, dovrebbe spiegare perché ciò che è consentito a lei grazie alla posizione sociale e al benessere economico (creare una famiglia same-sex) debba essere negato alle persone comuni che hanno bisogno di leggi positive che le tuteli.

Niente pettegolezzi, quindi, è la politica, babies

Sunday, September 16, 2007

Ancora censura su un bacio gay in tv?

Davvero nihil novum sub sole: passa il tempo, si susseguono le stagioni ma questa nostra odiatamata Italietta è sempre la solita. Siamo qui, nell'anno Domini 2007, a discutere se un casto bacetto sulle labbra fra due donne si possa trasmettere alle 10 del mattino su un canale nazionale (Canale 5, Mediaset). E la risposta ufficiale è NO!

È successo con la serie tv (fiction la chiamano adesso) Caterina e le sue figlie 2: e dispiace che anche da tribune molto ascoltate vengano fuori giudizi qualunquisti e pressappochisti.
Non so che dire, non so come commentare questa vicenda degradante anche per chi la osserva. Una sola notazione mi sembra doverosa, per chi sostiene che "cose del genere" non vanno trasmesse in orari che possono turbare i bambini; e per chi dà retta a queste opinioni.

A parte che un bambino non DEVE stare da solo davanti alla tv la mattina né in altre fasce orarie, ma che cos'è che turba questo ipotetico bambino-feticcio? Il fatto che due persone si vogliano bene e lo dimostrino con un bacio? Perché nient'altro che questo è un "bacio gay" o "bacio lesbico" o "bacio etero": la dimostrazione di affetto e tenerezza. Non va bene tutto ciò per un bambino?

Oppure se il bacio è fra un ragazzino e una ragazzina va bene e se è tra due maschi è subito rubricato come "sesso"? Siamo sempre lì: quando si parla di gay e lesbiche si pensa subito al sesso, forse perché si dice "omosessuali" e non gay. Ma due persone che si baciano, due donne due uomini un uomo e una donna, non stanno facendo sesso, stanno dimostrando che si vogliono bene. Non mi sembra difficile spiegare ai propri figli, eventualmente, che quelle due donne sullo schermo si stanno baciando "perché si vogliono bene".
Ma è così complicato?

Friday, September 07, 2007

Sicurezza e Pacs, Rifondazione non sa fare politica

La sinistra radicale (o meglio la sinistra e basta, visto che non ce n'è un'altra ora in Italia) sta dimostrando una volta di più di non saper fare assolutamente politica, almeno non dal governo.

Di fronte all'assalto dei centristi - il partito democratico - in direzione neoconservatrice e giustizialista (capeggiato dai sindaci-sceriffi), Rifondazione comunista, il Pdci, i Verdi e tutta la galassia "rossa" sono riusciti solo a prodursi in sterili distinguo e a pronunciare vani altolà, mentre tutti sono convinti che non avrà davvero capacità di interdizione o di ostruzionismo.

Più senso avrebbe avuto, invece, approfittare dell'occasione per fare politica, impostare un confronto vero e non subalterno con l'ala moderata della maggioranza, mettendo sul piatto voti e peso elettorale. E magari "scambiare" il sì della sinistra sul "pacchetto-sicurezza" di Amato con il sì dei centristi su questioni di sinistra, come la tutela dei lavoratori o le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Invece no! Di fatto la presenza della sinistra al governo è irrilevante, financo dannosa. Non riesce a imporre la propria agenda - temi sociali, diritti civili - ed è completamente in balìa della destra (della coalizione) su tutto il resto; pur conservando un potere (teorico) di interdizione che crea soltanto fastidio e irritazione nell'elettorato. Non fa nulla, quindi, ma contribuisce a rendere questo governo inutile.

Wednesday, September 05, 2007

Cambiare la 194: sì con la contraccezione

Davvero, non si può stare via una settimana che l'Italia si trova stravolta. In soli sette giorni è scoppiata la querelle (stucchevole) dei lavavetri e si è riaperta una volta di più la questione di "modificare" la legge 194, quella che legalizzò trenta anni fa l'interruzione volontaria di gravidanza. Come tutti saprete un referendum popolare, nel 1981, sancì la volontà degli italiana di mantenere la legge così com'era: allora, però, vinsero i No a valanga, non vinse l'astensione come sul caso della fecondazione assistita.

Comunque, il capo del governo-ombra, il cardinale Ruini, è uscito allo scoperto e ha spiegato che la legge "non può essere abrogata, ma va almeno migliorata". Ora, come sempre non si capisce bene a che titolo il porporato detti l'agenda del Parlamento italiano - senza essersi presentato neppure a un'elezione circoscrizionale - e per quale motivo da un lato questi signori in gonnella vogliono impedire la nascita di più bambini limitando il ricorso alla fecondazione assistita e dall'altro si impuntino per costringere ogni donna che rimane incinta a portare a termine la gravidanza. Contraddizioni.

Un modo per migliorare sicuramente la legge c'è e mette d'accordo (almeno dovrebbe) tutti: l'unico sistema per ridurre al minimo gli aborti - che nessuno auspica - è diffondere la cultura della contraccezione e fare in modo che tutte, o quasi, le gravidanze siano desiderate e scelte, non subite. L'unica strada per ottenere questo risultato è insegnare alle ragazze e alle donne e ai ragazzi e agli uomini l'educazione sessuale e promuovere la contraccezione, unico antidoto agli aborti.

