Saturday, December 30, 2006

Senza pietà, come Saddam

La vignetta di Giannelli sul Corriere della sera di oggi è quanto di più eloquente sull'ultimo frutto del piano di Bush per "esportare la democrazia".

Friday, December 29, 2006

Veltroni il papista

Per la serie "Dove arriveranno i Ds?" (ormai una rubrica impietosa sull'ex maggior partito della sinistra italiana) sono costretto a segnalarvi una notizia che era passata inavvertita, causa sciopero (sacrosanto) dei giornalisti della carta stampata.

Come tutti voi saprete il vicariato di Roma - cioè, per parlar chiaro, il cardinale Ruini - ha rifiutato a Piergiorgio Welby la consolazione dei funerali cattolici, dopo che un medico ha accolto la sua richiesta, esplicita e motivata, di interrompere le cure accanite e ormai inutili che martoriavano il suo corpo e il suo animo. L'ultimo saluto al leader radicale dunque è arrivato sul sagrato della chiesa di San Giovanni Bosco.

Il 24 dicembre, però, in mezzo alla folla mancava il primo cittadino della capitale, Walter Veltroni, per solito solerte a presenziare dove non mancano fotografi e telecamere. Ma il sindaco di Roma aveva ben altro da fare: non così il giorno prima, quando aveva inaugurato la stele che ribattezza la stazione Termini stazione Giovanni Paolo II. Era lì, Veltroni, con Camillo Ruini e Tarcisio Bertone.

Complimenti al laico Veltroni, che perde l'elettorato laico senza conquistare i quattro gatti seguaci di Casini.
(qui a fianco, la vignetta che Le Monde ha dedicato alla vicenda di Welby, con un Cristo che scende dalla croce per staccarlo dai macchinari e portarlo a sé. Scomunicheranno Le Monde?)

Monday, December 25, 2006

Buon Natale (gayo) a tutti

Con questa bella immagine di Ralf Koenig auguro a tutti voi un vero Buon Natale, cari lettori del blog Village.

Aukuro tanta cioia a tutti foi.

E soprattutto Babbo Natali ci porti una bella legge che tuteli gay, lesbiche, trans e bisessuali. E l'Italia possa diventare un paese laico e aperto alle differenze. Tutte le differenze.

Tanti Auguri

Wednesday, December 20, 2006

Prepariamoci alla memoria di Alfredo Ormando

La prima occasione per contarci e farci sentire, come movimento glbt italiano se esistiamo davvero, è dietro l'angolo. Sarà il 13 gennaio, anniversario della morte di Alfredo Ormando, l'intellettuale e poeta siciliano che il 13 gennaio, appunto, del 1998 si diede fuoco dentro il colonnato del Bernini, in piazza San Pietro, per protestare contro la persecuzione della chiesa cattolica ai danni delle persone omosessuali.

Da allora ogni anno un piccolo drappello di gay si riunisce annualmente per tenere viva la sua memoria. Quest'anno, però, dopo gli affronti che il movimento glbt ha dovuto subire da parte proprio del centrosinistra, su cui nutriva qualche speranza, rendono necessaria una manifestazione importante.

Solo dal successo di questa mobilitazione dipenderà l'impegno di Arcigay per organizzare una grande manifestazione di piazza per protestare, in primavera, contro il governo Prodi se, come sembra, nulla sarà fatto per le persone dello stesso sesso.
Intanto, quindi, non dimentichiamoci di Alfredo.

Monday, December 18, 2006

Ma chi li vuole questi bambini?

Negli ultimi giorni è esploso un dibattito come minimo "surreale" sul diritto delle coppie dello stesso sesso, in Italia, di adottare bambini. Ma se ancora stiamo discutendo di Pacs (Pacs!) e metà dello schieramento di sinistra inorridisce di fronte a questa parola? Ma chi pensa davvero a una questione come l'omogenitorialità? Di certo non il movimento glbt!

Eppure il segretario dei Ds, Piero Fassino, si premura di chiarire che lui "personalmente è contrario"; e poi sull'Unità esce uno scritto firmato da Stefano Passigli (ex senatore Ds, ex per fortuna), secondo cui - cito testualmente -
L’estensione ai membri di coppie omosessuali di alcuni dei diritti sempre più riconosciuti dalla giurisprudenza alle coppie di fatto eterosessuali non sembra destare particolari obiezioni nella maggioranza dei parlamentari. Se a questo mirassero quanti da tempo si battono per una legislazione sui Pacs si potrebbe ben sperare in una rapida adozione trasversale di una legge in tal senso.
Mentre il vero problema è che
l’ala più oltranzista del movimento gay insiste per ottenere anche qualcosa di ben diverso dalla estensione ai membri di coppie omosessuali dei diritti acquisiti o in via di acquisizione dalle coppie di fatto eterosessuali: il riconoscimento alle coppie omosessuali del diritto di adozione.
Sinceramente c'è di che restare sbalorditi! Anzi, indignati e offesi da un simile cumulo di scempiaggini.
O il senatore Passigli da quando non frequenta più Palazzo Madama ha perso l'ultimo sviluppo della vicenda oppure sta diffondendo falsità!
Dove sarebbe questa ala oltranzista del movimento gay? La si indichi con nome e cognome se esiste. E soprattutto: se è così pacifica una normativa sui Pacs, perché la stiamo aspettando e invocando invano da lustri? I Ds dovrebbero proprio mettersi una mano sulla coscienza e buttare un occhio ai sondaggi. Da quando fanno a gara di cattolicità con la Margherita si sono avviati verso la sparizione.

Saturday, December 16, 2006

"L'amore conta" ovvero le unioni civili in New Jersey

A gentile richiesta (e anche per parlare di qualcosa di buono) voliamo al di là dell'Oceano, in New Jersey, dove il Parlamento statale ha mosso due passi fondamentali in direzione dei diritti civili per le persone omosessuali. Ora manca solo la firma del governatore Corzine.

Il Bill 362 del Senato ha aggiunto l'orientamento sessuale nelle leggi statali che vietano le discriminazioni negli uffici pubblici, nella ricerca di casa, sul lavoro e nei contratti pubblici. Con un'ampia maggioranza la legge ha superato il voto di entrambi i rami del Parlamento.

Poi i parlamentari hanno votato (56 a 19 e 23 a 12) la legge che introduce le unioni civili ("civil unions") per le coppie dello stesso sesso, obbedendo alla sentenza della Corte Costituzionale. Non c'è la parola matrimonio, ma tutti i diritti e doveri e la posizione di fronte alla legge sono esattamente identici al matrimonio civile.

"L'amore conta", ha detto un deputato democratico aprendo il dibattito, "e allo stato non deve interessare il sesso di due persone che si amano". Più o meno quello che dicono i liberali pelosi nostrani, i quali però arrivano alla conclusione che lo stato si deve disinteressare e non deve tutelare quelle forme di amore che non sono approvate dalla chiesa cattolica ("dobbiamo rispettare la sensibilità dei cattolici", tanto della sensibilità di gay e lesbiche non frega nulla a nessuno).

Un dato prevale su tutto. In New Jersey tutto ciò è stato possibile grazie a una campagna legale e costituzionale. Quando cominceremo la stessa battaglia anche in Italia?

Era meglio Berlusconi...

Che dire? sapete quanto mi costi il titolo di questo post, eppure...
Non bastava eliminare la riforma della successione, che estendeva ai conviventi i vantaggi dei coniugi; in cambio di un ordine del giorno che impegnava il governo a presentare un disegno di legge entro il 31 gennaio 2007 sulle coppie di fatto.

Non bastava far saltare l'ordine del giorno a causa della fiducia posta sulla legge Finanziaria, che ha cancellato tutti gli ordini del giorno.

No. Il maxiemendamento del governo ha fatto di più e di peggio. Innanzitutto ha eliminato la lotta alla violenza anti-gay; e poi ha cancellato i soldi del Fondo globale per la lotta all'Aids. peggio del peggior Berlusconi!

MA che è successo? In pratica alla Camera nella Legge Finanziaria era stato introdotto un Osservatorio "per il contrasto della violenza nei confronti delle donne e per ragioni di orientamento sessuale”. Un primo atto concreto ed evidente di attenzione e di impegno verso la comunità glbt. Ebbene: nella versione definitiva della Finanziaria votata dal Senato il nome è cambiato in "Osservatorio nazionale contro la violenza sessuale e di genere". È sparito ogni riferimento all'orientamento sessuale.

Quindi il messaggio lanciato da questo governo è che i gay e le lesbiche possono essere oltraggiati, offesi, aggrediti e malmenati. Tanto nessuno si preoccuperà neppure di analizzare questo fenomeno. Figuriamoci di contrastarlo! E poi spariscono i soldi per la lotta all'Aids.

E poi l'onorevole Piero Fassino, segretario dei Ds, si preoccupa di rassicurare ogni giorno le gerarchie cattoliche e di spiegare che lui "è contrario all'adozione per le coppie dello stesso sesso". Ma perché non rassicura il suo elettorato sulla laicità del governo e sull'impegno progressista dei Ds?

Altro che Zapatero! Qui nemmeno Blair potrebbe stare in un partito ormai confessionale e conservatore in tema di diritti civili. Più o meno la stessa politica "compassionevole" di Bush.

Wednesday, December 13, 2006

Niente ordine del giorno, resta l'impegno (morale)

La montagna - una volta di più - ha partorito il topolino.

Con la presentazione della fiducia sulla Finanziaria anche al Senato sono saltati tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno. Compreso quello dell'Unione sulle coppie di fatto, che doveva impegnare il governo a presentare un disegno di legge entro il 31 gennaio 2007.

Quindi, dalla Finanziaria sono sparite le agevolazioni per i conviventi sulle successioni (un diritto che non prevedeva alcun riconoscimento pubblico, proprio come piace alla sòra Binetti) e in cambio la sinistra (i Ds e tutta la sinistra radicale) non ha ottenuto nulla. Neppure un atto simbolico come l'ordine del giorno.

Per il governo rimane, ovvio, un impegno morale. Ma di fronte ai distinguo di Rutelli e Mastella basterà la parola di Prodi?
Permettetemi di dubitare.

Monday, December 11, 2006

Il lupo Vaticano e gli agnelli laici

"I gay non si possono sposare. Non si devono sposare". Perché? "Perché distruggono la famiglia". Ma in che modo, scusi? "Distruggono la famiglia perché distruggono la famiglia. E lei è un pericoloso laicista che non vuole lasciare alla chiesa cattolica la libertà di parola. Di questo passo noi cristiani finiremo nelle catacombe".

