Friday, September 29, 2006

Black or White for saturday?

Un bel dilemma per il perfetto finocchio milanese, immerso nella settimana della moda.

Il sabato finale - cioè domani - si festeggia all Billy con l'ormai tradizionale White Party? O si va al T35, in zona Tortona, per il Black Party?

Il primo è ormai un appuntamento consolidato e "sicuro". Il secondo è la novità e alletta anche per la location, al 35 di via Tortona appunto.

Aelred accetta inviti.

Thursday, September 28, 2006

I vecchi no del Papa

No all'aborto terapeutico, no alle unioni civili diverse dal matrimonio, no alla ricerca sulle cellule embrionali.

Il Santo Padre - dopo lo scivolone diplomatico con l'Islam a Ratisbona - ha deciso di tornare ad argomenti a lui più familiari e soprattutto a posizioni del tutto in linea con l'insegnamento oscurantista dell'islamismo radicale.

Così il Papa, di fronte al nuovo ambasciatore tedesco, ha ribadito tre suoi No già noti a tutti noi.

Noto con piacere, invece, la risposta - a stretto giro di comunicato stampa - di Arcigay e del presidente nazionale Lo Giudice:
“Le parole del Papa sulla famiglia sono in contraddizione con l’evidenza empirica. In quei paesi come la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, la Spagna, in cui sono riconosciute le unioni civili, le famiglie tradizionali non sono state danneggiate e talvolta se la passano meglio che in Italia, dove i Pacs non esistono”.
Finalmente! Alle argomentazioni papali, tutte ideologiche, dobbiamo opporre la forza della ragione e, mi sia concesso, dei lumi. Non esistono prove, non esistono studi, non esistono argomenti reali a sostegno delle tesi oscurantiste della chiesa cattolica. Dietro c'è solo ideologia e intolleranza. È il momento di smascherarle.

Tuesday, September 26, 2006

Il solito movimento gay italiano

Sabato - mi ricorda FireMan - sono in programma gli "Stati Generali" del movimento gay e lesbico italiano, organizzati dalle associazione glbt romane a Roma.

Purtroppo, ancora una volta, un'occasione che poteva essere di confronto e crescita per il movimento e le diverse realtà che lo compongono è riuscita, invece, a evidenziare una volta di più i dissidi, le gelosie e le rivalità che impediscono ai gay italiani di ottenere risultati.

Come la penso, lo potete leggere anche qui.

Gay al liceo, minacce di morte in Cile

Un ragazzo cileno, scambiato erroneamente per omosessuale, ha dovuto abbandonare il suo liceo di Viña del Mar, in Cile appunto. L'adolescente è stato minacciato di morte da alcuni suoi compagni, mentre il preside e la sua coordinatrice di classe - pur essendo stati informati - non hanno fatto nulla per difenderlo e permettergli di continuare gli studi. Al contrario: quando la vittima è andata a lamentarsi con la professoressa, il Consiglio di istituto ha deciso di espellerlo per aver aggredito l'insegnante.

La denuncia arriva dal Movilh, la principale associazione lgbt cilena, che ha organizzato una protesta proprio durante le cerimonie di fine anno.

Prese in giro, umiliazioni prsicologiche e percosse sono state l'esperienza quotidiana per questo ragazzo. E per di più quelli che lo avrebbero dovuto difendere, i professori, si sono schierati contro di lui e lo hanno cacciato.

L'omofobia a scuola, purtroppo, è una delle prime esperienze dei giovani gay, che fin da adolescenti - e spesso anche prima - imparano a proprie spese quello che la "società" pensa di loro.

Monday, September 25, 2006

Da leggere assolutamente

Intanto che cerco di mettere ordine nella mia vita (lavorativa e materiale, soprattutto) e che aspettate di leggere con avidità i miei post, potete andare a leggere due miei amici che scrivono molto bene e diffondono notizie interessanti e scarsamente reperibili.

Da Parigi il buon Gabo - su Querelle(s) - ci racconta le sue peripezie nel tentativo di siglare un Pacs e altre questioni sempre su froci e diritti. Un must.

