Monday, July 31, 2006

Con questa Margherita meglio An

In una mozione a proposito del registro delle coppie di fatto al consiglio comunale di Ancona si legge che
"l’iscrizione nel registro può essere richiesta congiuntamente da due persone maggiorenni di genere diverso, non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, ma da vincoli affettivi, coabitanti da almeno un anno ed aventi dimora abituale nel Comune di Ancona".

Sì al registro, dunque, ma solo per le persone di "genere diverso"; e comunque con diritti infinitamenti limitati rispetto a quelli del matrimonio.

Gli autori di questo capolavoro sono i consiglieri cittadini della Margherita, il partito che insieme ai Ds dovrebbe dar vita al partito democratico.
Di fronte a gente del genere viene proprio da rimpiangere la Dc e la sua laicità. E già che ci siamo - dopo anche quella porcheria di indulto - quasi quasi al prossimo giro scelgo Alleanza nazionale.

Meglio non leggere poi le ennesime parole in libertà del professor Cacciari:
"Se, in particolare in politica estera, l'esecutivo continuerà come in questi mesi e se qualcuno si inventerà di porre all'ordine del giorno questioni come i Pacs... è chiaro che il governo Prodi non potrà reggere".
Giusto: facciamo un altro indulto. Per gli ipocriti, stavolta.

Friday, July 28, 2006

Destra spagnola sempre più rabbiosa

Scandalo nel Pp spagnolo!
Il sindaco di Madrid Alberto Ruiz-Gallardón, del Pp ma dell'ala più laica e moderna del partito, ha annunciato che celebrerà le nozze del suo collega Javier Gómez con il compagno Manuel Ródenas.

Apriti cielo! Dal Parlamento sono arrivati i primi strali contro il politico che non rispetta la linea del partito e si comporta in modo "sleale". Per il deputato Jorge Fernández Díaz, segretario generale del gruppo in Parlamento, ci devono essere "conseguenze politiche" per questo gesto, che - sia detto per inciso - per Gallardon non è altro che compiere i propri doveri di sindaco.

Ma secondo il Pp, bisogna rispettare i voleri della chiesa come stabiliti da Papa Benedetto XVI. La destra spagnola è sempre più allo sbando.

Tuesday, July 25, 2006

Sei gay? Ti licenzio, insieme al tuo fidanzato

Roma, 2006.
Un uomo di 43 anni, Marco Carbonaro, viene licenziato dal suo datore di lavoro, la Galleria Alberto Sordi, di fronte a Palazzo Chigi, dove era impegnato come direttore dei bar.

Secondo la denuncia che ha presentato all'Arcigay, Carbonaro e il suo compagno, che nel frattempo era stato assunto come cameriere, sono stati mandati a casa all'improvviso, senza motivo e senza spiegazioni; e senza neppure aver ricevuto prima alcuna ammonizione o richiamo.

Spero sinceramente che i padroni possano spiegare il perché di questo atto, altrimenti vorrebbe dire che l'Italia del 2006 è priva di tutele e luogo dell'arbitrio, in spregio a qualunque diritto fondamentale e alla lettera e allo spirito della nostra Carta Costituzionale.

Interverrà il ministro del Lavoro?

Monday, July 24, 2006

Cominciamo dalla scuola

Gay e lesbiche, durante l'adolescenza, attraversano un periodo ancora più difficile rispetto ai loro coetanei, a causa delle discriminazioni e dell'omofobia, che proprio a scuola, spesso, raggiungono il loro massimo di violenza.

Così il bullismo, secondo diverse ricerche, colpisce in misura maggiore le minoranza, in particolare gay e lesbiche, che sui banchi di scuola si sentono ancora più diversi e isolati, anche per l'ignoranza di compagni e professori. E subiscono insulti, minacce, umiliazioni e vere aggressioni a causa del loro orientamento sessuale, reale o presunto.
Nella scuola, quindi, si deve combattere da subito questa battaglia di civiltà e di progresso, per insegnare a tutti l'importanza del rispetto e dell'accoglienza per chi è diverso da noi.

