Wednesday, April 30, 2008

Troppo tardi, signora Turco

Suona come una beffa l'atto finale (uno dei tanti) del defunto governo Prodi in materia di sanità. Sulla Gazzetta ufficiale, infatti, è stato pubblicato il decreto del ministro della Salute Livia Turco, che modifica le linee guida delle legge 40/2004 sulla fecondazione assistita.

Con le nuove norme, sparisce il divieto di diagnosi pre-impianto: prima di innestare un embrione nell'utero di una donna, quindi, i medici potranno analizzarlo e verificare se è affetto da gravi malattie. In questo modo si potranno evitare dolorosi aborti e delusioni cocenti a chi da anni attende un figlio e, una volta incinta, scopre che è destinato a continue sofferenze o a morte certa. In più saranno ammesse alla fecondazione assistita anche le persone sieropositive, finora escluse per legge.

Che dire: ottime notizie. Peccato che la Turco non sia riuscita a cambiare la legge prima (o che il governo non abbia resistito un po' di più). Chissà che fine faranno queste linee guida quando al ministero arriveranno personaggi come Maurizio Lupi (ciellino di ferro) o Mariastella Gelmini, che non ha mai brillato per apertura sui temi etici. Anche di questo possiamo ringraziare Veltroni che, nell'ordine, ha affossato il governo Prodi, regalato una maggioranza oceanica a Berlusconi e spianato la strada al primo ex fascista al Campidoglio.

Dovrebbero mantenerlo a spese pubbliche sul Pritaneo.

Monday, April 28, 2008

Addio Roma, l'Africa si avvicina

Come molti sospettavano (alcuni temendolo, altri sperandolo) Francesco Rutelli ha perso le elezioni al Comune di Roma, contro lo stesso avversario - Gianni Alemanno - che due anni fa fu sconfitto in modo netto da Walter Veltroni. Una sconfitta amara, ma non inaspettata, visto che i segnali di insofferenza verso il candidato del Pd erano molti e si erano concretizzati, già al primo turno, con la perdita di voti per Rutelli in confronti ai voti dei partiti che lo sostenevano.

Il Partito democratico, a questo punto, dovrebbe ripensare la propria strategia e ascoltare i suoi elettori, che - visto il travaso di voti dalla Sinistra - non sono a quanto pare di centro né moderati. Logica vorrebbe che il Pd ne prendesse atto e provasse a costruire un'alternativa di sinistra per l'Italia; e invece Veltroni già fantastica di alleanze con l'Udc, non si capisce con quali prospettive in realtà.

Forse sarebbe ora che gli sconfitti di queste elezioni - come hanno fatto già Boselli e Bertinotti - si facessero da parte una buona volta. Rutelli non governò male nei primi due mandati, ma poi fu sconfitto sonoramente alle politiche e insistette nella sua carriera. Veltroni, invece, non ha dato mai il meglio di sé alla guida di un partito: ha affossato i Ds portandoli al loro minimo storico nel passaggio al Terzo millennio, adesso ha battezzato il Pd con due sonore sconfitte, perdendo anche la città che per due volte l'aveva eletto.

Parliamoci chiaro: il centrosinistra non conquista i voti di centro, ma perde quelli di sinistra. E non raggiunge alcun obiettivo. Forse Veltroni farebbe bene a realizzare quel viaggio in Africa che aveva annunciato, ma mai compiuto. Buon viaggio.

Thursday, April 17, 2008

E ora che fine faranno le Pari opportunità?

Pronti, via: si parte per i prossimi cinque anni di governo Berlusconi III. Per le persone lgbt in questo paese (si gradirebbero smentite nei fatti) non c'è da attendersi nulla di buono, anche se i nostalgici della destra e i cattolici di Casini sono rimasti fuori. Ricordiamoci l'omofobia di un bel gruppo di leghisti e la compagine cattolica all'interno di Forza Italia, da Giovanardi ai ciellini di Roberto Formigoni.

