Monday, November 22, 2010

Un trans lesbica scuote il Venezuela

Il Venezuela di Chavez sarà abbastanza aperto e tollerante da ammetter una transessuale nel Tribunale supremo della giustizia? Tamara Adrián, che all'anagrafe risulta ancora Tomás Adrián, ci sta provando e forte della sua esperienza da avvocata e docente di diritto punta alla Sala consiliar del Tribunale supremo.

La storia di Tamara è molto particolare: fino al 2002 era un uomo, si era sposato e aveva avuto due figli. Poi si è sottoposta a un intervento ed è diventato donna. Ma attenzione: continua a preferire le donne

Sono transessuale, lesbica e femminista


Quanto alle sue idee politiche, era marxista leninista finché non ha viaggiato in Russia e a Cuba. Adesso si considera una persona della sinistra democratica e libertaria. Sarà accolta nell'élite giudiziaria del suo paese?

Sunday, November 21, 2010

Papa: sì al profilattico per combattere l'Hiv




Sogno o son desto? Ieri sera già fra amici non si parlava di altro: il Papa dice sì all'uso del profilattico, in alcuni casi. Ma come, proprio lui, Benedetto XVI, alias Maledictus XVI o "Il Pastore Tedesco" o Josephine? Lui, che in tanti indichiamo come uno dei più conservatori successori di Pietro apre all'uso del preservativo, anche come rimedio per l'Hiv?

In effetti vanno proprio in questa direzione le anticipazioni di stampa sull'Osservatore romano del prossimo libro-intervista con una lunga conversazione tra Joseph Ratzinger e lo scrittore tedesco Peter Seewald, "Luce del mondo", edita in italiano dalla Libreria Editrice Vaticana, in uscita il 23 novembre con il sottotitolo Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi.

Saturday, October 09, 2010

Gay Pride in Serbia: l'Ue vigila sulla democrazia




Il Gay Pride sbarca in Serbia e secondo le principali organizzazioni internazionali, come l'Osce e Amnesty International, lo considerano "una prova di democrazia". Domani, 10 ottobre 2010, almeno mille persone scenderanno in piazza a Belgrado, per dimostrare che quel paese è pronto a dare spazio alle minoranze, compresa quella lgbt: tolleranza e rispetto dei diritti sono sotto osservazione. Secondo l'Osce

la maturità della democrazia serba sarà, tra gli altri, giudicata dal grado di rispetto dei principi di non discriminazione

La Serbia sta inseguendo un posto nell'Unione Europea e il Gay Pride potrebbe dimostrare che la società si sta avvicinando a standard europei; non è un caso se stavolta il governo ha sostenuto la manifestazione e ha annunciato 5000 agenti di polizia a difesa del corteo. Nel 2001, infatti, il primo tentativo di Gay Pride a Belgrado finì nel sangue a causa delle violenze perpetrate dagli estremisti di destra.

Thursday, July 15, 2010

L'Argentina approva i matrimoni gay a dispetto della Chiesa

Cristina Fernandez Kirchner aveva preso la parola dalla Cina e, senza mai nominare i vescovi, si era detta sorpresa che i toni fossero portati così in alto proprio da coloro che dovrebbero incitare alla pace, alla tolleranza, all'accoglienza. E che parlare di "progetto del diavolo" a proposito dei matrimoni gay faceva tornare "ai tempi dell'Inquisizione, alle Crociate".

Dopo una sessione lunga 13 ore, alle 4:10 del mattino il Senato argentino ha approvato la legge che introduce il matrimonio gay nella stessa formula già votata dalla Camera dei deputati. La legge quindi entra subito in vigore, visto che Cristina aveva già annunciato che l'avrebbe promulgata immediatamente.

Insieme ai senatori "kirchneristi" hanno votato alcuni radicali e c'è stato alla fine un voto trasversale: 33 i sì, 27 i no e 3 gli astenuti per una norma che modifica il Codice civile cambiando le parole "marito e moglie" con "contraenti". Così i gay e le lesbiche si potranno sposare e potranno adottare i figli esattamente come le coppie eterosessuali.

Il primo passo per arrivare a questa conclusione è stato eliminare la proposta sulle unioni civili, che avrebbe creato un istituto parallelo al matrimonio, proprio per i gay e le lesbiche. Il governo era contrario a questa soluzione - "incostituzionale" secondo la presidentessa Fernandez - e sosteneva la piena uguaglianza di matrimonio.