Questo è, più o meno, il ragionamento (si fa per dire, ovvio) delle gerarchie cattoliche e dei clericali, vecchi e nuovi, che intasano il nostro paese. Nessuna argomentazione valida, nessuna giustificazione alle loro posizioni, nessuna spiegazione reale. Solo e soltanto ideologia.
Come il cardinale Trujillo, secondo cui la richiesta di unioni civili per i gay e le lesbiche è "un capriccio".

Bene ha fatto il presidente della Camera Bertinotti a rispondere a tono per difendere cittadine e cittadini insultati e offesi da un ministro del culto. Benissimo ha fatto l'Arcigay a replicare con una serie di argomentazioni inoppugnabili:
Sostenere che i Pacs indebolirebbero la famiglia è come dire che il diritto di voto delle donne indebolisce quello degli uomini, che la libertà di culto degli ebrei minaccia quella dei cattolici, che il diritto alla pensione di reversibilità dei lombardi, lede quello analogo dei laziali."

"Spero che a Natale - dice Lo Giudice - tra le fiabe che i genitori racconteranno ai loro bambini non manchi quella de ‘Il lupo e l’agnello’ di Fedro, celebre autore latino del primo secolo dopo cristo ex schiavo dei romani. Il lupo accusa l’agnello di sporcargli l’acqua del ruscello, nonostante l’agnello si trovi a valle. E’ difficile aver buoni argomenti per negare a qualcuno il diritto di essere trattato come tutti gli altri. Si ricorre così a delle scuse artificiose”.

Intendiamoci. La chiesa ha tutto il diritto di dire ciò che vuole. Certo, dare al Vaticano libertà di offesa a gay e lesbiche è come consentire al presidente iraniano Ahmadinejad di negare l'Olocausto degli ebrei e attaccare Israele. Può farlo, ma non è proprio un comportamento da elogiare.

In ogni caso quello che mi preoccupa non è l'interventismo della chiesa, quanto l'acquiescenza delle forze politiche. Anche di quelle della sinistra.

Zapatero non abita qui (ahinoi)

Con una voluttà che rasenta l'autelesionismo (il tafazzismo, si direbbe in un paese completamente schiavizzato dalla tv) quel che resta della sinistra - gli abulici Ds in primis - si affretta a scusarsi di fronte al Vaticano per la questione delle coppie di fatto, in particolare delle unioni gay, e a sottolineare che «la nostra legge è diversa da quella di Zapatero». Non sia mai!

Prima Fassino e poi D'Alema lanciano segnali di accomodamento alle gerarchie cattoliche e fanno a gara per chiarire che loro "non sono come Zapatero". Capisco che la minaccia di un Pacs Casini-Rutelli e l'ombra del Grande Centro Democristiano sia un incubo insopportabile che turba i sonni dei Ds. Ma arrivare a rinnegare sé stessi, suvvia!

In fondo perà Fassino e D'Alema hanno ragione. Loro NON SONO come Zapatero, anche se i Ds come il Psoe fanno parte del Partito socialista europeo.
I Ds non hanno vinto le elezioni con la maggioranza relativa dei voti, riportando ai seggi l'elettorato deluso della sinistra.
I Ds non hanno espresso un capo del governo giovane, moderno e popolare.
I Ds non hanno promesso che avrebbero ritirato le truppe dall'Iraq subito dopo le elezioni, mantenendo la promessa con gli elettori.
I Ds non hanno riformato il divorzio, permettendo a due persone che non vogliono più vivere insieme di separarsi civilmente nel minor tempo possibile. Anzi non sono riusciti nemmeno a ridurre i tempi della separazione da tre anni a uno.
I Ds non hanno promosso e fatto approvare una legge contro la violenza di genere, per difendere finalmente le donne dai soprusi, dalle aggressioni e dagli omicidi che subiscono quotidianamente da parte dei loro compagni e mariti.
I Ds non si sono impegnati a garantire la reale parità fra uomini e donne a cominciare dal governo, con un vicepresidente donna e uno stesso numero di donne e uomini fra i ministri.
I Ds non hanno scelto con chiarezza la strada della sinistra libertaria, non hanno inserito nel proprio programma di governo l'estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso (i "matrimoni gay") e non hanno approvato questa riforma di civiltà nel primo anno di legislatura.
I Ds non hanno pronunciato un discorso di insediamento del governo, ricordando le vessazioni e le discriminazioni millenarie che hanno colpito gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

Decisamente, i Ds non sono come Zapatero. Ma farebbero meglio a non vantarsene.

Thursday, December 07, 2006

Quant'erano moderni i democristiani

L'anagrafe della popolazione residente deve essere tenuta registrando "le posizioni relative alle singole persone, alle famiglie e alle convivenze"
(legge 24 dicembre 1954, numero 1228; governo Scelba I, coalizione Dc, Psdi, Pli; ministro dell'Interno Mario Scelba).
"Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune".
(Decreto del presidente della Repubblica del 30 maggio 1989, n. 223; governo De Mita I, presidente della Repubblica Francesco Cossiga).

Sulla base di queste due norme, il Consiglio comunale di Padova ha votato una mozione - approvata da tutto il centrosinistra con l'astensione anche di qualche consigliere di Forza Italia - che impegna il sindaco a modificare l'anagrafe e permettere alle coppie conviventi, anche dello stesso sesso, di dichiarare il loro legame "per vincolo affettivo".

Fra le reazioni contrarie, scontate quelle delle destre e la rabbia dell'Osservatore Romano, spicca il commento negativo di Paola Binetti, senatrice della Margherita in quota Ruini. Peccato che appunto oltre 50 anni fa il legislatore abbia riconosciuto tra le famiglie anche le convivenze e che i democristiani fossero molto più realisti e "laici" di questi neoclericali. In più non si vede come l'operazione patavina violi l'accordo - al ribasso - raggiunto dall'Unione in sede di programma.

Non sfuggirà a nessuno, credo, il valore politico delle violente reazioni contro questo risultato di Padova. Se non sarà possibile in Parlamento raggiungere un accordo fra cattolici democratici e sinistra su temi etici come le coppie dello stesso sesso, allora tempo che per il Partito Democratico non ci sia davvero spazio

Sunday, December 03, 2006

Vedremo la legge sulla violenza domestica?

Una volta consumata la legge Finanziaria e subito dopo vedremo di che pasta è fatto il governo Prodi e soprattutto la maggioranza di centrosinistra in Parlamento.

Innanzitutto, bisogna vedere che fine farà la franchigia per i coniugi, che dovrebbe essere estesa ai conviventi. Ma a tutti o solo a quelli eterosessuali? Su questo punto si vedrà il tasso di laicità del centrosinistra. E anche la sua adesione alla Costituzione della Repubblica, che vieta disparità di trattamento.

Ma dopo la finanziaria, sarà il momento della nuova legge sulla Violenza domestica, in preparazione al dipartimento per le Pari opportunità. Il ministro Barbara Pollastrini sta approntando un disegno di legge, che entro dicembre a quanto sembra sarà sottoposto al Consiglio dei ministri. Il testo prevede nuove tutele per le donne vittime di violenze e stupri, con aggravanti se l'aggressore è il coniuge o convivente della vittima.

Il testo prevede anche l'estensione della legge Mancino anti-discriminazione, con tutele per gay bisex e trans discriminati a causa del loro orientamento o identità sessuale.
l'insulto o la violenza contro un gay diventa aggravante di reato e reato in sé. Si aggiungano la maggiore tutela della vittima nel processo (potranno testimoniare una sola volta nel corso delle indagini preliminari con l'incidente probatorio, cosa che riduce il disagio del teste oltre che i tempi del processo) e nessun faccia a faccia con l'aggressore. Un osservatorio permanente in cui saranno coinvolti anche i centri antiviolenza (tre milioni di euro stanziati in Finanziaria) sarà attivo al ministero.

Thursday, November 30, 2006

L'Ulivo è morto, grazie a Dio

Con due colpi da maestro, un uno-due micidiale, Paola Binetti e i teo-dem del centrosinistra sono riusciti ad affossare definitivamente l'Ulivo o futuro Partito Democratico che dir si voglia.

Come interpretare altrimenti due mosse improvvide e suicide, entrambe nella direzione di un centrosinistra clericale, reazionario, bigotto e oscurantista. Che non solo non arriverà mai al 40%, ma può cominciare a sognare anche il 30% delle ultime elezioni.

Prima, in commissione Sanità al Senato, alcune esponenti dell'Ulivo - fra cui Binetti e Anna Serafini dei Ds - hanno votato insieme al centrodestra contro il decreto del ministro Livia Turco per aumentare la quantità di cannabis oltre la quale si finisce dritti in galere.

E poi l'ultimo capolavoro: un emendamento alla Finanziaria che estende ai conviventi i diritti riconosciuti alle coppie sposate per l'esenzione della tassa di successione. Ai conviventi, ma solo a quelli eterosessuali. Perché le coppie gay "non sono ancora riconosciute".

Le parole sono importanti! Smettetela di usurpare il nome della sinistra.

Tuesday, November 28, 2006

Brasile arcobaleno: 5 anni di carcere a chi discrimina i gay

In Italia siamo costretti a scendere in piazza - e per fortuna che eravamo tanti sabato a Brescia con Doriana e Marcella! - per combattere gli episodi di omofobia. In Brasile, invece, dove - a ragionare come gli omofobi di casa nostra - ci sarebbero "altre questioni più urgenti da affrontare", i diritti delle persone lgbtq avanzano nella società e nella legislazione.

Per la prima volta una coppia di gay ha ottenuto il diritto di adottare congiuntamente una bambina: finora solo le lesbiche potevano diventare entrambe madri, adesso lo stesso diritto è stato esteso ai maschi omosessuali. Ovviamente - come è successo nel caso di Vasco Pedro da Gama, 38 anni, e Júnior de Carvalho, 46 - la coppia deve dimostrare solidità ed essere in grado di allevare un figlio. In questo caso la bambina, di 5 anni, vive da dicembre con ii nuovi padri ed era stata adottata in un primo momento da uno solo dei due; adesso anche l'altro ha ottenuto dal Tribunale il diritto di essere riconosciuto a sua volta "padre".

Ma la vera novità è una legge anti-discriminazione che è stata già approvata dalla Camera dei deputati e ora approda al Senato. Lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno diritto a qualunque tipo di lavoro, a entrare in ogni locale e a essere trattati come gli altri. Chi li discrimina rischia una pena fino a cinque anni di carcere.

Ovviamente, come abbiamo detto più volte, la legge da sola non cambia gli atteggiamenti, ma è un potente stimolo al progresso e al rinnovamento. Intanto scriviamo che non si deve e non si può discriminare, i frutti si vedranno in futuro.

Thursday, November 23, 2006

Sabato tutti a Brescia!