Del resto, come leggevo qualche giorno fa da Malvino, la 194 recita: “Linterruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite” (art. 1).

Ora, visto che l'aborto non è - e non potrebbe essere mai - un mezzo per il controllo delle nascite, beh occupiamoci di questo mezzo che è la contraccezione. E siano Stato, regioni ed enti locali a farsene carico. Del controllo delle nascite.

Monday, September 03, 2007

A Thiene il sesso gay sta bene sotto il tappeto

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Deve pensarla così la sindaca di Thiene (Vicenza), la signora Maria Rita Busetti che annuncia la realizzazione di un muro per nascondere alla vista degli innocenti passanti un noto luogo di incontri gay lungo la Valdastico. Il sesso gay, in fondo, è sempre esistito ed è come la polvere: basta metterlo sotto il tappeto e, oplà, è come se non ci fosse.

Ora, lungi da me l'idea di difendere il sesso en plain air, dove si può essere visti da chiunque anche da chi non si aspetta scene del genere e non desidera osservarle. Per chi viola le regole, però, c'è il codice penale, come è venuto fuori in una discussione molto proficua, a mio parere, nata sul blog di Trimanda che ha commentato la vicenda e poi è tornato sul punto per chiarire la sua opinione.

L'idea del muro è, davvero, soltanto la spettacolarizzazione di una omofobia che si vergogna sempre meno di sé stessa e che osa ogni giorno un po' di più. Perché se davvero quel posto è indecente e indecoroso, basterebbe mandarci una pattuglia a sere alterne e dissuadere, con la sola presenza della polizia, i battitori liberi.

Detto questo, è anche vero che il sesso all'aperto, in posti poco visibili e al riparo da occhi indiscreti grazie a cespugli e alberi, andrebbe criminalizzato un po' meno e lasciato libero di esistere finché non disturba gli altri. Questa mania attuale di illuminare tutto, di rendere visibile qualunque cosa rischia - mi pare - di far diventare le nostre città sempre più simili a caserme.

Sunday, September 02, 2007

L'eterno ritorno del marketing gay: l'euro rosa

È una specie di araba fenice, questo mitico marketing gay. Per l'ennesima volta ci troviamo a leggere sui giornali che i gay sono "consumatori perfetti" e che hanno "elevate disponibilità economiche", al punto che a Barcellona domani, lunedì 3 settembre 2007, va in scena una conferenza sul potere d'acquisto della popolazione gay, con la nascita della Camera di commercio gay e lesbica Iberica, che riunirà aziende e professionisti di Spagna e Portogallo come punto di riferimento del Sud Europa.

Ora, di fronte a queste notizie le mie reazioni sono due. Dal un lato percepisco evidentissima la riproposizione di un cliché pericolosissimo, quello del gay gaio, l'omosessuale ricco e gaudente che ha il solo problema di decidere come spendere i suoi soldi. Come se fossimo tutti stilisti, designer, architetti e dirigenti d'impresa. E invece ci sono migliaia di gay che fanno gli operai, gli impiegati, i commessi, gli insegnanti, gli spazzini, i cassieri delle Poste; o che sono disoccupati. E che non hanno un potere d'acquisto così elevato, specie se vivono in una grande città come Milano, dove si rifugiano tanti gay della provincia italiana.

D'altronde, come negarlo, è vero che noi gay probabilmente spendiamo molto di più, in proporzione rispetto alle persone omosessuali eterosessuali. O che spendiamo una parte più consistente delle nostre entrate: vuoi perché non abbiamo famiglia o non pensiamo di dover mantenere i figli, vuoi perché - se siamo in coppi - abbiamo sempre (si spera) due stipendi.

Se poi, come leggiamo su La Vanguardia e sul sito di Xarxagay, attirare l'attenzione delle aziende sulla clientela lgbt significa anche promuovere i diritti dei lavoratori lgbt all'interno di quelle aziende, allora la questione cambia aspetto. Nella nostra cultura politica, è ovvio, i diritti non discendono da una convenienza contingente, ma nascono prima. Eppure - è esperienza comune - ciò non basta a tutelare tutti. Negli Usa, ad esempio, la pressione della clientela gay è servita a spingere le principali aziende quotate a riconoscere benefici e assistenza ai dipendenti lgbt e ai loro partner, al di là delle legislazioni nazionali.

Se l'euro rosa - ultimo arrivato dopo il pink dollar e il pink pound - servirà anche a questo, forse potremo sorbirci con più pazienza le chiacchiere sui gay "clienti perfetti".

Tuesday, August 28, 2007

Sono tutti velati e repressi

Prendo una pausa dalle vacanze e vi scrivo per segnalare quest'altra bellissima notizia.

Un altro politico americano - omofobo e avversario del matrimonio gay - e´stato arrestato per aver tentato di molestare un poliziotto nel cesso di un aeroporto del Minnesota. Per lui una condanna a dieci giorni di carcere con la condizionale.

Ma il risultato piu´bello e´aver smascherato un altro sepolcro imbiancato, che di giorno vota contro i gay (persino contro le leggi anti-violenya) e di notte - ma non solo - cerca membri maschili con cui sollazzarsi.

