Tuesday, January 27, 2009

Memoria per ebrei, gay, zingari e tutti i diversi

Il Vaticano cancella la scomunica e riaccoglie i vescovi Lefebriani scismatici, anche se negano (tutti, non solo quello che lo dice a voce alta) la persecuzione degli ebrei, minimizzano l'entità della Shoà e si rifiutano di firmare i documenti conciliari che riconoscono il valore della religione ebraica e delle altre religioni al di fuori del cattolicesimo. Tutto questo proprio in concomitanza con l'anniversario del Concilio Vaticano II - vera bestia nera dei cattolici reazionari - e soprattutto in concomitanza con la Giornata della Memoria, che ogni anno ci ricorda l'enormità della persecuzione degli ebrei e delle altre minoranze, ad opera del nazismo e del fascismo.

Insieme alle vittime ebree (in numero che non si può paragonare agli altri perseguitati) e alle altre categorie oppresse, noi gay, lesbiche, bisessuali e transgender dobbiamo mantenere il ricordo, per troppo tempo negato e occultato, delle lesbiche e soprattutto dei gay perseguitati dal nazismo e dal fascismo. Con i campi di lavoro e di concentramento il primo; con il confino il secondo.

Per saperne di più vi consiglio il prezioso documentario Paragraph 175 (lo potete comprare qui) e, relativamente all'Italia, un ottimo libro firmato da Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio, La città e l'isola.
Per non dimenticare.

Wednesday, January 21, 2009

Ma non era meglio l'amico gay della Tatangelo?

Aridatece Anna Tatangelo!!!

L'anno scorso decine di amici, conoscenti e blogger mi hanno deprecato e svillaneggiato perché non trovavo così male la canzone portata da Anna Tatangelo a Sanremo, "Il mio amico". Era tutto un fiorire di "fa schifo", "che vergogna", "che speculazione", eInserisci linkcc. ecc. Dal mio punto di vista dicevo che il livello artistico era, né più né meno, quello delle altre canzoni di Gigi D'Alessio; e che in più un messaggio come quello ("che male c'è se ami un uomo come te"), che parla un linguaggio semplice e non da intellettuali, potete veicolare concetti positivi anche al pubblico, anziano, della prima serata di Raiuno.

Adesso, a distanza di un anno, mi pare che il livello intellettuale - e la buona fede - della bella Anna giganteggino di fronte alla squallida e pericolosa operazione cultural-pubblicitario-canzonettistica di Povia.

Finora non ne ho parlato perché mi sembrava di dare ulteriore spazio a un'iniziativa delirante, ma è indubbio che ormai siamo all'ennesimo scontro fra i gay che vogliono vivere tranquilli, sereni e felici (per quanto può esserlo un essere umano) e coloro che vogliono umiliarli, etichettarli, denigrarli e "curarli" con ricette deliranti che non hanno ALCUN FONDAMENTO scientifico.

Tutti gli psicologi, sessuologi, psichiatrici clinici, universitari e no, che ho intervistato, hanno smontato in un attimo le teorie di Nicolosi, del Narth e di quanti vogliono "guarire" i gay; anzi, le hanno bollate come pericolose e contrarie alla deontologia medica. Eppure questo signor Povia, spalleggiato da Paolo Bonolis, usa persino il palcoscenico di Sanremo per propagandare queste teorie, ricicciando la solita - l'unica, in Italia - storia di un gay "riconvertito".

Ma se funziona così bene questa "riparazione", perchè non ci fanno vedere gli altri gay riparati e tornati etero? Forse sono finiti in rottamazione?

Sunday, January 11, 2009

Morto Pio Laghi, cardinale complice dei torturatori argentini

Papa Giovanni Paolo II l'aveva promosso al rango di cardinale e poi investito di importanti incarichi nella Curia romana, dove era rimasto sotto l'attuale papa Benedetto XVI. Eppure Pio Laghi, morto nella notte a Roma, nel corso degli 85 anni della sua vita non aveva sempre testimoniato la parola del Vangelo. Di solito si parla sempre bene di chi è morto, ma invece in alcuni casi è giusto fare il contrario: non si arriva al punto di festeggiare, però non si esclude un brindisi.

Non piangeranno di fronte a questa notizia le Madri di Plaza de Mayo, le donne che durante la dittatura argentina della Giunta militare testimoniarono con le loro manifestazioni lo sgomento e la rabbia per la scomparsa dei loro figli, i desaparecidos. Monsignor Pio Laghi, infatti, fu nunzio apostolico del Vaticano a Buenos Aires durante la dittatura dal 1974 e, secondo numerose testimonianze, non solo giustificò pubblicamente la dittatura per motivi politici, ma coprì i delitti dei militari, aiutò e sostenne i vertici della Giunta, di cui era intimo amico (giocava a tennis con Massera) , e contribuì allo "smistamento" dei figli dei desaparecidos, dati in adozione a generali e militari.

Nel 1997 le Madri lo denunciarono ufficialmente per complicità e allegarono una serie di testimonianze sull'operato del nunzio, con queste parole:
«collaborò attivamente con i membri sanguinari della dittatura militare e portò avanti personalmente una campagna volta ad occultare tanto verso l'interno quanto verso l'esterno del Paese l'orrore, la morte e la distruzione. Monsignor Pio Laghi lavorò attivamente smentendo le innumerevoli denunce dei familiari delle vittime del terrorismo di Stato e i rapporti di organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani».

Ma non basta: lo si accusò anche

«di aver messo a tacere le denunce internazionali sulla sparizione di più di trenta sacerdoti e sulla morte di vescovi cattolici. Pio Laghi provvide, con i membri dell'episcopato argentino, alla nomina di cappellani militari, della polizia e delle carceri che garantissero il silenzio sulle esecuzioni, le torture e gli stupri cui assistevano. Questi cappellani avevano l'obbligo non solo di confortare spiritualmente gli autori dei genocidi e i torturatori, ma anche, tramite la confessione, di collaborare con l'esercito estorcendo informazioni ai detenuti».
Ovviamente grazie all'immunità vaticana non fu mai processato.