Proprio per questo l'Arcigay si lancia in un progetto europeo, Schoolmates, che si rivolge a insegnanti e studenti delle scuole secondarie inferiori (le vecchie medie) e superiori per educare alla diversità, contrastare il bullismo e se possibile prevenirlo.

E anche in Spagna la scuola è al centro di un nuovo scontro fra il governo Zapatero - con la maggioranza progressista del paese - e le gerarchie cattoliche, appoggiati dalle forze della reazione e dagli strati più conservatori della società.

Il Parlamento spagnolo ha approvato infatti la riforma scolastica, che introduce una nuova materia, sul modello francese tedesco e nordeuropeo, l'Educazione alla cittadinanza. Questa materia, obbligatoria e richiesta dall'Unione Europea, servirà a insegnare l'importanza della diversità, i valori su cui si basa la convivenza civile e il rispetto del prossimo: un'etica laica che deve formare il futuro cittadino, su una base di uguaglianza. Valori civici, basati sulpatriottismo costituzionale che può unire tutti, al di là e senza negare le differenze, anzi valorizzandole nel quadro del rispetto di regole condivise.

Ovviamente non hanno tardato a esplodere le proteste della Chiesa cattolica, che finora ha avuto il monopolio dell'educazione sull'etica. In più l'ora di religione, con Zapatero, è tornata facoltativa, come era anche prima salvo l'annunciata riforma di Aznar, e nelle due materie si potrebbero insegnare valori opposti. Sulla famiglia, ad esempio, l'educazione alla cittadinanza spiega che esistono famiglie nucleare, monoparentali, ricostituite, dello stesso sesso. E che tutte, in modo diverso, possono trasmettere amore, affetto e valori.
Sulla scuola si gioca il futuro delle nostre società. E se una chiesa pretenderà di imporre la sua visione, poi sarà difficile negare lo stesso privilegio anche ad altre religioni, che ci piacciano o meno.

Wednesday, July 19, 2006

Anche la Camera Usa salva la Costituzione

Dev'essere un vizio dei governanti con la B quello di attentare alle Carte Costituzionali dei rispettivi paesi.
Ma dopo mr B, anche il suo amico americano ha ricevuto un'altra bella delusione, stavolta dalla Camera dei rappresentanti.

Dopo il Senato, infatti, anche la Camera ha respinto la proposta di avviare un iter di revisione costituzionale per vietare il matrimonio alle coppie gay e lesbiche. Il provvedimento ha ricevuto 236 voti favorevoli e 187 contrari, ma non ha ottenuto la maggioranza dei due terzi richiesta da quella Costituzione solo per avviare la riforma.
Per adesso niente di fatto dunque per gli oscurantisti. Resta da vedere se l'argomento sara' usato dai repubblicani in campagna elettorale, come gia' minacciano di fare.

Intanto, bene cosi'. E saluti da Lisboa.

Saturday, July 15, 2006

Meglio trans che gay in Iran

È proprio vero che non c'è niente di più inedito di ciò che è già stato pubblicato.
Così questa settimana sul Venerdì di Repubblica c'è un'altra testimonianza di una trans iraniana, che sta completando il percorso da uomo a donna e racconta come Teheran sia diventata - nell'ambito del Medio Oriente - una sorta di "paradiso" per i trans e le trans, che lì si possono operare e ottenere il cambio di sesso.

Merito di una fatwa del vecchio ayatollah Khomeini, impietosito dalla storia di Mariam Molkara, una donna nata uomo. Di fronte al suo desiderio di essere donna, l'anziano leader religioso decise che era giusto permettere il cambiamento a chi era nato con un corpo, ma si sentiva di appartenere a un altro sesso.

Tutto bene, quindi?
Non proprio. Se i trans e le trans, nonostante discriminazioni e pestaggi, tutto sommato riescono almeno a ottenere un'assistenza medica, tutt'altra musica per i gay.

