Thursday, September 17, 2009

E se nessun politico andasse più da Vespa?

Il segretario del Pd Franceschini ha rinunciato a partecipare alla trasmissione di Vespa "Porta a porta", per non coprire con la sua presenza l'operazione-spot andata in onda l'altra sera. Anche Di Pietro, in qualche modo, ha rinunciato a presenziare per ora e per il futuro.

Ma che succederebbe se i politici di centrosinistra rinunciassero in blocco a sedere su quelle poltrone bianche, dove spesso anche loro sono stati vezzeggiati e coccolati? Che succederebbe in par condicio, quando è obbligatorio un equilibrio tra le parti politiche?

Si otterrebbe un grande risultato: nessuno andrebbe in tivvù e il pubblico, per informarsi, dovrebbe cominciare a leggere i giornali, a leggere internet, a farsi un'opinione in modo più autonomo. Se poi questa rinuncia si estendesse anche agli altri programmi (perché il solo Vespa?), allora conquisteremmo quella sobrietà che da tempo è andata perduta. E forse i giornalisti della tv, pubblica e privata, si impegnerebbero di più nelle inchieste e nella ricerca dei fatti. In fondo un'intervista al politico è sempre una facile scorciatoia.

Wednesday, September 16, 2009

E Berlusconi buttò i cattolici in braccio alla sinistra

Non c'è niente da fare, questo paese vive una situazione di estremo degrado civile e morale; e le prospettive per il futuro sono ancora più cupe, se possibile. In particolare per le minoranze, come quella lgbt, che non si vede proprio a chi si potrebbero affidare.

Finché ci sarà Berlusconi, con la Lega e i ciellini, di diritti gay neanche parlarne. Sarà difficilissimo avere una legge contro le violenze omofobiche, figuriamoci unioni civili, matrimonio o adozioni per le famiglie omoparentali. Ma che succederà quando (e se) finirà l'epoca berlusconiana?

Sotto il profilo dei diritti civili l'opposizione targata Pd non lascia presagire nulla di buono né di meglio rispetto al Pdl. Le posizioni su unioni gay, matrimonio per tutti e adozione sono moderatissime - molto più a destra dei principali partiti conservatori europei - e nessuno della classe dirigente Pd sembra pronto a impegnarsi in una battaglia identitaria sui diritti civili.

C'è di peggio. Quando Berlusconi ruppe con i centristi sembrava che per la prima volta i cattolici in politica in quanto tali potessero diventare irrilevanti. La destra ne faceva a meno e, di conseguenza, anche la sinistra poteva finalmente prescindere da loro, tanto più dopo il trattamento ruvido che i vescovi, i media cattolici e il Vaticano avevano riservato al governo Prodi.

Invece, complice la voglia del Pd di tornare al potere - con qualsiasi mezzo - e la disinvoltura morale di Berlusconi diventa plausibile ciò che fino a due anni fa sembrava fantascienza. Il Pd, specie se a guida Bersani, diventerebbe un partito socialdemocratico pronto ad allearsi con l'Udc per tornare al potere a livello locale e nazionale. E quale sarebbe il prezzo da pagare per questa alleanza della sinistra con il centro cattolico? Ovviamente i diritti dei gay e delle lesbiche, tranquillamente sacrificabili sull'altare del governo e del potere.

In cambio del no a qualsiasi riconoscimento dei diritti per le persone lgbt, l'Udc potrebbe accettare di governare con il Pd. Certo, rimarrebbe da spiegare agli elettori di "sinistra" come si fa ad allearsi con Totò Cuffaro e i suoi accoliti, ma evidentemente i dirigenti del Pd ritengono di essere molto convincenti.

A quel punto che cosa ci resterà? Sperare in una destra laica guidata da Fini? Forse i nostri nipoti vedranno qualcosa del genere.

