Friday, December 25, 2009

Per Natale portaci un po' di diritti e dignità


Buon Natale a tutti voi. Buon Solstizio d'Inverno o Buon Dies Natalis del Sol Invictus.

Chiunque sia - Geù Bambino, Babbo Natale, San Nicola - porti un po' di diritti in più a noi, persone lgbt. E anche un po' di gioia a tutti noi singolarmente.

Un bacio e una promessa: qualche post in più.

Auguri

Thursday, December 03, 2009

Il Senato di New York e il no ai matrimoni gay

C'è delusione, senza dubbio, nella comunità lgbt newyorchese, americana e internazionale per il voto con cui il Senato dello stato di New York ha bocciato - 38 no, 24 sì - la legge che introduceva il matrimonio anche fra persone dello stesso sesso.

Innanzitutto ricordiamoci che le coppie gay di New York, grazie al governatore, possono comunque sposarsi in un altro stato americano e poi vedere registrata la loro unione a New York. Poi c'è da prendere atto di quest'ultimo stop per la cosiddetta "agenda" dei diritti lgbt negli Stati Uniti.

Che cosa è andato storto? Alla Camera la legge - promossa con grande impegno dal governatore - era stata approvata con facilità, ma lì la maggioranza è ampiamente in mano ai democratici; al Senato invece il margine sui repubblicani è di soli due voti, 32 a 30, e alcuni senatori progressisti non sono così aperti e disponibili in tema di diritti civili. Diciamo che sono un po' delle Binetti americane.

Alla fine di un dibattito appassionante - con rivelazioni personali, mozioni degli affetti, richiami e parallelismi tra segregazione razziale e omofobia - solo 24 democratici hanno votato sì, mentre ben 8 si sono schierati con i repubblicani, tutti compatti nel respingere la legge. Nessuna frattura razziale, però: 9 senatori di colore su 11 hanno detto sì; e in particolare la senatrice Ruth Hassell-Thompson ha raccontato per la prima volta la storia del fratello maggiore, che aveva lasciato la casa e la famiglia perché era omosessuale e si era trasferito in Europa per vivere liberamente.

Nessuno della famiglia l'aveva mai cercato né aveva provato a farlo tornare indietro, finché lei stessa non era riuscita a rintracciarlo in Francia dove aveva scelto di vivere. "Non torno indietro perché nessuno nella mia famiglia mi ha chiesto di tornare", gli disse lui. "Ma tua sorella sì".

Dopo interventi di questo tenore, se non ancora più emozionanti ("Sono donna ed ebrea, quindi so qualcosa della discriminazione", ha detto la senatrice Liz Krueger), la maggioranza ha votato comunque no. I senatori, però, si sono assunti una responsabilità che non resterà senza conseguenze: la comunità lgbt di New York alle prossime elezioni presenterà il conto e saprà bene chi sostenere e chi osteggiare. Questo era solo il primo tempo.

Tuesday, November 24, 2009

Lo scellerato scambio fra unioni gay e matrimonio

Forse dietro c'è una buona intenzione, il desiderio di dare una risposta alle richieste dei conviventi e delle coppie gay e lesbiche. Eppure, se si dovesse realizzare il piano ideato da alcuni parlamentari di centrodestra, le discriminazioni aumenterebbero invece di diminuire.

Ma di che stiamo parlando? Alcuni senatori del Pdl di area finiana - destra liberale, quindi - hanno preparato un pacchetto di norme a proposito del diritto di famiglia e delle convivenze, comprese quelle omosessuali. In realtà la presentazione ufficiale, affidata a una conferenza stampa, è stata bloccata dai vertici del partito al Senato, cioè Gasparri e Quagliarello.

In ogni caso è bene guardare con attenzione e valutare quel poco che sappiamo. La senatrice Germontani annuncia che "il mondo è cambiato" e che bisogna rispondere alle esigenze dei cittadini. Come? Introducendo un riconoscimento ufficiale delle convivenze, anche in tema di pensione; ma con un elemento in più. Modificare l'articolo 29 della Costituzione, introducendo i diritti dei conviventi, ma specificando che il matrimonio "è solo l'unione tra un uomo e una donna".

Una bella soluzione per accontentare i bigotti che vogliono sembrare moderni e tenere buoni i gay con annesso senso di colpa, che non si sentono degni di accedere ai medesimi istituti dei loro concittadini eterosessuali.

Per quanto mi riguarda è meglio se i colleghi di partito della Germontani cassano immediatamente questa idea; in caso contrario sarà una proposta contro cui combattere in ogni luogo e con ogni mezzo: articoli, manifestazioni, appelli. E persino con i mezzi giuridici: un articolo che dichiari il matrimonio solo l'unione fra uomo e donna sarebbe, infatti, incostituzionale, perché violerebbe l'articolo 3 della Costituzione, che gerarchicamente lo precede.

Sunday, November 15, 2009

'Che preferisce tra lodo Alfano e "processo breve"?'

"Si fui ti sparu, si tti fermi ti cuteddìu" ("se scappi ti sparo, se ti fermi ti accoltello").
Mi viene im mente questo vecchio detto calabrese - che mia madre mi ripete tuttora spesso - sentendo Lucia Annunziata (già "bresidende di garanzia" in Rai) porre una domanda a Fini: "Lei che cosa preferisce tra il Lodo Alfano e il la riforma del processo breve?".

Sento puzza di ricatto per le forze di opposizione e per i cittadini italiani, proprio sul tema della giustizia e dei processi. In soldoni l'alternativa è questa: "volete una legge che distrugga, insieme ai processi contro Berlusconi, migliaia di processi in corso; oppure accettate un nuovo Lodo Alfano con legge costituzionale (come ha già detto Casini)?".

A me sembrano due alternative scandalose - l'una e l'altra - proprio come le alternative che il brigante propone alla sua vittima nel famoso detto...

Saturday, November 14, 2009

Argentina: un giudice dice sì al matrimonio gay


Alex e José María sono una coppia gay, sono argentini e da anni si battono per vedere la loro unione riconosciuta ufficialmente con il matrimonio. È di questi giorni la notizia che una giudice del tribunale di Buenos Aires - guarda caso, una donna - ha autorizzato questa unione, spiegando che basta sostituiere la parola "contraenti" all'espressione "marito e moglie" nel Codice Civile. Tutto qui.

Alejandro Freyre ha 39 anni, José María Di Bello ne ha 41; oltre ad essere attivisti lgbt sono impegnati nella lotta all'Aids e insieme hanno aderito a diverse campagne per il diritto alle cure delle persone sieropositive e, nell'ultimo anno, alla campagna per una legge nazionale sul matrimonio gay. Il loro è stato il quarto ricorso dopo che il Registro civile aveva rifiutato le pubblicazioni per il matrimonio.

Questa sentenza arriva proprio mentre il paese sudamericano sta discutendo in Parlamento la questione dei diritti per le persone lgbt, in particolare il matrimonio. I deputati si trovano in un certo imbarazzo, anche a causa dei severi richiami della chiesa cattolica: eppure l'ultimo sondaggio pubblicato il 10 novembre rivela che il 66% degli argentini è favorevole ai matrimoni gay e anzi per il 63% si tratta di un "progresso sociale e culturale per il paese".

