Friday, May 30, 2008

Le mani della chiesa su scuola e famiglia

Non ci voleva la zingara per immaginare lo stato d'animo della chiesa cattolica di fronte al nuovo Parlamento e al governo Berlusconi. A scanso di equivoci, comunque, Benedetto XVI ha precisato che prova «una particolare gioia» di fronte al panorama politico italiano. Certo, molto di più che osservando la Spagna, la Gran Bretagna o anche la sua stessa Germania, dove il governo Merkel è molto più laico anche dell'ultimo governo Prodi.

La chiesa, comunque, non si accontenta, anzi corre a tendere la mano per ricevere l'obolo tanto atteso: soldi, soldi, soldi. Soldi per le scuole private, in spregio della Costituzione ("senza oneri per lo stato"):
«In uno Stato democratico, che si onora di promuovere la libera iniziativa in ogni campo, non sembra giustificarsi l'esclusione di un adeguato sostegno all'impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico».
E poi ha reiterato il solito, trito e frusto appello per la tutela della vita umana
in ogni momento e condizione, dal concepimento e dalla fase embrionale alle situazioni di malattia e di sofferenza e fino alla morte naturale.
Certo, il tutto dopo che Famiglia Cristiana ha lanciato un appello per cambiare la legge 194.
L'unica speranza? Che nel governo Berlusconi prevalgano le tentazioni peganeggianti (insite nel personaggio) a scapito dei rigurgiti neoclericale, di cui mister B. ha capito che non ha bisogno per conquistare il voto degli italiani. Che tempi...

Saturday, May 24, 2008

Poesia per questi tempi

Nuove stanze

Poi che gli ultimi fili di tabacco
al tuo gesto si spengono nel piatto
di cristallo, al soffitto lenta sale
la spirale del fumo
che gli alfieri e i cavalli degli scacchi
guardano stupefatti; e nuovi anelli
la seguono, più mobili di quelli
delle tua dita.
La morgana che in cielo liberava
torri e ponti è sparita
al primo soffio; s'apre la finestra
non vista e il fumo s'agita. Là in fondo,
altro stormo si muove: una tregenda
d'uomini che non sa questo tuo incenso,
nella scacchiera di cui puoi tu sola
comporre il senso.

Il mio dubbio d'un tempo era se forse
tu stessa ignori il giuoco che si svolge
sul quadrato e ora è nembo alle tue porte:
follìa di morte non si placa a poco
prezzo, se poco è il lampo del tuo sguardo
ma domanda altri fuochi, oltre le fitte
cortine che per te fomenta il dio
del caso, quando assiste.

Oggi so ciò che vuoi; batte il suo fioco
tocco la Martinella ed impaura
le sagome d'avorio in una luce
spettrale di nevaio. Ma resiste
e vince il premio della solitaria
veglia chi può con te allo specchio ustorio
che accieca le pedine opporre i tuoi
occhi d'acciaio.
Eugenio Montale

Friday, May 16, 2008

Matrimoni gay ora anche in California

Dopo il Massachusetts è la California - ed è giusto che sia così - il secondo stato Usa a riconoscere alle coppie dello stesso sesso il diritto di sposarsi. Non di sottoscrivere un'unione registrata - quella c'era già e con molti diritti e doveri, analoghi a quelli del matrimonio - ma proprio di unirsi in matrimonio civile, esattamente come le coppie di sesso diverso.

Lo ha stabilito una storica sentenza della Corte Suprema della California, che ha votato 4-3 condannando come incostituzionali gli statuti che restringono il matrimonio solo alle coppie di sesso diverso. Non è una questione pratica, di diritti, ma proprio simbolica, di dignità e di uguaglianza. Ecco che cosa scrivono i giudici (nella mia frettolosa traduzione, qui invece il pdf dell'originale):

Prima di tutto, l'esclusione delle coppie dello stesso sesso dalla definizione di matrimonio è chiaramente non necessaria per garantire piena protezione a tutti i diritti e benefici che attualmente sono accordati alle coppie sposate di sesso diverso; permettere alle coppie dello stesso sesso l'accesso alla definizione di matrimonio non priverà le coppie di sesso diverso di alcun diritto e non modificherà il quadro legale dell'istituzione del matrimonio, dal momento che le coppie dello stesso sesso che scelgono di sposarsi saranno soggetti agli stessi doveri e obbligazione che attualmente sono imposti alle coppie di sesso diverso.