Monday, September 14, 2009

L'incomprensibile destino di alcuni autori gay

Davvero, mi sfuggono le dinamiche commerciali delle case editrici italiane. Come tutti saprete alla Mostra del cinema di Venezia il designer texano Tom Ford - colui che risollevò le sorti di Gucci - ha presentato in concorso il film "A single man", il cui protagonista Colin Firth ha conquistato anche la Coppa Volpi come miglior attore protagonista; la pellicola invece è stata premiata con il Queer Lion, come miglior opera a tematica lgbt..

Ora, non tutti sanno che questo film - su cui le opinioni sono contrastanti, ma che merita di essere visto - è tratto da un romanzo di Christopher Isherwood, ripubblicato qualche anno fa in Italia da Guanda con il titolo "Un uomo solo". Personalmente mi aspettavo - anzi ne ero quasi certo - che il libro sarebbe stato ripubblicato, distribuito e lanciato con spreco di energie e pubblicità. Quale migliore occasione del lancio di un film tratto dal romanzo?

Invece niente, nulla, nada. Il libro è introvabile sia online sia in libreria, dove qualche poco accorto libraio pensa che sia stato scritto nel 2003 (sic). Un destino che, mutatis mutandis, colpisce anche l'opera narrativa di Giuseppe Patroni Griffi, scomparso qualche anno fa. Alla sua morte mi aspettavo che sarebbero state ripubblicati i suoi romanzi e aspettavo di leggere "La morte della bellezza" e "Viene giù per Toledo". Il primo sono riuscito a recuperarlo fortunosamente online, ma è pressoché clandestino; il secondo è introvabile.

C'è una logica in queste scelte commerciali o è solo pressappochismo e disinteresse? Al di là, è ovvio, del risvolto gay di queste opere, che sono letteratura senza etichette.

Sunday, September 13, 2009

Quam minumum credula postero....

Horatius
Carminum I, 11

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
5 quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

Non domandarti, o Leuconoe, non è lecito saperlo, quale sorte
gli dèi diedero a me, quale a te; non consultare gli oracoli
babilonesi. Piuttosto accetta tutto ciò che verrà,
sia che innumerevoli inverni ti abbia assegnato Giove
sia che quello attuale sia l'ultimo, che da opposte scogliere
tormenta il mar Tirreno: sii saggia, versa il vino e lascia
le speranze di lungo periodo, la vita è breve. Mentre parliamo fugge
il tempo invidioso: afferra l'attimo e confida il meno possibile nel domani.

Wednesday, September 09, 2009

Napolitano: "Omofobia e xenofobia sono contro la Costituzione"

Sono due giorni di prime assolute per noi, piccoli componenti della comunità lgnt italiana. Per la prima volta a Milano abbiamo dato vita a una manifestazione spontanea, partecipata, pacata e altamente simbolica. Una fiaccolata Lgbt che toglie qualunque argomenti alle persone che disertano il Gay Pride con la scusa che è "una baracconata".

Ancora più sorprendente, per me almeno, e aggiungo commovente è il discorso che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha pronunciato alla Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne, seduto di fianco alla ministra Carfagna. A mia memoria mai un Presidente aveva fatto un riferimento così chiaro, esplicito, limpido e sentito alla comunità lgbt.

Napolitano - che ha aperto il suo intervento citando ovviamente la violenza contro le donne - ha prima denunciato la violenza contro le donne insieme a "omofobia e xenofobia" come contrarie alla Costituzione italiana. In questo smentendo l'interpretazione riduttivistica delle Pari opportunità, operata dalla ministra Carfagna.

Ma non si è fermato qui Napolitano, anzi ha aggiunto un riferimento inequivocabile alla lotta per i diritti delle persone Lgbt:
Di indubbia attualità è il richiamo alla non discriminazione, cui ci vincola la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, che indica tutti i possibili motivi di discriminazione da mettere al bando : il sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le convinzioni personali, le convinzioni politiche, fino alla, così recita l'articolo 6 della Carta, disabilità e all'orientamento sessuale. Quest'ultima, innovativa nozione, va ricordata e sottolineata nel momento in cui l'intolleranza, la discriminazione, la violenza colpiscono persone e comunità omosessuali.