Persino la maggioranza dei cattolici argentini (il 57,3%) sostiene il diritto di sposarsi anche per gay e lesbiche e, dopo la sentenza, anche il sindaco di Buenos Aires (Mauricio Macri, di destra!) ha annunciato che la sua amministrazione non presenterà ricorso in appello, perché "il mondo va in questa direzione".

Nel video Alex e José Maria raccontano il loro impegno.

Da Giovanardi ai vescovi Usa: esempi di carità cristiana

Pensavo che la crudeltà e la ferocia del sottosegretario Giovanardi - dimostrate nella vicenda del povero Stefano Cucchi - fossero davvero imbattibili; e invece i vescovi americani, in particolare quelli della diocesi di Washington, stanno provando a superarlo in negazione della carità.

L'altro giorno (ex)fda ricordava il famoso passo della Prima lettera ai Corinzi di Paolo, in cui l'apostolo dei gentili - non proprio un relativista e neppure un rivoluzionario come quel tale, Gesù di Nazareth - scioglie un vero e proprio inno alla carità. Con più autorevolezza, quindi, di don Gallo o di monsignor Nogaro (ormai considerati voci minoritarie nella chiesa cattolica) il co-fondatore del cristianesimo sottolineava l'importanza fondamentale della carità per il cristiano:
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!
Evidentemente in partibus fidelium non usa più frequentare le Sacre Scritture, si preferiscono gli editoriali di Giuliano Ferrara o al più le encicliche di Benedetto XVI; non si spiegherebbe altrimenti come un paladino del cattolicesimo quale Carlo Giovanardi potrebbe maramaldeggiare sul cadavere e sulla memoria di Stefano Cucchi, accusato di essere "anoressico, drogato, sieropositivo". Oltre alla volgarità e alla scorrettezza, in tanti ci domandiamo: "Ma se fosse stato sieropositivo, non avrebbero dovuto trattarlo con maggior attenzione e cura? O adesso i sieropositivi vengono maltrattati e picchiati?".

In ogni caso, dicevo, dagli Stati Uniti arriva un altro esempio di crudeltà cristiana. I vescovi cattolici sono sul piede di guerra, perché Washington D.C. (il distretto autonomo formato dalla capitale federale) sta per riconoscere i diritti delle coppie gay unite in matrimonio.

Se i consiglieri andranno fino in fondo e approveranno la legge, le organizzazioni cattoliche metteranno in pratica una singolare, quanto estrema, forma di protesta: smetteranno di fornire aiuti e assistenza ai più poveri, come fanno ora.

Capita la logica? Siamo al più volgare e meschino ricatto, per di più giocato sulla pelle dei più poveri e dei bisognosi, che il Vangelo impone di aiutare e sostenere. Tutto questo per impedire ai gay e alle lesbiche di esercitare il diritto di sposarsi. Ovviamente la legge sul matrimonio gay non riguarda affatto le cerimonie religiose e ovviamente non obbliga nessuna chiesa a celebrare o riconoscere le nozze gay.

C'è dell'isteria (oltre a un incredibile tasso di cinismo) in tutto ciò?

Friday, October 16, 2009

Omofobia: ogni goccia di sangue gay ricadrà sulla Binetti e sulla destra

Sapete tutto. Sapete che il Parlamento italiano, grazie all'Udc, al Pdl e alla Lega ha bocciato il progetto di legge sull'omofobia, con la superflua ma significativa partecipazione dell'onorevole Paola Binetti. Quella legge era poca cosa, introduceva piccole e poco significative tutele in più e, soprattutto, escludeva le persone trans da ogni protezione.
Inserisci link
Eppure poteva essere un segnale, seppur piccolissimo, di tutela, attenzione e interesse per le persone lgbt. Invece niente: i gay e le lesbiche (per non parlare de* trans) non hanno diritto a nessuna protezione, che anzi - secondo Buttiglione - sarebbe "una discriminazione" per altre categorie.

Il Parlamento italiano ha deciso di non proteggere i gay e le lesbiche, anche se negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli attacchi anti-gay, le aggressioni omofobe non solo verbali, ma anche violente, a volte cruente; è successo diverse volte a Roma, a Napoli, a Firenze, persino a Milano, anche se in pochi se ne sono accorti. È di oggi la notizia di un professore quarantenne minacciato nella metropolitana di Napoli: "Ricchione, essere putrido", gli hanno urlato tre giovani di estrema destra, mentre gli tenevano un coltello puntato ai genitali.

Altre violenze, altri attacchi seguiranno. Forse - facciamo gli scongiuri - ci sarà anche un morto. Ecco, questo voglio dire: ogni goccia di sangue, ogni umiliazione, violazione, privazione di dignità ricadrà, deve ricadere sulle teste di quei politici, da Isabella Bertolini a Viviana Beccalossi, da Paola Binetti (unica del Pd a votare con le destre) a Margherita Boniver, da Rocco Buttiglione a Stefano Caldoro, da Gabriella Carlucci a Pier Ferdinando Casini, da Fabrizio Cicchitto a Riccardo De Corato, che hanno contribuito ad affossare questa legge.

Questi signori (tutti del Pdl, Udc e Lega, più la Binetti) sono responsabili moralmente di tutte le violenze che colpiranno gay, lesbiche, bisex e trans italiani. Spero davvero che non capiti il peggio e che non ci tocchi vedere lacrime di coccodrillo spuntare dalle ciglia di questi personaggi. La Carfagna, intanto, ha annunciato che presenterà una nuova legge in tema. Non prima di sei mesi.

Thursday, October 08, 2009

Andare a Roma sabato oppure no non è UGUALE


Felice chi è diverso
Essendo egli diverso
Ma guai a chi è diverso
Essendo egli comune

Chi ci sarà sabato a Roma per la manifestazione nazionale UGUALI? Io andrò: dovrei partire domani sera e poi l'appuntamento è per le 15:30 di sabato in piazza della Repubblica (piazza Esedra).

Il movimento lgbt italiano al gran completo (alleluja) sarà in piazza senza troppi orpelli né ansia di farsi notare, ma per contare e protestare; e soprattutto per rivendicare diritti uguali agli altri cittadini.

Sì, lo so quello che diceva Sandro Penna (lo leggete in epigrafe), ma noi non siamo poeti né artisti. Siamo in primis cittadini e rivendichiamo diritti uguali, ovviamente per persone diverse. Etero, gay, bisex, trans, uomini, donne: tutti abbiamo gli stessi diritti pur essendo diversi. Quel che ci accomuna è l'umanità e la cittadinanza.

Per questo credo che sia utile, giusto e anche doveroso - per chi può - essere a Roma sabato. Più saremo meglio si sentirà la nostra richiesta. E comunque io ci andrei anche per dovere di testimonianza. Ci vediamo lì?

Thursday, September 17, 2009

E se nessun politico andasse più da Vespa?

Il segretario del Pd Franceschini ha rinunciato a partecipare alla trasmissione di Vespa "Porta a porta", per non coprire con la sua presenza l'operazione-spot andata in onda l'altra sera. Anche Di Pietro, in qualche modo, ha rinunciato a presenziare per ora e per il futuro.

Ma che succederebbe se i politici di centrosinistra rinunciassero in blocco a sedere su quelle poltrone bianche, dove spesso anche loro sono stati vezzeggiati e coccolati? Che succederebbe in par condicio, quando è obbligatorio un equilibrio tra le parti politiche?

