Sunday, October 02, 2005

L'ultima dei vescovi: niente comunione ai politici che votano leggi pro-gay

Il premier canadese, il cattolico Paul Martin? Niente comunione.
Il presidente del governo spagnolo Zapatero? Niente comunione. I parlamentari che hanno votato le leggi sulle unioni fra persone dello stesso sesso? Niente comunione, per nessuno di loro.

Questa idea si è fatta strada nella Curia vaticana, fino ad arrivare sul tavolo del Papa e dei vescovi riuniti in Vaticano per il sinodo mondiale dei vescovi. Insieme ad altre questioni, come la comunione per i divorziati, i padri sinodali discuteranno quest'altra proposta: rifiutare la comunione a tutti i politici che appoggiano leggi a favore dei diritti gay e altre norme osteggiate dalla gerarchia cattolica.

Per chi non è addentro alla religione cattolica, ricordo che l'eucaristia per un cattolico è l'unione profonda, la "comunione" del fedele con il corpo e il sangue di Cristo, trasformato miracolosamente nel corso della messa a partire dal pane e dal vino.
I politici cattolici che non seguono i precetti del Vaticano, maxime sulla morale sessuale, dovrebbero quindi essere privati di questo incontro profondo con Dio, per aver disobbedito ai precetti, morali e quindi non vincolanti, dei pastori. (Ribadisco per chi non lo sapesse o non l'avesse già letto che nella chiesa cattolica la morale non è mai dogma e, in ultima istanza, è lasciata al discernimento della propria coscienza).

Una condanna gravissima, l'esclusione di fatto dalla comunità dei fedeli. Una punizione che mai è stata invocata, neppure quando i politici in tutto il mondo sono stati chiamati a votare temi che, allora sì, mettevano in discussione e coinvolgevano direttamente la vita umana: la guerra o l'aborto.

Ma per combattere il "disordine intrinseco" dei gay "nocivi" ogni arma è lecita secondo l'attuale gerarchia. Perfino decidere chi è degno della comunione e chi no, dimenticando che Gesù Cristo - parole sue - è venuto "per i malati, non per i sani".
Sù: approvino i vescovi una dichiarazione di questo tenore, vietino la comunione ai politici "amici dei gay". Sapremo allora quanto hanno appreso in Vaticano della lezione evangelica.

1 comment:

giorgia said...

che schifo che mi fanno questi vescovi!! tutti hanno il diritto di amare e il loro amore deve essere riconosciuto dalla stato. poi se fosse per me anche davanti a Dio stesso. S.Agostino disse: "ama e fai ciò che vuoi"
é uno scandalo..un vero razzismo..non sono uomini di Dio..