Thursday, July 31, 2008

Alla Camera va in scena il Pd di Ponzio Pilato

Che miseria! Neppure dall'opposizione il Partito democratico riesce a dare segnali di vita e a prendere una decisione; figuriamoci se mai avesse la maggioranza! Sarebbe un continuo dilaniarsi senza riuscire a scegliere.

Così sul caso di Eluana Englaro, quando la Camera solleva un (insulso) conflitto di attribuzioni con la magistratura a proposito della sentenza di Milano, il Pdl e l'Udc votano insieme, Italia dei valori vota no (e rimane di fatto l'unico partito di sinistra in Parlamento), mentre il Pd sceglie di non scegliere e non partecipa al voto.

Ipocriti e inutili. Per non mostrare le proprie spaccature preferiscono mostrare di non avere alcuna linea, alcuna opinione, alcuna idea di come dev'essere l'Italia. E una linea non l'avranno mai di certo sulle "questioni etiche" e sui diritti civili. Ma stento a credere che possano averne una su qualsivoglia argomento. Se Veltroni pensa di recuperare consenso facendo come l'asino di Buridano, forse ha sbagliato mestiere.

Che pena che in Italia gli elettori di sinistra (la maggioranza di essi) si siano lasciati incantare da un non-partito incapace pure di sostenere il diritto di una persona di non essere prigioniera delle macchine se non lo vuole.
Di quegli altri - del Popolo della libertà (ma quale?) - non merita nemmeno parlare.

Wednesday, July 30, 2008

Don't ask, don't tell: la morte abbatte anche l'ipocrisia

Ci voleva davvero una morte - oltre a tanti feriti, mutilati e invalidi - per capire l'inutilità di una regola come quella dell'esercito americano che chiede ai suoi soldati di "Non chiedere, non raccontare" nulla sulla propria omosessualità? In caso contrario, è la norma, si viene espulsi dal proprio corpo di appartenenza, sia la marina, sia l'aviazione o l'esercito.

Contro questa ipocrisia trionfante arriva la storia del maggiore Alan G Rogers, caduto in Iraq e sepolto negli Stati Uniti con grandi onori, come "eroe americano": gli è stato riconoscito anche il "Cuore purpureo", una decorazione concessa ai soldati colpiti in azione. Qualcuno però - dall'esercito fino ad alcuni quotidiani - si è dimenticato il piccolo particolare che Rogers era gay e non faceva nulla per nasconderlo nella vita quotidiana. Certo: nell'esercito nessuno glielo aveva domandato e lui aveva fatto a meno di raccontarlo.

Ma da qui a tacere la realtà dei fatti ce ne corre. Adesso quindi le associazioni per di diritti civili lgbt hanno aperto una battaglia per l'eredità morale del maggiore Rogers, che ha trascorso 18 dei suoi 40 anni nell'esercito. La speranza è che serva a riaprire una volta per tutte la discussione sul "Don't ask, don't tell" e possa aiutare a cancellare questo divieto medievale.

Tuesday, July 29, 2008

Eurogames 2008, finocchi d'Europa a Barcellona




Che dirvi? Bellissima esperienza: quattro giorni da volontario a Plaza de Espanya a Barcelona, dando informazioni e sorridendo a tutti.

Ho incontrato facce conosciute di Milano, vecchi amici e anche la "carrambata" del momento, del genere "ma tu conosci Xy?", "È un mio grande amico". Favoloso.

Per i particolari rimando ad altro post, intanto beccatevi il video che ho girato e montato io (e si vede). Ciao a tutti.

Wednesday, July 23, 2008

Le cose non vanno mai come credi

Village in trasferta in terra di Spagna. In questi giorni a Valencia (rinnovata da Calatrava), da un vecchio amico che lo ha riportato indietro a dieci anni fa. E da domani a Barcelona, dove si celebrano i giochi degli Eurogames: sport per tutti, dove gay lesbiche ed eterosessuali si possono incontrare senza pregiudizi.

Giorni di vacanza con qualche nube, perche' "le cose non vanno mai come credi"

Saturday, July 19, 2008

Santo Padre si vergogna per i preti pedofili. E fa bene

In Australia - basta guardare la prima pagina del locale Google News - nessuno parla della visita del Papa né tantomeno delle sue parole. C'è però una buona quantità di articoli sulle manifestazioni anti-Papa a Brisbane, della NotoPope Coalition. Differenza di punti di vista fra la nostra stampa e quella del resto del mondo.