Dagli Stati Uniti, invece, Teo ha aperto il suo nuovo blog, in cui si occupa da par suo di diritti, ottenuti o conculcati, e ci racconta un po' di sé.

Andateli a leggere.

Friday, September 22, 2006

In arrivo 60 milioni di gay in Italia!

L'allarme (o forse, chissà, l'auspicio) è arrivato dal leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, a proposito delle correzioni alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione.

La Camera dei deputati, infatti, ha votato una legge-delega al governo per recepire la direttiva comunitaria sul diritto d'asilo. La nuova norma prevede - fra l'altro - il diritto per chi ha chiesto asilo di ricorrere contro un'eventuale risposta negativa, mentre la legge Bossi-Fini escludeva questa possibilità.

In più i deputati hanno approvato un altro emendamento presentato dal governo che apre le porte alle persone omosessuali che chiedono asilo da paesi dove la loro condizione è repressa dal governo. Proprio questo ha fatto scatenare Calderoli.

Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli stima che potrebbero entrare potenzialmente in Italia «dai 60 ai 75 milioni di omosessuali», calcolando che sono 94 i Paesi dove l'omosessualità è un reato e che «il 4,5% della popolazione mondiale è omosessuale». «Sarà sufficiente - domanda Calderoli - l'autocertificazione, con i conseguenti rischi di mendaci dichiarazioni, o si deve arrivare all'incidente probatorio? In questo modo diventeremo il paradiso dei finocchi di tutto il mondo».



Magari arrivassero qui 60/70 milioni di gay e lesbiche: dopo qualche anno, finalmente la Dc perderebbe le elezioni!
A parte la solita volgarità da trivio (voluta e cercata dall'ex ministro delle vignette anti-Islam), noto che Calderoli è informato sulla percentuale degli omosessuali (in realtà altri ricercatori parlano del 5/10% della popolazione), ma scade in modo indegno e vergognoso sul cosiddetto "incidente probatorio".

Forse Calderoli vuole ripristinare la visita anale che il regime fascista praticava agli omosessuali mandati al confino? O quello che la Turchia di oggi pretende da chi si dichiara gay per evitare il servizio militare?

Wednesday, September 20, 2006

Perché non avremo la legge Mancino anti-omofobia

Da più parti si canta vittoria e si festeggia per la prossima correzione della Legge Mancino, che secondo le richieste del movimento gay e dopo gli ultimi fatti di cronaca - con violenze motivate dall'odio anti-omosessuale - dovrebbe introdurre, accanto alla repressione del razzismo, anche quella dell'omofobia.

Anche i ministri Amato (Interno) e Mastella (Giustizia) sono stati pronti a discutere questa importante innovazione e si sono dichiarati d'accordo. A mio parere, però, i festeggiamenti sono prematuri e anzi rischiamo di trovarci di fronte a un'altra delusione, magari peggiore di quella sui Pacs.

Se analizziamo bene la legge Mancino del 1993 - che anche allora prevedeva la tutela di gay lesbiche e transgender ma poi questa parte fu stralciata - ecco che cosa leggiamo:

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell'attuazione della disposizione dell'articolo 4 della convenzione, è punito:

A) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;

B) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.


2. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la
reclusione da uno a sei anni.


Bellissimo, direte voi. Ma proviamo ad aggiungere al testo della legge - dove si dice per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi - la formula "fondati sull'orientamento sessuale".

La legge punisce sia i comportamenti sia l'incitazione al reato. Dunque ridurrebbe al silenzio (giustamente!) chi ogni giorno ribadisce la necessità di discriminare gay e lesbiche e trans; e quasi ogni giorno tuona contro la nocività del comportamento omosessuale. Non è una caso che l'ultimo intervento di sua Eminenza il cardinale Camillo Ruini sia proprio di questi giorni.

Accettera la chiesa cattolica romana di farsi censurare? Temo di no.
Sarà capace la politica di superare un veto vaticano? Rispondete voi...

Monday, September 18, 2006

Dopo il sindaco, Berlino avrà un cancelliere gay?

