Friday, August 28, 2009

Sempre più chiaro: è una guerra omosessuali contro gay

Mi sembra opportuno non lasciar correre così, come niente fosse,
l'affaire Boffo-Feltri, fatto esplodere oggi dal direttore del
Giornale con chiari fini politici e intimidatori.

Non mi interessa però parlare ora di questo aspetto né della
gravissima situazione dei "noti omosessuali attenzionati" dalla
polizia. Quello è uno scandalo che merita un post a parte.

Vorrei riflettere invece sulla cruda realtà dell'informazione e della
lotta politica, specie attorno ai diritti lgbt. Se quello che scrive
Feltri è vero, come si va dicendo del resto da anni nel mondo
dell'informazione, Dino Boffo è gay, o meglio omosessuale; ma non
casto come vorrebbero i vescovi! È tanto gay da avere (o aver avuto)
una relazione con un uomo, sposato per di più, secondo quello che
racconta Il Giornale.

Ma Boffo è lo stesso uomo che ha capeggiato la "battaglia culturale" e
politica della chiesa cattolica contro i Pacs, i Dico e ogni forma di
riconoscimento delle unioni dello stesso sesso. Proprio mentre lui
intratteneva una relazione dello stesso sesso, adulterina per di più!

Se tutto questo è vero, mi vengono in mente due pensieri:
1) la " lobby gay" in Italia non esiste o se esiste è debolissima,
altrimenti avrebbr dovuto fare outing a Boffo ai tempi del Family Day.
Mea culpa come operatore dell'informazione lgbt;

2) la lotta sui diritti gay, in Italia, si configura sempre più come
uno scontro all'ultimo sangue fra GAY, visibili risolti e accettati, e
OMOSESSUALI, che hanno anche rapporti dello stesso sesso, ma non lo
ammetterebbero mai e odiano i gay visibili.

Lo dico perché a quel che mi risulta c'è un altro protagonista
dell'offensiva cattolica antigay sul cui orientamento è lecito nutrire
più di un dubbio. La chiesa, dunque, usa contro i gay altri
omosessuali velati, e chiede loro di combattere contro i propri
simili? Sembra aberrante, ma forse è proprio così.

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Wednesday, August 26, 2009

Alemanno e l'omofobia: parole, parole, parole

D'accordo, che belle parole! Il sindaco di destra di Roma si è
impegnato in favore della legge contro la violenza omofobica, nella
forma del progetto presentato dall'onorevole Concia del Pd. E adesso?

A parte che sarebbe meglio estendere la legge Mancino sulla violenza,
bisogna vedere che accadrà in concreto.

Saprà il Parlamento seguire i consigli di Alemanno o prevarranno i
veti cattolici? Prima di gioire per una frase voglio vedere i fatti.
Le chiacchiere stanno a zero.

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Tuesday, August 25, 2009

Mara Carfagna, ministro non pervenuto

Le aggressioni, gli insulti, le violenze anti-gay sono ormai episidi
quotidiani, un bollettino di guerra in cui ld vittime sono gay,
lesbiche, trans e tutte le persone con una sessualità e
un'affettività (non dimentichiamolo) non maggioritaria.

In Italia abbiamo un ministro preposto alla tutela e promozione delle
Pari opportunità, adesso incarnato dall'elegante e ineffabile signora
Carfagna. A proposito, che fine ha fatto la ministra, assurta a tale
carica grazie a innegabili virtù? In Sardegna non legge i giornali?
Oppure parla di gay e lesbiche solo in sedi europee?

Forse il suo compagno di partito Gianni Alemanno, sindaco di Roma,
farebbe bene a richiamarla ai suoi doveri istituzionali e umani. Visto
che è lì pagata con i soldi di tutti noi.

Sarebbe ora che promuovesse una legge contro l'omofobia e si occupasse
di farla approvare in tempi rapidi. Solo così potrebbe giustificare la
sua presenza al Consiglio dei ministri.

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Tuesday, August 18, 2009

Sull'alcol le parole vuote ( e omofobe) dei brontoloni

D'accordo: siamo ad agosto, il Ferragosto è appena passato, abbiamo ancora il pranzo sullo stomaco e non è facile riempire i giornali. Ma resta sorprendente la doppia pagina che Repubblica dedica oggi alla "piaga" dell'alcol.

La fiera del luogo comune, della nostalgia per i bei tempi andati e per l'aristocrazia scompatsa, signora mia. Con un'articolessa di Sandro Viola che dà la stura al peggiore snobismo radical-chic fin dall'esordio in cui un amico si affaccia dal suo balcone e guarda una famosa piazza romana per denunciare la "deboscia" che ora si chiama movida.

Poteva mai l'amico di Viola avere un balcone in periferia? Il dramma è che sarà vero e il solito manipolo di privilegiati può discettare dalle colonne di un quotidiano teoricamente progressista.

Da qui tutto un rimpianto dei bei tempi andati, del buon gusto della vecchia borghesia e dell'ignoranza di questi giovani ubriaconi, poverini.

Non manca neppure l'inutile, ingiustificato, fuoriluogo eppure inevitabile accenno omofobo a proposito dei vecchi bar ormai perduti:
Nessuno avrebbe osato alzare la voce. Non c'erano esibizioni Gay&Lesbian.

È vero: che orrore questa modernità!


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Sull'alcol le parole vuote ( e omofobe) dei brontoloni