
Eppure poteva essere un segnale, seppur piccolissimo, di tutela, attenzione e interesse per le persone lgbt. Invece niente: i gay e le lesbiche (per non parlare de* trans) non hanno diritto a nessuna protezione, che anzi - secondo Buttiglione - sarebbe "una discriminazione" per altre categorie.
Il Parlamento italiano ha deciso di non proteggere i gay e le lesbiche, anche se negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli attacchi anti-gay, le aggressioni omofobe non solo verbali, ma anche violente, a volte cruente; è successo diverse volte a Roma, a Napoli, a Firenze, persino a Milano, anche se in pochi se ne sono accorti. È di oggi la notizia di un professore quarantenne minacciato nella metropolitana di Napoli: "Ricchione, essere putrido", gli hanno urlato tre giovani di estrema destra, mentre gli tenevano un coltello puntato ai genitali.
Altre violenze, altri attacchi seguiranno. Forse - facciamo gli scongiuri - ci sarà anche un morto. Ecco, questo voglio dire: ogni goccia di sangue, ogni umiliazione, violazione, privazione di dignità ricadrà, deve ricadere sulle teste di quei politici, da Isabella Bertolini a Viviana Beccalossi, da Paola Binetti (unica del Pd a votare con le destre) a Margherita Boniver, da Rocco Buttiglione a Stefano Caldoro, da Gabriella Carlucci a Pier Ferdinando Casini, da Fabrizio Cicchitto a Riccardo De Corato, che hanno contribuito ad affossare questa legge.
Questi signori (tutti del Pdl, Udc e Lega, più la Binetti) sono responsabili moralmente di tutte le violenze che colpiranno gay, lesbiche, bisex e trans italiani. Spero davvero che non capiti il peggio e che non ci tocchi vedere lacrime di coccodrillo spuntare dalle ciglia di questi personaggi. La Carfagna, intanto, ha annunciato che presenterà una nuova legge in tema. Non prima di sei mesi.