Il popolare sindaco di Berlino, Klaus Wowereit, ha confermato sondaggi e umori della vigilia ed è stato rieletto alla guida della capitale tedesca. Se però la sua Spd ha migliorato di poco il risultato del 2002, sono scivolati pesantemente gli alleati di sinistra della Linke (la Sinistra appunto). Se non basteranno i loro seggi, è già pronto comunque, l'aiuto dei Verdi che hanno ottenuto una buona affermazione.

Un secondo mandato a Berlino potrebbe aprire la strada a Wowereit, che pochi anni fa fece coming out, per un impegno a livello federale. In effetti sarebbe l'uomo giusto per tentare un governo di sinistra-sinistra con Spd, Verdi e Linke anche al Bundestag. La Grosse Koalition non sta dando, come era prevedibile, i risultati sperati, anzi nel paese avanzano i neonazisti. Forse il fattore Wow servirà al centrosinistra per recuperare terreno.

Sarebbe il primo cancelliere tedesco e il primo capo di governo occidentale apertamente gay.

Wednesday, September 13, 2006

A Viareggio contro l'omofobia

Una risposta alle aggressioni omofobe delle ultime settimane (da Torre del Lago a Bologna), un segnale di protesta verso le istituzioni e verso tutta la società, che non può girarsi dall'altra parte e dimenticare cittadine e cittadini gay, lesbiche bisessuali e trangender. Persone che ogni giorno, anche in Italia, sono sottoposte a umiliazioni e, spesso, anche a violenze.

Sabato 16 settembre, a Viareggio, nella Versilia che dovrebbe essere Friendly, è stata convocata una grande manifestazione che partirà alle 17 dalla piazza del Municipio (piazza Nieri e Paolini). Alla marcia hanno aderito in varie forme numerose sigle dell'associazionismo glbt e spero che tutti alla fine partecipino in misura anche minima.

Il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini ha parlato della necessità di estendere la legge Mancino contro il razzismo anche alle aggressioni motivate dall'identità e dall'orientamento sessuale. Ma se non siamo noi a pretendere tutele e difesa, è difficile che altri ce le concedano.

Tuesday, September 12, 2006

Lanzillotta "papa girl"

Conoscevo Linda Lanzillotta come donna impegnata in politica, oltre che moglie di Franco Bassanini, ma non sapevo nulla del suo zelo neo-papalino, in difesa di antichi pregiudizi e contro i diritti civili. Mi dispiace che proprio da una donna, che meglio di altri dovrebbe capire l'importanza dell'uguaglianza, sia arrivato un attacco così forte alla comunità gay, lesbica, bisessuale e transessuale.

Ma che cosa è successo? Nell'ultimo Consiglio dei ministri, la Lanzillotta, ministro per gli Affari regionali, ha proposto di impugnare la nuova legge della Regione Puglia sul Welfare, che riconosce assistenza e prestazioni non solo alle famiglie - considerando quelle fondate sul matrimonio - ma anche alle persone legate da "vincoli solidaristici". Una formula che comprende anche unioni di fatto, convivenze e coppie dello stesso sesso.

Contro questa legge, la Lanzillotta ha tentato di spingere il governo a ricorrere alla Corte Costituzionale, sostenuta durante la riunione dell'esecutivo dal ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli. Entrambi sono della Margherita.

Per fortuna, sul fronte opposto - secondo le cronache - si sono schierati subito il ministro della Solidarietà sociale Ferrero (Rifondazione), quello dell'Ambiente Pecoraro Scanio (Verdi), la ministra delle Pari opportunità Pollastrini (Ds) e quella della Famiglia Rosi Bindi (Margherita). Il tentativo è stato bocciato alla fine da Prodi che ha ricordato come quella legge sia stata la conclusione di un lungo accordo fra laici e cattolici.

Certo, se il Partito democratico deve nascere all'insegna di queste divisioni - di qua i clericali, di là i laici e i cattolici democratici - forse è meglio pensarci bene. Fa specie che da un ministro del centrosinistra sia arrivato un tentativo così conservatore.