Cpsa ancora piu´grave per un politico americano, Craig (che ovviamente e´un repubblicano della destra cristiana fondamentalista) ha tentato di corrompere il poliziotto che lo arrestava mostrando il proprio tesserino di parlamentare. Anche arrogante oltre che ipocrita e zozzone.

Ma perche` in Italia non riesce mai un outing cosi´bello.

Thursday, August 16, 2007

Agapo, per genitori che vogliono curare i figli gay

No non è l'Agedo, che conosciamo benissimo e apprezziamo. Si chiama Agapo, un'imitazione blasfema che nasconde un obiettivo tremendo, ammantandolo di compassione: curare i gay e farli diventare etero.

Come qualcuno ricorderà qui ci siamo occupati ripetutamente di personaggi come Chiara Atzori, il professor Nicolosi e le loro associazioni, Progetto Chaire, il Narth, i seminari Living Waters. Ecco: tutti questi, e altre realtà del genere, sono citate e consigliate dal sito di questa fantomatica associazione italiana - Agapo, appunto - che si rivolge ai genitori di figli gay. Ma attenzione: non parla di gay, bensì di
una persona cara interessata dal problema dell’attrazione verso lo stesso sesso (SSA – Same Sex Attraction)
Un problema molto serio, si intende, ma che può essere affrontato e superato, diventando ex gay (non eterosessuali, proprio ex gay) se ci si affida ai terapeuti proposti da Agapo. Siamo a un passo dal nazismo, anzi ci siamo completamente dentro.
l’Associazione ritiene importante che venga riconosciuta la frequente sofferenza delle persone con SSA e dei loro familiari, senza che questa venga negata e nascosta dietro una generale banalizzazione dell’omosessualità.
Prima di tutto i gay vengono "medicalizzati", negando loro una dimensione affettiva e di relazione e presentandoli alla stregua di malati con una patologia da curare, con un nome inquietante Ssa. Poi si parla della sofferenza, che lo sappiamo tutti è provocata proprio da questa omofobia diffusa e dall'incapacità di molti - specie chi ha una visione religiosa della vita - di accettare l'orientamento sessuale altrui.

Questi personaggi rivestono di belle parole e di pietismo i loro progetti che sono distruttivi: cancellare l'omosessualità ed estirparla dalle persone, se necessario anche con terapie dolorose e invasive. Ma soprattutto inutili.

Saturday, August 11, 2007

Un'altra occasione persa da Zeffirelli

Che Franco Zeffirelli, osannato regista e amato personaggio del mondo dello spettacolo, non fosse un pensatore profondo già lo sapevamo. Ma l'uomo non perde occasione per ricordarci la sua scarsa propensione alla speculazione filosofica e all'utilizzo della riflessione.

Così sul caso Gentilini-pulizia etnica, l'allievo di Visconti non ha fatto mancare la propria opinione che tanto per cambiare trasuda omofobia introiettata e incapacità di ripensare l'omosessualità confrontandosi con il tempo che cambia, trasformando il costume. Zeffirelli non ce la fa: egli è rimasto fermo agli anni Cinquanta del Novecento, quando l'omosessualità era un vizio per aristocratici snob o un modo per raccattare denaro facile per i "ragazzi di vita" di pasoliniana memoria.

Anni mi movimento gay, di ribellioni, di riflessioni, di dibattito, di rivoluzione sessuale, di controcultura, di pensiero queer sono passati invano per lui.
«Mi scandalizza vedere due gay che si baciano in pubblico quelli non sono omosessuali, ma due pazze che fanno l'amore come le bestie e che non posso sostenere. Ne disprezzo il modo di comportarsi al punto da sentirmi più vicino a Gentilini quando ventila la possibilità di mandarle nei campi di concentramento. Confesso una leggera solidarietà nei confronti del prosindaco».
Mai come in questi casi viene da pensare che il silenzio è d'oro.
Quello che dispiace è che ancora i giornali, a caccia di un un'opinione eretica (ma in realtà intrisa di luoghi comuni) si rivolgano a un uomo che ormai rappresenta solo sé stesso, relitto di un mondo che - per fortuna - non esiste più.

Wednesday, August 08, 2007

Quanto sarà gay Praga?

Aelred, con fda, e due amici blogger (chi saranno?) si prepara a un viaggio nella mitteleuropa.

Prenotati voli (a basso costo) e hotel (tre stelle) rimane da vedere che c'è da fare a Praga, a parte i tradizionali giri turistici. Intanto un'ottima notizia: fino al 16 settembre c'è la terza Biennale d'arte contemporanea.

Ma non si dica che andiamo a Praga e non visitiamo un po' della vita lgbt locale! Quindi rapida ricerca e arriva in aiuto Internet con una serie di informazioni - anche degli enti turistici ufficiali - da far impallidire l'improvvisazione di Roma e Milano. Il turismo gay esiste, è redditizio e nella Repubblica Ceca lo sanno: per questo si sono organizzati. (Ehm, la camera oscura sarà la dark room?)

C'è anche una sezione - nuova - sulle Lune di miele gay. Avanti!

Ci sono tanti bar gay (vedremo come sono) e un paio di discoteche, oltre a ristoranti e saune. Praga promette bene.

PS: si accettano suggerimenti

Tuesday, August 07, 2007

Aelred nel mondo dei Simpson






















Dite che mi somiglia un po'?
Potete provare anche voi a creare un avatar da qui.

