Friday, February 17, 2006

Sfuggi a Calderoli e trovi Illy

L'altra sera, mercoledì credo, su Raiuno, dopo il Tg1 delle 20, era ospite del direttore Clemente Mimun a DopoTg1 il ministro per le Riforme Roberto Calderoli, della Legaa Nord.
Oltre a sfoggiare una discutibile maglietta con una vignetta su Allah, Calderoli inopinatamente è tornare a battere il chiodo delle unioni civili, anzi - come dice lui - del matrimonio omosessuale che, a suo dire, il centrosinistra si appresta a introdurre in Italia. (Volesse il cielo che fosse così! Però, impari Rutelli, che anche con tutti i distinguo del mondo le destre accuseranno sempre l'Unione di volere le nozze gay: tanto vale, sostenerle davvero).

Comunque, nel discorso, Calderoli ha tenuto a precisare che due gay che si baciano in tv (di certo non su Mediaset) a lui "fanno schifo". Su queste alate parole, il signor Mimun non ha creduto opportuno prendere le distanze né dissociarsi. Tanto, in Italia, offendere e denigrare i gay è lecito, anzi quasi opportuno. A Matrix, su Canale 5, quando Calderoli si rivolse a Rula Jebreal come "quella signora abbronzata", Mentana saltò su come una furia. E giustamente!
E se Calderoli avesse detto a Mimun che gli facevano schifo due ebrei con le treccine? Come avrebbe reagito il direttore? Invece, silenzio.

Se, però, di Calderoli conoscevamo la facondia e da lui ci aspettiamo simili piacevolezze, ben più grave è l'atteggiamento di Riccardo Illy, che è diventato presidente del Friuli Venezia Giulia con i voti di tutta la sinistra.
Da lui è arrivato un attacco eccessivo, sguaiato, acido (e infarcito di luoghi comuni e ignoranza greve) contro le persone omosessuali e, di riflesso, contro le coppie etero che non hanno figli.

"Sulla famiglia alcune cose vanno dette, con chiarezza. Se in materia sono sempre esistiti dei privilegi, è perché questi sono funzionali alla crescita della società. Non si può correre dietro a richieste che spesso sono dettate dall'invidia, o a quelli che dicono perché no? Il perché no vale per mille cose. E appare poco sensato imporre clausole formali a chi rifiuta la formalizzazione matrimoniale".
"In quanto al matrimonio omosessuale, visto che l'istituto è volto ad allevare i figli, non capisco a cosa possa servire. Eventuali adozioni, poi, fornirebbero un modello comportamentale che non è nell'interesse della società, e potrebbe far sì che il bambino replicasse l'omosessualità. Va da sé che accordi per tutela e diritti interni ad un'unione gay si possono definire con scrittura private, che già esistono".
Da ultimo "anche il fatto che esistano coppie conviventi, omo o eterosessuali, i cui obiettivi siano la cura e il sostegno reciproco, è certamente, un fatto di interesse sociale. E perciò da tutelare, si deve vedere con quali misure. I tanti problemi segnalati credo siano facilmente risolvibili: il subentro nel contratto d'affitto, ad esempio, la si garantisce firmandolo in due. E con un articolo in qualche leggina si stabilisce che il paziente può indicare una persona di riferimento, anche non familiare o parente, in caso di ospedalizzazione, o di incapacità di intendere e di volere".

9 comments:

francesco italia said...

Ciao, leggo da pochi giorni ma sempre con maggiore interesse questo tuo village dove si respira un'aria intelligente, garbata e decisa. Conoscevo le posizioni di Illy e da quando ne sono a parte evito di comprare o bere il suo caffè anche se mi trovo al bar. Il problema vero è che i gay italiani, non avendo alcuna figura o associazione o gruppo di riferimento, sono incapaci di coesione e quindi anche di attuare boicottaggi di sorta o, come auspicabile dopo i voltafaccia della sinistra, di dirottare insieme i propri voti verso coloro che ne difendono i diritti. Sarei proprio curioso di sapere quanti dei gay che popolano a migliaia i siti di incontri et similia, abbiano inviato le mail all'unione o siano scesi in piazza a protestare... A volte penso che sia una lotta persa in partenza perché contro noi stessi... ma forse è proprio questa la chiave; partire con la creazione di un movimento che si basi su tesserati che non si siano iscritti per entrare in una discoteca... Con tutta la gratitudine, stima e rispetto per le indiscusse conquiste di arcigay, credo che i gay italiani abbiano bisogno di rinnovare e ricreare le motivazioni profonde per cui valga la pena sentirsi parte di un gruppo.

Uguccione said...

Le considerazioni di francesco italia sono giuste. Ma torniamo a Illy.

Anch'io sono sorpreso delle dichiarazioni di Illy, ma esse sono, per dirla tutta, crudamente realiste. Il matrimonio, storicamente, ha avuto ben poco a che fare con l'amore, o almeno con l'amore romantico.

