Sunday, July 13, 2008

Gran Bretagna, diritto di dire No alle nozze gay?

Spinoso dibattito nel Regno Unito a proposito dei matrimoni, anzi delle unioni civili, fra persone dello stesso sesso. Una funzionaria pubblica, Lillian Ladele, ha ottenuto ragione dal tribunale nella causa contro il Consiglio di Islington, di cui è dipendente. La donna, nata a Londra ma educata in Nigeria dai genitori profondamente cristiani, voleva rifiutarsi di celebrare unioni fra persone dello stesso sesso in nome della propria fede religiosa, ma dal dicembre del 2007 gli uffici pubblici hanno cominciato a esigere dai funzionari il rispetto delle regole senza molte possibilità di opzione.

In partica Ladele, che ha avuto un figlio ora 28enne senza essere mai sposata, sostiene di aver dovuto scegliere tra i propri principi religiosi e il suo stipendio di 31mila sterline all'anno. Il tribunale, però, ha ravvisato un comportamento discriminatorio nei suoi confronti, sostenendo che il Consiglio ha violato le sue convinzioni religiose e l'ha sottoposta a maltrattamenti psicologici.

Ora c'è una questione profondamente importante. La signora in questione, a causa del suo lavoro, deve celebrare anche matrimoni e unioni civili. Non è costretta a unirsi lei a un'altra donna o a un uomo, ma è il suo lavoro quello di sancire le unioni altrui. Come fa a chiedere di essere esentata dal proprio lavoro nei confronti di una specifica categoria? Mettiamo che tutti i dipendenti di quell'ufficio si convertano al cattolicesimo (in fondo, funziona il proselitismo): non si celebreranno unioni dello stesso sesso?

E se la signora appartenesse a una religione che vieta i matrimoni interrazziali - mettiamo fra indiani di caste diverse. Qualcuno sosterrebbe il suo diritto di non celebrare quei matrimoni? O se ci fosse una religione che aborrisce i matrimoni fra anziani o fra persone di età molto differente, una visione di questo tipo andrebbe tutelata dalla legge? O se una donna medico musulmana si rifiutasse di curare un malato perché è un uomo? Sarebbe lecito?

La signora ha un lavoro, in base al quale può anche dover celebrare unioni civili. Se non le piace, cambi lavoro. Altrimenti si lamenti pure, ma non privi i cittadini di un loro diritto, quello di essere trattati allo stesso modo degli altri da un ufficio pubblico.

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