Si otterrebbe un grande risultato: nessuno andrebbe in tivvù e il pubblico, per informarsi, dovrebbe cominciare a leggere i giornali, a leggere internet, a farsi un'opinione in modo più autonomo. Se poi questa rinuncia si estendesse anche agli altri programmi (perché il solo Vespa?), allora conquisteremmo quella sobrietà che da tempo è andata perduta. E forse i giornalisti della tv, pubblica e privata, si impegnerebbero di più nelle inchieste e nella ricerca dei fatti. In fondo un'intervista al politico è sempre una facile scorciatoia.

Wednesday, September 16, 2009

E Berlusconi buttò i cattolici in braccio alla sinistra

Non c'è niente da fare, questo paese vive una situazione di estremo degrado civile e morale; e le prospettive per il futuro sono ancora più cupe, se possibile. In particolare per le minoranze, come quella lgbt, che non si vede proprio a chi si potrebbero affidare.

Finché ci sarà Berlusconi, con la Lega e i ciellini, di diritti gay neanche parlarne. Sarà difficilissimo avere una legge contro le violenze omofobiche, figuriamoci unioni civili, matrimonio o adozioni per le famiglie omoparentali. Ma che succederà quando (e se) finirà l'epoca berlusconiana?

Sotto il profilo dei diritti civili l'opposizione targata Pd non lascia presagire nulla di buono né di meglio rispetto al Pdl. Le posizioni su unioni gay, matrimonio per tutti e adozione sono moderatissime - molto più a destra dei principali partiti conservatori europei - e nessuno della classe dirigente Pd sembra pronto a impegnarsi in una battaglia identitaria sui diritti civili.

C'è di peggio. Quando Berlusconi ruppe con i centristi sembrava che per la prima volta i cattolici in politica in quanto tali potessero diventare irrilevanti. La destra ne faceva a meno e, di conseguenza, anche la sinistra poteva finalmente prescindere da loro, tanto più dopo il trattamento ruvido che i vescovi, i media cattolici e il Vaticano avevano riservato al governo Prodi.

Invece, complice la voglia del Pd di tornare al potere - con qualsiasi mezzo - e la disinvoltura morale di Berlusconi diventa plausibile ciò che fino a due anni fa sembrava fantascienza. Il Pd, specie se a guida Bersani, diventerebbe un partito socialdemocratico pronto ad allearsi con l'Udc per tornare al potere a livello locale e nazionale. E quale sarebbe il prezzo da pagare per questa alleanza della sinistra con il centro cattolico? Ovviamente i diritti dei gay e delle lesbiche, tranquillamente sacrificabili sull'altare del governo e del potere.

In cambio del no a qualsiasi riconoscimento dei diritti per le persone lgbt, l'Udc potrebbe accettare di governare con il Pd. Certo, rimarrebbe da spiegare agli elettori di "sinistra" come si fa ad allearsi con Totò Cuffaro e i suoi accoliti, ma evidentemente i dirigenti del Pd ritengono di essere molto convincenti.

A quel punto che cosa ci resterà? Sperare in una destra laica guidata da Fini? Forse i nostri nipoti vedranno qualcosa del genere.

Monday, September 14, 2009

L'incomprensibile destino di alcuni autori gay

Davvero, mi sfuggono le dinamiche commerciali delle case editrici italiane. Come tutti saprete alla Mostra del cinema di Venezia il designer texano Tom Ford - colui che risollevò le sorti di Gucci - ha presentato in concorso il film "A single man", il cui protagonista Colin Firth ha conquistato anche la Coppa Volpi come miglior attore protagonista; la pellicola invece è stata premiata con il Queer Lion, come miglior opera a tematica lgbt..

Ora, non tutti sanno che questo film - su cui le opinioni sono contrastanti, ma che merita di essere visto - è tratto da un romanzo di Christopher Isherwood, ripubblicato qualche anno fa in Italia da Guanda con il titolo "Un uomo solo". Personalmente mi aspettavo - anzi ne ero quasi certo - che il libro sarebbe stato ripubblicato, distribuito e lanciato con spreco di energie e pubblicità. Quale migliore occasione del lancio di un film tratto dal romanzo?

Invece niente, nulla, nada. Il libro è introvabile sia online sia in libreria, dove qualche poco accorto libraio pensa che sia stato scritto nel 2003 (sic). Un destino che, mutatis mutandis, colpisce anche l'opera narrativa di Giuseppe Patroni Griffi, scomparso qualche anno fa. Alla sua morte mi aspettavo che sarebbero state ripubblicati i suoi romanzi e aspettavo di leggere "La morte della bellezza" e "Viene giù per Toledo". Il primo sono riuscito a recuperarlo fortunosamente online, ma è pressoché clandestino; il secondo è introvabile.

C'è una logica in queste scelte commerciali o è solo pressappochismo e disinteresse? Al di là, è ovvio, del risvolto gay di queste opere, che sono letteratura senza etichette.

Sunday, September 13, 2009

Quam minumum credula postero....

Horatius
Carminum I, 11

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
5 quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

Non domandarti, o Leuconoe, non è lecito saperlo, quale sorte
gli dèi diedero a me, quale a te; non consultare gli oracoli
babilonesi. Piuttosto accetta tutto ciò che verrà,
sia che innumerevoli inverni ti abbia assegnato Giove
sia che quello attuale sia l'ultimo, che da opposte scogliere
tormenta il mar Tirreno: sii saggia, versa il vino e lascia
le speranze di lungo periodo, la vita è breve. Mentre parliamo fugge
il tempo invidioso: afferra l'attimo e confida il meno possibile nel domani.

Wednesday, September 09, 2009

Napolitano: "Omofobia e xenofobia sono contro la Costituzione"

Sono due giorni di prime assolute per noi, piccoli componenti della comunità lgnt italiana. Per la prima volta a Milano abbiamo dato vita a una manifestazione spontanea, partecipata, pacata e altamente simbolica. Una fiaccolata Lgbt che toglie qualunque argomenti alle persone che disertano il Gay Pride con la scusa che è "una baracconata".

Ancora più sorprendente, per me almeno, e aggiungo commovente è il discorso che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha pronunciato alla Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne, seduto di fianco alla ministra Carfagna. A mia memoria mai un Presidente aveva fatto un riferimento così chiaro, esplicito, limpido e sentito alla comunità lgbt.

Napolitano - che ha aperto il suo intervento citando ovviamente la violenza contro le donne - ha prima denunciato la violenza contro le donne insieme a "omofobia e xenofobia" come contrarie alla Costituzione italiana. In questo smentendo l'interpretazione riduttivistica delle Pari opportunità, operata dalla ministra Carfagna.

Ma non si è fermato qui Napolitano, anzi ha aggiunto un riferimento inequivocabile alla lotta per i diritti delle persone Lgbt:
Di indubbia attualità è il richiamo alla non discriminazione, cui ci vincola la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, che indica tutti i possibili motivi di discriminazione da mettere al bando : il sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le convinzioni personali, le convinzioni politiche, fino alla, così recita l'articolo 6 della Carta, disabilità e all'orientamento sessuale. Quest'ultima, innovativa nozione, va ricordata e sottolineata nel momento in cui l'intolleranza, la discriminazione, la violenza colpiscono persone e comunità omosessuali.

