Tuesday, March 28, 2006

Come volevasi dimostrare

Quello che dicevamo due post fa si è prontamente riproposto.
Per polemizzare contro i Pacs, in tv Carlo Giovanardi non ha trovato altro argomento che dire "non sono d'accordo con la legge spagnola che consente ad una coppia omosessuale di adottare un bambino, perche' fa vivere un incubo al bambino stesso. Sono visioni che distorcono in maniera brutale i diritti dei bambini".

Su questo punto è intervenuto poi Bertinotti, che non trova nulla di strano se un bambino - invece di crescere in un istituto - è accolto da un nucleo familiare, anche composto da persone dello stesso sesso. Mentre anche Rosy Bindi, in un forum sul Corriere.it, a una precisa domanda se affiderebbe un bambino a una coppia gay risponde sostanzialmente di no:
Sui bambini e sui processi educativi non si scherza. Credo però che costruire giuridamente una situazione che è squilibrata educativamente non va bene. Chiedo a una coppia gay di rinunciare a questo desiderio anche nel rispetto di un bambino.

Questo tema, però, non è all'ordine del giorno e, prima di essere affrontato, ha bisogno di un lavoro preparatorio, sotto il profilo culturale.
La stessa Bindi, poco prima, prende una posizione molto precisa sui diritti delle coppie dello stesso sesso:
...La famiglia di cui noi parliamo è quella prevista dall'articolo 29 della Costituzione, fondata sul matrimonio. Ma non possiamo discriminare le persone in base alle scelte che compiono. Noi non lo chiameremo matrimonio ma uno stato di diritto laico non può fare a meno di regolare certi rapporti.

Proprio come aveva chiarito Prodi l'altro ieri, dopo la lettera di Bobba e Binetti.

2 comments:

francesco italia said...

Ciao Aelred, mi fa molto piacere leggere il tuo riferimento alla necessaria preparazione di una base culturale per affrontare certi temi. Dal mio punto di vista, oltre alla sacrosanta azione politica per rivendicare i diritti al riconoscimento delle coppie di fatto, bisognerebbe muoversi con altrettanto vigore sul piano sociale e culturale per creare il terreno su cui questi "nuovi diritti" possano attecchire e trovare compimento. Che senso ha il pacs in un paese in cui ad esempio gli unici modelli di omosessualità sono "malgioglio e platinette"?? In cui più del 50% dei gay non ha fatto coming out in famiglia, con gli amici e sul lavoro? In cui ci si traveste o si va a sfilare senza maglietta al pride e poi si torna a casa dicendo di essere stati a trovare la fidanzata??
Non si richia forse di ottenere i pacs o qualcosa di simile (wish!!!) e poi non avere che pochissime coppie omosessuali che lo richiedano?? Creiamo delle basi solide ai pacs, partendo da una legge contro la discriminazione, smettendola di farci ripetere da tutti che essere omosessuali è una scelta, dando dignità sociale e culturale ai gay in ogni campo della società civile. Non dimentichiamo che l'Italia non è la Francia, la Germania o l'Inghilterra, né tanto meno l'Olanda... Ciao a tutti.

stefano said...

Io però sono stupito dal silenzio di tutti su una legge antidiscriminazione che indichi chiaramente il divieto di discriminare anche in base all'orientamento sessuale. Forse all'atto pratico non cambia molto, ma servirebbe a favorire un clima di evoluzione sociale dire che è vietato discriminare in base al sesso, alla razza, all'età, alle convinzioni personali e... all'orientamento sessuale.
Se tutti dicono di non avere nulla contro i gay, questo sarebbe l'occasione concreta per dimostrarlo... no?