Friday, April 16, 2010

Consulta: unioni gay da tutelare, ma decide il Parlamento

Che dire della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale sui ricorsi presentati dalle coppie gay cui è stato impedito di sposarsi? Le motivazioni - già pubblicate e in parte anche commentate da altri blogger e militanti lgbt di vecchia data - ci danno informazioni in più; anche se un giudizio motivato e ponderato potrà arrivare solo da un'analisi attenta, condotta da giuristi come i benemeriti soci della Rete Lenford.

Che cosa dice dunque la Corte? Innanzitutto vorrei precisare un fatto: molti hanno osannato la Corte portoghese per aver approvato il matrimonio gay; lì, però, i giudici si trovavano di fronte a una legge già votata dal Parlamento e sottoposta a verifica dal Presidente. Aggiungo che qualche anno fa, di fronte a un quesito analogo a quelli italiani, la Corte portoghese aveva respinto le richieste di introdurre - per via giudiziaria - le tutele del matrimonio alle coppie omosessuali. Ricordiamoci che in Europa la tradizione del diritto è meno "creativa" per quanto riguarda le Corti di legittimità costituzionale.

In ogni caso trovo che la sentenza redatta da Alessandro Criscuolo sia un buon passo avanti per la comunità lgbt italiana, anche se sono meno entusiasta di Giovanni Dall'Orto e della stessa Arcigay. La Corte ha confermato infatti una sua certa attitudine conservatrice e un orientamento piuttosto cattolico, che laico-liberale.

Sono almeno tre comunque i segnali positivi per noi:
  1. la Corte riconosce la necessità che le coppie dello stesso sesso e le loro unioni siano tutelate dalla legge (in che modo, lo dovrà dire il legislatore)
    In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.
  2. la Corte non esclude che il Parlamento scelga la via del matrimonio esteso alle coppie omosessuali in alternativa a una forma di unione diversa
  3. la Corte esclude che la Costituzione si riferisca anche al matrimonio gay all'articolo 29, ma comunque non dice il matrimonio gay sarebbe incostituzionale.
Sono sicuramente elementi positivi, che - e qui sono d'accordo con Dall'Orto - vanno ben al di là di ciò che abbiamo ottenuto in tanti anni di militanza, accordi e compromessi con le forze politiche; anche se l'impianto, ribadisco, rimane molto conservatore.

La mia impressione - si badi, è quella di un profano - è che la Corte auspichi per l'Italia una soluzione britannica: unioni civili diverse dal matrimonio, ma con tutele analoghe. Anche in questo senso va una notazione che rimane fra le righe, ma può avere implicazioni di ampia portata:
spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni suddette, restando riservata alla Corte costituzionale la possibilità d’intervenire a tutela di specifiche situazioni (come è avvenuto per le convivenze more uxorio: sentenze n. 559 del 1989 e n. 404 del 1988). Può accadere, infatti, che, in relazione ad ipotesi particolari, sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale, trattamento che questa Corte può garantire con il controllo di ragionevolezza.
Come a dire: il Parlamento può legiferare, ma poi se ci saranno disu

Resta un punto, però. La Corte ha rimandato il tutto al Parlamento, senza imporre obblighi né tantomeno tempi certi. E, visti i tempi che corrono e i parlamentari che ci ritroviamo, non è alle viste - né per questa né per la prossima legislatura - una proposta parlamentare. Non dico accettabile, dico una proposta purchessia.

3 comments:

Anonymous said...

Io ho l'impressione che la Corte ritenga opportuna una qualsiasi unione alternativa purché non sia l'inclusione nel matrimonio (inclusione che come hai ricordato anche tu è ben lungi dal vietare). Non vedo il motivo di pensare all'unione ghetto inglese come unione addirittura auspicata dai giudici. La Corte difatti non ha per nulla escluso che il tutto si possa disciplinare con una partnership all'olandese ad esempio, la quale dal '98 conferisce alle coppie omosessuali le stesse conseguenze legali del matrimonio senza porsi come ghetto legale in sostituzione della loro libertà matrimoniale (non sono escluse infatti le coppie etero che desiderano un riconoscimento non tradizionale ma con tutte le conseguenze legali del matrimonio). Breather

masmassy said...

Ma chissene del matrimonio, basterebbe firmare un fogliaccio con su scritto che si può assistere il partner in malattia, decidere per lui se incosciente, aver diritto alla pensione/ereditarietà e... basta! Il matrimonio è una cosa cattolica e pertanto destinata a un uomo e ad una donna. Lasciamolo ai cattolici.

Anonymous said...

good start