Sunday, August 05, 2007

Di Costantino, dell'Italia e della laicità

No. Non è di quel Costantino che stiamo parlando, ma di quell'altro, l'Imperatore, eretico ariano e poi convertito in punto di morte al cattolicesimo.

Di lui e del male che a causa sua - e di Teodosio dopo di lui - colpì l'Italia scrive oggi Eugenio Scalfari, in un lucidissimo editoriale sulla questione cattolica, una delle tante che affliggono il nostro paese
Probabilmente la più difficile da risolvere
anche perché di recente si è aggravata con l'interventismo e l'attivismo politico delle gerarchie ecclesiali.
A fronte di quest'offensiva le "difese laiche" appaiono deboli e soprattutto scoordinate. Si va da forme d'intransigenza che sfiorano l'anticlericalismo ad aperture dialoganti ma a volte eccessivamente permissive verso i diritti accampati dalla "gerarchia". Infine permane il sostanziale disinteresse della sinistra radicale, che conserva verso il laicismo l'antica diffidenza di togliattiana memoria.
Come dire meglio? Andatevelo a leggere.

Saturday, August 04, 2007

Svezia, anche la chiesa luterana al Gay Pride

E ora che diranno i bacchettoni e moralisti nostrani (etero e gay)? Quelli che..."al Gay Pride non vado perché non mi piacciono le carnevalate"?

A Stoccolma, dove ieri si è celebrato il Gay Pride, circa 60mila persone hanno marciato per i diritti di lesbiche, gay, bisex e trans, davanti a un pubblico di almeno mezzo milione di persone. Nel corteo anche uno striscione con su scritto "L'amore è la cosa più grande" e dietro una trentina di pastori protestanti, della chiesa luterana di Svezia. Il loro intento era "rompere il muro di silenzio" sulle minoranze sessuali.

Quella luterana, lo ricordo, è una chiesa cristiana e dimostra che seguire il Vangelo non implica automaticamente condannare le forme di amore che esulano dalla tradizione.

Due anni fa, comunque, a San Francisco alla Gay Pride Parade del 2005 c'era anche un carro della parrocchia cattolica di Castro. Perché non tutti sono allineati con la Curia di Roma.

Thursday, August 02, 2007

Niente unioni, ma almeno lotta alla violenza

Abbiamo capito che da questo governo Prodi e da questa maggioranza parlamentare di centro-centrosinistra non abbiamo niente di buono da aspettarci, almeno sotto il profilo dei diritti per le persone lgbt in particolare per le ipotesi di unioni civili o matrimonio per le persone dello stesso sesso.

C'è qualcosa, però, che il governo può fare e il Parlamento deve attuare: una serie di leggi che tutelino le persone lgbt e in genere tutti i soggetti deboli. Leggi che sono già state preparate e in almeno due casi approvate anche dal Consiglio dei ministri.

Uno è il disegno di legge n 2169, cosiddetti Pollastrini-Mastella-Bindi sulla violenza di genere , per l'orientamento sessuale e all'interno della famiglia. Il ddl è in corso di esame in commissione alla Camera e il suo iter dovrebbe essere velocizzato, specie dopo le ultime notizia di cronaca, di mariti che uccidono moglie e figli e di persone omosessuali e transessuali aggredite e uccise. L'ultima è Stefania, la trans uccisa a Roma ai Parioli.


Se questo ddl è all'esame della commissione, non risulta invece avviato - pur se assegnato in commissione Affari costituzionali e Giustizia, finalmente - l'iter dell'altro ddl, il n. 1694, il cosiddetto disegno di legge Mastella, che contiene
Norme in materia di sensibilizzazione e repressione della discriminazione razziale, per l' orientamento sessuale e l'identità di genere. Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654.
In pratica si tratta di integrare e ampliare le tutele - e le ovvie repressioni - previste dalla legge Mancino del 1993, quella che contrastava le forme di razzismo. Qui si fa riferimento espressamente a gay e lesbiche (orientamento sessuale) e ai/alle trans (identità di genere). Vogliamo passare dalle parole ai fatti?

Wednesday, August 01, 2007

Se mi baci ti do il mio veleno

Sui baci del Colosseo non ho davvero nulla da dire: a questo punto parlerà la magistratura, ahimé. E comunque hanno commentato in modo condivisibile già altri blogger degni di visita, come lui lui e lui. E lei. E ne abbiamo parlato su Queerblog.

Certo: se di bacio (o poco più) trattavasi, quei carabinieri di Roma non ci fanno una bella figura e il tasso di omofobia del paese ne risulta pesantemente aggravato. Se trattavasi di rapporto sessuale improprio (à la Clinton-Lewinski), cioè di pompino al riparo dei cespugli non capisco perchè i due improvvidi protagonisti avrebbero dovuto chiamare la gay help line e montare una tale canea quando si trovavano dalla parte del torto. E comunque vuol dire che le forze dell'ordine non hanno davvero nulla da fare a Roma.

In ogni caso - fatto salvo il diritto alla buona fede dei due gay e dei carabinieri - in una cultura garantista si devono provare le accuse e non l'innocenza. Se i militi hanno una prova dei fatti (Arbasino chiede che li si doti di fotocamera) la esibiscano. Altrimenti sono tutti innocenti fino a prova contraria.

