Due ministri del governo Berlusconi, Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, hanno preparato e stanno per presentare un progetto di legge su diritti e doveri dei conviventi. Non sono i Pacs, non sono neppure i Dico, sono i Didoré (basta con questi acronimi, per carità), un'altra variante di un riconoscimento minimo per tutelare in qualche modo le persone che vivono insieme, siano omo o eterosessuali, siano fidanzati o amici che convivono. Di per sé non c'è nulla di male, anzi si tratta di un'iniziativa a suo modo lodevole, pur presentata con mille distinguo e cautele per non scontentare i poteri forti di oltretevere. Ma la comunità lgbt di questi "diritti" non si fa proprio niente. Basta leggere i chiarimenti che offre Brunetta: nessuna mimesi, nessuna imitazione riduttiva del matrimonio . La mia visione della famiglia è quella dell'articolo 29 della Costituzione, e non può prescindere dal matrimonio tra un uomo e una donna. La famiglia è un bene pubblico, e c...