l'affaire Boffo-Feltri, fatto esplodere oggi dal direttore del
Giornale con chiari fini politici e intimidatori.
Non mi interessa però parlare ora di questo aspetto né della
gravissima situazione dei "noti omosessuali attenzionati" dalla
polizia. Quello è uno scandalo che merita un post a parte.
Vorrei riflettere invece sulla cruda realtà dell'informazione e della
lotta politica, specie attorno ai diritti lgbt. Se quello che scrive
Feltri è vero, come si va dicendo del resto da anni nel mondo
dell'informazione, Dino Boffo è gay, o meglio omosessuale; ma non
casto come vorrebbero i vescovi! È tanto gay da avere (o aver avuto)
una relazione con un uomo, sposato per di più, secondo quello che
racconta Il Giornale.
Ma Boffo è lo stesso uomo che ha capeggiato la "battaglia culturale" e
politica della chiesa cattolica contro i Pacs, i Dico e ogni forma di
riconoscimento delle unioni dello stesso sesso. Proprio mentre lui
intratteneva una relazione dello stesso sesso, adulterina per di più!
Se tutto questo è vero, mi vengono in mente due pensieri:
1) la " lobby gay" in Italia non esiste o se esiste è debolissima,
altrimenti avrebbr dovuto fare outing a Boffo ai tempi del Family Day.
Mea culpa come operatore dell'informazione lgbt;
2) la lotta sui diritti gay, in Italia, si configura sempre più come
uno scontro all'ultimo sangue fra GAY, visibili risolti e accettati, e
OMOSESSUALI, che hanno anche rapporti dello stesso sesso, ma non lo
ammetterebbero mai e odiano i gay visibili.
Lo dico perché a quel che mi risulta c'è un altro protagonista
dell'offensiva cattolica antigay sul cui orientamento è lecito nutrire
più di un dubbio. La chiesa, dunque, usa contro i gay altri
omosessuali velati, e chiede loro di combattere contro i propri
simili? Sembra aberrante, ma forse è proprio così.
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