Credo che alla base di certe irritazioni (comprensibili da parte degli omosessuali) ci sia un malinteso. Agli occhi di molti omosessuali il riconoscimento giuridico pubblico delle loro relazioni è motivato non tanto e non solo da motivazioni pratiche (altrimenti non si spiegherebbe come mai tanti gay siano favorevolissimi sebbene loro stessi non abbiano alcuna relazione stabile, non abbiano alcuna intenzione di costruirne una e non ci credano minimamente; del resto il "modello" che viene proposto ai gay dalla "comunità" è di tipo prettamente edonistico), ma anche, e soprattutto, da un desiderio (legittimo) di riconoscimento; è percepito come la richiesta che la società, con le sue leggi, faccia una scelta di campo, in favore della piena accettazione degli omosessuali come persone e dell'omosessualità come un comportamento legittimo. Quindi, chi è contrario al "matrimonio gay" sarebbe, ipso facto, "a favore della discriminazione": Illy come Tremaglia, insomma. Allo stesso tempo, ci sono politici come Illy (e come altri) che privilegiano altre preoccupazioni, che ritengono (a mio parere giustamente) che la famiglia sia un'istituzione che vada tutelata, che sia preferibile che le famiglie siano stabili.

Se le esigenze degli uni e degli altri non sono comprese ci sono soltanto anatemi.

Jacko83 said...

giá certe persone sono incredibili.. da illy non mi aspettavo certi commenti.. che dire, tappiamoci il naso e guardiamo avanti?

Gabo said...

Per Uguccione. Il tuo discorso mi sembra ambiguo: affermi tutto e il contrario di tutto. Dici che i gay (io aggiungo anche le lesbiche) hanno ragione a rivendicare il matrimonio perché così sarebbero riconosciut* e l’omosessualità sarebbe accettata come un “comportamento legittimo”. Poi però dici che alcuni politici come Illy sono “a [tuo] parere giustamente” preoccupati di tutelare la famiglia, perché è “preferibile che le famiglie siano stabili”.
Non so se te ne sei accorto, ma le due affermazioni sono in contrasto tra loro, altro che anatemi. La tutela della famiglia è una bella balla e serve soltanto a nascondere l’omofobia. Infatti non si capisce come il matrimonio fra persone dello stesso sesso possa minare la famiglia e la sua stabilità, posto che: a) due persone omosessuali possono dar vita a una convivenza stabile (a proposito di stabilità, che mi racconti dei divorzi? Mi risulta che solo gli eterosessuali possano divorziare...); b) due persone omosessuali possono allevare i figli e hanno il diritto di poterlo fare in un quadro di uguaglianza con le coppie eterosessuali; c) nessuno obbliga chi non volesse sposarsi (omo o etero che sia) a farlo.
Dico che Illy è omofobo perché sostanzialmente afferma che due omosessuali non fanno una famiglia, chissà perché... E non lo voto, sia chiaro.
Per Jacko83. Io questa volta il naso non me lo turo, perché ho già dato nel 1994, 1996 e 2001. Risultato: ancora niente. Basta deleghe in bianco. Bisogna fare chiarezza adesso, prima del 24 febbraio, dopo sarà troppo tardi. Come si può fare chiarezza? Per esempio facendo firmare questo: http://www.gaynews.it/view.php?ID=36259

Anonymous said...

Non c'è ambiguità perché non ho mai affermato di essere favorevole al matrimonio tra due persone dello stesso sesso; ho solo spiegato per quale motivo molto omosessuali attribuiscano uno speciale significato (per l'appunto, di negazione della discriminazione) ad una rivendicazione del genere.

Quanto alla famiglia tradizionale, perché un omosessuale in quanto tale dovrebbe vederla con sfavore? E' di norma meglio crescere con un padre e una madre ed è meglio se non divorziano (fatti salvi i casi patologici). Agli occhi di molti (me compreso) questo non è un disvalore, anzi.

aelred said...

Uguccione, hai proprio centrato il cuore del problema (secondo il mio punto di vista, almeno).
Aprire il matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso è il modo migliore (meno costoso socialmente e più efficace) di combattere la discriminazione e (cominciare a) risarcire gay e lesbiche da secoli di discriminazione.
Significa dire che siamo tutti uguali e a pari condizioni abbiamo pari diritti.
La famiglia va tutelata - come dici tu e come dice Illy - ed è meglio se le famiglie sono stabili.
ciò vale ugualmente per famiglie composte da due uomini o due donne. anche per la società è meglio se le coppie sono più stabili e i legami ufficializzati

Uguccione said...

Aelred, mi fa piacere che tu mi dica che ho "centrato il problema". Di solito, non essendo più particolarmente interessato a queste tematiche (in passato lo sono stato) e avendo maturato un atteggiamento critico verso gli omosessuali e l'omosessualità, sia in quanto tale sia in quanto "rito comunitario", mi becco considerazioni assai meno lusinghiere.

Ora, diamo per scontato che un riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali assolva ad entrambe le funzioni, "pratica" e "ideologica".

Secondo te, bastano i PACS o ci vuole il matrimonio? Secondo me i PACS bastano; e di conseguenza io ai PACS sono favorevole.

aelred said...

Uguccione, ti devo una risposta
secondo me, sotto il profilo ideale, serve il matrimonio per tutti (o un'unione civile alle stesse condizioni).
Il Pacs può essere un ripiego o un primo passo verso l'uguaglianza.
Comunque quando dico "hai centrato il problema" esprimo una mia opinione, non sono in grado di dare pagelle a nessuno

Uguccione said...

Tutti diamo pagelle.

L'importante è essere consapevoli che i nostri voti non sono legge.

Credo sia questo che intendevi.

:)