Friday, August 28, 2009

Sempre più chiaro: è una guerra omosessuali contro gay

Mi sembra opportuno non lasciar correre così, come niente fosse,
l'affaire Boffo-Feltri, fatto esplodere oggi dal direttore del
Giornale con chiari fini politici e intimidatori.

Non mi interessa però parlare ora di questo aspetto né della
gravissima situazione dei "noti omosessuali attenzionati" dalla
polizia. Quello è uno scandalo che merita un post a parte.

Vorrei riflettere invece sulla cruda realtà dell'informazione e della
lotta politica, specie attorno ai diritti lgbt. Se quello che scrive
Feltri è vero, come si va dicendo del resto da anni nel mondo
dell'informazione, Dino Boffo è gay, o meglio omosessuale; ma non
casto come vorrebbero i vescovi! È tanto gay da avere (o aver avuto)
una relazione con un uomo, sposato per di più, secondo quello che
racconta Il Giornale.

Ma Boffo è lo stesso uomo che ha capeggiato la "battaglia culturale" e
politica della chiesa cattolica contro i Pacs, i Dico e ogni forma di
riconoscimento delle unioni dello stesso sesso. Proprio mentre lui
intratteneva una relazione dello stesso sesso, adulterina per di più!

Se tutto questo è vero, mi vengono in mente due pensieri:
1) la " lobby gay" in Italia non esiste o se esiste è debolissima,
altrimenti avrebbr dovuto fare outing a Boffo ai tempi del Family Day.
Mea culpa come operatore dell'informazione lgbt;

2) la lotta sui diritti gay, in Italia, si configura sempre più come
uno scontro all'ultimo sangue fra GAY, visibili risolti e accettati, e
OMOSESSUALI, che hanno anche rapporti dello stesso sesso, ma non lo
ammetterebbero mai e odiano i gay visibili.

Lo dico perché a quel che mi risulta c'è un altro protagonista
dell'offensiva cattolica antigay sul cui orientamento è lecito nutrire
più di un dubbio. La chiesa, dunque, usa contro i gay altri
omosessuali velati, e chiede loro di combattere contro i propri
simili? Sembra aberrante, ma forse è proprio così.

Inviato da iPhone

Wednesday, August 26, 2009

Alemanno e l'omofobia: parole, parole, parole

D'accordo, che belle parole! Il sindaco di destra di Roma si è
impegnato in favore della legge contro la violenza omofobica, nella
forma del progetto presentato dall'onorevole Concia del Pd. E adesso?

A parte che sarebbe meglio estendere la legge Mancino sulla violenza,
bisogna vedere che accadrà in concreto.

Saprà il Parlamento seguire i consigli di Alemanno o prevarranno i
veti cattolici? Prima di gioire per una frase voglio vedere i fatti.
Le chiacchiere stanno a zero.

Inviato da iPhone

Tuesday, August 25, 2009

Mara Carfagna, ministro non pervenuto

Le aggressioni, gli insulti, le violenze anti-gay sono ormai episidi
quotidiani, un bollettino di guerra in cui ld vittime sono gay,
lesbiche, trans e tutte le persone con una sessualità e
un'affettività (non dimentichiamolo) non maggioritaria.

In Italia abbiamo un ministro preposto alla tutela e promozione delle
Pari opportunità, adesso incarnato dall'elegante e ineffabile signora
Carfagna. A proposito, che fine ha fatto la ministra, assurta a tale
carica grazie a innegabili virtù? In Sardegna non legge i giornali?
Oppure parla di gay e lesbiche solo in sedi europee?

Forse il suo compagno di partito Gianni Alemanno, sindaco di Roma,
farebbe bene a richiamarla ai suoi doveri istituzionali e umani. Visto
che è lì pagata con i soldi di tutti noi.

Sarebbe ora che promuovesse una legge contro l'omofobia e si occupasse
di farla approvare in tempi rapidi. Solo così potrebbe giustificare la
sua presenza al Consiglio dei ministri.

Inviato da iPhone

Tuesday, August 18, 2009

Sull'alcol le parole vuote ( e omofobe) dei brontoloni

D'accordo: siamo ad agosto, il Ferragosto è appena passato, abbiamo ancora il pranzo sullo stomaco e non è facile riempire i giornali. Ma resta sorprendente la doppia pagina che Repubblica dedica oggi alla "piaga" dell'alcol.

La fiera del luogo comune, della nostalgia per i bei tempi andati e per l'aristocrazia scompatsa, signora mia. Con un'articolessa di Sandro Viola che dà la stura al peggiore snobismo radical-chic fin dall'esordio in cui un amico si affaccia dal suo balcone e guarda una famosa piazza romana per denunciare la "deboscia" che ora si chiama movida.

Poteva mai l'amico di Viola avere un balcone in periferia? Il dramma è che sarà vero e il solito manipolo di privilegiati può discettare dalle colonne di un quotidiano teoricamente progressista.

Da qui tutto un rimpianto dei bei tempi andati, del buon gusto della vecchia borghesia e dell'ignoranza di questi giovani ubriaconi, poverini.

Non manca neppure l'inutile, ingiustificato, fuoriluogo eppure inevitabile accenno omofobo a proposito dei vecchi bar ormai perduti:
Nessuno avrebbe osato alzare la voce. Non c'erano esibizioni Gay&Lesbian.

È vero: che orrore questa modernità!


Inviato da iPhone

Sull'alcol le parole vuote ( e omofobe) dei brontoloni

Thursday, June 25, 2009

Ricominciamo dal Pride nazionale a Genova

Questo blog è rimasto silente anche per troppo tempo.
Problemi personali, questioni tecniche di connessione, un po' di stanchezza e mille impegni mi hanno tenuto lontano dalla Rete e dal mio blogghettino, proprio mentre succedevano diversi eventi che coinvolgevano in modo più o meno diretto la comunità lgbt italiana e mondiale: dalle elezioni al Parlamento europeo fino alle nuove decisioni di Obama in materia di riconoscimento per i partner gay dei dipendenti pubblici.

Sabato prossimo, 27 giugno, a Genova andrà in scena il Pride nazionale. Io sarò lì con alcuni amici e mi farebbe piacere vedere un po' di lettori di questo blog, se anche voi sarete lì. Proverò a raccogliere umori e impressioni e cercare di capire che succede nella comunità lgbt italiana, che mi sembra un po' disillusa e insoddisfatta.

Ricominciamo da Genova!

Sunday, May 17, 2009

Il movimento lgbt italiano unito contro l'omofobia

Oggi, 17 maggio 2009, si celebra la V giornata mondiale contro l'omofobia, ideata nel 2005 dal francese Louis George Tin. A parte le iniziative in corso in tutta Italia - di cui potete trovare un elenco esauriente sul sito Intolleranti anonimi - mi piace sottolineare un elemento di novità: le principali associazioni lgbt italiane sono riuscite a mettersi d'accordo (questa sì che è una notizia) per ideare una piattaforma comune e mettere insieme le iniziative di tutti.