Comunque, il primo banco di prova - mi faceva notare fda - sarà il nome del ministro di Diritti e pari opportunità. La ministra Barbara Pollastrini ha da poco nominato i membri della commissione per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender: il presidente è Sergio Lo Giudice e tra i componenti ci sono la professoressa Chiara Saraceno, Margherita Graglia, Ezio Menzione, Maria Gigliola Toniollo. Che fine farà la commissione (che dura in carica tre anni)? Sarà cancellata? Sostituita abrogata?

E gli altri strumenti del dipartimento? Ci sono il Forum permanente contro le molestie gravi e la violenza alle donne, per orientamento sessuale e identità di genere e l'Osservatorio nazionale contro le molestie gravi e la violenza alle donne e per orientamento sessuale e identità di genere. Il governo Berlusconi li manterrà?

Tuesday, April 15, 2008

Anna Paola Concia unica eletta tra i candidati lgbt

Con la disfatta totale della Sinistra l'Arcobaleno, anche tutte le candidature lgbt che erano state proposte rimangono fuori da Montecitorio e da Palazzo Madama. Niente scranno per Vladimir Luxuria, Titti de Simone, Giampaolo Silvestri. Era prevedibile che il Ps non ottenesse deputati e così anche Franco Grillini esce dal Parlamento.

L'unica candidata eletta, della pattuglia di persone apertamente gay lesbiche bisex o transgender, è Anna Paola Concia, che fa parte dei candidati del Pd eletti in Puglia.
In bocca al lupo a Paola, anche se potrà fare ben poco in un Parlamento come quello dei prossimi cinque anni.

Monday, April 14, 2008

Aborto, il 99,7% degli italiani difende la 194

L'unico segno positivo nelle elezioni più sciagurate di questo 2008? Solo lo 0,3% degli italiani, quelli che hanno votato la lista di Giuliano Ferrara Aborto-No Grazie, vuole cambiare la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. Mentre il 99,7% non la pensa come l'ex conduttore de La 7. Per altri vent'anni, dunque, ci si lasci in pace su questo tema e si smetta di fare propaganda sulla pelle delle donne.

Come dice qualcuno? Il risultato di Ferrara non vuol dire niente? Mah: sto solo applicando lo stesso principio per cui il 70% e più di astensioni al referendum sulla fecondazione assistita nel 2005 significava che altrettanti italiani volevano mantenere la legge 40 così com'era. Bene, lo stesso - a parti invertite - vale ora per la 194.

La Sinistra cancellata dal Senato italiano

Non poteva andare peggio in queste elezioni. In base ai dati disponibili, il Partito democratico fa flop, Di Pietro tiene, la Sinistra Arcobaleno scompare dal Senato della Repubblica e non avrà rappresentanti nella Camera alta. In compenso gli elettori di Berlusconi si presentano puntuali alle urne e danno il loro sostegno allo stesso uomo che da 15 anni impazza in Italia e nel mondo. Per di più trionfa la Lega di Umberto Bossi.

Alla Camera dei deputati, la coalizione Pdl-Lega-Mpa conquista il premio di maggioranza e ottiene il 55% dei seggi. Con i seggi del Senato (rispetto al 2006 le destre conquistano Campania, Sardegna, Calabria e Abruzzo). Già così per Berlusconi sono oltre 10 senatori di maggioranza. Avanti così, sempre più a fondo.

E i piani di fuga sono ancora in alto mare.

Aggiornamento: la Sinistra Arcobaleno potrebbe non entrare neppure al Senato, la prima proiezione la dà sotto il 4%.

Sunday, April 13, 2008

Elezioni, a casa i delusi del centrosinistra

Dopo la prima giornata di elezioni (siamo l'unico paese occidentale a votare in due giorni, chiediamoci il perché) la percentuale di votanti è scesa dal 66,5% del 2006 al 62,5%. Chi è quel 4% e si recupererà domani?

Probabilmente il conto finale segnerà un calo di affluenza complessivo e, a differenza di altre volte, non si tratterà di indifferenti o qualunquisti di destra, disinteressati al voto. Sono, più facilmente, delusi del centrosinistra, delusi del governo Prodi; e spesso orfani della sinistra di governo rappresentata dai Ds.

Due anni fa le forze alternative alle destre raggiunserò il massimo storico, superando i 19 milioni di voti, stavolta come finirà? Se la sinistra nel complesso avrà perso voti, forse dalle parti del Pd dovranno porsi qualche domanda e chiedersi se, cercando di sfondare al centro, non hanno perso troppo a sinistra.