Vedete il banner qui sopra?

Bene: sabato prossimo, chi può deve andare a Brescia alla Manifestazione contro la violenza sulle donne, dedicata in particolare a Doriana e alla sua compagna, che a Mazzano sono ancora prese di mira da fascisti/omofobi/razzisti.

Ormai si contano almeno otto atti intimidatori contro le due ragazze: dalle scritte all'intrusione in casa alle minacce graffiate sull'auto, con tanto di svastiche, croci celtiche e simboli di Forza Nuova.

Andiamo a manifestare per fare sentire, almeno per un giorno in modo concreto, che non sono sole!

Wednesday, November 22, 2006

Israele democratico, nonostante tutto

Nonostante il World Gay Pride svolto a porte chiuse e il divieto di manifestare per le strade, che ha ferito anche la figlia (lesbica) del premier Ehud Olmert, Israele si conferma un paese dove la democrazia prevale sui fanatismi (islamici e ortodossi); e dove i giudici, come nei migliori regimi liberali, sono esenti di pregiudizi e condizionamenti.

Così la Corte Suprema di Gerusalemme ha stabilito che i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero devono essere riconosciuti nello stato ebraico. Due gay o due lesbiche, dunque, possono sposarsi in Canada - come è successo - o in Spagna e, una volta tornati in patria, ottenere i diritti che derivano dal matrimonio. Non è ancora la rivoluzione sudafricana, ma dic erto una pagina fulgida per i diritti civili. Tra i sette giudici della Corte, segnala l'Unità, solo uno - un ebreo ortodosso - ha votato contro la decisione, che accoglie il ricorso di cinque coppie sposate all'estero con il rito civile, che in Israele non esiste.

Per concedere diritti a chi non può viaggiare per sposarsi, però, dovrà pensare la Knesset.

Monday, November 20, 2006

Banfi e le lesbiche, via alle polemiche

È appena finito il film per la tv "Il padre delle spose", scritto e interpretato da Lino Banfi, e mi aspetto un diluvio di critiche, non sull'aspetto artistico dell'opera (quello sì, non eccelso), ma proprio sul tema.

Ecco: Banfi non ha trascurato niente! Neppure l'Arcigay sarebbe stata capace di produrre una sceneggiatura migliore, più onesta e più esplicita. Non sul sesso, ma sui sentimenti che uniscono due donne. E proprio questo indignerà i bacchettoni nostrani in servizio permanente effettivo.

Il padre del Sud che alla fine accoglie la figlia e la moglie della figlia; la vecchia zia bigotta che non capisce fino in fondo l'amore fra due donne, ma le accoglie per affetto; i problemi burocratici contrari alla pietà umana, per cui una donna non piò visitare in ospedale la moglie in fin divita sposata in Spagna, "perché in Italia la legge è diversa e quel matrimonio non vale niente"; persino il sacerdote che invita a non pensare ma a far valere la legge dell'amore.

Tutto ciò presentato da un volto familiare come quello di Lino Banfi. Erano anni che aspettavamo qualcosa del genere. Altro che "Mio figlio"! Qui c'è l'amore fra due donne, un amore omosessuale rivendicato e fiero di sé. Compresa una figlia naturale che vive, felice, con le due mamme. Che diranno domani i cardinali tonini?

Tuesday, November 14, 2006

Sud Africa: per i gay unione civile fu

Con 230 sì e 41 no, il Parlamento di Pretoria ha approvato la legge sulle Unioni Civili per le coppie dello stesso sesso. In questo modo il Sud Africa è il primo paese del continente a riconoscere diritti alle coppie gay e lesbiche.

Unioni civili e non matrimonio vero e proprio, come invece imponeva la Corte Costituzionale, che l'anno scorso - il primo dicembre - con una storica sentenza intimò al Parlamento di modificare la legge sul matrimonio, per eliminare il riferimento a "uomo e donna".

Il partito di maggioranza, l'African national congress di Mandela, invece, ha preferito seguire la via britannica e introdurre un nuovo istituto, quello dell'unione civile; e ha obbligato tutti i propri parlamentari a votare la nuova legge.

I movimenti per i diritti gay si sono sentiti offesi da questa formulazione - che mantiene una sorta di aparthaid - fra persone etero e omosessuali. Però quanti anni luce sta avanti a noi il Sud Africa?

Friday, November 10, 2006

Il mio errore sul caso di Brescia

L'altro giorno, parlando del caso delle due ragazze lesbiche aggredite e minacciate in provincia di Brescia, avevo criticato il comportamento di una delle due vittime.
D.G. aveva preferito non diffondere il proprio nome sui mezzi di comunicazione e, secondo il Corriere, rivendicava la sua non militanza politica; un particolare che mi sembrava indice di una certa omofobia.

Ecco: mi sbagliavo. Persone che conoscono bene D.G. me lo hanno segnalato, lei è intervenuta sull'altro blog dove scrivo e io stesso, leggendo che la protagonista della storia si è presentata anche al Consiglio comunale il giorno della delibera sui Pacs, mi sono reso conto di aver preso una cantonata. Mi dispiace e me ne scuso.

Questa ragazza aveva solo cercato di spiegare che lei conduce una vita tranquilla e non troppo esposta e che, prima di ora, non era impegnata politicamente. Un po' poco in effetti, per concludere che si "vergogna" della sua condizione e preferisce tenerla nascosta. Semplicemente, è una persona discreta, ma non ha mai detto che "prende le distanze" dal Gay Pride o cose del genere.

Intanto, purtroppo, le due ragazze sono state vittima di un nuovo atto intimidatorio - un'altra svastica sull'auto - e l'Arcigay di Brescia sta preparando un appello da inviare al sindaco di Mazzano.

Ecco, è il caso di dare a loro due tutta la nostra solidarietà.

Thursday, November 09, 2006

Addio, Alma socialista

In questi giorni, fra elezioni negli Stati Uniti e World Pride annullato a Gerusalemme, non ho avuto tempo di ricordare come meritava una donna politica di cui la sinistra italiana avrebbe estremamente bisogno, specie ora con la prospettiva del Partito democratico.

Il 7 novembre è morta a Milano, a soli 58 anni, Agata Alma Cappiello, già pasionaria socialista, fino all'ultimo al fianco di Craxi, ma soprattutto vera socialista, che negli ultimi tempi era entrata nei Ds per salvare la storia e la tradizione del socialismo italiano.

Per chi non lo sapesse nel 1988 (!) alla Camera dei deputati, l'onorevole Alma Cappiello presentò la prima proposta di legge sul riconoscimento delle coppie dello stesso sesso.

E fino all'ultimo, come si legge nella lettera di adesione ai Ds, la Cappiello ribadì le sue convinzioni
Altro motivo di adesione è la condivisione dei principi su cui deve basarsi l’agire di un movimento riformista, nonché i valori sui quali laicamente “l’anima” dei riformisti deve fondarsi.
Credo anch’io che il movimento socialista riformista debba partire proprio dal concetto di individualità che non appartiene solo alla cultura liberale ma che è, invece, anche fortemente patrimonio socialista di Turati ed ancor più della Kuliscioff, entrambi bene attenti a distinguere nelle classi sociali gli individui…
È da questa doppia radice che da un lato vanno rilanciati i diritti individuali, cioè il diritto di ciascuno di noi ad essere artefice del proprio progetto di vita, liberi finalmente, uomini e donne, dai condizionamenti naturali e sociali e dall’altro vanno contemperati questi diritti alle esigenze della collettività. È questa la prospettiva di cui deve nutrirsi l’humus dei riformisti… (...)
Nasce da qui la tensione dei riformisti verso una politica etica, una politica di valori, che si esprima attraverso un pluralismo di valori, quali la lealtà, la scelta responsabile, la ricchezza della diversità, le politiche di pari opportunità, la solidarietà intesa come reciprocità tra pari.

Addio, Alma.

Saturday, November 04, 2006

Le due facce di Brescia: omofobia e apertura

Due notizie, una cattiva e una buona, entrambe da Brescia.

In provincia, a Mazzano, una settimana fa, due ragazze lesbiche sono state prese di mira da sconosciuti, che sono entrati in casa loro, l'hanno messa a soqquadro e hanno disegnato una svastica sulla porta d'ingresso. Pochi giorni fa, poi, una delle due, uscendo da un supermercato, ha trovato un'altra svastica sulla sua auto.

Oltre all'aggressione, però, le due ragazze hanno dovuto subire altre vessazioni dai carabinieri, secondo quello che riporta il comitato Arcigay Orlando di Brescia. Peccato per la protagonista della brutta vicenda, D.G., che non solo evita di far pubblicare il suo nome (e questo potrebbe anche essere comprensibile), ma persino ribadisce che per lei
l'omosessualità non è mai stata una tessera politica. Mai indossato lustrini e paillettes, mai partecipato al Gay Pride. Anzi, tiene a prendere bene le distanze da ogni forma di esibizionismo sessuale.
Ecco, finché non ci libereremo - noi gay per primi - di questo senso di colpa e di vergogna, non riusciremo a cambiare la società.

Ma ora la buona notizia: il Consiglio comunale di Brescia ha approvato un ordine del giorno a sostegno di una legge nazionale che introduca i Pacs: 15 sì, 8 no e un astenuto.
Peccato, però, che l'opposizione di destra sia uscita dall'aula e che ai sì dei Ds, Sdi, Verdi e Lista civica si siano contrapposti i no della Margherita e del sindaco Corsini, che pure è dei Ds. Ormai i cattolici sono organici alla destra dappertutto.

Wednesday, November 01, 2006

L'omofobo pedofilo (?)

Qualche mesei fa ci aveva deliziato anche in Italia, con le sue affermazioni pseudo-scientifiche sui gay e l'omosessualità.

Adesso, però, lo psicanalista francese Tony Anatrella, che è anche un prete cattolico, rischia anni di carcere con l'accusa infamante di pedofilia.

Secondo due ragazzi che lo chiamano in causa, il prete/dottore avrebbe abusato di uno dei due e approfittato della terapia cui si era affidato il secondo (per "guarire" dall'omosessualità), per avere veri e propri rapporti completi con lui.

Anatrella, per chi non lo ricordasse, aveva sostenuto la posizione della chiesa cattolica di fronte all'omosessualità, ribadendo la presunta "immaturità" delle persone omosessuali. Adesso la rivista cattolica francese Golias lo mette alla berlina.

Vai a vedere che è omosessuale (represso) anche lui?

Friday, October 27, 2006

Se anche in Italia la Corte Costituzionale...

AnelliDiFumo, commentando il post precedente, solleva una questione che da anni ormai vorrei far esplodere in Italia.