Comunque i giornali italiani danno ampio spazio alla "vergogna" del Papa per i preti pedofili.
«Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa Nazione». A questo punto, integrando il testo del discorso scritto, ha aggiunto: «Davvero sono profondamente addolorato per il dolore e la sofferenza subita dalle vittime e assicuro loro che come loro pastore anche io condivido la loro sofferenza».

In Texas, però, l'attuale pontefice fu accusato di aver coperto i preti pedofili, con un'organizzazione gestita direttamente dal Vaticano. Ed evitò di finire in tribunale solo grazie all'immunità concessa ai capi di stato. Per non parlare dell'ormai famosissimo documentario Sex crimes and Vatican della Bbc. Eccone qui un estratto:

Friday, July 18, 2008

Giù la testa, arriva l'ondata di moralismo

Puntuale come ogni estate arriva anche quest'anno la campagna moralista puritana contro il naturismo, nudismo e ogni forma di esposizione di centimetri di pelle al di là del "comune senso del pudore".

Così nel genovese viene chiusa e resa inaccessibile la spiaggia di Riva Trigoso e a Venezia il parroco e i politici locali tuonano contro il buen retiro di Eraclea. Dove invece convivono benissimo, senza confondersi e senza darsi fastidio, naturisti omosessuali scambisti e sostenitori del libero amore.

Quello stesso amore, così anni Settanta (make love, not war) che dà fastidio anche se viene spiritosamente rievocato in un annuncio pubblicitario in televisione. Così lo spot Tim "Sarò padre", in cui decine di uomini ricevono il medesimo messaggio dalla stessa donna ("aspettiamo un bambino") in un'atmosfera alla Woodstock, ha sollevato le ire di alcune parlamentari del Pdl che non voglio neanche nominare.

Per non parlare del solito Moige - il movimento genitori che si attiva sempre quando c'è da parlare di tv - con la Responsabile osservatorio media Elisabetta Scala pronta a denunciare che “questo spot è un’offesa alla dignità della donna, presentata in una luce di squallida licenziosità. Inoltre i valori della maternità e paternità vengono svuotati di senso e ridicolizzati”.

Ah, certo, perché il resto della tv invece è proprio educativo.
Comunque ecco lo spot

Thursday, July 17, 2008

Non entri negli Stati Uniti se sei sieropositivo

Se non l'avessi letto non ci crederei. Negli Stati Uniti - e in alcuni altri paesi del mondo come la Russia, il Sudan e l'Arabia Saudita - non puoi immigrare e neppure viaggiare per turismo se sei sieropositivo. Lo stabilisce una legge del 1987, confermata poi nel 1993.

Personalmente non sapevo di questa norma e forse è di difficile applicazione per i viaggi brevi (chi vuole entrare negli Usa non dichiara la propria sieropositività, credo); di certo, invece, è applicata per quanto riguarda l'immigrazione. La buona notizia è che il Senato degli Stati Uniti si muove per cancellare questo divieto medievale, che sa di untori e caccia alle streghe. Un movimento bipartisan - guidato dal senatore democratico John Kerry e dal repubblicano Gordon Smith - sostiene un progetto di legge per cancellare questo divieto, che anche la Cina ha deciso di abolire.

Intanto però la legge è ancora lì a ricordarci che le discriminazioni non hanno mai fine.

Wednesday, July 16, 2008

Una moratoria delle sciocchezze su Eluana

Mi impegno a non scrivere altri post, oltre a quest'ultimo, su Eluana Englaro, suo padre Beppino e la loro battaglia per far continuare il corso della vita (che comprende anche la morte, per chi non lo sapesse) e liberare il corpo della stessa Eluana dal sequestro in cui è tenuta prigioniera da 16 anni CONTRO LA SUA VOLONTÀ.

Come se non bastassero le banalità offensive della Bertolini (stia tranquilla, onorevole, per lei non chiederemo la sospensione dell'alimentazione, anche se le farebbe bene alla linea), di Eugenia Roccella (quo usque tandem, Eugenia, abutere patientia nostra) e del cappellano militare monsignor Bagnasco, adesso anche Adriano Celentano dall'alto della sua presunzione si mette a dare lezioni sulla fede e sulla vita dalle colonne del Corriere.