È nato così Intolleranti Anonimi, sul cui volantino, qui riprodotto, possiamo leggere le sigle di Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Certi Diritti, Mario Mieli, DigayProject, GayLib, Rete Lenford, oltre a Cgil Nuovi Diritti e Arci. Per me è un segnale estremamente positivo da un movimento che negli anni ha sempre dimostrato una preoccupante tendenza alla rissosità e alla divisione; un po', ammettiamolo, come gli italiani in genere.

Quindi se la Giornata Mondiale contro l'omofobia ci offre un quadro nuovo del collettivo lgbt italiano, per una volta rallegriamoci di questa ritrovata unità.

Monday, May 04, 2009

Italia 2009: veline, tronisti e politica

«Bisogna spec­chiarci in questo Paese, vederlo per quello che è in realtà. Un Paese nel qua­le le madri offrono le figlie minorenni in cambio di un'illusoria notorietà. Un Paese in cui nessuno vuole più fare sa­crifici perché tanto la fama, i soldi, la fortuna arrivano con la tv, col Grande Fratello. Che futuro si prepara per un Paese così?».
L'unica in grado di raccontarci questa verità è Veronica Lario?

Thursday, April 23, 2009

Napolitano difende la Costituzione


Il presidente della Repubblica ha ricordato che la Costituzione "non è un residuato bellico" e che può essere modificata, ma «sulla base di motivazioni trasparenti e convincenti». In particolare quando si tratta di rafforzare il governo a scapito di Parlamento e organismi di garanzia.

«La Costituzione repubblicana non è una specie di residuato bellico come da qualche parte si verrebbe talvolta fare intendere», anzi poggia «sui valori maturati nell'opposizione al fascismo, nella Resistenza» e fu concepita aprendosi alle «imprevedibili evoluzioni e istanze del futuro». Come abbiamo visto nell'ordinanza dei giudici di Venezia che, proprio in nome della Costituzione, sostengono l'illegittimità del no ai matrimoni gay. Con buona pace di Giovanardi.

«Rispettare la Costituzione - ha poi aggiunto il capo dello Stato - significa anche riconoscere il ruolo fondamentale del controllo di costituzionalità, e dunque l'autorità di istituzioni di garanzia. Queste non dovrebbero formare mai oggetto di attacchi politici e di giudizi sprezzanti, al di là dell'espressione di responsabili riserve su loro specifiche decisioni».

Tuesday, April 21, 2009

Anche noi avremo il matrimonio gay da una Corte?

Forse siamo davanti a un momento storico per la comunità lgbt italiana. Non è ancora detto che sia così, ma ci sono tutte le precondizioni per ottenere anche noi, come minoranza omosessuale, una sentenza della Corte Costituzionale a proposito del divieto di matrimonio per le coppie dello stesso sesso.

C'è un giudice a Venezia, anzi ce ne sono tre: il presidente Maurizio Gionfrida, il giudice Roberta Marchiori e il giudice relatore Antonella Guerra, che hanno accolto come "rilevante e non manifestamente infondata" la questione di legittimità costituzionale sollevata dall'avvocato Bilotta, delle Rete Lenford, per conto di una coppia gay di Venezia.

I due uomini avevano chiesto al Comune le pubblicazioni del loro matrimonio, ma avevano ottenuto un diniego per cause di ordine pubblico. In pratica il Tribunale ritiene che allo stato attuale la legge italiana non consenta, implicitamente, il matrimonio fra persone dello stesso sesso; ma che questo divieto potrebbe essere in contrasto con la Costituzione, in particolare gli articoli 2, 3, 29 e 117.

Il Tribunale quindi chiede alla Consulta di esprimersi. Se i giudici costituzionali lo riterranno opportuno potranno quindi decidere nel merito. Vale la pena, però, leggere intanto alcuni passaggi fondamentali di questa ordinanza veneziana, datata 4 aprile:
il diritto di sposarsi configura un diritto fondamentale della persona, riconosciuto sia a livello sovranazionale sia dall’art 2 della Costituzione.

La libertà di sposarsi (o di non sposarsi) e di scegliere il coniuge autonomamente riguarda la sfera dell’autonomia e dell’individualità ed è quindi una scelta sulla quale lo Stato non può interferire, a meno che non vi siano interessi prevalenti incompatibili: ora, nell’ipotesi in cui una persona intenda contrarre matrimonio con altra persona dello stesso sesso il Tribunale non individua alcun pericolo di lesione ad interessi pubblici o privati di rilevanza costituzionale, quali potrebbero essere la sicurezza o la salute pubblica.
Poi c'è la confutazione degli argomenti contrari al matrimonio gay:
D'altro canto, le opinioni contrarie al riconoscimento alla libertà matrimoniale tra persone dello stesso sesso, fatte proprie dall'Avvocatura dello Stato resistente, per giustificare la disparità di trattamento invocano ragioni etiche, legate alla tradizione o alla natura. Si deve tuttavia obiettare che tali argomenti non sono idonei a soddisfare il rigore argomentativo richiesto dal giudizio di legittimità, non solo perché, come si è già messo in luce, i costumi familiari si sono radicalmente trasformati, ma soprattutto perché si tratta di tesi alquanto pericolose quando si discute di diritti fondamentali, posto che l'etica e la natura sono state troppo spesso utilizzate per difendere gravi discriminazioni poi riconosciute illegittime; si pensi alla disuguaglianza dei coniugi nel diritto matrimoniale italiano preriforma e al divieto delle donne di svolgere alcune professioni, entrambi fondati sulla convinzione che le donne fossero naturalmente più deboli; ancora, nell'esperienza anche attuale di altri Paesi, vanno ricordati il divieto di contrarre matrimoni interrazziali o interreligiosi e la punizione di atti sessuali tra omosessuali anche se privati, giustificati con la contrarietà all'etica, alla tradizione o addirittura alla religione.
I giudici poi spiegano dottamente come l'articolo 29, quando parla di "società naturale fondata sul matrimonio" non solo non si riferisce alla tradizione, ma anzi spinge lo stato a riconoscere le formazioni in cui si realizza la natura umana, compresa quella delle persone omosessuali, che non possono essere discriminate, se si vogliono rispettare gli artt. 2 e 3 della Costituzione.

Da ultimo - e qui il richiamo all'articolo 117 - ci sono i trattati e i documenti internazionali, che spingono l'Italia a riconoscere i diritti delle persone gay e lesbiche, proprio in tema di matrimonio. Vedremo se la Corte Costituzionale avrà abbastanza coraggio da intervenire sul serio e nel rispetto della Carta.

Tuesday, April 07, 2009

Niente di nuovo sotto il sole: 1509 come 2009

Si vede addirittura gente così devota al contrario che tollera le più pesanti bestemmie all'indirizzo di Cristo, ma non la più lieve ironia all'indirizzo del papa o di un sovrano, tanto più se li si tocca al portafogli.

Erasmo, Elogio della Follia, 1509

Friday, April 03, 2009

Usa: 21 giorni per i matrimoni gay in Iowa

Dopo Massachusetts e Connecticut (e tolta la California, a causa della Proposition 8), l'Iowa è il terzo stato degli Usa a consentire i matrimoni fra persone dello stesso sesso, grazie a una sentenza della Corte Suprema.

“Abbiamo un obbligo costituzionale di assicurare la medesima protezione di legge", hanno scritto i giudici nel dispositivo approvato all'unanimità. “Se le persone gay e lesbiche devono subire un trattamento diseguale senza una motivazione straordinariamente persuasiva, essi sono privati dei benefici del principio di uguale protezione, su cui si fonda l'autorità della legge”.