Vista l'arretratezza del Parlamento e visto - d'altro canto - il dettato costituzionale, sarebbe ora ormai che un po' di coppie gay e lesbiche ricorressero alla Corte Costituzionale per veder riconosciuto il loro diritto di sposarsi o, quanto meno, di ottenere un riconoscimento pubblico dallo stato italiano, come succede nei paesi più civili (praticamente in tutta l'Europa, presto anche in Irlanda).

Il caro Disorder si chiede quale legge potrebbe essere violata contro le coppie gay e solleva la questione dei giudici di merito.

In effetti in Italia nessun privato può ricorrere alla Corte Costituzionale, è necessario che un giudice chieda l'intervento della Consulta; ma questo, spero, è facilmente raggiungibile, senza passare possibilmente dalla Corte di Cassazione!

Sulla legge da contestare, il mio progetto - che avrebbe bisogno del sostegno di grandi associazioni come Arcigay e Arcilesbica - è chiedere una pubblicazione di matrimonio in un Comune di sinistra (governato da Rifondazione o dai Socialisti) e aspettare l'eventuale rifiuto alle pubblicazioni o, in alternativa, una contestazione al matrimonio celebrato. A quel punto il ricorso alla Corte Costituzionale è praticamente inevitabile, visto - come dicono fior di costituzionalisti - il "combinato disposto" degli articoli 2 (riconoscimento delle formazioni sociali), 3 (uguaglianza dei cittadini) e 29 (famiglia) quasi impone l'estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso. Anche il professor Paolo Barile ricordava che le coppie omosessuali "pure sono fondate, come le altre, su un'affectio che le assimila a quelle eterosessuali; rendendone anzi più essenziale l'elemento spirituale".

Rimane da trovare la coppia (dipende da FdA) e il sindaco compiacente che ci conceda le pubblicazioni.

Thursday, October 26, 2006

Le Corti stanno coi finocchi

La Corte del New Jersey ha confermato una teoria che avevo sviluppato negli ultimi anni, osservando le vicende delle coppie dello stesso sesso - gay e lesbiche - che si sono rivolte alla magistratura costituzionale in tutto il mondo.

Bene: ovunque i giudici, quando hanno accettato di affrontare la questione, hanno deciso in favore dei ricorrenti, condannando gli stati che non riconoscono alle coppie gay gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali.

La Corte Suprema del New Jersey ha dato al Parlamento statale 180 giorni di tempo per correggere la situazione e cancellare le discriminazioni. Ma qui è il caso di sottolineare un'altra sottigliezza, con cui i giudici hanno disinnescato l'argomento della giustizia "militante".

Sebbene non possiamo affermare che in questo stato esiste un diritto fondamentale al matrimonio dello stesso sesso, concedere diritti e benefici disuguali a partner dello stesso sesso (rispetto a quelli di sesso diverso, ndt) non può essere tollerato più a lungo in base alla Costituzione dello Stato
Capito? Non c'è - dice la Corte giustamente un "diritto di sposarsi" - c'è però un diritto all'uguaglianza e questo viene leso quando si permette a una parte dei cittadini, quelli eterosessuali, di formare coppie riconosciute dallo stato, mentre lo si nega a una minoranza, solo a causa del suo orientamento sessuale.
Negare diritti e benefici che sono concessi già alle coppie eterosessuali viola la medesima protezione della legge garantita dall'Articolo 1, paragrafo 1 della Costituzione. Per ottemperare a questo obbligo costituzionale, il Parlamento deve correggere la legge sul matrimonio includendovi le coppie dello stesso sesso oppure creare un'istituto parallelo che, su basi di uguaglianza, fornisca alle coppie dello stesso sesso diritti e benefici e obbligazione concesse alle coppie sposate.
Quindi, e a me pare la soluzione massimamente inattaccabile, non è indispensabile accedere all'istituto del matrimonio come esso è, bensì è imperativo ottenere un istituto che conceda diritti, facoltà e obbligazioni (eccole lì, finalmente) uguali a quelle delle coppie di sesso diverso. Questo impone la Costituzione del New Jersey.

In conclusione, hanno scritto i giudici, il Parlamento deve modificare la legge o creare un nuovo istituto; entro 180 giorni dalla sentenza.

Friday, October 20, 2006

Gay e illuministi, per fortuna!

Leggendo la sintesi del discorso papale a Verona su uno dei quotidiani gratuiti che circolano in metropolitana avevo notato, con sorpresa, la parola "illuminismo" e l'avevo attribuita, con presunzione, alla superficialità dell'articolista, che aveva sintetizzato con Illuminismo i vari -ismi contro cui, sicuramente, si era scagliato Benedetto XVI, a cominciare dal laicismo.

E invece enorme è stata la mia sorpresa quando ho letto l'intero discorso di Papa Ratzinger al Convegno ecclesiale nazionale.

Per il Santo Padre, il popolo cristiano deve contrastare la «nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile», e che «sul piano della prassi» erige «la libertá individuale a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostare».

Capito? Oltre a ciò è arrivato puntuale - ma come poteva mancare - il nuovo attacco all'amore fra persone dello stesso sesso, definito in modo offensivo e sprezzante una delle «forme deboli e deviate di amore».

Per una volta, apprezzabile la risposta di Arcigay che ha ricordato l'antichissima tradizione dell'amore omosessuale, più vecchio dello stesso cristianesimo.

Ma è sull'Illuminismo che mi preme intervenire. Sia lodato e ringraziato questo Papa Benedetto XVI, che non si nasconde dietro un buonismo di facciata e rivendica la propria natura reazionaria, vandeana e anti-illuminista. Complimenti!

A questo punto, purtroppo, constato la mancata reazione degli intellettuali cosiddetti laici in difesa della tradizione illuminista, quella sì alla radice della nostra identità occidentale. (Altro che presunte e inesistenti radici giudaico-cristiane).

Tuesday, October 03, 2006

Friday, September 29, 2006

Black or White for saturday?

Un bel dilemma per il perfetto finocchio milanese, immerso nella settimana della moda.

Il sabato finale - cioè domani - si festeggia all Billy con l'ormai tradizionale White Party? O si va al T35, in zona Tortona, per il Black Party?

Il primo è ormai un appuntamento consolidato e "sicuro". Il secondo è la novità e alletta anche per la location, al 35 di via Tortona appunto.

Aelred accetta inviti.

Thursday, September 28, 2006

I vecchi no del Papa

No all'aborto terapeutico, no alle unioni civili diverse dal matrimonio, no alla ricerca sulle cellule embrionali.

Il Santo Padre - dopo lo scivolone diplomatico con l'Islam a Ratisbona - ha deciso di tornare ad argomenti a lui più familiari e soprattutto a posizioni del tutto in linea con l'insegnamento oscurantista dell'islamismo radicale.

Così il Papa, di fronte al nuovo ambasciatore tedesco, ha ribadito tre suoi No già noti a tutti noi.

Noto con piacere, invece, la risposta - a stretto giro di comunicato stampa - di Arcigay e del presidente nazionale Lo Giudice:
“Le parole del Papa sulla famiglia sono in contraddizione con l’evidenza empirica. In quei paesi come la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, la Spagna, in cui sono riconosciute le unioni civili, le famiglie tradizionali non sono state danneggiate e talvolta se la passano meglio che in Italia, dove i Pacs non esistono”.
Finalmente! Alle argomentazioni papali, tutte ideologiche, dobbiamo opporre la forza della ragione e, mi sia concesso, dei lumi. Non esistono prove, non esistono studi, non esistono argomenti reali a sostegno delle tesi oscurantiste della chiesa cattolica. Dietro c'è solo ideologia e intolleranza. È il momento di smascherarle.

Tuesday, September 26, 2006

Il solito movimento gay italiano

Sabato - mi ricorda FireMan - sono in programma gli "Stati Generali" del movimento gay e lesbico italiano, organizzati dalle associazione glbt romane a Roma.

Purtroppo, ancora una volta, un'occasione che poteva essere di confronto e crescita per il movimento e le diverse realtà che lo compongono è riuscita, invece, a evidenziare una volta di più i dissidi, le gelosie e le rivalità che impediscono ai gay italiani di ottenere risultati.

Come la penso, lo potete leggere anche qui.

Gay al liceo, minacce di morte in Cile

Un ragazzo cileno, scambiato erroneamente per omosessuale, ha dovuto abbandonare il suo liceo di Viña del Mar, in Cile appunto. L'adolescente è stato minacciato di morte da alcuni suoi compagni, mentre il preside e la sua coordinatrice di classe - pur essendo stati informati - non hanno fatto nulla per difenderlo e permettergli di continuare gli studi. Al contrario: quando la vittima è andata a lamentarsi con la professoressa, il Consiglio di istituto ha deciso di espellerlo per aver aggredito l'insegnante.

La denuncia arriva dal Movilh, la principale associazione lgbt cilena, che ha organizzato una protesta proprio durante le cerimonie di fine anno.

Prese in giro, umiliazioni prsicologiche e percosse sono state l'esperienza quotidiana per questo ragazzo. E per di più quelli che lo avrebbero dovuto difendere, i professori, si sono schierati contro di lui e lo hanno cacciato.

L'omofobia a scuola, purtroppo, è una delle prime esperienze dei giovani gay, che fin da adolescenti - e spesso anche prima - imparano a proprie spese quello che la "società" pensa di loro.

Monday, September 25, 2006

Da leggere assolutamente

Intanto che cerco di mettere ordine nella mia vita (lavorativa e materiale, soprattutto) e che aspettate di leggere con avidità i miei post, potete andare a leggere due miei amici che scrivono molto bene e diffondono notizie interessanti e scarsamente reperibili.

Da Parigi il buon Gabo - su Querelle(s) - ci racconta le sue peripezie nel tentativo di siglare un Pacs e altre questioni sempre su froci e diritti. Un must.

Dagli Stati Uniti, invece, Teo ha aperto il suo nuovo blog, in cui si occupa da par suo di diritti, ottenuti o conculcati, e ci racconta un po' di sé.

Andateli a leggere.

Friday, September 22, 2006

In arrivo 60 milioni di gay in Italia!

L'allarme (o forse, chissà, l'auspicio) è arrivato dal leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, a proposito delle correzioni alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione.

La Camera dei deputati, infatti, ha votato una legge-delega al governo per recepire la direttiva comunitaria sul diritto d'asilo. La nuova norma prevede - fra l'altro - il diritto per chi ha chiesto asilo di ricorrere contro un'eventuale risposta negativa, mentre la legge Bossi-Fini escludeva questa possibilità.

In più i deputati hanno approvato un altro emendamento presentato dal governo che apre le porte alle persone omosessuali che chiedono asilo da paesi dove la loro condizione è repressa dal governo. Proprio questo ha fatto scatenare Calderoli.

Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli stima che potrebbero entrare potenzialmente in Italia «dai 60 ai 75 milioni di omosessuali», calcolando che sono 94 i Paesi dove l'omosessualità è un reato e che «il 4,5% della popolazione mondiale è omosessuale». «Sarà sufficiente - domanda Calderoli - l'autocertificazione, con i conseguenti rischi di mendaci dichiarazioni, o si deve arrivare all'incidente probatorio? In questo modo diventeremo il paradiso dei finocchi di tutto il mondo».



Magari arrivassero qui 60/70 milioni di gay e lesbiche: dopo qualche anno, finalmente la Dc perderebbe le elezioni!
A parte la solita volgarità da trivio (voluta e cercata dall'ex ministro delle vignette anti-Islam), noto che Calderoli è informato sulla percentuale degli omosessuali (in realtà altri ricercatori parlano del 5/10% della popolazione), ma scade in modo indegno e vergognoso sul cosiddetto "incidente probatorio".

Forse Calderoli vuole ripristinare la visita anale che il regime fascista praticava agli omosessuali mandati al confino? O quello che la Turchia di oggi pretende da chi si dichiara gay per evitare il servizio militare?

Wednesday, September 20, 2006

Perché non avremo la legge Mancino anti-omofobia

Da più parti si canta vittoria e si festeggia per la prossima correzione della Legge Mancino, che secondo le richieste del movimento gay e dopo gli ultimi fatti di cronaca - con violenze motivate dall'odio anti-omosessuale - dovrebbe introdurre, accanto alla repressione del razzismo, anche quella dell'omofobia.

Anche i ministri Amato (Interno) e Mastella (Giustizia) sono stati pronti a discutere questa importante innovazione e si sono dichiarati d'accordo. A mio parere, però, i festeggiamenti sono prematuri e anzi rischiamo di trovarci di fronte a un'altra delusione, magari peggiore di quella sui Pacs.

Se analizziamo bene la legge Mancino del 1993 - che anche allora prevedeva la tutela di gay lesbiche e transgender ma poi questa parte fu stralciata - ecco che cosa leggiamo:

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell'attuazione della disposizione dell'articolo 4 della convenzione, è punito:

A) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;

B) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.


2. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la
reclusione da uno a sei anni.


Bellissimo, direte voi. Ma proviamo ad aggiungere al testo della legge - dove si dice per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi - la formula "fondati sull'orientamento sessuale".

La legge punisce sia i comportamenti sia l'incitazione al reato. Dunque ridurrebbe al silenzio (giustamente!) chi ogni giorno ribadisce la necessità di discriminare gay e lesbiche e trans; e quasi ogni giorno tuona contro la nocività del comportamento omosessuale. Non è una caso che l'ultimo intervento di sua Eminenza il cardinale Camillo Ruini sia proprio di questi giorni.

Accettera la chiesa cattolica romana di farsi censurare? Temo di no.
Sarà capace la politica di superare un veto vaticano? Rispondete voi...

Monday, September 18, 2006

Dopo il sindaco, Berlino avrà un cancelliere gay?

Il popolare sindaco di Berlino, Klaus Wowereit, ha confermato sondaggi e umori della vigilia ed è stato rieletto alla guida della capitale tedesca. Se però la sua Spd ha migliorato di poco il risultato del 2002, sono scivolati pesantemente gli alleati di sinistra della Linke (la Sinistra appunto). Se non basteranno i loro seggi, è già pronto comunque, l'aiuto dei Verdi che hanno ottenuto una buona affermazione.

Un secondo mandato a Berlino potrebbe aprire la strada a Wowereit, che pochi anni fa fece coming out, per un impegno a livello federale. In effetti sarebbe l'uomo giusto per tentare un governo di sinistra-sinistra con Spd, Verdi e Linke anche al Bundestag. La Grosse Koalition non sta dando, come era prevedibile, i risultati sperati, anzi nel paese avanzano i neonazisti. Forse il fattore Wow servirà al centrosinistra per recuperare terreno.

Sarebbe il primo cancelliere tedesco e il primo capo di governo occidentale apertamente gay.

Wednesday, September 13, 2006

A Viareggio contro l'omofobia

Una risposta alle aggressioni omofobe delle ultime settimane (da Torre del Lago a Bologna), un segnale di protesta verso le istituzioni e verso tutta la società, che non può girarsi dall'altra parte e dimenticare cittadine e cittadini gay, lesbiche bisessuali e trangender. Persone che ogni giorno, anche in Italia, sono sottoposte a umiliazioni e, spesso, anche a violenze.

Sabato 16 settembre, a Viareggio, nella Versilia che dovrebbe essere Friendly, è stata convocata una grande manifestazione che partirà alle 17 dalla piazza del Municipio (piazza Nieri e Paolini). Alla marcia hanno aderito in varie forme numerose sigle dell'associazionismo glbt e spero che tutti alla fine partecipino in misura anche minima.

Il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini ha parlato della necessità di estendere la legge Mancino contro il razzismo anche alle aggressioni motivate dall'identità e dall'orientamento sessuale. Ma se non siamo noi a pretendere tutele e difesa, è difficile che altri ce le concedano.

Tuesday, September 12, 2006

Lanzillotta "papa girl"

Conoscevo Linda Lanzillotta come donna impegnata in politica, oltre che moglie di Franco Bassanini, ma non sapevo nulla del suo zelo neo-papalino, in difesa di antichi pregiudizi e contro i diritti civili. Mi dispiace che proprio da una donna, che meglio di altri dovrebbe capire l'importanza dell'uguaglianza, sia arrivato un attacco così forte alla comunità gay, lesbica, bisessuale e transessuale.

Ma che cosa è successo? Nell'ultimo Consiglio dei ministri, la Lanzillotta, ministro per gli Affari regionali, ha proposto di impugnare la nuova legge della Regione Puglia sul Welfare, che riconosce assistenza e prestazioni non solo alle famiglie - considerando quelle fondate sul matrimonio - ma anche alle persone legate da "vincoli solidaristici". Una formula che comprende anche unioni di fatto, convivenze e coppie dello stesso sesso.

Contro questa legge, la Lanzillotta ha tentato di spingere il governo a ricorrere alla Corte Costituzionale, sostenuta durante la riunione dell'esecutivo dal ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli. Entrambi sono della Margherita.

Per fortuna, sul fronte opposto - secondo le cronache - si sono schierati subito il ministro della Solidarietà sociale Ferrero (Rifondazione), quello dell'Ambiente Pecoraro Scanio (Verdi), la ministra delle Pari opportunità Pollastrini (Ds) e quella della Famiglia Rosi Bindi (Margherita). Il tentativo è stato bocciato alla fine da Prodi che ha ricordato come quella legge sia stata la conclusione di un lungo accordo fra laici e cattolici.

Certo, se il Partito democratico deve nascere all'insegna di queste divisioni - di qua i clericali, di là i laici e i cattolici democratici - forse è meglio pensarci bene. Fa specie che da un ministro del centrosinistra sia arrivato un tentativo così conservatore.

Thursday, September 07, 2006

Errare humanum est, perseverare diabolicum

o|mo|fo||a
s.f.
CO avversione ossessiva per gli omosessuali e l’omosessualità

Eccoli, gli omofobi. "Io ho tanti amici gay, però quelle cose lì come il matrimonio e i Pacs non mi piacciono affatto". "Ognuno nel suo letto fa quello che vuole, però ci vorrebbe un po' di discrezione". "Non ho niente contro gay e lesbiche. Però, sai, un mio amico psichiatra mi ha spiegato che sono malati, solo che non si può dire".

Razzisti senza coraggio, discriminatori ansiosi di apparire equanimi e sinceri. Gli omofobi pretendono di discriminarti e, nel frattempo, discutere con te amichevolmente, mentre ti spiegano che sei malato o "disturbato" perché la tua sessualità è diversa da quella della maggioranza. E nonostante questa difformità si ripresente costante - nel 5/10% della popolazione - presso tutte le culture, a tutte le latitudini e in tutte le epoche. I gay non fanno figli (in realtà ne fanno, ma di solito non con la persona con cui vivono), ma in tutte le generazioni ci sono gay, di solito figli di coppie eterosessuali.

Comunque, tutto questo per presentare uno dei più fulgidi esempi di omofobo: il signor Luciano Giustini, noto blogger della prima ora, con tanto di sito omonimo. Eccolo qui sorridente. Di solito si occupa di Internet, tecnologia e modernità del genere.

Una prima volta, nel 2004, se ne esce con questo post, citando un'associazione americana assolutamente screditata in campo medico e scientifico in generale; e per di più scambiando l'introduzione di un libro per "un interessante articolo sull'omosessualità". Così attuale che risaliva a giugno 2003!

La solita solfa sull'omosessualità come "errore, difetto, sviluppo incompleto della sessualità"... e via dicendo. Beccato con le mani nella marmellata, Giustini si scusa, professa la sua non-omofobia e promette di stare più attento in futuro. In effetti da lì era nato un putiferio con interventi su Tom, su Livingston e su Village, dove la teoria del Narth - ripresa in Italia dalla dottoressa Atzori - era stata smascherata e pienamente smentita nella sua assoluta mancanza di scientificità.

A distanza di oltre due anni, scopro sempre via Livingston, Luciano Giustini ci ricasca e inopinatamente butta lì, come se niente fosse, le presunte affermazioni di due psicologi e una psicoterapeuta (ovviamente anonimi), che ripetono la solita solfa:
E' un disturbo della sessualità, questo lo sanno tutti gli psicologi e psicoanalisti da anni. Gli omosessuali sono dei malati, sia sul versante maschile sia su quello femminile. Solo che nel DSM IV [il manuale di riferimento] hanno scritto che non e' piu' vero, nella commissione che lo redige sono entrati molti gay, e da quel momento e' diventato illegale, durante la terapia, dire ad un gay che e' malato. O ci arriva da solo oppure bisogna dirgli che no, non è malato. Purtroppo così la società ha smesso di considerarli tali, creando molti danni."

Ora:
1) anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie
2) quali sarebbero questi "molti danni" provocati dal comportamento di cui sopra? si possono quantificare o siamo sempre nell'ambito di affermazioni generiche e indimostrabili?

Richiamato all'ordine da Marco di Livingston, Giustini si giustifica così:
"quando dici questo, ora invece ti accusano di essere omofobo e che ti devi curare tu, non loro".

Ma ammettere di essere omofobo e almeno avere il coraggio di difendere le proprie posizioni indifendibili? Non sarebbe più dignitoso?

Forse, però, è un buon segno: ci si vergogna un po' a passare per omofobi.