È inspiegabile come persone dichiaratamente cattoliche, anzi ferventi cattoliche, si oppongano a ciò che di più bello possa esistere secondo la loro religione: il ritorno alla Casa del Padre. Non si rendono conto di quanto sia anti-cristiano rimanere così violentemente attaccati alla vita in qualunque condizione, come se ciò che si trova sulla terra fosse infinitamente superiore alla pace dei cieli? Lo stesso Papa Giovanni Paolo II diede una lezione di distacco dalla vita chiedendo di essere lasciato andare; e invito tutti i difensori della vita a tornare a leggere gli Acta martyrum per riscoprire con quale gioia i primi cristiani erano pronti ad abbandonare la vita terrena davanti alla prospettiva di quella celeste.

Se davvero credono in Dio - non parlo quindi di Giuliano Ferrara che credo solo nell'ego - dovrebbero essere felici che Eluana abbandoni questa valle di lacrime per trionfare nella gloria di Dio e dei santi: se anche avesse avuto gravi peccati, infatti, 16 anni di agonia sono già sufficienti a scontarli tutti.

C'è poi un punto ineludibile ed è la volontà di Eluana, espressa direttamente e anzi imposta, quando era ancora senziente, al padre. La volontà di non rimanere sequestrata in un corpo ridotto a un vegetale. Qui non si parla di togliere l'alimentazione a tutte le persone in stato vegetativo, ma solo di rispettare la volontà di un singolo. I fedeli cattolici sono liberissimi di accettare serenamente decenni di agonia, ma quando si tratti del loro corpo! Non sul corpo di una ragazza che da 16 anni vive (vive?) grazie a un sondino che la nutre.

Questa vicenda dovrebbe invece spingere la Roccella, la Bertolini, Berlusconi e tutti i politici ad approvare in fretta una legge sul testamento di vita, grazie alla quale ognuno possa esprimere la propria volontà sul proprio corpo. Un diritto che nessuna ideologia, nessuna religione, nessuna autorità terrena o celeste può espropriarci.

Tuesday, July 15, 2008

A Barcellona le associazioni di poliziotti gay e lesbiche

Si è celebrata a Barcellona la quarta conferenza europea di Polizia gay, in cui rappresentanti del movimento di diverse parti d'Europa si sono confrontate, hanno scambiato informazioni, iniziative e buone pratiche per quanto riguarda il tema della diversità sessuale in campo poliziesco.

I lavori sono stati inaugurati dal giudice spagnolo della Audienca nacional Fernando Grande-Marlaska, il primo magistrato ad aver fatto coming out in Spagna, rivelando di essere gay e di essersi sposato da poco con il suo compagno.

Non risulta la partecipazione di italiani.

Monday, July 14, 2008

Tu quoque, Lenny...

Senza parole. Dopo aver visto - e sentito - al Tg1 Lenny Kravitz dire che non fa sesso da tre anni, perché "sta aspettando di sposarsi, per fare sesso secondo gli insegnamenti della Bibbia e di Gesù", posso aspettarmi di tutto.

Che spreco! Uno dei corpi più sexy del mondo dello spettacolo (non a caso è passato anche dal letto della signora Ciccone) immolato sull'altare della spiritualità.

Speriamo che sia solo una squallida operazione di marketing.

PS: non mi risultava, dai miei 20 anni di catechismo, che Gesù avesse spiegato come, quando e con chi si dovesse e si potesse far sesso. Oddio, 'sti 'mericani.

Sunday, July 13, 2008

Gran Bretagna, diritto di dire No alle nozze gay?

Spinoso dibattito nel Regno Unito a proposito dei matrimoni, anzi delle unioni civili, fra persone dello stesso sesso. Una funzionaria pubblica, Lillian Ladele, ha ottenuto ragione dal tribunale nella causa contro il Consiglio di Islington, di cui è dipendente. La donna, nata a Londra ma educata in Nigeria dai genitori profondamente cristiani, voleva rifiutarsi di celebrare unioni fra persone dello stesso sesso in nome della propria fede religiosa, ma dal dicembre del 2007 gli uffici pubblici hanno cominciato a esigere dai funzionari il rispetto delle regole senza molte possibilità di opzione.