Ma non è di questo che volevo parlare. Volevo parlare dell'occasione perduta - una volta di più - per essere un movimento lgbt e non una serie di bande che si fanno la guerra per un titolo in più. Stavolta, a mio avviso, ha sbagliato il Mario Mieli (associazione peraltro meritevole e che apprezzo in genere) a organizzare un sit-in improvvisato con tanto di bacio per anticipare quello che Arcigay Roma aveva già annunciato per domani sera. Il tutto perché? Ma perché la Gay Help Line è gestitata da Arcigay Roma e dunque la vicenda andava (in teoria) tutta a vantaggio di Fabrizio Marrazzo & co.

In teoria, dico, perché se non ve l'avessi spiegato nessuno saprebbe chi gestisce la Gay Help Line né chi ha organizzato il bacio collettivo di domenica e neppure chi ha organizzato quello di giovedì. L'unica cosa che salta agli occhi di tutti è un movimento divisi in gruppi e gruppetti che vanno per conto loro come formiche impazzite. A parte lodevoli eccezioni come il Pride di Roma. Vogliamo correggere questo andazzo?

Monday, July 30, 2007

La pagliuzza e la trave: la fiera dei cattolici ipocriti

«Chi si droga non può legiferare, chi è complice dello sfruttamento della prostituzione non può parlare di famiglia, figli, diritti umani»

Luca Volontè, capogruppo Udc, a proposito del caso di una prostituta ricoverata dopo un festino a base di sesso e droga insieme a un parlamentare a Roma.
L'uomo politico, si è scoperto poi, era il deputato Udc Cosimo Mele.

Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell'umanità.
dalle "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali".

Su una spiaggia del lago di Garda un anziano parroco, di 69 anni, si presenta in perizona succinto e poi di fronte a un bambino olandese entra in acqua, si toglie il costume e comincia a toccarsi. Chi è "deviante"?

Certo che con simili "dipendenti" forse papa Ratzinger farebbe bene a guardare in casa propria prima di cercare la devianza altrove.

Thursday, July 26, 2007

Il diritto di sposare chi si ama

Non scrivevo da un po' per diversi motivi: assenza, viaggi, stanchezza.
Mi piace tornare qui su Village con un piccolo segnale positivo, una luce di saggezza nell'oscurità dell'ignoranza e della viltà che ci circonda.

Nel numero della rivista Il Mulino che trovate in edicola e in libreria in questo momento, potete leggere fra gli altri un saggio di Marco Gattuso intitolato La Costituzione e il matrimonio tra omosessuali. Questo lavoro rompe, in uno dei templi della cultura giuridica italiana, un tabù finora fortissimo, quello del "matrimonio gay" o come sarebbe meglio dire "matrimonio fra persone dello stesso sesso".

Con un'argomentazione incalzante e una ricchezza di documentazione notevole, Gattuso - che è un magistrato - delinea prima la questione dell'unione dello stesso sesso, come si presenta all'estero e in Italia; mostra una conoscenza approfondita delle più recenti sentenze in merito (Massachusetts, Sudafrica) e con spirito laico smonta una per una tutte le obiezioni all'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso.
Anche il richiamo alla «naturale finalità procreativa» della famiglia non è dirimente poiché, com'è di palmare evidenza, l'assenza di un progetto genitoriale non impedisce mai il perfezionamento del vincolo matrimoniale.
Attenzione: non solo diritti e doveri dei conviventi, come emergerebbero dai Pacs o da un'unione civile, ma proprio il matrimonio. Perché se anche una legge sulle unioni di fatto risolverebbe i problemi pratici, rimarrebbe un nodo irrisolto.
Resta cioè impregiudicata la questione di fondo che è questione di principio: sussiste nel sistema giuridico contemporaneo l’esclusione di una parte della popolazione dall’accesso ad un istituto giuridico fondamentale – il matrimonio – e non è dato ravvisare alcuna coerente ragione giuridica di tale discriminazione.
Un saggio da leggere e da far leggere.

Friday, July 13, 2007

La Moratti, i gay e la favola di Milano europea

A posteriori è stato meglio non parlare - almeno qui - della vicenda milanese sulla mostra Vade retro. Arte e omosessualità da von Gloeden a Pierre et Gilles.

Alla fine "suor Letizia", come pittorescamente Sgarbi ha ribattezzato il sindaco Moratti di Milano, ha ottenuto il risultato di cancellare la mostra dello scandalo. La giunta, infatti, oltre all'esclusione delle opere Ecce trans e Miss Kitty (quella in foto) e al ritiro del catalogo, pretendeva che fossero censurate altre dieci opere, ma di fronte a un diktat bulgaro gli organizzatori hanno preferito rinunciare: la mostra si farà da un altra parte, con tutte le opere previste, senza censura.

Come giudicare tutta questa vicenda che dalla farsa è passata alla tragicommedia e infine al dramma (almeno per la cultura milanese)? proviamo a dare i voti:

Sgarbi 4: geniale nel comunicare l'evento, poco coraggioso (è un eufemismo) nel non difendere fino in fondo le proprie scelte con l'unica arma che ha a disposizione, le dimissioni. Ma in Italia, come diceva Montanelli, non si è mai dimesso nessuno.