E invece il partito di Giuliano Ferrara che fine ha fatto?

Saturday, April 12, 2008

Niente cinema per AltrOMOndo



Non uscirà nelle sale italiane - non ha trovato un distributore - il film di Fabiomassimo Lozzi AltrOMOndo. Probabilmente perché racconta, sotto la forma del documentario, una parte della realtà gay italiana senza troppi pudori e con un linguaggio abbastanza esplicito. A partire da due libri-intervista "Pornocuore" e "I mignotti". Ragioni sufficienti per impedirne la circolazione al grande pubblico, almeno in Italia.

Non ho potuto vedere il film - potrebbe anche essere un'opera da poco - e non ne do un giudizio né lo sostengo per spirito militante. Quel che mi preme è la libertà dell'arte e della comunicazione e la possibilità di esprimersi per le minoranze in Italia. È intollerabile che una censura, strisciante e neppure esplicita, blocchi le voci indipendenti. Molti parlano di mercato e di liberismo, ma se il pubblico non può valutare e scegliere da solo il mercato è solo una chimera.

L'alternativa - per Altromondo - è il dvd e una serie di proiezioni pubbliche in diverse città.

Friday, April 11, 2008

Il Patto laico di cui abbiamo bisogno

Ho firmato - com'era ovvio per chi mi conosce - il Patto laico del Partito socialista e invito tutti voi a sottoscriverlo; già che ci sono poi faccio anch'io il mio annuncio ufficiale di voto nell'ultimo giorno di campagna elettorale.

Andrò a votare - perché non considero, per adesso, l'astensione una scelta valida - e voterò il Partito socialista riunificato, con candidato presidente Enrico Boselli. Sono ovvi i motivi per cui non voto Berlusconi né La Destra o La Lega: se lo facessi, siete pregati di farmi internare. Per gli stessi motivi - e qualcosa in più - non posso votare la Forza Italia di centrosinistra (o la nuova Dc che dir si voglia) ovvero il Partito democratico di Veltroni. Se il loro progetto scellerato fallirà, forse potrà rinascere la sinistra italiana.

Non sono convinto dalla Sinistra Arcobaleno, perché mi sembra che troppo spesso abbia messo da parte il tema dei diritti e la laicità in favore delle questioni economiche. Quindi voterà il Ps, sperando che mandi alcuni deputati in Parlamento. L'unica possibilità - in extremis - è che scelga il voto utile per l'Arcobaleno, dal momento che qui in Lombardia se raggiungeranno l'8 per cento prenderanno 4 senatori, togliendone uno al Pd e ben 3 al Pdl. Forse praticherò il voto disgiunto.

Dopo le elezioni c'è sempre Berlino...

Come sapete questa campagna elettorale mi ha talmente disgustato e allontanato dalla politica che ho scritto pochissimo e ho anche trascurato il mio blog. Negli ultimi giorni poi sono stato via a Berlino e Village è rimasto ancor più silenzioso. Non è stata una vacanza, ma una trasferta lavorativa; però nonostante la fatica e le responsabilità sono stato molto bene, ho incontrato un paio di amici che volevo vedere da tempo (ciao Ale e Teo, grazie per le birre) e ho scoperto una città in cui non sarebbe male andare a riparare nei mala tempora che si preannunciano dopo il voto.

Ho visto - pioggia a parte - una città allegra e vivace, persone di ogni tipo, abiti di qualsiasi foggia; mi è parso di respirare aria di entusiasmo, energia, volontà di cambiamento, novità. Se sapessi la lingua ci andrei subito, ma forse imparare il tedesco può essere una scusa per farci un salto da subito.

E poi, di fronte all'emozionante Holocaust Memorial sullo sterminio deli ebrei sta per essere inaugurato un monumento nazionale per ricordare le vittime omosessuali del nazismo. E mi sembra che la locale comunità lgbt sia attiva e visibile. Buoni motivi - oltre agli ottimi trasporti e ai bassi prezzi delle case - per trasferirvicisi. E a Berlino non c'è neppure l'odiata Grosse Koalition!