In partica Ladele, che ha avuto un figlio ora 28enne senza essere mai sposata, sostiene di aver dovuto scegliere tra i propri principi religiosi e il suo stipendio di 31mila sterline all'anno. Il tribunale, però, ha ravvisato un comportamento discriminatorio nei suoi confronti, sostenendo che il Consiglio ha violato le sue convinzioni religiose e l'ha sottoposta a maltrattamenti psicologici.

Ora c'è una questione profondamente importante. La signora in questione, a causa del suo lavoro, deve celebrare anche matrimoni e unioni civili. Non è costretta a unirsi lei a un'altra donna o a un uomo, ma è il suo lavoro quello di sancire le unioni altrui. Come fa a chiedere di essere esentata dal proprio lavoro nei confronti di una specifica categoria? Mettiamo che tutti i dipendenti di quell'ufficio si convertano al cattolicesimo (in fondo, funziona il proselitismo): non si celebreranno unioni dello stesso sesso?

E se la signora appartenesse a una religione che vieta i matrimoni interrazziali - mettiamo fra indiani di caste diverse. Qualcuno sosterrebbe il suo diritto di non celebrare quei matrimoni? O se ci fosse una religione che aborrisce i matrimoni fra anziani o fra persone di età molto differente, una visione di questo tipo andrebbe tutelata dalla legge? O se una donna medico musulmana si rifiutasse di curare un malato perché è un uomo? Sarebbe lecito?

La signora ha un lavoro, in base al quale può anche dover celebrare unioni civili. Se non le piace, cambi lavoro. Altrimenti si lamenti pure, ma non privi i cittadini di un loro diritto, quello di essere trattati allo stesso modo degli altri da un ufficio pubblico.

Saturday, July 12, 2008

Un corpo sequestrato contro la sua volontà

Davvero per me è impossibile comprendere gli attacchi ingiuriosi, violenti o intrisi di carità pelosa che arrivano in questi giorni contro Beppino Englaro e sua figlia Eluana, che in vita aveva sempre chiesto di non rimanere prigioniera di un corpo ridotto a una pianta.

L'oscena Isabella Bertolini, di Forza Italia, parla di "esecuzione" per fame e sete e blatera di difesa della vita
Questo è il risultato di una cultura laicista, che con questa decisione ha 'sdoganatò l'eutanasia per i soggetti più deboli e indifesi. Non c'è un solo giudice che abbia il diritto di condannare a morte qualcuno nel nostro Paese. La vita umana è un bene indisponibile per chiunque, magistrati compresi
Che cosa non si farebbe per un titolo in più sui giornali. Che orrore.

E dalla Chiesa cattolica, che dovrebbe ispirarsi al Vangelo, vengono proposizioni inaccettabili e indifendibili, come quella del vescovo di Mantova, Roberto Busti al padre di Eluana: «Rispetto il suo dolore ma, adesso che ha ottenuto, dallo Stato la possibilità di avere in mano la vita di sua figlia, consegni questa vita a chi vuole amarla ancora lasciandola vivere così. Papà Beppino lasci Eluana dov'è, dove chi l'ha seguita e nutrita in questi anni continuerà a farlo ancora con amore».

Certo, perché le suore di Lecco o i vari prevosti amano Eluana più di suo padre, che vuole rispettare la sua volontà e la sua dignità. Qui non si tratta di sostenere un astratto diritto all'eutanasia sempre e comunque. Il punto è rispettare la scelta individuale di una persona che non voleva rimanere in stato vegetativo, alimentata dalle macchine come un essere inanimato. Che se ne facciano una ragione i sostenitori della Vita, eretta a idolo, pronti a schiacciare le vite di tutti noi.

Thursday, July 10, 2008

Auguriamo tanta vita a monsignor Fisichella

Il buon Dio non ci ha voluto risparmiare davvero niente. E così, di fronte al caso di Eluana Englaro che grazie a un tribunale adesso si potrà liberare di un tormento lungo 16 anni, ci tocca leggere le prediche di monsignor Fisichella che attacca la giustizia italiana con un argomento allucinante: il coma è una forma di vita.

Bene: visto che ci crede, auguriamo al monsignor cappellano una lunga vita - almeno altri trent'anni - magari attaccato a una macchina, come Eluana. Immaginiamo che pur non potendo esprimersi, leverà in cuor suo alte lodi al Signore. In fondo anche quella è vita.