Durante il dibattito il senatore Eduardo Torres ha detto: "L'unica differenza che c'è con i gay è che hanno meno diritti". Altri senatori hanno usato argomenti similari e molti hanno respinto le parole dei vescovi, che avevano definito il progetto un'iniziativa del demonio e un pericolo per l'intero paese.

Prima si trattava solo dell'Olanda o della Spagna. Adesso proviamo invidia anche per l'Argentina e per chissà quanti altri paesi che ci precederanno in questa strada dei diritti civili. Vamos, Argentina!

Friday, April 16, 2010

Consulta: unioni gay da tutelare, ma decide il Parlamento

Che dire della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale sui ricorsi presentati dalle coppie gay cui è stato impedito di sposarsi? Le motivazioni - già pubblicate e in parte anche commentate da altri blogger e militanti lgbt di vecchia data - ci danno informazioni in più; anche se un giudizio motivato e ponderato potrà arrivare solo da un'analisi attenta, condotta da giuristi come i benemeriti soci della Rete Lenford.

Che cosa dice dunque la Corte? Innanzitutto vorrei precisare un fatto: molti hanno osannato la Corte portoghese per aver approvato il matrimonio gay; lì, però, i giudici si trovavano di fronte a una legge già votata dal Parlamento e sottoposta a verifica dal Presidente. Aggiungo che qualche anno fa, di fronte a un quesito analogo a quelli italiani, la Corte portoghese aveva respinto le richieste di introdurre - per via giudiziaria - le tutele del matrimonio alle coppie omosessuali. Ricordiamoci che in Europa la tradizione del diritto è meno "creativa" per quanto riguarda le Corti di legittimità costituzionale.

In ogni caso trovo che la sentenza redatta da Alessandro Criscuolo sia un buon passo avanti per la comunità lgbt italiana, anche se sono meno entusiasta di Giovanni Dall'Orto e della stessa Arcigay. La Corte ha confermato infatti una sua certa attitudine conservatrice e un orientamento piuttosto cattolico, che laico-liberale.

Sono almeno tre comunque i segnali positivi per noi:
  1. la Corte riconosce la necessità che le coppie dello stesso sesso e le loro unioni siano tutelate dalla legge (in che modo, lo dovrà dire il legislatore)
    In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.
  2. la Corte non esclude che il Parlamento scelga la via del matrimonio esteso alle coppie omosessuali in alternativa a una forma di unione diversa
  3. la Corte esclude che la Costituzione si riferisca anche al matrimonio gay all'articolo 29, ma comunque non dice il matrimonio gay sarebbe incostituzionale.
Sono sicuramente elementi positivi, che - e qui sono d'accordo con Dall'Orto - vanno ben al di là di ciò che abbiamo ottenuto in tanti anni di militanza, accordi e compromessi con le forze politiche; anche se l'impianto, ribadisco, rimane molto conservatore.

La mia impressione - si badi, è quella di un profano - è che la Corte auspichi per l'Italia una soluzione britannica: unioni civili diverse dal matrimonio, ma con tutele analoghe. Anche in questo senso va una notazione che rimane fra le righe, ma può avere implicazioni di ampia portata:
spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni suddette, restando riservata alla Corte costituzionale la possibilità d’intervenire a tutela di specifiche situazioni (come è avvenuto per le convivenze more uxorio: sentenze n. 559 del 1989 e n. 404 del 1988). Può accadere, infatti, che, in relazione ad ipotesi particolari, sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale, trattamento che questa Corte può garantire con il controllo di ragionevolezza.
Come a dire: il Parlamento può legiferare, ma poi se ci saranno disu

Resta un punto, però. La Corte ha rimandato il tutto al Parlamento, senza imporre obblighi né tantomeno tempi certi. E, visti i tempi che corrono e i parlamentari che ci ritroviamo, non è alle viste - né per questa né per la prossima legislatura - una proposta parlamentare. Non dico accettabile, dico una proposta purchessia.

Friday, April 09, 2010

Portogallo: sì del Tribunale Costituzionale al matrimonio gay

In attesa che anche in Italia la Corte Costituzionale si esprima sul diritto delle persone omosessuali di contrarre matrimonio, dal Portogallo arriva un'ottima notizia per i diritti gay e in generale i diritti civili.