Wednesday, September 06, 2006

Lombardia o la Vandea italiana

Aelred in versione milanese inkazzato "lavoro-guadagno-pago-pretendo":

Lavoro e pago le tasse a Milano, verso ogni anni una cospicua parte dei miei redditi alla Regione Lombardia sotto forma di addizionale Irpef regionale, finanzio con i miei soldi le iniziative del Pirellone, però quando si tratta di ricevere contributi e sostegno sono tagliato fuori, perché sono gay e convivo con un altro uomo.

È questa la modernità della Lombardia, regione che si crede all'avanguardia, ma è ferma all'Ottocento! L'ultima prova è arrivata dalla delibera di Giunta per i contributi sull'acquisto della prima casa. Per carità: 5mila euro non sono la svolta, però sempre meglio incassarli che niente.

Invece le giovani coppie che vogliono accedere al finanziamento regionale a fondo perduto devono essere - si legge sul bando - di sesso diverso e regolarmente sposate (o sposarsi entro l'estate 2007). Capito la discriminazione?

Poi dicono che non servono le leggi, perché siamo uguali agli altri. Ma per favore: siamo un paese in declino e la presunta regione-traino è la retroguardia.

Monday, September 04, 2006

Indietro miei Prodi

Inutile. Non c'è proprio speranza che questa classe politica pavida e priva di qualunque idea o ideale sia in grado di produrre una riforma del diritto civile che include anche gay e lesbiche.

Le ultime polemiche estive - da Andreotti alla Binetti - non lasciano presagire nulla di buono. Anche l'intervento di Paolo Prodi, con una timida apertura verso i diritti "individuali", è ancora incerto, dubbio e in definitiva fumoso.

Tanto è vero che anche un iper-moderato come Grillini ha preso carta e penna per richiamare Prodi (Romano) e rivendicare i Pacs come proposta più moderata possibile, avanzata in subordine non solo alla piena uguaglianza (matrimonio come in Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Massachusetts e presto Sudafrica), ma persono alle unioni civili di Gran Bretagna, Germania, Svezia, Danimarca, Repubblica Ceca.

Che farà il movimento? Non lo so: forse il problema è proprio questo, l'assenza di una pressione da parte dei gay e delle lesbiche di quetso paese, per rivendicare i propri diritti. Ma se i giovani non rivendicano il diritto al lavoro dignitoso e le donne non rivendicano il dominio sul proprio corpo, forse è un problema degli italiani in genere e non degli italianii glbt.

Friday, September 01, 2006

L'economista omofobo

È proprio vero: l'omofobia si annida persino dove meno te l'aspetti.
Ci indigniamo - giustamente - per due teppisti che violentano una ragazza lesbica a Torre del Lago, in Versilia, probabilmente per punirla della sua omosessualità. Ma che dovremmo dire di un professore universitario, esimio editorialista del più illustre quotidiano italiano, che si lagna delle leggi anti-discriminazione in difesa di gay e lesbiche?

Non ci credete? Basta leggere questo articolo del professor Giavazzi (noto iper-liberista), a proposito delle riforme tedesche introdotte dalla Grosse Koalition:

...
Durante la campagna elettorale la CDU aveva attaccato il disegno di legge con il quale i socialdemocratici si apprestavano a recepire una direttiva europea in tema di eguaglianza di trattamento sul posto di lavoro, sostenendo che le nuove norme avrebbero ulteriormente aumentato il costo del lavoro per le imprese tedesche. Il progetto della grande Coalizione è, se possibile, ancor più estremo. Là dove la direttiva parla di "non discriminazione" riferendosi solo alla razza e al sesso, la legge di recepimento specifica in grande dettaglio i diritti dei disabili e quelli degli anziani e degli omosessuali.



Capito? Per abbassare il costo del lavoro (un sogno irraggiungibile per i padroni italiani e per gli economisti adoratori del mercati) calpestiamo i diritti di gay e lesbiche! E magari anche di vecchi e disabili!

Perché Giavazzi non va un po' in Cina? Lì magari non ci sono tutte quelle odiose tutele dei lavoratori, estese persino agli omosessuali.

Ah: per la cronaca, la direttiva tutelava esplicitamente i diritti di gay e lesbiche, al contrario di ciò che scrive Giavazzi; in Italia però fu recepita in modo riduttivo, grazie all'omofobo ministro Buttiglione.

Tuesday, August 29, 2006

Viva Christina!

Già qualche anno fa aveva conquistato il premio Glaad - dedicato agli artisti che si battono per i diritti glbt - grazie alla bellissima canzone Beautiful e al video inequivocabile.

Adesso Christina Aguilera ha preso espressamente posizione sulla questione del matrimonio anche per gay e lesbiche e ha giudicato oltraggioso che in California due uomini non possano sposarsi, come ha fatto lei l'anno scorso con il marito: «Il matrimonio - ha detto - dovrebbe essere la celebrazione dell'amore di due persone l'una per l'altra. Non dovrebbe avere niente a che fare con le preferenze sessuali».

E po Christina ha ancora sottolineato come l'Europa sia molto più avanti rispetto agli Stati Uniti nella difesa dei diritti civili e nell'accettazione della libertà sessuale.

Brava Christina! Finalmente un'icona gay che ci difende.

Monday, August 28, 2006

"Normaloni" versus "esageroni"

Una settimana di vacanza a Ibiza, con assidua frequentazione dei luoghi aggregativi preferiti dalla comunità gay, conduce anche a profonde riflessione sugli standard estetici dei maschi omosessuali.

Senza dubbio, sull'isola delle Baleari, nell'ambiente discoteca prevale il tipo che chiameremo esagerone: molto alto, iper-muscoloso, magari con un po' di pancia ma con i pettorali ben torniti, assolutamente depilato anche le gambe e le braccia, di solito allevato a dosi massicce di ormone della crescita. Poi ci sono le varianti, un po' più verso la categoria orso (stile porno Colt) o sul modello fashion (calciatori da copertina). Sempre sono ragazzi e uomini molto belli, ma anche molto eccessivi, che arrivi ad ammirare ma cui non ti avvicini con facilità. In spiaggia, poi, non si tolgono mai il costume.

Al contrario dei gay, nella comunità etero invece prevale il tipo del normalone: il classico ragazzo della porta accanto, tipo mediterraneo, moretto, non altissimo, con un po' di muscoli ben distribuiti da madre natura, una peluria diffusa e magari un po' di pancetta. Però carino, disinvolto, sorridente, spontaneo.

Questo tipo non è assente neppure nel panorama gay, però nelle località più alla moda tende a rimanere in disparte, a favore di tipi in genere più belli e comunque molto più appariscenti.
Ma quale preferire?

Saturday, August 19, 2006

Gay: un altro arresto di massa in Arabia?

Come al solito non è facile né rapido verificare le notizie che arrivano da paesi con uno standard democratico inferiore alla media (praticamente, regimi autoritari).

Quindi, con tutte le cautele del caso, secondo il quotidiano saudita Al Watan, la polizia di Riad ha arrestato venti uomini gay, per aver partecipato a un "matrimonio omosessuale". Secondo il resoconto del giornale, alla cerimonia clandestina - nella città di Jizan, sul mar Rosso - partecipavano oltre 400 persone, fra cui molti uomini vestiti da donna, e 250 di questi sono stati fermati dalla polizia. La maggior parte è stata rilasciata, ma almeno 20 sarebbero rimasti in prigione, con l'accusa anche di essere consumatori di khat, una droga molto in voga al momento.

Le organizzazioni internazionali per i diritti umani stanno cercando di ottenere maggiori informazioni in merito alla vicenda, ma come dicevo prima è difficile ottenerle in un paese come l'Arabia Saudita, dove vigono leggi ispirate alla sharia e spesso l'accusa di omosessualità è usata anche a fini politici, per screditare gli avversari.

Certo, gay lesbiche e trans in quei paesi non se la passano affatto bene.

Thursday, August 17, 2006

Il marketing dello sterminio

Di solito sono cattivo; stavolta posso essere spietato?

Se sei un premio Nobel per la Letteratura, credo che non dovresti abbassarti a fare gossip della tua stessa vita per vendere qualche copia in più di un'autobiografia fresca di stampa. A maggior ragione se la vicenda più crudele riguarda il momento più basso e sanguinoso della storia europea del Novecento.

Sei milioni di ebrei, decine di migliaia di gay, disabili, zingari, testimoni di Geova: la memoria di queste vittime dovrebbe tenere a bada la voglia di pubblicità e consigliare meglio un "uomo della sinistra" come Gunter Grass, che ha imparato anche troppo bene le regole del mercato.

Poco prima della pubblicazione della sua autobiografia, ormai nell'ultima parte della sua vita, Grass si è ricordato di essersi arruolato nelle SS; e ha pensato bene - proprio alla vigilia dell'uscita del libro - di raccontarlo in un'intervista. Con tanto di prigionia in compagnia di un certo Joseph Ratzinger. E ora, di fronte alle polemiche, anticipa l'uscita del libro!

Per cortesia, le tragedie sono un'altra cosa.

Wednesday, August 16, 2006

In ricordo di Hina

Sul delitto "d'onore" (mai avrei pensato di scrivere una frase del genere per un fatto di cronaca nel terzo millennio) che è costato la vita della 21enne Hina Saleem, pakistana-italiana uccisa perché rifiutava le imposizioni della sua famiglia d'origine, è molto interessante la riflessione di s.

Riporto qui anche il mio commento al suo post: non vuole essere una difesa d'ufficio del relativismo culturale, che non approvo e non condivido. Solo il mio pensiero sulla difficoltà di diffondere valore e conquiste civili, di cui noi stessi non godiamo ancora appieno - penso soprattutto alla nostra comunità lesbica, gay, bisex e transgender - e che non sono assicurati una volta per tutte.

Da un lato aderisco alla tua riflessione: siamo tutti uguali e tutti abbiamo il diritto di non farci schiacciare dalle nostre società, tradizioni, culture, religioni.
ma non vado al di là della condanna morale e pubblica.

Mi spiego: non credo che noi (Europei, occidentali o quant'altro) possiamo andare a imporre i nostri progressi morali e civili; li possiamo proporre e propagandare, ma non "infliggere" a un'altra società.
possiamo e dobbiamo accogliere tutti quegli individui, come Hina, che hanno elaborato una scelta del genere e vogliono aderire ai nostri valori; dobbiamo pretendere da uomini come il padre di Hina il rispetto dei nostri valori.
ma non possiamo pretendere (o illuderci) di esportarli come un programma tv.

storie coeme quella di Hina non erano infrequenti nel Meridione d'Italia di 50 anni fa; la storia di Matthew Shepard viene dalla Bible Belt americana degli anni Novanta.
la nostra società ha combattuto e sta combattento contro questi istinti arcaici e pre-moderni; anche le altre civiltà potranno e dovranno arrivarci. ma con le loro forze, con la loro riflessione, con il loro tempo. dovranno essere le donne africane, asiatiche, sudamericane a combattere per questi diritti; i loro intellettuali a teorizzarli e trasferirli a quelle culture.

non possono essere innestati come un'esportazione occidentale, ma devono essere il frutto di una riflessione e un'evoluzione UMANA

Tuesday, August 15, 2006

Fine delle bombe?