Thursday, September 07, 2006

Errare humanum est, perseverare diabolicum

o|mo|fo||a
s.f.
CO avversione ossessiva per gli omosessuali e l’omosessualità

Eccoli, gli omofobi. "Io ho tanti amici gay, però quelle cose lì come il matrimonio e i Pacs non mi piacciono affatto". "Ognuno nel suo letto fa quello che vuole, però ci vorrebbe un po' di discrezione". "Non ho niente contro gay e lesbiche. Però, sai, un mio amico psichiatra mi ha spiegato che sono malati, solo che non si può dire".

Razzisti senza coraggio, discriminatori ansiosi di apparire equanimi e sinceri. Gli omofobi pretendono di discriminarti e, nel frattempo, discutere con te amichevolmente, mentre ti spiegano che sei malato o "disturbato" perché la tua sessualità è diversa da quella della maggioranza. E nonostante questa difformità si ripresente costante - nel 5/10% della popolazione - presso tutte le culture, a tutte le latitudini e in tutte le epoche. I gay non fanno figli (in realtà ne fanno, ma di solito non con la persona con cui vivono), ma in tutte le generazioni ci sono gay, di solito figli di coppie eterosessuali.

Comunque, tutto questo per presentare uno dei più fulgidi esempi di omofobo: il signor Luciano Giustini, noto blogger della prima ora, con tanto di sito omonimo. Eccolo qui sorridente. Di solito si occupa di Internet, tecnologia e modernità del genere.

Una prima volta, nel 2004, se ne esce con questo post, citando un'associazione americana assolutamente screditata in campo medico e scientifico in generale; e per di più scambiando l'introduzione di un libro per "un interessante articolo sull'omosessualità". Così attuale che risaliva a giugno 2003!

La solita solfa sull'omosessualità come "errore, difetto, sviluppo incompleto della sessualità"... e via dicendo. Beccato con le mani nella marmellata, Giustini si scusa, professa la sua non-omofobia e promette di stare più attento in futuro. In effetti da lì era nato un putiferio con interventi su Tom, su Livingston e su Village, dove la teoria del Narth - ripresa in Italia dalla dottoressa Atzori - era stata smascherata e pienamente smentita nella sua assoluta mancanza di scientificità.

A distanza di oltre due anni, scopro sempre via Livingston, Luciano Giustini ci ricasca e inopinatamente butta lì, come se niente fosse, le presunte affermazioni di due psicologi e una psicoterapeuta (ovviamente anonimi), che ripetono la solita solfa:
E' un disturbo della sessualità, questo lo sanno tutti gli psicologi e psicoanalisti da anni. Gli omosessuali sono dei malati, sia sul versante maschile sia su quello femminile. Solo che nel DSM IV [il manuale di riferimento] hanno scritto che non e' piu' vero, nella commissione che lo redige sono entrati molti gay, e da quel momento e' diventato illegale, durante la terapia, dire ad un gay che e' malato. O ci arriva da solo oppure bisogna dirgli che no, non è malato. Purtroppo così la società ha smesso di considerarli tali, creando molti danni."

Ora:
1) anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie
2) quali sarebbero questi "molti danni" provocati dal comportamento di cui sopra? si possono quantificare o siamo sempre nell'ambito di affermazioni generiche e indimostrabili?

Richiamato all'ordine da Marco di Livingston, Giustini si giustifica così:
"quando dici questo, ora invece ti accusano di essere omofobo e che ti devi curare tu, non loro".

Ma ammettere di essere omofobo e almeno avere il coraggio di difendere le proprie posizioni indifendibili? Non sarebbe più dignitoso?

Forse, però, è un buon segno: ci si vergogna un po' a passare per omofobi.

Wednesday, September 06, 2006

Lombardia o la Vandea italiana

Aelred in versione milanese inkazzato "lavoro-guadagno-pago-pretendo":

Lavoro e pago le tasse a Milano, verso ogni anni una cospicua parte dei miei redditi alla Regione Lombardia sotto forma di addizionale Irpef regionale, finanzio con i miei soldi le iniziative del Pirellone, però quando si tratta di ricevere contributi e sostegno sono tagliato fuori, perché sono gay e convivo con un altro uomo.