Un anno fa due adolescenti gay, uno addirittura minorenne, furono impiccati in un villaggio rurale dell'Iran, ufficialmente per un presunto atto di violenza; secondo alcune fonti locali, invece, proprio per la loro omosessualità e per la vergogna che avevano provocato alle famiglie e all'interà comunità.
Gay, lesbiche, bisessuali, transgender ed eterosessuali manifestammo a Milano, in luglio, sotto il consolato iraniano, nonostante qualche dubbio e la sensazione di essere in parte manipolati dalla propaganda imperiale anti-iraniana. La difesa della vita, comunque, viene prima di tutto, insieme alla difesa dei diritti civili.

A un anno di distanza le associazioni milanesi hanno organizzato un nuovo incontro, giovedì 20 luglio, alle 18:30 in corso Magenta 59, "davanti alla sede della Rappresentanza della Commissione Europea a Milano per violare, con i nostri corpi e le nostre voci, il silenzio colpevole che avvolge ogni forma di violenza discriminatoria e per proclamare e manifestare la nostra volontà:
di esercitare in piena libertà i nostri diritti, nel pieno e democratico rispetto e nella piena valorizzazione di ogni forma di diversità di identità di genere, di orientamento sessuale, di etnia, di religione, di convinzione filosofica, di opinione politica, di stato sociale, di condizione fisica e mentale;
di ribadire il nostro sdegno verso ogni tentativo, soprattutto se violento, di limitare tali diritti o di negare il valore di tali diversità;
di essere protagoniste e protagonisti nella vita pubblica, sociale, culturale e politica del nostro paese".

Personalmente non potrò esserci perché non sarò a Milano in quei giorni, ma aderisco personalmente e con questo blog, per quel pochissimo che conta. Anche voi potete mandare un'adesione pubblica a questo indirizzo.
Chi c'è, invece, se può vada lì a manifestare, anche per me.

Thursday, July 13, 2006

Un Formigoni che va, un Del Pennino arriva

Roberto Formigoni, come previsto, si è dimesso dallo scranno senatoriale, in ottemperanza alle disposizioni della Costituzione, che prevede l'incompatibilità fra il ruolo di presidente di Regione e quello di parlamentare. Insieme a lui ha lasciato Palazzo Madama anche il veneto Galan, mentre dovranno dimettersi Cuffaro e Iorio.

La buona notizia, però, è un'altra. Formigoni, eletto nelle liste di Forza Italia in quota Comunione e liberazione, lascia il posto al primo dei non eletti di Forza Italia in Lombardia, che è Antonio Del Pennino. Bello smacco per i clericali di entrambi gli schieramenti politici.

Per chi non lo sapesse, Del Pennino è un vecchio repubblicano, laico e libertario. L'anno scorso fece parte del comitato promotore del Sì ai referendum sulla procreazione assistita e, da parlamentare, inviò un messaggio alla manifestazione per i diritti civili glbt "Tutti in Pacs", a Roma.

Se ci sarà da votare un provvedimento per le coppie gay, in cui si andrà fino all'ultimo voto, sappiamo già che possiamo contare sul suo.
Grazie, Formigoni!

Wednesday, July 12, 2006

Alla larga da Gerusalemme

L'avevamo già raccontato: imam, rabbini e preti cattolici si sono alleati per combattere e boicottare il World Pride di Gerusalemme.
Adesso, però, hanno fatto un passo in più verso la persecuzione di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Secondo alcune fonti di informazione, nei quartieri a maggioranza ortodossa della Città Santa sono stati distribuiti volantini con una taglia contro i gay: più di tremila euro per chi uccide «quanti vengono da Sodoma e Gomorra».

Ma gli organizzatori non ci pensano proprio a trasferirsi a Tel Aviv. Se World deve essere che sia, dopo Roma, a Gerusalemme.

PS: vi segnalo che in questi giorni non sono a Milano, dunque l'aggiornamento di questo sito sarà sporadico e casuale. A presto.

Monday, July 10, 2006

Campioni del mondo

Festeggiamo la coppa con una foto (d'epoca) del Capitano, Fabio Cannavaro.