Da ieri è in vigore una piccola e fragile tregua fra Israele e il Libano; meglio, fra Israele e i miliziani sciiti di Hezbollah, ché il Libano si è trovato in mezzo a una guerra combattuta da altri per altri motivi: la sopravvivenza/distruzione di Israele.

Con la tregua e, spero, con la missione di pace internazionale, forse si potrà ricominciare a ricostruire uno degli stati più belli del Vicino Oriente, in cui ebrei e arabi, cristiani e musulmani possono e riescono a vivere insieme in pace.

Non è un caso che, dopo Israele, il Libano sia l'unico stato dell'area con un'associazione di persone omosessuali e che a Beirut, dopo Tel Aviv, si sia potuto svolgere un Gay Pride, nel 2003.

Certo, sotto le bombe l'ultimo pensiero per tutti è il rispetto dei diritti civili.
La tregua, e magari la pace, potranno servire anche a rilanciarli.

Monday, August 14, 2006

Una poesia

...

Il più bello dei mari (1941)

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet, nella traduzione di Joyce Lussu

Friday, August 11, 2006

La Camera esclude le famiglie di fatto

La commissione Affari sociali della Camera dei deputati ha deciso di avviare un'indagine conoscitiva sulle "condizioni sociali delle famiglie in Italia", per avere un quadro aggiornato della situazione e decidere con cognizione di causa gli interventi più adeguati.

Nel corso dell'indagine, che si dovrà concludere entro il 31 marzo 2007 saranno ascoltati rappresentanti delle associazioni familiari, dell'Istat del Censis, il ministro della Famiglia e altri operatori. Durante la discussione, però, come si può leggere sui resoconti parlamentari - che sono pubblici - alcuni deputati della destra hanno voluto precisare che l'indagine "dovrà essere incentrata sulla famiglia intesa in senso tradizionale" (Giacomo Baiamonte di Forza Italia) e che "l’indagine non potrà che attenersi alla definizione di famiglia presente nella Costituzione" (Elisabetta Gardini, ancora Forza Italia).

Peccato - lo ricordo ai due illustri rappresentanti del popolo - che il concetto "tradizionale" è soggetto a interpretazioni diverse (tradizionale in Italia, tradizionale in Europa; anche l'infibulazione è tradizionale). Quanto alla Costituzione, essa riconosce e difende sia la famiglia legittima (fondata sul matrimonio) sia quella naturale (vedi figli naturali equiparati a quelli legittimi).

Comunque, il problema dell'esclusione delle famiglie di fatto (etero, gay, ricostitute, con e senza figli) è stato sollevato dai deputati Franco Grillini e Titti De Simone in una lettera al presidente della commissione, Lucà, e al presidente della Camera Bertinotti.

Per di più - aggiungo io - c'è un problema di composizione della commissione. Il presidente Mimmo Lucà è un deputato dell'Ulivo iscritto ai Ds, ma fa parte dei Cristiano sociali; la vicepresidente Dorina Bianchi (Ulivo) è della Margherita e l'altra vicepresidente Luisa Santolini è dell'Udc. Un monocolore democristiano che lascia presagire un dominio della visione cattolica della famiglia. Nulla di buono in termini di pluralismo e rispetto delle minoranze. Vedremo

Thursday, August 10, 2006

C.R.A.Z.Y.

Domani sera vado a vedere questo. Chi vuole venire è benvenuto, basta dirlo.

Per saperne di più, andate qui.

Wednesday, August 09, 2006

La memoria di noi stessi

Solo se impariamo dal passato possiamo avere un futuro.
Anche per questo è importante la campagna del Museo memoriale dell'Olocausto degli Stati Uniti.

Il memoriale sta cercando informazioni e testimonianze dei sopravvissuti all'Olocausto, perpetrato dai nazisti e dai loro alleati. Intendendo per sopravvissuti "qualsiasi persona, ebrea o meno, che tra il 1933 e il 1945 sia stata deportata, perseguitata, o discriminata, per motivi raziali, religiosi, etnici e politici, da parte dei Nazisti o dei loro alleati. Oltre che gli ex detenuti in campi di concentramento, ghetti, e prigioni, questa definizione comprende, fra gli altri, tutti i rifugiati e coloro che si erano nascosti".

In questa categoria rientrano anche le persone omosessuali, gay e lesbiche, perseguitate dal nazismo e dal fascismo. Per questo motivo l'Arcigay collabora all'iniziativa e chiede a ciascuno di noi di attivarsi per diffondere la ricerca e raccogliere informazioni.
Le segnalazioni utili possono essere inviate a memoria@arcigay.it

Tuesday, August 08, 2006

Ubi maior...

Perdonate l'assenza, ma ero andato a vedere lei.

Festa, musical, videoclip, performance. Tutto in un concerto, illuminato persino dalla luce della luna, nonostante l'acquazzone pomeridiano. Anche la pioggia si è comprata!

Friday, August 04, 2006

Aggiungi un frocio a tavola

Su su, finocchie milanesi. È ora di dimostrare che la nostra città è accogliente, generosa e calorosa. Soprattutto con gli ospiti che arrivano da lontano.
Il 9 e 10 settembre, nel nostro amato capoluogo, è in programma il torneo di pallavolo Mamma Mia, organizzata dall'associazione glbt Gate Volley: gay, bisex, etero, asessuali e chiunque voglia (ma soprattutto finocchi come voi) verranno a Milano a giocare a pallavolo, appunto, per un appuntamento che ha ottenuto persino il patrocinio della signora Moratti, sindachessa meneghina.

Orbene: buona creanza vuole che gli ospiti stranieri - di altra città o di altro paese - non siano costretti ad andare in albergo a spese proprie, ma siano ospitati dagli organizzatori e dalla comunità (?) gay cittadinia.

Non posso credere che tra di voi, avidi cacciatori di nuove prede il sabato al Billy e la domenica al Borgo, non ci sia nessuno disposto a ospitare in casa propria un atleta in trasferta, magari francese, danese o tedesco. Non fate i timidi!

Chi è intenzionato a offrire ospitalità a questi ragazzi lo può comunicare a Gate Volley.

Thursday, August 03, 2006

Sodomiti anche con un abbraccio

Abbracci, pacche sulle spalle, carezze. Persino una stretta di mano. Tutto questo può essere definito "sodomia" secondo una nuova versione del codice penale nello Zimbabwe di Robert Mugabe.

La vaghezza della nuova definizione, denuncia la International gay and lesbian human right commission, apre la strada a nuovi abusi e persecuzioni. L'omofobia, importata dall'Occidente, trova terreno fertile negli stati africani poco democratici.

Basterà la persecuzione dei gay a far dimenticare ai cittadini l'inflazione al 1000 per cento?

Wednesday, August 02, 2006

Nunc est bibendum

Il dittatore non è ancora morto (forse), ma possiamo già brindare alla maniera di Orazio e di Alceo (νῦν χρῆ μεθύσθην), adesso che ha dovuto cedere lo scettro del potere al fratello, già vecchio anche lui.
Quanto tempo gli diamo? Due mesi? Tre settimane?

Bene. Fidel Castro sembra sul punto di lasciarci e onestamente non ho motivo di dispiacermi.
Sotto di lui, e sotto il suo regime, Cuba è rimasta sì indipendente, con ottimi ospedali e scuole; ma il libero pensiero è stato combattuto e quasi estirpato; il dissenso soffocato; scrittori e poeti ridotti al silenzio. Le persone omosessuali poi non hanno mai smesso di pagare lo scotto della loro diversità.

Chi non è d'accordo vada a leggersi "Prima che sia notte" di Reinaldo Arenas o, per i più pigri, si riveda il film omonimo del 2000.
Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus
(Ora dobbiamo bere, ora danziamo scuotendo la terra con i piedi finalmente liberi)

Monday, July 31, 2006

Con questa Margherita meglio An

In una mozione a proposito del registro delle coppie di fatto al consiglio comunale di Ancona si legge che
"l’iscrizione nel registro può essere richiesta congiuntamente da due persone maggiorenni di genere diverso, non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, ma da vincoli affettivi, coabitanti da almeno un anno ed aventi dimora abituale nel Comune di Ancona".

Sì al registro, dunque, ma solo per le persone di "genere diverso"; e comunque con diritti infinitamenti limitati rispetto a quelli del matrimonio.

Gli autori di questo capolavoro sono i consiglieri cittadini della Margherita, il partito che insieme ai Ds dovrebbe dar vita al partito democratico.
Di fronte a gente del genere viene proprio da rimpiangere la Dc e la sua laicità. E già che ci siamo - dopo anche quella porcheria di indulto - quasi quasi al prossimo giro scelgo Alleanza nazionale.

Meglio non leggere poi le ennesime parole in libertà del professor Cacciari:
"Se, in particolare in politica estera, l'esecutivo continuerà come in questi mesi e se qualcuno si inventerà di porre all'ordine del giorno questioni come i Pacs... è chiaro che il governo Prodi non potrà reggere".
Giusto: facciamo un altro indulto. Per gli ipocriti, stavolta.

Friday, July 28, 2006

Destra spagnola sempre più rabbiosa

Scandalo nel Pp spagnolo!
Il sindaco di Madrid Alberto Ruiz-Gallardón, del Pp ma dell'ala più laica e moderna del partito, ha annunciato che celebrerà le nozze del suo collega Javier Gómez con il compagno Manuel Ródenas.

Apriti cielo! Dal Parlamento sono arrivati i primi strali contro il politico che non rispetta la linea del partito e si comporta in modo "sleale". Per il deputato Jorge Fernández Díaz, segretario generale del gruppo in Parlamento, ci devono essere "conseguenze politiche" per questo gesto, che - sia detto per inciso - per Gallardon non è altro che compiere i propri doveri di sindaco.

Ma secondo il Pp, bisogna rispettare i voleri della chiesa come stabiliti da Papa Benedetto XVI. La destra spagnola è sempre più allo sbando.

Tuesday, July 25, 2006

Sei gay? Ti licenzio, insieme al tuo fidanzato

Roma, 2006.
Un uomo di 43 anni, Marco Carbonaro, viene licenziato dal suo datore di lavoro, la Galleria Alberto Sordi, di fronte a Palazzo Chigi, dove era impegnato come direttore dei bar.

