Tuesday, July 04, 2006

Perché Michele Serra sbaglia su Fibra e i gay

Nella sua rubrica quotidiana sulla Repubblica, Michele Serra - per solito equilibrato e condivisibile - è incappato in un errore grossolano, in nome del politically uncorrect. In questione c'è la vicenda del rapper italiano Fabri Fibra e dei suoi testi impregnati di odio contro donne e gay in particolare.
Grazie a Wittgenstein ho recuperato il testo di Serra, eccolo qui:

"Disse acutamente Beppe Grillo, qualche secolo fa, che il razzismo sarà finito quando potremo dire che ci sono neri stronzi come i bianchi. Siamo, ahimé, ancora molto lontani da quel fortunato giorno. Arcigay e Arcilesbica protestano vibratamente contro il rude e vigoroso rapper Fabri Fibra, autore di una canzone nella quale si racconta di omosessuali molestatori. Embé? È proibito? Gli omosessuali, a differenza degli etero, sono tutti galantuomini?
Non c'è niente di più penoso del perbenismo delle minoranze: è un ricalco, inutile e ammorbante, del già ottuso perbenismo delle maggioranze. Il pregiudizio ha molte forme, una delle quali è l'eccesso stucchevole di prudenza formale con la quale ci si riferisce alle minoranze. Rivela pietismo, imbarazzo, paura di trattare (finalmente) con uguale dimestichezza le differenti identità. Che due gloriose associazioni per i diritti civili ragionino come quei comitatoni di genitori bigotti che ogni quarto d'ora si ergono a tutori della moralità pubblica, è un vero e proprio refuso culturale. Non si difendono le identità sessuali imbalsamandole in ritrattini edificanti".


Ecco, come dice d'altronde anche Luca Sofri, a Serra è sfuggito il senso della protesta; e probabilmente l'oggetto delle "liriche" (?) di Fibra.
I suoi testi non sono bozzetti su generici omosessuali molestatori, come scrive Serra, ma riproducono il cliché, il luogo comune dell'omosessuale molestatore e desideroso di accedere al cazzo del maschio eterosessuale, in questo caso l'organo del medesimo Fabri Fibra.
...
allora cosa cazzo guardi nei bagni dal tuo armadietto
il mio cazzo in questione ne vuoi un illustrazione
vorresti anche toccarlo brutto pezzo di un recchione
...


si legge in Su le mani, una delle canzoni del nuovo album Tradimento.

È come se Fibra scrivesse di un "ebreo rabbino e furbo", di un "nero sporco e puzzolente". O - come realmente fa - di "donne puttane", che "la danno anche ai cani".

Qui non si tratta, come pensa Serra, della libertà di critica per una particolare persona omosessuale - o un uomo in particolare o una donna in particolare - ma dell'attacco a una minoranza, già oppressa peraltro, per il solo fatto di essere minoranza.
Purtroppo in Italia è ancora troppo carente la cultura della tutela delle minoranza contro i soprusi della maggioranza di maschi, bianchi ed eterosessuali, se anche un intellettuale di sinistra come Serra cade nel cliché vagamente dannunziano di chi polemizza con gli oppressi perché si lamentano dei soprusi.

Fabri Fibra, guarda caso, ha raggiunto il successo commerciale facendo il verso a Eminem (non è un peccato, anche Little Tony faceva il verso a Elvis); ma non per questo può farci credere di essere davvero figlio di periferie degradate e di essere lui stesso un disadattato. Perché non se la prende con i potenti, i ricchi, i vincenti? Certo, è più semplice aggredire i deboli, le donne e i gay, per strappare l'applauso e la risata complice nei decerebrati che lo ascoltano.

Questo dovrebbe stigmatizzare Serra, invece delle critiche - sacrosante - di Arcigay e Arcilesbica.
Mi dispiace che anche Grillini abbia fatto una specie di autocritica, invece di rivendicare il diritto all'indignazione. In Francia e in Gran Bretagna le canzoni di Fibra non sarebbero trasmesse, così come Buju Banton - con il suo corredo di odio anti-diverso - non è ospite gradito e non può esibirsi.

6 comments:

disorder said...

Eh sì, cazzo guardano i gay dall'armadietto, che corrano a chiudersi in casa piuttosto.
Serra ha preso una cantonata stavolta.

AnelliDiFumo said...

In un Paese civile, che so il Canada :-), difenderei il diritto di FF a cantare un po' il cazzo che vuole, incluse le canzoni omofobe o antidonna. Siccome noi viviamo in un Paese incivile, anche i testi delle sue canzoni contribuiscono a creare danno a una minoranza già ampiamente discriminata. Ecco perché trovo sostanzialmente corretta la protesta di Arcigay e Arcilesbica.

Teo said...

Sono basito. Ma che è?

Anche qui è successa una cosa simile. Un tizio indossava una maglietta con una scritta contro i gay. Denunciato, la Corte ha stabilito che il suo diritto non è coperto dalla libertà di espressione, perchè offende la dignità delle persone.

Si tratta però di un singolo caso. Insomma, la libertà è la libertà no? Però dare dei "molestatori" mi sembra un po' forte.

restodelmondo said...

Ecco, AdF ha sintetizzato perfettamente: il problema è il contesto culturale e sociale in cui le canzoni vengono suonate - e in particolare quanto vengono prese alla lettera.

(C'era un bel pezzo a questo proposito su Buju Banton da http://www.freddynietzsche.com/ - dove c'è anche un'analisi di Fabri Fibra veramente notevole.)

A Teo - che però sicuramente ne sa più di me - direi che negli USA il rispetto dei diritti è talmente sentito che quando due diritti forti contrastano il risultato giuridico è pressoché aleatorio. (A margine gli farei i complimenti per la foto, tanto per alleggerire il tono...)

BambolaVooDoo said...

Evidentemente il caldo ha fatto male a Serra che in questo caso ha toppato... è sempre sbagliato quando si lede la dignità di una persona sia essa appartenente o meno ad una "minoranza"

Matthäi said...

In effetti la critica a Serra è azzeccata.

Complimenti.