Sunday, January 08, 2006

La Cassazione mi dà speranza, l'Italia mi dà la nausea

«La giurisprudenza, in materia di rapporti interpersonali, ha considerato la ‘famiglia di fatto´ quale realtà sociale che, pur essendo al di fuori dello schema legale cui si riferisce, esprime comunque caratteri ed istanze analoghe a quelle della famiglia ‘stricto sensu´ intesa».

Con questa motivazione la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto che si era visto negare il gratuito patrocinio a causa del reddito della sua convivente non sposata. A parte il caso concreto, è un fatto che la Suprema Corte abbia riconosciuto una volta di più il valore e l'importanza della convivenza more uxorio, che non stride affatto con la Costituzione.

E un magistrato della Cassazione celebrerà sabato 14 a Roma alcuni "Pacs" simbolici, nella manifestazione a piazza Farnese di cui vi parlerò più diffusamente in seguito.

Dal mondo politico, però, arrivano nuove delusioni che ormai mi fanno provare nausea e disgusto per questo paese, per la mediocre classe politica che lo amministra e per la carenza di etica, sostituita da uno squallido moralismo.
Tralascio le dichiarazioni di esponenti di An e della destra in genere, a proposito della manifestazine di sabato. E vado direttamente agli scivoloni del centrosinistra.
Secondo il senatore socialista Roberto Biscardini - che pure ha presentato a Palazzo Madama un'innovativa proposta di legge sulle unioni civili - "le unioni di fatto non sono matrimoni di serie B, non avranno bisogno di alcuna celebrazione, men che meno di cerimonie pubbliche, avranno bisogno solo di una legge che riconosca loro diritti e doveri".

Con queste parole, pubblicate senza rossore sul suo sito, il senatore ci informa della sua scarsa sensibilità e del disinteresse per il valore simbolico, prima che materiale, di una riforma per le unioni fra persone dello stesso sesso.
I benefici materiali - pensioni, visite in ospedale, eredità - sono benvenuti, ma non sono una nostra priorità o almeno non lo devono essere. Altrimenti avrebbe ragione chi ci accusa di volere solo diritti senza doveri. A me questo pietismo delle situazioni gravi da affrontare fa schifo!
Voglio un riconoscimento pubblico per le persone che desiderano ufficializzare la loro unione.

3 comments:

Stepa said...

Nausea e disgusto é dir poco, caro Aelred. Questa politica da baraccone e fatta da pagliacci di bassa lega, si ostina ad ignorare i diritti di milioni di italiani gay e di coppie di fatto di qualsiasi composizione. Dovremmo farla finita con i discorsetti politically correct, dovremmmo cominciare ad incazzarci sul serio, dovremmo smetterla di far sentire la nostra voce solo attraverso pallide ed emaciate figure da inciucio salottiero come sono alcuni dirigenti di Arcigay et similia (per non parlare di quella contraddizione in termini che é Gaylib!). Vista la mediocrità italica e la sua sottomissione alle gerarchie ecclesistiche e postfasciste, non aspiro a cose tipo GLAAD, HRC. ILGA etc. ma almeno a qualcosa che somigli loro! Noi gay dovremmo prendere coscienza del nostro numero e della nostra forza politica e farla finita con le rivendicazini all'acqua di rose: dobbiamo tirar fuori le palle!
Scusa il lungo sfogo ma sono veramente anch'io al limite della sopportazione!
Un caro saluto.
S.

Javi said...

aelred, por si quieres modificar el vínculo, yo tambien he cambiado la direccion del blog:
http://www.guiadeconcursos.com/Lavigaenmiojo/

capici?

restodelmondo said...

"pietismo delle situazioni gravi da affrontare": perfetta sintesi.

Un bacio da Berlino, città del sindaco "Schwul, und es ist auch gut so" (trad: "frocio [qui si porta il nome con orgoglio!], e va pure bene così").