Secondo la denuncia che ha presentato all'Arcigay, Carbonaro e il suo compagno, che nel frattempo era stato assunto come cameriere, sono stati mandati a casa all'improvviso, senza motivo e senza spiegazioni; e senza neppure aver ricevuto prima alcuna ammonizione o richiamo.

Spero sinceramente che i padroni possano spiegare il perché di questo atto, altrimenti vorrebbe dire che l'Italia del 2006 è priva di tutele e luogo dell'arbitrio, in spregio a qualunque diritto fondamentale e alla lettera e allo spirito della nostra Carta Costituzionale.

Interverrà il ministro del Lavoro?

Monday, July 24, 2006

Cominciamo dalla scuola

Gay e lesbiche, durante l'adolescenza, attraversano un periodo ancora più difficile rispetto ai loro coetanei, a causa delle discriminazioni e dell'omofobia, che proprio a scuola, spesso, raggiungono il loro massimo di violenza.

Così il bullismo, secondo diverse ricerche, colpisce in misura maggiore le minoranza, in particolare gay e lesbiche, che sui banchi di scuola si sentono ancora più diversi e isolati, anche per l'ignoranza di compagni e professori. E subiscono insulti, minacce, umiliazioni e vere aggressioni a causa del loro orientamento sessuale, reale o presunto.
Nella scuola, quindi, si deve combattere da subito questa battaglia di civiltà e di progresso, per insegnare a tutti l'importanza del rispetto e dell'accoglienza per chi è diverso da noi.

Proprio per questo l'Arcigay si lancia in un progetto europeo, Schoolmates, che si rivolge a insegnanti e studenti delle scuole secondarie inferiori (le vecchie medie) e superiori per educare alla diversità, contrastare il bullismo e se possibile prevenirlo.

E anche in Spagna la scuola è al centro di un nuovo scontro fra il governo Zapatero - con la maggioranza progressista del paese - e le gerarchie cattoliche, appoggiati dalle forze della reazione e dagli strati più conservatori della società.

Il Parlamento spagnolo ha approvato infatti la riforma scolastica, che introduce una nuova materia, sul modello francese tedesco e nordeuropeo, l'Educazione alla cittadinanza. Questa materia, obbligatoria e richiesta dall'Unione Europea, servirà a insegnare l'importanza della diversità, i valori su cui si basa la convivenza civile e il rispetto del prossimo: un'etica laica che deve formare il futuro cittadino, su una base di uguaglianza. Valori civici, basati sulpatriottismo costituzionale che può unire tutti, al di là e senza negare le differenze, anzi valorizzandole nel quadro del rispetto di regole condivise.

Ovviamente non hanno tardato a esplodere le proteste della Chiesa cattolica, che finora ha avuto il monopolio dell'educazione sull'etica. In più l'ora di religione, con Zapatero, è tornata facoltativa, come era anche prima salvo l'annunciata riforma di Aznar, e nelle due materie si potrebbero insegnare valori opposti. Sulla famiglia, ad esempio, l'educazione alla cittadinanza spiega che esistono famiglie nucleare, monoparentali, ricostituite, dello stesso sesso. E che tutte, in modo diverso, possono trasmettere amore, affetto e valori.
Sulla scuola si gioca il futuro delle nostre società. E se una chiesa pretenderà di imporre la sua visione, poi sarà difficile negare lo stesso privilegio anche ad altre religioni, che ci piacciano o meno.

Wednesday, July 19, 2006

Anche la Camera Usa salva la Costituzione

Dev'essere un vizio dei governanti con la B quello di attentare alle Carte Costituzionali dei rispettivi paesi.
Ma dopo mr B, anche il suo amico americano ha ricevuto un'altra bella delusione, stavolta dalla Camera dei rappresentanti.

Dopo il Senato, infatti, anche la Camera ha respinto la proposta di avviare un iter di revisione costituzionale per vietare il matrimonio alle coppie gay e lesbiche. Il provvedimento ha ricevuto 236 voti favorevoli e 187 contrari, ma non ha ottenuto la maggioranza dei due terzi richiesta da quella Costituzione solo per avviare la riforma.
Per adesso niente di fatto dunque per gli oscurantisti. Resta da vedere se l'argomento sara' usato dai repubblicani in campagna elettorale, come gia' minacciano di fare.

Intanto, bene cosi'. E saluti da Lisboa.

Saturday, July 15, 2006

Meglio trans che gay in Iran

È proprio vero che non c'è niente di più inedito di ciò che è già stato pubblicato.
Così questa settimana sul Venerdì di Repubblica c'è un'altra testimonianza di una trans iraniana, che sta completando il percorso da uomo a donna e racconta come Teheran sia diventata - nell'ambito del Medio Oriente - una sorta di "paradiso" per i trans e le trans, che lì si possono operare e ottenere il cambio di sesso.

Merito di una fatwa del vecchio ayatollah Khomeini, impietosito dalla storia di Mariam Molkara, una donna nata uomo. Di fronte al suo desiderio di essere donna, l'anziano leader religioso decise che era giusto permettere il cambiamento a chi era nato con un corpo, ma si sentiva di appartenere a un altro sesso.

Tutto bene, quindi?
Non proprio. Se i trans e le trans, nonostante discriminazioni e pestaggi, tutto sommato riescono almeno a ottenere un'assistenza medica, tutt'altra musica per i gay.

Un anno fa due adolescenti gay, uno addirittura minorenne, furono impiccati in un villaggio rurale dell'Iran, ufficialmente per un presunto atto di violenza; secondo alcune fonti locali, invece, proprio per la loro omosessualità e per la vergogna che avevano provocato alle famiglie e all'interà comunità.
Gay, lesbiche, bisessuali, transgender ed eterosessuali manifestammo a Milano, in luglio, sotto il consolato iraniano, nonostante qualche dubbio e la sensazione di essere in parte manipolati dalla propaganda imperiale anti-iraniana. La difesa della vita, comunque, viene prima di tutto, insieme alla difesa dei diritti civili.

A un anno di distanza le associazioni milanesi hanno organizzato un nuovo incontro, giovedì 20 luglio, alle 18:30 in corso Magenta 59, "davanti alla sede della Rappresentanza della Commissione Europea a Milano per violare, con i nostri corpi e le nostre voci, il silenzio colpevole che avvolge ogni forma di violenza discriminatoria e per proclamare e manifestare la nostra volontà:
di esercitare in piena libertà i nostri diritti, nel pieno e democratico rispetto e nella piena valorizzazione di ogni forma di diversità di identità di genere, di orientamento sessuale, di etnia, di religione, di convinzione filosofica, di opinione politica, di stato sociale, di condizione fisica e mentale;
di ribadire il nostro sdegno verso ogni tentativo, soprattutto se violento, di limitare tali diritti o di negare il valore di tali diversità;
di essere protagoniste e protagonisti nella vita pubblica, sociale, culturale e politica del nostro paese".

Personalmente non potrò esserci perché non sarò a Milano in quei giorni, ma aderisco personalmente e con questo blog, per quel pochissimo che conta. Anche voi potete mandare un'adesione pubblica a questo indirizzo.
Chi c'è, invece, se può vada lì a manifestare, anche per me.

Thursday, July 13, 2006

Un Formigoni che va, un Del Pennino arriva

Roberto Formigoni, come previsto, si è dimesso dallo scranno senatoriale, in ottemperanza alle disposizioni della Costituzione, che prevede l'incompatibilità fra il ruolo di presidente di Regione e quello di parlamentare. Insieme a lui ha lasciato Palazzo Madama anche il veneto Galan, mentre dovranno dimettersi Cuffaro e Iorio.

La buona notizia, però, è un'altra. Formigoni, eletto nelle liste di Forza Italia in quota Comunione e liberazione, lascia il posto al primo dei non eletti di Forza Italia in Lombardia, che è Antonio Del Pennino. Bello smacco per i clericali di entrambi gli schieramenti politici.

Per chi non lo sapesse, Del Pennino è un vecchio repubblicano, laico e libertario. L'anno scorso fece parte del comitato promotore del Sì ai referendum sulla procreazione assistita e, da parlamentare, inviò un messaggio alla manifestazione per i diritti civili glbt "Tutti in Pacs", a Roma.

Se ci sarà da votare un provvedimento per le coppie gay, in cui si andrà fino all'ultimo voto, sappiamo già che possiamo contare sul suo.
Grazie, Formigoni!

Wednesday, July 12, 2006

Alla larga da Gerusalemme

L'avevamo già raccontato: imam, rabbini e preti cattolici si sono alleati per combattere e boicottare il World Pride di Gerusalemme.
Adesso, però, hanno fatto un passo in più verso la persecuzione di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Secondo alcune fonti di informazione, nei quartieri a maggioranza ortodossa della Città Santa sono stati distribuiti volantini con una taglia contro i gay: più di tremila euro per chi uccide «quanti vengono da Sodoma e Gomorra».

Ma gli organizzatori non ci pensano proprio a trasferirsi a Tel Aviv. Se World deve essere che sia, dopo Roma, a Gerusalemme.

PS: vi segnalo che in questi giorni non sono a Milano, dunque l'aggiornamento di questo sito sarà sporadico e casuale. A presto.

Monday, July 10, 2006

Campioni del mondo

Festeggiamo la coppa con una foto (d'epoca) del Capitano, Fabio Cannavaro.

Campioni del mondo (ai rigori).

Per divertirvi, vi segnalo questo giochino un po' casalingo, ma FAV. Scovato da Olona.

Saturday, July 08, 2006

Fieri di Amélie

Finalmente Amélie ce l'ha fatta.
A 27 anni, la campionessa francese - numero uno del mondo - ha trionfato sull'erba di Wimbledon, battendo la belga, anche lei francofona, Justine Henin.

Dopo difficoltà, sofferenze, problemi personali, Amélie è riuscita a dimostrare il suo immenso talento e anche la sua forza mentale. Quella che le è mancata troppo spesso in questi anni, sin da quando, nemmeno ventenne, arrivò in finale agli Australian Open, nel 1999.

A quell'epoca, quando ammise pubblicamente di essere lesbica, Amélie fu aggredita verbalmente e insultata da Martina Hingis e insolentita da Lindsay Davenport.

Quel trauma pesa per anni sulla sicurezza di Amélie, ma oggi questa finale perfetta, dominata con sicurezza dopo un primo set perso rapidamente, ha cancellato quelle amarezze.

Si è capito quando Amélie, durante la premiazione, ha detto: "I'm proud of me". "Sono fiera di me". Lo siamo tutti.