Mostra 6: il valore delle opere, per quel poco che ne capisco, non è eccelso. Ma la mostra aveva e ha un significato soprattutto culturale in senso lato, meglio che artistico. Dunque era giusta per il momento storico dell'Italia (circa 30 anni indietro rispetto all'Europa). Va premiato almeno il tentativo.

Milano e i milanesi 3: non meritano un sindaco bigotto e una maggioranza affetta da clericalismo acuto; ma in fondo chi è che ha scelto Letizia Moratti dandole la maggioranza? E soprattutto: dove sono le proteste?

Il centrosinistra milanese 2: aveva l'opportunità di inchiodare la Moratti e la destra di fronte alla loro omofobia e alla pochezza della politica culturale attuale. E invece, quando si parla di gay e c'è l'odore di scandalo (o peggio di "blasfemia") il centrosinistra, nazionale o milanese, diventa timido e tremebondo e preferisce tacere per non turbare i cattolici o i laici. E così scontenta tutti, come al solito.

Il mondo culturale milanese 4: possono fare poco, è vero, ma dove sono gli intellettuali di questa città? Sono in ferie? In Liguria o in Sardegna? Non si indignano e non protestano. Anzi, secondo quello che dice Sgarbi, in alcuni casi - come Pomodoro - si accodano alla censura.

Letizia Moratti 1: vola fino in Israele a incontrare Shimon Peres e poi cade in modo così ridicolo su un caso lampante di censura clerical-fascista. Si riempie la bocca di accoglienza e parole flautate verso le minoranze, ma poi cancella il patrocinio al festival di cinema gaylesbico di Milano e poi cancella all'ultimo minuto una mostra. Ma prima dov'era? Se n'è accorta così tardi perché doveva fare affari per la città? Ora capisco perché i miei studenti la chiamano MorAttila, dopo il suo passaggio al ministero dell'Istruzione (sotto di lei non Pubblica). Con giochetti come questo della mostra, mi sa che l'Expo 2015 è saldamente nelle mani di Smirne.

Papa Ratzinger nc: in nome suo hanno censurato la mostra e un'opera. Ma magari a lui sarebbe piaciuta. Sarebbe geniale e grandioso se organizzasse una mostra per Schmidlin e gli altri ai musei Vaticani. Ma lo spirito - temo - non abita da quelle parti.

Wednesday, July 11, 2007

Chi è senza peccato non scaglia la prima pietra

Gli Stati Uniti sono davvero un grande paese. Sono infestati, è vero, da tele-predicatori, politici iper religiosi e fondamentalisti cristiani, ma possono contare anche su marchettari dotati di forte senso civico e maitresse dalla memoria lunga (e dallo spirito liberal).

Così, gratta gratta, prima o poi viene sempre fuori che i più scatenati difensori della moralità, avversari di ogni "minaccia" alla santità del matrimonio e alla sua natura esclusivamente eterosessuale, fieri oppositori dei diritti delle persone omosessuali e di ogni cedimento alle richieste lgbt; che questi fari di virtù - dicevamo - sono peccatori, come e più degli altri.

L'anno scorso capitò al reverendo Ted Haggard, presidente dell'associazione nazionale degli evangelici, sostenitore del presidente Bush e nemico giurato del matrimonio fra persone dello stesso sesso: "sono un traditore e un bugiardo" dovette ammettere Haggard, mentre si dimetteva dalla sua prestigiosa carica. Nonostante una moglie e cinque figli (come sono prolifici questi qui), il reverendo intratteneva da oltre un anno una relazione con un prostituto maschio, chiedendo anche di essere rifornito di droga.

Adesso è la volta di David Vitter, 46enne senatore repubblicano della Louisiana, che presentò un emendamento antigay. Il suo nome figura nella lista di Deborah Palfrey, la Madam che sta sconvolgendo Washington con la lista degli uomini politici che frequentavano abitualmente la sua casa d'appuntamenti. Vitter ha ammesso di essere "un vero peccatore" (il lessico è buttiglionesco) e di aver già chiesto perdono alla moglie, alla famiglia e a Dio, non sappiamo il quale ordine.

Intanto, però, non pensa di dimettersi, anche perché i repubblicani al Senato sono già in minoranza (51 a 49) e perdere un altro pezzo non sarebbe utile a Bush.
Ah. Vitter, che è della Louisiana, disse che bloccare il matrimonio gay era più importante che ricostruire New Orleans. Non so quanti voti raccatterà al prossimo giro.

Monday, July 09, 2007

Prof anti-omofobia, il Pm impugna l'assoluzione

Non è finita l'odissea della professoressa di Palermo, che punì un ragazzino omofobo facendogli scrivere 100 volte "sono un deficiente".

Il pubblico ministero di Palermo ha impugnato la sentenza di assoluzione, sostenendo che la punizione inflitta è "degradante" e che siamo di fronte a un metodo
da rivoluzione culturale cinese del 1966.

Secondo il magistrato, dunque, la professoressa deve essere punita per abuso di mezzi di correzione e lesioni. Deciderà un giudice.