Campioni del mondo (ai rigori).

Per divertirvi, vi segnalo questo giochino un po' casalingo, ma FAV. Scovato da Olona.

Saturday, July 08, 2006

Fieri di Amélie

Finalmente Amélie ce l'ha fatta.
A 27 anni, la campionessa francese - numero uno del mondo - ha trionfato sull'erba di Wimbledon, battendo la belga, anche lei francofona, Justine Henin.

Dopo difficoltà, sofferenze, problemi personali, Amélie è riuscita a dimostrare il suo immenso talento e anche la sua forza mentale. Quella che le è mancata troppo spesso in questi anni, sin da quando, nemmeno ventenne, arrivò in finale agli Australian Open, nel 1999.

A quell'epoca, quando ammise pubblicamente di essere lesbica, Amélie fu aggredita verbalmente e insultata da Martina Hingis e insolentita da Lindsay Davenport.

Quel trauma pesa per anni sulla sicurezza di Amélie, ma oggi questa finale perfetta, dominata con sicurezza dopo un primo set perso rapidamente, ha cancellato quelle amarezze.

Si è capito quando Amélie, durante la premiazione, ha detto: "I'm proud of me". "Sono fiera di me". Lo siamo tutti.

Friday, July 07, 2006

Date Caesari quae Caesaris, Deo quae sunt Dei

Quanto tempo è passato da quella notte di Natale dell'anno 800, quando un re franco (Carlo Magno) fu incoronato imperatore da un Papa. Si sanciva in quel momento un legame fra Papato e Impero, saldo fino ai giorni nostri; e che qualcuno vorrebbe riproporre in versione aggiornata da terzo millennio.

Invece un presidente del governo spagnolo evita di partecipare alla messa solenne celebrata da un papa tedesco in terra di Spagna, a Valencia. Per molto meno in Italia si sarebbe gridato allo scandalo; anzi - mi correggo - qualunque capo del governo, in carica o in pectore, avrebbe fatto carte false pur di partecipare a quella celebrazione e magari ricevere l'eucarestia dalle mani del Santo Padre.

Zapatero no. Domani egli riceverà Benedetto XVI in aeroporto, poi lo incontrerà in udienza privata all'Arcivescovado, forse in un secondo momento con la moglie e i figli. Neppure la prima vicepresidente del governo, Fernandez de la Vega, sarà alla messa, ma verrà ricevuta anche lei dal Papa, sembra su desiderio di quest'ultimo.
Date Caesari quae Caesaris, Deo quae sunt Dei

Questo succede in Spagna. Mentre in Italia si ripropongono, ormai senza neppure un riflesso sui media tanto sono trite e ritrite, le minacce e le accuse della gerarchia cattolica, che indossa l'elmetto: "La Chiesa - ha detto il cardinale Raffaele Martino - non si spaventa di nessun Parlamento europeo, nazionale o regionale. Ne ha affrontate tante di battaglie nel corso dei secoli. Affronterà anche questa".

Thursday, July 06, 2006

Poca fantasia...

Certo che sono scontato!

da lui ho trovato questo. Ecco il risultato:

Your Inner European is Italian!

Passionate and colorful.
You show the world what culture really is.

Nuovi prefetti e polizia contro i taxi-fascisti

Davvero, la lingua batte dove il dente duole. Il governo Prodi con il decreto Bersani sulle liberalizzazioni ha colpito un'incrostazione di privilegi e rendite di posizione che sembrava (sembra) inscalfibile.

I tassisti, al grido di "O Roma o morte" hanno bloccato le vie di accesso agli aeroporti (Linate, Fiumicino, Caselle) marciato sulla capitale, malmenato un ministro (Mussi9 e i colleghi onesti che volevano lavorare, aggredito giornalisti, fotografi e reporter e mostrato tatuaggi con il Duce. Come racconta un giornale borghese e liberale, come il Corriere della Sera. Con Storace e Alemanno in versione tribuni della plebe, al fianco di un gruppuscolo di privilegiati piccoli imprenditori (ché questo sono i tassisti), i quali violano la legge sullo sciopero e approfittano di licenze pubbliche che hanno avuto dai Comuni. E che - se non lo sanno - rischiano di perdere, se continuano così.