È questa la modernità della Lombardia, regione che si crede all'avanguardia, ma è ferma all'Ottocento! L'ultima prova è arrivata dalla delibera di Giunta per i contributi sull'acquisto della prima casa. Per carità: 5mila euro non sono la svolta, però sempre meglio incassarli che niente.

Invece le giovani coppie che vogliono accedere al finanziamento regionale a fondo perduto devono essere - si legge sul bando - di sesso diverso e regolarmente sposate (o sposarsi entro l'estate 2007). Capito la discriminazione?

Poi dicono che non servono le leggi, perché siamo uguali agli altri. Ma per favore: siamo un paese in declino e la presunta regione-traino è la retroguardia.

Monday, September 04, 2006

Indietro miei Prodi

Inutile. Non c'è proprio speranza che questa classe politica pavida e priva di qualunque idea o ideale sia in grado di produrre una riforma del diritto civile che include anche gay e lesbiche.

Le ultime polemiche estive - da Andreotti alla Binetti - non lasciano presagire nulla di buono. Anche l'intervento di Paolo Prodi, con una timida apertura verso i diritti "individuali", è ancora incerto, dubbio e in definitiva fumoso.

Tanto è vero che anche un iper-moderato come Grillini ha preso carta e penna per richiamare Prodi (Romano) e rivendicare i Pacs come proposta più moderata possibile, avanzata in subordine non solo alla piena uguaglianza (matrimonio come in Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Massachusetts e presto Sudafrica), ma persono alle unioni civili di Gran Bretagna, Germania, Svezia, Danimarca, Repubblica Ceca.

Che farà il movimento? Non lo so: forse il problema è proprio questo, l'assenza di una pressione da parte dei gay e delle lesbiche di quetso paese, per rivendicare i propri diritti. Ma se i giovani non rivendicano il diritto al lavoro dignitoso e le donne non rivendicano il dominio sul proprio corpo, forse è un problema degli italiani in genere e non degli italianii glbt.

Friday, September 01, 2006

L'economista omofobo

È proprio vero: l'omofobia si annida persino dove meno te l'aspetti.
Ci indigniamo - giustamente - per due teppisti che violentano una ragazza lesbica a Torre del Lago, in Versilia, probabilmente per punirla della sua omosessualità. Ma che dovremmo dire di un professore universitario, esimio editorialista del più illustre quotidiano italiano, che si lagna delle leggi anti-discriminazione in difesa di gay e lesbiche?

Non ci credete? Basta leggere questo articolo del professor Giavazzi (noto iper-liberista), a proposito delle riforme tedesche introdotte dalla Grosse Koalition:

...
Durante la campagna elettorale la CDU aveva attaccato il disegno di legge con il quale i socialdemocratici si apprestavano a recepire una direttiva europea in tema di eguaglianza di trattamento sul posto di lavoro, sostenendo che le nuove norme avrebbero ulteriormente aumentato il costo del lavoro per le imprese tedesche. Il progetto della grande Coalizione è, se possibile, ancor più estremo. Là dove la direttiva parla di "non discriminazione" riferendosi solo alla razza e al sesso, la legge di recepimento specifica in grande dettaglio i diritti dei disabili e quelli degli anziani e degli omosessuali.



Capito? Per abbassare il costo del lavoro (un sogno irraggiungibile per i padroni italiani e per gli economisti adoratori del mercati) calpestiamo i diritti di gay e lesbiche! E magari anche di vecchi e disabili!

Perché Giavazzi non va un po' in Cina? Lì magari non ci sono tutte quelle odiose tutele dei lavoratori, estese persino agli omosessuali.

Ah: per la cronaca, la direttiva tutelava esplicitamente i diritti di gay e lesbiche, al contrario di ciò che scrive Giavazzi; in Italia però fu recepita in modo riduttivo, grazie all'omofobo ministro Buttiglione.