Il Tribunale Costituzionale, cui il presidente della Repubblica Anibal Cavaco Silva si era rivolto preventivamente, ha confermato la perfetta costituzionalità del progetto di legge sul matrimonio gay, approvato dal Parlamento, ma ancora non promulgato: 11 giudici hanno votato a favore e solo 2 contro. Ora il presidente ha 20 giorni di tempo per controfirmare la legge - che entrerebbe in vigore in tempo per la visita del Papa Benedetto XVI - o rimandarla indietro. In questo caso basterebbe una maggioranza semplice per superare il veto presidenziale e costringere Cavaco Silva alla promulgazione.

Ma che cosa ha stabilito il Costituzionale? È utile - e anche molto consolante - leggere la motivazione di questa sentenza che di fatto aggiunge il Portogallo all'elenco dei paesi in cui a gay e lesbiche è garantita la piena uguaglianza in tema di matrimonio: Olanda, Belgio, Sudafrica, Spagna, Canada, Svezia, Norvegia. Oltre ad alcuni stati Usa (Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, Washington DC) e a Città del Messico e alcuni territori di Argentina e Brasile.

Per i giudici portoghesi la nuova legge non viola la Costituzione, perché non ha come effetto di rifiutare a qualcuno o ridurre il diritto fondamentale di contrarre (o non contrarre) matrimonio e inoltre perché il nucleo essenziale della garanzia costituzionale data al matrimonio non è minato dall'abbandono della regola sulla diversità di sesso fra i coniugi; e l'estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso non è in conflitto con il riconoscimento e la protezione della famiglia come "elemento fondamentale della società".
Una della obiezioni sempre agitate dagli oppositori che qui in Italia - da sinistra e da destra - usano la nostra Costituzione contro l'uguaglianza dei diritti delle persone omosessuali.

Ma non è finita qui. Il Tribunale ha ovviamente tenuto in cosiderazione che il matrimonio regolato dalla Costituzione, tenuta in conto la realtà sociale e il contesto giuridico in cui fu redatta, era il matrimonio fra persone di sesso differente; ciononostante si può sicuramente concludere che non c'è alcun motivo di proibire l'evoluzione dell'istituzione; che [...] il legislatore non può sopprimere dall'ordinamento giuridico il matrimonio, in quanto istituto destinato a regolare le situazioni di comunione di vita tra le persone, nel riconoscimento dell'importanza di questa forma basilare di organizzazione sociale; [...] che il concetto costituzionale di matrimonio è un concetto aperto, che ammette non solo diverse conformazioni legislative, ma anche diverse concezioni politiche, etiche o sociale, essendo affidato al legislatore ordinario il compito di estrarre, in ogni momento storico, e inserire nell'ordinamento ciò che in quel momento corrisponda alle concezioni dominanti.

Una lezione altissima di diritto costituzionale e di capacità di interpretare i dettami di una Costituzione alla luce dell'evoluzione sociale e civile di un popolo. Ecco, forse è questa che manca al popolo italiano.

Wednesday, February 03, 2010

Tutti in coro: cattivo Morgan, la coca fa male!

Ma la fiera dell'ipocrisia scoppiata attorno a Morgan? a cominciare proprio da lui stesso?

Nessuno qui vuole tessere l'elogio delle droghe, men che meno della coca in generale, che non ho mai assunto neppure le volte che me l'hanno offerta.

Assistere, però, al linciaggio di un cantante perché si droga, mentre in Italia numerosi medici, avvocati e tranvieri tirano su dal naso qualunque cosa, mi sembra inaccettabile.

Come la retorica - qui ce n'è un esempio inatteso - del "droga brutta e cattiva", mentre la società di riempie di alcol, tabacco e medicine inutili.

Tutto è veleno, niente è veleno. Dipende dalla dose.

Tuesday, January 26, 2010

D'Alema in Puglia: delirio punito o capolavoro di strategia?

Gli elettori di centrosinistra in Puglia hanno scelto a valanga Nichi Vendola come candidato alla presidenza della Regione alle prossime elezioni: 73% per lui contro il 27% a Boccia, candidato ufficiale del Pd, appoggiato e sostenuto da Massimo D'Alema, da Bersani e da Enrico Letta.

Ora le alternative sono due: o D'Alema è completamente accecato da un delirio di onnipotenza e non è minimamente in grado di prevedere e neppure percepure gli umori del suo elettorato; oppure D'Alema ha realizzato il capolavoro politico della sua carriera, per di più sacrificando se stesso e la propria immagine.