Ora, dal momento che non siamo nel Cile del 1973, con Allende assediato dai camioneros fascisti, di fronte all'inattività di sindaci, prefetti e forze di polizia, il governo dovrebbe prendere in mano la situazione. Se i no-global non possono devastare le vetrine di corso Buenos Aires (per fortuna!), non vedo perché i tassisti debbano tenere in ostaggio intere città e bloccare l'accesso a stazioni e aeroporti.

Il ministro dell'Interno dia ordine ai prefetti di Milano e Roma di intervenire e sgomberare le strade, di impedire le violenze e le intimidazioni e - se non si fermano gli scioperi selvaggi - rilasci licenze straordinarie d'emergenza, come dice Pietro Ichino sul Corriere. E se i prefetti tentennano, si cambino i prefetti.

Ha un bel dire Berlusconi, insieme ai suoi amici della Confcommercio: per cinque anni i commercianti hanno spadroneggiato, con il beneplacito del governo, stavolta hanno scelto Berlusconi e hanno perso.
I coglioni sono al governo e il conto, adesso, lo paghino gli amici degli altri.

Toscana, salva la legge anti-discriminazione

La Corte Costituzionale ha bocciato il ricorso presentato dal governo Berlusconi, che chiedeva di cancellare per incostituzionalità la legge n. 63 del 2004 approvata dal Consiglio regionale della Toscana, con cui la Regione aveva introdotto forme di tutela per le persone omosessuali e transessuali.

La Consulta, è vero, ha cancellato due articoli di quella legge, il 6 e il 17, ma non perché fossero in contrasto con le norme sulla famiglia o altro; semplicemente perché riguardavano materie di pertinenza dello stato centrale, su cui le Regioni non possono legiferare.

Uno permetteva di indicare la persona incaricata di prendere decisioni sul proprio stato di salute in caso di malattia invalidante; l'altro comminava multe agli esercenti in caso di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale. In entrambi i casi la Corte ha stabilito che sono questioni di diritto civile sui cui deve intervenire il Parlamento.

L'impianto della legge, però, è confermato e sui punti esclusivi aspettiamo, come l'assessore toscano, un intervento a livello nazionale.
Froci-Berlusconi 2-0, dopo il referendum costituzionale e questa sentenza.

Tuesday, July 04, 2006

Perché Michele Serra sbaglia su Fibra e i gay

Nella sua rubrica quotidiana sulla Repubblica, Michele Serra - per solito equilibrato e condivisibile - è incappato in un errore grossolano, in nome del politically uncorrect. In questione c'è la vicenda del rapper italiano Fabri Fibra e dei suoi testi impregnati di odio contro donne e gay in particolare.
Grazie a Wittgenstein ho recuperato il testo di Serra, eccolo qui:

"Disse acutamente Beppe Grillo, qualche secolo fa, che il razzismo sarà finito quando potremo dire che ci sono neri stronzi come i bianchi. Siamo, ahimé, ancora molto lontani da quel fortunato giorno. Arcigay e Arcilesbica protestano vibratamente contro il rude e vigoroso rapper Fabri Fibra, autore di una canzone nella quale si racconta di omosessuali molestatori. Embé? È proibito? Gli omosessuali, a differenza degli etero, sono tutti galantuomini?
Non c'è niente di più penoso del perbenismo delle minoranze: è un ricalco, inutile e ammorbante, del già ottuso perbenismo delle maggioranze. Il pregiudizio ha molte forme, una delle quali è l'eccesso stucchevole di prudenza formale con la quale ci si riferisce alle minoranze. Rivela pietismo, imbarazzo, paura di trattare (finalmente) con uguale dimestichezza le differenti identità. Che due gloriose associazioni per i diritti civili ragionino come quei comitatoni di genitori bigotti che ogni quarto d'ora si ergono a tutori della moralità pubblica, è un vero e proprio refuso culturale. Non si difendono le identità sessuali imbalsamandole in ritrattini edificanti".