Con queste motivazioni, i giudici hanno stabilito che il divieto di matrimonio per gay e lesbiche è incostituzionale; e hanno deciso che entro 21 giorni si dovrà cominciare a celebrare nozze fra persone dello stesso sesso. Con questa sentenza l'Iowa diventa il primo stato del Midwest a introdurre un'innovazione così importante e può diventare un apripista nella battaglia per i diritti civili.

Gli oppositori del matrimonio gay, infatti, non possono fare nulla in breve per contrastare questa decisione e per di più lo stato non prevede l'obbligo di residenza per sposarsi: dunque anche coppie di altri stati potranno andare a Des Moines a ufficializzare la loro unione.
Dopo la delusione della Prop 8, la prima bella notizia dagli Stati Uniti dell'èra Obama.

Monday, March 09, 2009

Due uomini gay e un figlio (etero, di 15 anni)

Saltellando qua e là su Internet ho trovato una piccola, bellissima perla.
Questo blog - Rincón Atlántico - di un ragazzo di 15 della Galizia, in Spagna.
Va alle scuole superiori, ha una fidanzata, ma soprattutto vive in una famiglia speciale: ha due papà e nessuno dei due è il suo padre biologico.

Uno è suo zio, l'altro il suo padrino; lo hanno cresciuto fin da quando era piccolissimo e lui vive molto bene questa situazione, al punto da accettare di dibattere in classe la questione dell'adozione da parte delle coppie dello stesso sesso. E sostenere con il suo racconto e la sua vita quotidiana l'uguaglianza fra tutte le persone.

Una bellissima testimonianza, la sua, della realtà concreta di una famiglia, fatta di affetto e cura più che di legami di sangue. E in cui l'amore e le attenzioni sono la cosa più importante. Lo dovrebbero leggere tutti, peccato che sia in spagnolo.

Thursday, March 05, 2009

Almodóvar torna con un corto di satira sul Pp



Un piccolo regalo da Pedro Almodóvar, che è impegnato a terminare il suo ultimo lungometraggio. Nel frattempo ha realizzato un corto, intitolato "La concejala antropófaga", ossia "La consigliera antropofaga", in cui Carmen Machi, interpreta appunto questa surreale consigliera del Pp con particolari fantasie sessuali: sesso, droga e politica in puro stile almodovariano. Qui trovate anche un'intervista al regista Almodóvar.
Qui di seguito la traduzione realizzata da me.

- E ora portami dov'è tuo padre. A dopo Choncita, torno subito.
Andiamo!

- Sono stufa di tutto, degli uomini, delle diete, del collagene, della liposuzione, della politica, di tutto meno del sesso, ragazza.
Sono assessora agli Affari sociali e tanto a livello professionale come a livello personale, credo che il sesso sia un affare profondamente sociale.
Il piacere sessuale è qualcosa cui tutti dovrebbero avere accesso senza pregiudizi né ostacoli.
Bisogna incentivare la cultura della promiscuità! Lo scambio di coppia, le coppie multiple.
Oooh! Riconoscere il desiderio come il principale motore di una società migliore.
Quando una desidera qualcuno, normalmente non vuole che gli capiti qualcosa di male. Cioè solidarizzi con lui. A meno che non ti rifiuti, chiaro.
Credo che sia un argomento molto interessante e poco esplorato finora, specie sotto il punto di vista femminile, politico e di destra.
Mmm. Mi prenderò un anno sabbatico, per scrivere un libro che affronti questo tema. Un libro in cui possa descrivere le fantasie che mi vengono in testa durante le assemblee, giunte del Comune, inaugurazioni di parchi, sotterranei, messe della patrona di Madrid, ecc.
in queste occasioni, come in tutte, penso solo al sesso; il mio unico interesse è guardare i culi dei maschi, i piedi, i pacchi.
per questo porto grandi occhiali neri, non per fotofobia come dico sempre: solo per vedere le cose che mi fanno bagnare.
Anche in questo fui in anticipo rispetto al mio tempo. Cominciai a interessarmi ai pacchi quando avevo 4 anni e li potevo prendere alzando solo la mano, come si prende un frutto. ah ah ah. all'inizio ho avuto un gran successo, la gente rideva da matti con me.
Finché tutti gli uomini della mia famiglia e amici, fra cui purtroppo non c'era nessun pederasta, cominciarono a evitarmi appena mi vedevano avvicinarmi.
Conobbi molto presto l'emarginazione. è molto duro che comincino a rifiutarti e giudicarti a tre anni.
Mi hanno educato al grido di "questo non si tocca!", "questo non si mette in bocca".
Oh, Dio mio, che tempi!
Io credo che Franco fu un buon governante, ma in quanto al sesso non si rendeva conto!
Del corpo dell'uomo, godo di tutto. Ora, quello che mi piace di più sono i piedi
i piedi... mi fanno impazzire.
Una volta mi è capitato di parlarne a una festa del partito, in un momento in cui tutti erano un po' andati...
Mamma mia! Le mie compagne si mettevano le mani nei capelli...

Al sindaco, per esempio, piace mangiare zampe di maiale. Che differenza c'è fra mangiare le zampe di un maiale o succhiare quelli di un uomo.
quando l'ho detto, l'assessora alla Sanità mi ha risposto che lei preferiva i cazzoni. Le ho detto che questo è il problema del Pap, che agli spagnoli trasmettiamo l'immagine di un partito sfasato e ancorato al passato.
a me pure piace che mi fottano la gola, come a tutti. Ma per questo non serve essere assessora di niente!
La gente aspetta qualcosa di più da noi. Ai cittadini dobbiamo offrire alternative che li facciano evolvere ed essere più felici.
La vera novità e qualcosa che potrebbe portarci davvero voti di socialisti annoiati - a questo dedicherò un capitolo intero del mio libro - per esempio a me, quello che mi piace di più è che, quando succhio il cazzo a un uomo, mi metta il ditone del piede in figa.
O meglio i due ditoni in figa.
O un ditone del piede in figa e l'altro nel culo.
E quando sono ben lubrificata quello che davvero mi piace - e propongo ai cittadini che lo sperimentino in casa loro perché non c'è niente di più democratico del piacere - è che, quello che mi piace... che faccio è abbassarmi e cominciare a ingoiare i piedi fino alla caviglia.
Una delle mie fantasie è ingoiarmi un maschio intero a cominciare dai piedi
L'ho provato, eh!
Sono arrivata a mettermi in bocca fino al tallone di un piede del 45. che te ne pare?
Ho già un titolo per il mio libro: "Una vacca nel Pap". Un titolo commerciale, non credi?
Mi puoi accusare di qualunque cosa, meno che autocompiacimento.
Tutte le notti, prima di andare a letto, faccio un po' di autocritica e poi posso dormire tranquilla.
il fatto è che ultimamente non dormo bene. a volte penso, chi sa, la coca.
Non ho nessun problema a lasciarla, io questo lo controllo... sniiiif

Fanno tardi, no? Come ti sembra Pina?
Non la vedo così bella da essere modella. è carina, però da qui fino ad aspettare un tipo giorno e notte...
quando mi ha lasciato mio marito, qualche giorno fa, gli stavo chiudendo la porta e allo stesso tempo gridavo ben forte, per farmi sentire bene: "Vediamo, avanti il prossimo". Uscì in strada e lì mi stava aspettando, il prossimo.
Però mi ha portato una delusione così grande. Se ti raccontassi... Vuoi che te lo racconti?