Come se dietro l'orizzonte ci fosse ancora il cielo

Sulle impronte ai Rom l'Italia è fuori dall'Europa

Non era difficile immaginarlo. L'Europa sta da un'altra parte e non poteva evitare di censurare la barbarie delle impronte digitali prese ai bambini rom, anche quelli italiani ovviamente.

Così l'Europarlamento ha votato a grande maggioranza (con socialisti, liberali e sinistra europea) una risoluzione di censura per l'operato del governo italiano che discrimina un'etnia, additandola come colpevole di reati e costitutivamente criminosa.

Lo scandalo della decisione di Maroni è così plateale che non si capisce come noi si possa davvero stare a discutere uno schifo del genere. Presentato per di più - e qui scatta il festival dell'ipocrisia - come operazione "per il bene" dei bambini. Ma da quando in qua ai leghisti sta a cuore il benessere dei bambini rom?

Quando il governo deciderà di prendere le impronte a tutti gli italiani e gli stranieri, adulti vecchi e bambini, allora potrà prenderle anche ai Rom. E sapremo di vivere sul serio in uno stato di polizia.

Wednesday, July 09, 2008

Sabina Guzzanti, i gay, il Pride e il Papa



Sante verità sui gay italiani, sul movimento lgbt, sul Pride dimezzato e sbattuto in periferia, sull'ingerenza di Papa Ratzinger. Doveva dirle Sabina Guzzanti, come al solito. Non c'è molto da aggiungere.

Ah, ovviamente da oggi diluvieranno le accuse sulla Guzzanti, rea di lesa maestrà al Santo Padre. Davvero, siamo un paese di m....

Tuesday, July 08, 2008

Il ministro delle Pari opportunità sta con i gay

In Spagna ovviamente, dove la ministra Bibi Aido ha marciato in testa al corteo del Orgullo Gay (il Gay Pride), quest'anno dedicato alla visibilità lesbica.

Da noi invece abbiamo la Carfagna. E non aggiungo altro... per ora.

Monday, July 07, 2008

Il movimento lgbt italiano è allo sbando

Almeno un decennio di battaglie politiche e manifestazioni di piazza senza un risultato, pur minimo che fosse. Un Pride oceanico - quello del 2000 a Roma - baciato dal successo solo grazie all'insipienza e alla vanità delle alte gerarchie cattoliche, che provocarono una reazione alle loro offese. La scelta - demenziale e scellerata insieme - di proporre e sostenere un compromesso al ribasso (i Pacs), che poi ci portà al compromesso sul compromesso (i Dico) e infine al nulla. E adesso questa squallida sceneggiata, che ha lordato un Pride, quello di Bologna, non moltitudinario ma discretamente partecipato.

Il movimento lesbico gay bisex e transgender italiano - se esiste e se mai è esistito - sembra proprio sull'orlo di una crisi di nervi; o forse l'ha già superato. Non si spiega altrimenti come una manifestazione di massa possa diventare l'occasione per lucrare un po' di visibilità senza aderire (Facciamo breccia) o, peggio ancora, escludere persone che sono la storia del movimento, invocare l'intervento dei poliziotti e poi lavare i panni sporchi in pubblico per denigrare gli avversari interni e segnare un punto mediatico a proprio favore (Arcigay e Arcilesbica).

Davvero: mentre eravamo lì ci aveva choccato la notizia dell'arresto di una militante storica (Graziella Bertozzo), fermata dalla Digos e portata in questura; ma ancora più sorprendente e fuori luogo è stato il successivo comunicato di Mancuso e Polo (Arcigay e Arcilesbica)
E' invece un dato di fatto che Bertozzo non aveva diritto di salire sul palco, e come lei non hanno parlato altri. Graziella Bertozzo non è nuova ad azioni ed atteggiamenti alterati e aggressivi, l'uso della violenza verso le volontarie del Pride e gli agenti di Polizia hanno portato al fermo e alle conseguenti denunce. Per non alimentare scoramento nella piazza che dimostrava la capacità del movimento lgbt di continuare a lottare, dal palco abbiamo fatto appello alle forze dell'ordine perché rilasciassero la Bertozzo. Oggi però in nessun modo vogliamo esprimere solidarietà nei confronti di una militante sempre in cerca dello scontro.
Forse qualcuno dovrebbe cercare di recuperare l'uso della ragione e lavorare per ottenere qualche risultato, invece di pavoneggiarsi delle rare occasioni mediatiche in cui ottiene il diritto di parola.