Saturday, July 07, 2007

Gay al governo in Germania, Uk e Ungheria

I governi europei si tingono di rosa - il rosa lgbt - e se non fa per nulla scalpore una ministra lesbica in Gran Bretagna, mentre è già più spettacolare il coming out di un'altra ministra, stavolta tedesca e democristiana, la sorpresa più grande arriva dall'Ungheria.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gabor Szetey, ha dichiarato pubblicamente la propria omosessualità, rivelando di avere una relazione stabile con uno chef. Subito sono arrivati gli attestati di sostegno anche dal premier socialdemocratico Ferenc Gyurcsany.

Proprio oggi nel centro di Budapest va in scena il corteo del Gay Pride, contro cui si sono schierati i movimenti conservatori, in ispecie il partito di estrema destra Jobbik (Migliori), che ha annunciato la presenza in massa dei suoi attivisti "armati" di macchine fotografiche per pubblicare l'identità dei partecipanti.

Proprio per questo è cruciale e significativa l'iniziativa del sottosegretario, che depotenzia la minaccia di "outing" attraverso un coming out.

Thursday, July 05, 2007

Un altro omocidio, altra disinformazione

A Lecco, forse, è stato commesso un altro omicidio anti-gay. Quel che è certo, però, è che i mezzi di informazione (stavolta l'agenzia di stampa Agi) hanno ripetuto il solito copione di luoghi comuni conditi di omofobia.
Un omicidio che potrebbe essere maturato in un contesto gay
scrive l'Agi. E ancora una volta ci chiediamo: ma in genere, per esempio per la moglie uccisa dal marito o per la donna filippina che ha trucidato moglie e figlio, si parla di "contesto eterosessuale"?

Stavolta, comunque, si parla di un uomo di 40 anni trovato morto in casa di un amico che lo ospitava. Al di là del caso specifico, comunque, rimane la delusione per la cattiva informazione e per il pregiudizio sulle persone omosessuali.

Wednesday, July 04, 2007

Nasce Gaydem, per i gay del Partito democratico

Lesbiche, gay, bisessuali e transgender - immagino - avranno un posticino nel Partito democratico nascente con Gaydem, il comitato di cittadine e cittadini omosessuali per il Pd, fondato da Vanni Piccolo, figura storica del movimento lgbt italiano.

Anche i gay diessini, finora raccolti sotto l'ombrello di Gayleft, hanno annunciato che aderiranno a Gaydem, come scrivono i portavoce Andrea Benedino e Paola Concia sulle pagine dell'Unità. Ma ci sarà spazio non tanto per le persone quanto per le questioni lgbt nel futuro partito di centro(sinistra)?

Onestamente non posso negare i miei profondi dubbi, visti i compagni di strada (da Binetti e Fioroni a Follini e Fisichella) e la scarsa volontà dei Ds di imporre, almeno su questo punto, una visione autenticamente riformista e di sinistra.

Il tentativo di Piccolo e degli altri è generoso e lodevole: i suoi risultati si vedranno presto.

Monday, July 02, 2007

Donne marocchine: diritti o Family day?

Piena solidarietà, è ovvio, a Dounia Ettaib, vicepresidente dell'associazione Donne marocchine in Italia, aggredita e minacciata a Milano per aver manifestato davanti al Tribunale di Brescia dove si celebrava il processo agli assassini di Hina Saleem, la ragazza pakistana uccisa perché era troppo "occidentale".

La Ettaib, come Souad Sbai, conduce una battaglia politica molto importante per le donne immigrate e l'Acmid-Donna può costituire un solido punto di riferimento per tante straniere che vogliono ribellarsi all'integralismo. Giusto, dunque, l'appello di Magdi Allam perché Ettaib ottenga finalmente la cittadinanza italiana: è sposata a un italiano e vive qui da molti anni.

Ma alle amiche marocchine chiedo di stare attente e non cadere in una trappola: per liberarsi di un integralismo abbracciarne un altro uguale e contrario.

Non dimentico infatti che Souad Sbai e tutta l'Acmid aderirono al Family Day, una manifestazione intollerante ed escludente. Stiano attente: gli integralisti sono tali, qualunque sia la loro fede. In Europa non possono imporre, ancora, il loro credo violento perché l'Illuminsimo e la Rivoluzione Francese ci hanno lasciato in eredità lo stato liberale e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo.

Ma non credano che tanti opportunisti italiani, pronti a sostenerle in funzione anti-islamica, siano così moderni sui diritti delle donne. Souad Sbai non può difendere i diritti delle donne e conculcare quelli delle persone omosessuali: è il momento di scegliere e combattere i pregiudizi e i soprusi. Tutti.

Thursday, June 28, 2007

Veltroni, buonista poco laicista

Quello che avevo da dire subito, sul discorso di Veltroni, l'ho detto qui. E ho messo subito in chiero che a me non è piaciuto, soprattutto quando equipara l'immigrazione alla criminalità e quando definisce i diritti civili "temi eticamente sensibili".

Vorrei aggiungere un punto, sulla questione laicità che per me è il vero punto dolente di Veltroni e dell'intero Partito democratico
A nessun cittadino che abbia fede, quale essa sia, si chiederà di lasciare fuori dalla porta della politica il proprio percorso spirituale e i propri valori.
Su questo, mi si permetta, non sono d'accordo. Non pensiamo solo alla fede cattolica, ma appunto a tutte le fedi. Meglio, molto, meglio, lasciarle nella sera privata. È questa la conquista dell'Illuminismo e della Rivoluzione francese. Consentire che la religione invada e contamini la sfera pubblica è, a mio avviso, il presupposto per la dissoluzione dello stato e per la distruzione della convivenza civile. La religione - ce lo insegnano Francia e Turchia - è e deve essere un fatto privato. Quando non lo è si finisce prima o poi in Arabia Saudita o nella Spagna dell'Inquisizione.