- Ciao.
- Ciao
- Chi sei?
- Maribel. E tu?
- Chon.
- Mi devo essere addormentata, Chon?
- Come un sasso
- Ho fatto un sogno...
- che sognavi?
credo che era un sogno erotico
che capitava
- Non me lo ricordo bene. Credo che avesse a che vedere con le dita dei piedi di un uomo.
- Con i ditoni?
- Sì
- ooohhh
- credo che cominciavo a ingoiarli. e poi mi ingoiavo l'uomo intero. Che cosa?
- Ma io credo che l'antropofagia ti abbia fatto molto bene. Sei radiosa. Nonostante le pieghe del sonno.
(traduzione di Alessandro Condina)

Friday, February 20, 2009

I cristiani omofobi non sono graditi in Gran Bretagna

Il reverendo americano Fred Phelps e sua figlia Shirley Phelps-Roger sono stati respinti dalla Gran Bretagna come “personaggi non graditi” e costretti a rimanere a casa loro, per iniziativa di Jacqui Smith, ministro dell’Interno del Regno Unito.

In Italia, per fortuna, il reverend Phelps non è un personaggio noto, ma negli Stati Uniti conduce da tempo - attraverso la Westboro Baptist Church - una campagna di odio anti-gay, che prende a bersaglio, oscenamente, anche la memoria di Matthew Shepard, ucciso nel 1998 a Laramie, unicamente a causa del suo orientamento sessuale.

Phelps e figlia, appunto, non andavano nel Regno Unito in gita di piacere, ma per protestare fuori al teatro dove viene rappresentata The Laramie Project, la pièce che ricostruisce la vicenda di Matthew. Il governo britannico ha spiegato che continuerà a impedire l’ingresso “a coloro che vogliono diffondere estremismo, odio e messaggi violenti”. Gli inglesi, da sempre paladini della libertà di espressione, ci spiegano così una volta di più dov’è il limite a questa libertà: nel rispetto della dignità della persona.

Tuesday, February 17, 2009

Il primo atto politico di Veltroni

Berlusconi (non il Pdl, non Cappellacci) ha trionfato alle elezioni regionali in Sardegna, Soru è sconfitto e della sinistra non restano che le macerie, sotto le quali sono stati travolti sia le formazioni radicali sia il Pd.

Veltroni, con la prima decisione univoca e comprensibile della sua ridigenza, ha rassegnato le dimissioni. E finalmente sembra prendere atto che la sua prospettiva politica è davvero il trasferimento in Africa. Berlusconi - fda dixit - ha dimostrato che non si vince al centro né dimostrandosi moderati; al contrario, si vince con un'identità forte e un progetto definito.

Testamento biologico? Sì o no. Diritti dei lavoratori? Sì o no. Lotta all'evasione fiscale? Sì o no. Diritti civili ai gay? Sì o no. D'altronde Veltroni, da segretario di partito, qualche anno fa aveva affossato definitivamente i Ds. Perché nessuno se ne ricordava? Probabilmente l'uomo, che ha tante doti, non è un buon organizzatore. Adesso neanche Obama salverebbe il Pd dalla prossima debacle delle Europee.

Però potrebbe presentarsi alle primarie Gianfranco Fini, avrebbe idee più di sinistra di Rutelli e compagnia. Inserisci link

Monday, February 09, 2009

...

Addio a Eluana.
Le cose, adesso, sono andate come lei desiderava. Solidarietà alla sua famiglia e ora silenzio.

La Costituzione, ultimo argine alla religione di stato

Per chi ancora non lo avesse capito, ecco su quali basi la magistratura ha preso una decisione su Eluana Englaro, anche senza una legge.


COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.




Sunday, February 08, 2009

La chiesa, lo stato e la Costituzione

In questi giorni l'unica cosa giusta da fare sarebbe stata rivolgere un pensiero silenzioso a Eluana o, per chi crede, dire una preghiera per la sua anima che si ricongiunge a Dio. Questa vicenda doveva essere avvolta nel rispetto e nel silenzio, ma sciacalli e avvoltoi si sono avventati sul suo corpo e tentano ancora di trattenerlo su questa terra, contro la volontà di lei e della sua famiglia.

A tutto questo si è aggiunto il progetto di golpe che il governo ha messo sul tavolo, lanciando accuse infamanti al presidente della Repubblica e schiacciandolo in un angolo, con l'avallo delle più alte gerarchie della chiesa cattolica, compresi esponenti di governo della Città del Vaticano. Uno scenario inquietante e scandaloso a un tempo.

Non saprei dire di meglio di ciò che scrive Barbara Spinelli sulla Stampa. Andate a leggere il suo commento su una chiesa debole che si fa forte delle lacerazioni italiane.

Thursday, February 05, 2009

Scriviamo tutti a Napolitano per bloccare il decreto anti-Eluana

CRIVI ANCHE TU QUESTA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
per inviarla basta un click: https://servizi.quirinale.it/webmail/

Caro Presidente Napolitano,
nonostante i suoi recenti richiami alla moderazione riguardo all’uso dei decreti legge, apprendo con ansia il comunicato del Presidente del Consiglio dei Ministri, col quale annuncia un provvedimento sotto forma di decreto legge, appunto, d’urgenza in materia di testamento biologico, volto chiaramente a bloccare l’esecuzione della sentenza della Corte di Cassazione, riguardo il caso della Sig.ra Englaro.

Mi chiedo se il Governo si renda conto che tale decretazione è in contrasto con l’art. 77 della Costituzione, vista l’indimostrabile natura di “straordinaria urgenza” e con l’art. 101 poiché si configura come una vera e propria censura politica di una sentenza definitiva, minando la base elementare di uno stato di diritto, la divisione dei poteri.

Scrivo a lei che è il Garante della nostra Costituzione, a lei che saprà di certo vigilare sulla deriva meramente decisionista di provvedimenti di questo tipo e preservare il potere legislativo del Parlamento, l’unico organo delegato dal popolo per rappresentarlo, cui spetta la sovranità della Repubblica.

Firma e città

Wednesday, February 04, 2009

Librerie gay in crisi: chiude la Oscar Wilde di NY

La cultura gay è in crisi? I gay non comprano più libri? Oppure le librerie generaliste hanno aperto anche ai volumi che raccontano di gay, lesbiche, trans e bisex? O ancora l'arrivo di Amazon e delle altre librerie virtuali su Internet ha ridotto l'esigenza di avere un posto fisico dove fare acquisti?

Non è facile dare risposte, ma dagli Stati Uniti arriva una notizia triste. Il 29 marxo 2009, dopo più di 41 anni di vita, chiuderà definitivamente i battenti la Oscar Wilde Bookshop, "la libreria gay e lesbica più antica del mondo", secondo i proprietari.

