Monday, December 22, 2008

Onu: 56 paesi contro la depenalizzazione dell'omosessualità

All’Onu più di 60 paesi hanno firmato lo statement promosso da Francia e Unione Europea per difendere i diritti umani delle persone lgbt in tutto il mondo. Subito dopo, l’ambasciatore della Siria Abdullah al-Hallaq ha letto una dichiarazione di segno opposto, in cui si sostiene - in linea con le posizioni del Vaticano - che i diritti umani non devono includere i concetti di orientamento sessuale e identità di genere e che anzi un’apertura del genere può condurre “alla normalizzazione sociale e persino alla legalizzazione della pedofilia.
All’inizio al-Hallaq elenca 58 paesi firmatari, ma sul numero c’è un piccolo giallo: al termine del discorso aggiunge che “Uzbekistan e Kurdistan non sono inclusi nella lista”. L’Uzbekistan era stato nominato, ma il Kurdistan no, visto che non esiste come stato sovrano: forse si trattava del Kirgizhstan. In tal caso i paesi firmatari della contro-dichiarazione sono 56 e non 58. (qui trovate il video con tutti gli interventi, in Real Player, recuperato grazie al lavoro prezioso di Fda: a partire da 2:25:00 il documento pro-gay letto dall'ambasciatore, da 2:35:00 l'intervento siriano).

Ecco la traduzione (mia) di alcuni passaggi

Queste due nozioni (orientamento sessuale e identità di genere, ndt) non sono e
non dovrebbero essere incluse negli attuali strumenti di protezione dei diritti
umani.Questioni del genere riguardano la giurisdizione interna degli stati, per
cui le Nazioni Unite non possono violare due principi richiamati nella Carta
dell’Onu, il rispetto della sovranità degli stati e il principio di non
interferenza. Esortiamo gli stati membri, le Nazioni Unite e le organizzazioni
internazionali a riservare attenzione speciale e risorse per proteggere la
famiglia come il naturale e fondamentale gruppo della società.
Sembra proprio di sentire i deliri di Papa Ratzinger, che non a caso oggi è tornato a sproloquiare di gender e "ecologia dell'uomo": non ha altro a cui pensare quell'uomo...
Di seguito la lista dei paesi che hanno firmato la dichiarazione letta dall’ambasciatore della Siria.

Afghanistan, Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Bangladesh, Benin, Brunei, Camerun, Ciad, Comore, Costa d’Avorio, Korea del Nord, Gibuti, Giordania, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Etiopia, Fiji, Gambia, Guinea, Indonesia, Iran, Iraq, Kazahstan, Kenya, Kirghistan, Kuweit, Libano, Libia, Malawi, Malaysia, Maldive, Mali, Mauritania, Marocco, Niger, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Ruanda, Senegal, Sierra Leone, St Lucia, Salomone, Siria, Somalia, Sudan, Swatziland, Tajikistan, Tanzania, Tunisia, Turkmenistan, Uganda, Uzbekistan, Yemen, Zimbabwe.

1 comment:

Blogger said...

Tutte grosse democrazie noto...
Ero ironico.
Per domani mattina ho scritto un post satirico sul caso, spero ti piaccia.
Blogger