Ecco, come dice d'altronde anche Luca Sofri, a Serra è sfuggito il senso della protesta; e probabilmente l'oggetto delle "liriche" (?) di Fibra.
I suoi testi non sono bozzetti su generici omosessuali molestatori, come scrive Serra, ma riproducono il cliché, il luogo comune dell'omosessuale molestatore e desideroso di accedere al cazzo del maschio eterosessuale, in questo caso l'organo del medesimo Fabri Fibra.
...
allora cosa cazzo guardi nei bagni dal tuo armadietto
il mio cazzo in questione ne vuoi un illustrazione
vorresti anche toccarlo brutto pezzo di un recchione
...


si legge in Su le mani, una delle canzoni del nuovo album Tradimento.

È come se Fibra scrivesse di un "ebreo rabbino e furbo", di un "nero sporco e puzzolente". O - come realmente fa - di "donne puttane", che "la danno anche ai cani".

Qui non si tratta, come pensa Serra, della libertà di critica per una particolare persona omosessuale - o un uomo in particolare o una donna in particolare - ma dell'attacco a una minoranza, già oppressa peraltro, per il solo fatto di essere minoranza.
Purtroppo in Italia è ancora troppo carente la cultura della tutela delle minoranza contro i soprusi della maggioranza di maschi, bianchi ed eterosessuali, se anche un intellettuale di sinistra come Serra cade nel cliché vagamente dannunziano di chi polemizza con gli oppressi perché si lamentano dei soprusi.

Fabri Fibra, guarda caso, ha raggiunto il successo commerciale facendo il verso a Eminem (non è un peccato, anche Little Tony faceva il verso a Elvis); ma non per questo può farci credere di essere davvero figlio di periferie degradate e di essere lui stesso un disadattato. Perché non se la prende con i potenti, i ricchi, i vincenti? Certo, è più semplice aggredire i deboli, le donne e i gay, per strappare l'applauso e la risata complice nei decerebrati che lo ascoltano.

Questo dovrebbe stigmatizzare Serra, invece delle critiche - sacrosante - di Arcigay e Arcilesbica.
Mi dispiace che anche Grillini abbia fatto una specie di autocritica, invece di rivendicare il diritto all'indignazione. In Francia e in Gran Bretagna le canzoni di Fibra non sarebbero trasmesse, così come Buju Banton - con il suo corredo di odio anti-diverso - non è ospite gradito e non può esibirsi.

Sunday, July 02, 2006

Pentagono vs Royal Navy

Bontà loro, gli alti vertici militari degli Stati Uniti hanno deciso di rivedere il documento interno che definiva l'omosessualità come un "disordine mentale", nonostante fin dagli anni Settanta gli psichiatri americani l'avessero eliminata dalla lista delle malattie.

Sollevando una nuova polemica contro l'amministrazione Bush - già contestata per molti altri interventi anti-gay - nelle scorse settimane era emerso proprio questo documento segreto, che aggrava la posizione già poco difendibile dei militari Usa nei confronti di gay e lesbiche.
Il famigerato "don't ask, don't tell" ("non domandare, non raccontare"), che impone alle persone omosessuali di tenere nascosto il proprio orientamento, ha già fatto molte "vittime" nel senso che ha costretto diverse centinaia di dipendenti ad abbandonare la carriera militare.
Fu clamoroso il caso degli esperti di arabo, allontanati pochi mesi prima dell'11 settembre 2001.

Un atteggiamento completamente opposto a quello della Marina di Sua Maestà britannica, che ha autorizzato 22 marinai a marciare con la divisa ufficiale all'Europride di Londra, che si è celebrato ieri. Anche l'esercito e l'aeronautica hanno consentito ai dipendenti di marciare, ma senza divisa, per una questione di prestigio. Ma comunque hanno organizzato banchetti per il reclutamento di nuovi militari.

L'Atlantico è sempre più largo.