Sì, perché prima di queste primarie l'immagine di Vendola, pur popolare in Puglia, era stata un po' acciaccata prima dall'uscita da Rifondazione, poi dai risultati non esaltanti di Sinistra, ecologia e libertà, la formazione guidata proprio dal presidente della Puglia. Adesso, invece, dopo le primarie stravinte, Vendola sta celebrando un trionfo personale, la sua immagine è splendente e, in più, può godere dell'effetto "Davide contro Golia", con D'Alema nella parte del cattivo di turno.

Vuoi vedere che il diabolico D'Alema aveva architettato tutto fin nei minimi particolari proprio con questo obbiettivo? Con in più il sacrificio personale di passare per intrigante e spregiudicato, solo per ridare al centrosinistra un'opportunità di giocarsi le elezioni con qualche possibilità di farcela?

Mi piacerebbe pensare che fosse così.

Monday, January 04, 2010

Il 2010 comincia con un coming out internettiano

Ho appena aggiornato il mio profilo su Facebook e ho aggiunto un particolare che prima avevo evitato di indicare: interested in Men. Si può parlare di coming out via Web?

Finora avevo pensato che fossero fatti miei chi mi interessa e che comunque i miei amici e parenti lo sanno già. Poi però ho pensato che tantissimi utenti etero di Facebook non ci pensano su nemmeno un secondo a scrivere a chi sono interessati (Men se sono donne, Women se sono uomini) e ho deciso di barrare l'apposita casellina.

Nel 2010, forse è il caso che ce ne rendiamo conto, il coming out delle persone in quanto gay o lesbiche è ancora un grosso problema. Altrimenti non si spiegherebbe il nuovo film di Ozpetek in uscita a marzo, su una famiglia pugliese "stravolta" dalla notizia che il figlio maschio (Scamarcio) è gay.

Avremo risolto la questione gay - o gran parte di essa - quando il coming out non sarà davvero un problema, anzi non sarà nemmeno in discussione. Quando la vecchia zia chiederà al nipote: "Ma, allora, ce l'hai la fidanzata?". E quello dirà: "No, ho un fidanzato, Antonio. Viene anche lui al pranzo di Natale". Ecco: quando il coming out non sarà neppure necessario, allora potremo smettere di farlo. Fino a quel momento preferisco dire senza paura che sono interessato agli uomini.

Friday, January 01, 2010

Avanti 2010, dopo un decennio di conquiste e diritti

Negli ultimi due anni abbiamo vissuto alcune delusioni e sconfitte, con il Sì alla Proposition 8 in California, con cui nel 2008 venne cancellata la legge che autorizzava i matrimoni gay; o il risultato analogo di pochi mesi fa nel Maine. Oppure, in Italia, il fallimento di qualsiasi prospettiva per il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso.

Eppure se guardiamo indietro con una prospettiva solo un po' più ampia ci rendiamo conto che il decennio appena terminato, quello degli "Anni Zero", ha rappresentato l'epoca di maggior progresso mondiale per i diritti e le tutele delle persone lgbt, sia da sole sia come coppie. Prima del Duemila chi mai pensava che saremmo arrivati così rapidamente al matrimonio gay? E che immaginava che persino in Africa o in America Latina o in Asia si arrivasse a dibattere questi argomenti?

Ricordiamoci che il primo paese a introdurre i matrimoni fra persone dello stesso sesso, nel 2001, fu l'Olanda, seguita poi da Belgio, Spagna, Canada e Sudafrica. Poi è toccato agli Stati Uniti, con il Massachusetts battistrada nel 2004; e di nuovo l'Europa grazie ai paesi scandinavi.

Adesso in Argentina, a Ushuaia, è stato celebrato il primo matrimonio gay (legittimo e valido) di tutta l'America Latina e da oggi il New Hampshire ha cominciato a celebrare le unioni fra persone dello stesso sesso.

Piccoli segnali positivi che devono spingere tutti noi, lesbiche gay trans bisex ed etero (anche gli etero, certo!) a impegnarci ancora di più in un'opera di educazione e crescita culturale della società italiana. La strada è ancora molto lunga e le forze della conservazione e della reazione sono estremamente aggressive, anche se - al fondo - non così vitali come tentano di mostrarsi. Magari il 2010 non ci porterà progressi concreti, almeno sul piano locale, ma l'avvio di un nuovo decennio deve darci anche un po' di speranza. Buon anno a tutti.