Nel 1967 la Oscar Wilde fu stata aperta in Mercer Street dall'attivista Craig Rodwell e poi si è presto trasferita nel cuore del Village di New York, in Christopher street dove e ha visto i gay e le lesbiche trasformarsi, prendere coraggio, diventare spavaldi e ribellarsi alle vessazioni. E poi attraversare le mode, arrivare in tv, in politica, fino ai matrimoni celebrati altrove ma riconosciuti nella Grande Mela.

Basti pensare che la Oscar Wilde esisteva già quando scoppiarono le rivolte di Stonewall, nel 1969, atto di nascita ufficiale del moderno movimento lgbt occidentale. Ha subito attentati bomba, finestre rotte e scritte minacciose, come "Uccidi i froci" sui muri. Ma fra poche settimane non ci sarà più; sorte condivisa con la Babele di Milano, chiusa l'anno scorso, e quella di Roma, che sta per chiudere.

Già sei anni fa, in verità, la libreria arrivò a un passo dalla chiusura, ma all'ultimo minuto arrivò un nuovo acquirente che provò a rilanciarla, grazie anche all'arrivo dei turisti attratti dalla sua storia. Adesso però la fine è arrivata e, come per molte cose degli uomini, è bene anche accettarla. Senza dimenticare però il ruolo che luoghi come la Oscar Wilde Bookshop hanno rapppresentato nel cammino verso la nostra liberazione.

Tuesday, January 27, 2009

Memoria per ebrei, gay, zingari e tutti i diversi

Il Vaticano cancella la scomunica e riaccoglie i vescovi Lefebriani scismatici, anche se negano (tutti, non solo quello che lo dice a voce alta) la persecuzione degli ebrei, minimizzano l'entità della Shoà e si rifiutano di firmare i documenti conciliari che riconoscono il valore della religione ebraica e delle altre religioni al di fuori del cattolicesimo. Tutto questo proprio in concomitanza con l'anniversario del Concilio Vaticano II - vera bestia nera dei cattolici reazionari - e soprattutto in concomitanza con la Giornata della Memoria, che ogni anno ci ricorda l'enormità della persecuzione degli ebrei e delle altre minoranze, ad opera del nazismo e del fascismo.

Insieme alle vittime ebree (in numero che non si può paragonare agli altri perseguitati) e alle altre categorie oppresse, noi gay, lesbiche, bisessuali e transgender dobbiamo mantenere il ricordo, per troppo tempo negato e occultato, delle lesbiche e soprattutto dei gay perseguitati dal nazismo e dal fascismo. Con i campi di lavoro e di concentramento il primo; con il confino il secondo.

Per saperne di più vi consiglio il prezioso documentario Paragraph 175 (lo potete comprare qui) e, relativamente all'Italia, un ottimo libro firmato da Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio, La città e l'isola.
Per non dimenticare.

Wednesday, January 21, 2009

Ma non era meglio l'amico gay della Tatangelo?

Aridatece Anna Tatangelo!!!

L'anno scorso decine di amici, conoscenti e blogger mi hanno deprecato e svillaneggiato perché non trovavo così male la canzone portata da Anna Tatangelo a Sanremo, "Il mio amico". Era tutto un fiorire di "fa schifo", "che vergogna", "che speculazione", eInserisci linkcc. ecc. Dal mio punto di vista dicevo che il livello artistico era, né più né meno, quello delle altre canzoni di Gigi D'Alessio; e che in più un messaggio come quello ("che male c'è se ami un uomo come te"), che parla un linguaggio semplice e non da intellettuali, potete veicolare concetti positivi anche al pubblico, anziano, della prima serata di Raiuno.

Adesso, a distanza di un anno, mi pare che il livello intellettuale - e la buona fede - della bella Anna giganteggino di fronte alla squallida e pericolosa operazione cultural-pubblicitario-canzonettistica di Povia.

Finora non ne ho parlato perché mi sembrava di dare ulteriore spazio a un'iniziativa delirante, ma è indubbio che ormai siamo all'ennesimo scontro fra i gay che vogliono vivere tranquilli, sereni e felici (per quanto può esserlo un essere umano) e coloro che vogliono umiliarli, etichettarli, denigrarli e "curarli" con ricette deliranti che non hanno ALCUN FONDAMENTO scientifico.

Tutti gli psicologi, sessuologi, psichiatrici clinici, universitari e no, che ho intervistato, hanno smontato in un attimo le teorie di Nicolosi, del Narth e di quanti vogliono "guarire" i gay; anzi, le hanno bollate come pericolose e contrarie alla deontologia medica. Eppure questo signor Povia, spalleggiato da Paolo Bonolis, usa persino il palcoscenico di Sanremo per propagandare queste teorie, ricicciando la solita - l'unica, in Italia - storia di un gay "riconvertito".

Ma se funziona così bene questa "riparazione", perchè non ci fanno vedere gli altri gay riparati e tornati etero? Forse sono finiti in rottamazione?

Sunday, January 11, 2009

Morto Pio Laghi, cardinale complice dei torturatori argentini

Papa Giovanni Paolo II l'aveva promosso al rango di cardinale e poi investito di importanti incarichi nella Curia romana, dove era rimasto sotto l'attuale papa Benedetto XVI. Eppure Pio Laghi, morto nella notte a Roma, nel corso degli 85 anni della sua vita non aveva sempre testimoniato la parola del Vangelo. Di solito si parla sempre bene di chi è morto, ma invece in alcuni casi è giusto fare il contrario: non si arriva al punto di festeggiare, però non si esclude un brindisi.

Non piangeranno di fronte a questa notizia le Madri di Plaza de Mayo, le donne che durante la dittatura argentina della Giunta militare testimoniarono con le loro manifestazioni lo sgomento e la rabbia per la scomparsa dei loro figli, i desaparecidos. Monsignor Pio Laghi, infatti, fu nunzio apostolico del Vaticano a Buenos Aires durante la dittatura dal 1974 e, secondo numerose testimonianze, non solo giustificò pubblicamente la dittatura per motivi politici, ma coprì i delitti dei militari, aiutò e sostenne i vertici della Giunta, di cui era intimo amico (giocava a tennis con Massera) , e contribuì allo "smistamento" dei figli dei desaparecidos, dati in adozione a generali e militari.

Nel 1997 le Madri lo denunciarono ufficialmente per complicità e allegarono una serie di testimonianze sull'operato del nunzio, con queste parole:
«collaborò attivamente con i membri sanguinari della dittatura militare e portò avanti personalmente una campagna volta ad occultare tanto verso l'interno quanto verso l'esterno del Paese l'orrore, la morte e la distruzione. Monsignor Pio Laghi lavorò attivamente smentendo le innumerevoli denunce dei familiari delle vittime del terrorismo di Stato e i rapporti di organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani».

Ma non basta: lo si accusò anche

«di aver messo a tacere le denunce internazionali sulla sparizione di più di trenta sacerdoti e sulla morte di vescovi cattolici. Pio Laghi provvide, con i membri dell'episcopato argentino, alla nomina di cappellani militari, della polizia e delle carceri che garantissero il silenzio sulle esecuzioni, le torture e gli stupri cui assistevano. Questi cappellani avevano l'obbligo non solo di confortare spiritualmente gli autori dei genocidi e i torturatori, ma anche, tramite la confessione, di collaborare con l'esercito estorcendo informazioni ai detenuti».
Ovviamente grazie all'immunità vaticana non fu mai processato.