Secondo: mantenendo la definizione tradizionale del matrimonio e concedendo alle coppie dello stesso sesso solo una relazione familiare separata e con un nome diverso imporrà, realisticamente, uno stigma negativo sulle coppie dello stesso sesso e sui loro bambini, poiché negare a queste coppie l'accesso alla tradizionale e altamente favorevole definizione di matrimonio equivale a porre un dubbio se la relazione familiare ufficializzata di una coppia dello stesso sesso merita una dignità pari a quelle di sesso diverso.

Terzo: a causa dell'ampia disparità di trattamento che le persone gay storicamente hanno suubito, è estremamente probabile che escludere le coppie dello stesso sesso dall'istituzione legale del matrimonio può essere inteso come il riflesso di un'opinione ufficiale, secondo cui le loro unioni formali sono di condizione inferiore rispetto alle equivalenti relazioni delle coppie di sesso diverso.

Infine, riservare la definizione di matrimonio esclusivamente alle coppie di sesso diverso e riconoscere solo una definizione separata e distinta alle coppie dello stesso sesso può avere l'effetto di perpetuare una premessa più generale - adesso rifiutata con decisione da questo stato - che gli individui gay e le coppie dello stesso sesso sono in qualche modo "cittadini di seconda classe", che possono, secondo la legge, essere trattate in modo differente e meno favorevole rispetto a invidui eterosessuali e coppie di sesso diverso.

Saturday, May 10, 2008

Niente di buono (pare) dal Berlusconi IV

La prima impressione non suscita certo entusiasmo, ma se dovesse essere confermata l'indiscrezione di Repubblica (Eugenia Roccella del Family Day sottosegretario al Welfare per i "temi etici") il quadro del quarto governo Berlusconi sarebbe ancora peggiore.
In ogni caso, l'Arcigay si è esercitata in uno sforzo propositivo rivolto ai singoli ministri, da cui - temo - non sortirà alcun effetto. Così se Maroni tutto sommato potrebbe anche difendere i diritti dei gay picchiati e aggrediti (ma il Parlamento non voterà mai l'estensione della legge Mancino) e se Sacconi potrebbe comunque mantenere le campagne per la prevenzione dell'Aids, non mi aspetterei troppo da Mara Carfagna visti i precedenti ("i gay sono costituzionalmente sterili", "per volersi bene serve il requisito di poter procreare") né da Angelino Alfano, ministro di Giustizia, che dovrebbe cercare soluzioni legislative per il riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso.

Non vedremo niente di buono; accontentiamoci se non subiremo altre discriminazioni come quelle inflitteci da Rocco Buttiglione nel precedente governo Berlusconi, quando fu stravolta la direttiva europea anti-discriminazione.

Wednesday, May 07, 2008

Ecco gli elettori di Berlusconi

Ok, basta perdere tempo con le analisi del voto e della sconfitta della sinistra.
Bastava aspettare l'indagine Istat sull'istruzione.

Tuesday, May 06, 2008

No, Giorgia Meloni no!

Certo che l'Italia è proprio uno strano paese. D'accordo che ha vinto la destra e il prossimo governo sarà il più conservatore dai tempi di Francesco Crispi (anche con il Duce c'erano i fascisti rivoluzionari, alla fine, mentre la Repubblica di Salò non conta), però ci sono principi su cui sarebbe bene non derogare.

Prendiamo una parlamentare giovane, piena di energia e in ascesa come Giorgia Meloni di An. Nonostante l'età, le sue idee sui diritti civili sono da primo Ottocento e proprio di recente ha dichiarato la propria allergia alla manifestazione del Gay Pride. Quale sarà la sua collocazione nel governo Berlusconi IV? Le Pari Opportunità, a quanto sembra.

Forse era meglio abolire il dipartimento.