Un ultimo cenno: qualcuno spieghi a Veltroni che il Partito del congresso indiano e il partito di Mandela in Sudafrica sono entrati nell'Internazionale socialista. Da dove lui e i resti dei Ds usciranno con la nascita del Pd.

Wednesday, June 27, 2007

Una buona notizia da Palermo

Questo paese, forse, non è del tutto perduto (No, non sto parlando di Veltroni: su di lui mi riservo un post per domani).

Non potete capire il sospiro di sollievo all'uscita della sentenza che ha assolto la professoressa di Palermo, quella di "scrivi cento volte sono un deficiente".

Il giudice, vivaddio, ha sentenziato che la punizione
non è umiliante, anzi: è un mezzo pedagogico del tutto lecito
Meno male che qualcuno ragiona ancora da queste parti. Non so se ricordate il caso. Un bulletto aveva maltrattato un compagno di scuola impedendogli di entrare in bagno: "Questo è il bagno degli uomini, tu sei frocio sei una femmina". Qualcosa di simile all'attacco di nervi di Elisabetta Gardini contro Vladimir Luxuria alla Camera dei deputati. La professoressa aveva scelto di spiegare la questione a tutta la classe, introducento il concetto di deficiente, come qualcuno che manca di qualcosa.

La famiglia del ragazzino, offesa, invece di rimproverare il figlio e cominciare a educarlo aveva denunciato la prof, chiedendo anche un risarcimento; e il pm aveva deciso per il rinvio a giudizio.

Meno male che c'è un giudice a Palermo.

Tuesday, June 26, 2007

Unioni civili, Salvi e Del Pennino nel comitato

Amici e avversari della comunità lgbt sono entrati nel comitato ristretto della commissione Giustizia al Senato, dove si cerca un'alternativa credibile ai Dico per riconoscere i giusti diritti ai conviventi.

Non sarà facile, però, arrivare a un accordo onorevole, perché alcuni senatori sembrano messi lì apposta per frenare e rallentare i lavori, come Castelli e Maria Luisa Boccia la forzista Laura Bianconi, contraria anche al testamento biologico. Comunque, oltre al presidente Salvi ci sono Barbieri, Bianconi, Maria Luisa Boccia, Massimo Brutti, Bulgarelli, Buccico, Castelli, Del Pennino, che segue i provvedimenti in sostituzione del senatore Pistorio (fortunatamente: Del Pennino è un repubblicano laico), D'Onofrio, e i Vicepresidenti Manzione e Ziccone.

Uscirà qualcosa di buono?

Monday, June 25, 2007

Aiuto, l'Italia è finita in Iran!

Oriana Fallaci, Dio (o chi per lui) l'abbia in gloria, parlava di Eurabia nei suoi ultimi scritti. Ma se il resto dell'Ue si distingue nettamente dai paesi fondamentalisti, la nazione europea più simile all'Iran o all'Arabia Saudita è proprio l'Italia. Il fondamentalismo ha un'altra matrice, quella cattolica, ma è esattamente speculare al regime degli ayatollah.

Esagerato! diranno alcuni. Ebbene no: sostengo che viviamo in una specie di teocrazia e lo vado ad argomentare.

  • In televisione, su tutti i telegiornali il maggior numero di interventi è riservato alle gerarchie ecclesiastiche, dai preti a vescovi e cardinali, su fino al Santo Padre. I politici, di governo di maggioranza o di opposizione sono relegati indietro
  • Le leggi devono essere sottoposte, ormai in maniera preventiva, a un organo esterno non costituzionale, la Cei, che vigila sulla correttezza morale dei provvedimenti e controlla che siano in armonia con il Vangelo e il catechismo; nonché giudica della necessità o meno di qualsiasi proposta
  • La chiesa cattolica è sovvenzionata dallo stato - anche dai cittadini che non firmano per l'otto per mille - e usa quei soldi per organizzare manifestazioni politiche
  • le manifestazioni culturali e artistiche sono cancellate o censurate per motivi religiosi. Tutte le volte che qualcosa del genere avviene altrove - magari per compiacere una sensibilità islamica - fior di intellettuali nostrani levano le loro penne in difesa della libertà di espressione. Quando i cardinali fanno cancellare mostre e spettacoli (o invocano la censura) non mi pare che Magdi Allam sia pronto ad accorrere in difesa dell'arte.
E allora? A Bologna una mostra è stata cancellata a causa di un titolo che era stato già scartato (e che era talmente offensivo per la Madonna che il Resto del carlino e l'Avvenire lo hanno pubblicato a tutta pagina); subito dopo un'altra mostra (Recombinant Women) con opere di artiste donne lesbiche è stata privata del patrocinio da parte del Comune e ha rischiato la cancellazione: alla fine, rimasta senza sede, la mostra è stata spostata alla Salara.

A Milano, infine, si polemizza financo su un San Sebastiano "troppo gay".

Se lo sapessero, gli ayatollah invidierebbero da pazzi i cardinali cattolici italiani.