Saturday, March 29, 2008

La 30enne di Veltroni: no a famiglie gay, aborto, eutanasia

Una Binetti giovane e forse ancora più integralista. È questo il ritratto della capolista del Pd nel Lazio, quella Marianna Madia spacciata da Veltroni per "giovane economista" e precaria, ma in realtà semplicemente amica di famiglia del segretario Pd e cooptata nella peggiore tradizione dei clan.

In un'intervista al Foglio di Giuliano Ferrara, la giovane Madia dà fondo al peggior armamentario della destra familista. E conferma che il Pd non sta a sinistra e forse neppure al centro:
“L’aborto è il fallimento della politica – dice –, un fallimento etico, economico, sociale e culturale... Serve una convergenza di ideali, solo in un dibattito aperto si può arrivare a condividere questa concezione per cui la vita è vita dall’inizio alla fine... Io sono cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Certo è che anche per esperienza personale mi sono resa conto di quanto sia sottile la linea di demarcazione tra le cure a un malato terminale e l’accanimento terapeutico nei suoi confronti. Quindi dico no all’eutanasia ma penso che l’oltrepassamento di quella linea sottile vada giudicato – in certi casi – da un’équipe di medici; comunque non dal diretto interessato o dai suoi parenti... la politica deve permettere di fare e crescere una famiglia, meglio se numerosa. Le politiche sulla casa e di lotta al precariato devono essere pensate in quest’ottica... Ma certo è che se si parla di famiglia io penso a un uomo e una donna che si sposano e fanno dei figli. Scegliendo per la vita”.

Friday, March 28, 2008

Che sorpresa! laico e progressista



Diciamo che mi potevo aspettare il risultato che ho ottenuto sul Politometro di Repubblica, anche perché in passato avevo tentato l'analogo - e ben più approfondito - Political compass. Peccato che in Italia non ci siano poltici che la pensino come me sulle questioni che mi stanno più a cuore.

Thursday, March 27, 2008

Più vicino alla Santanché che a Berlusconi

Chi l'avrebbe mai detto? A seguire le indicazioni di Voi siete qui, paradossalmente è meno lontana da me la Destra di Storace e Santanché rispetto al Pdl di Berlusconi o alla Lega e all'Udc. In ogni caso tra i partiti più vicini, oltre a Di Pietro e alla Sinistra Arcobaleno ecco sigle mai sentite come Pbc e i due partiti ancora comunisti (Sinistra critica e il Partito comunista dei lavoratori).

Chi votare? E soprattutto: votare? Molto probabilmente andrò alle urne come sempre e spero che non mi farò incantare dal voto utile. Anche perché l'unico voto utile, a questo giro, è quello per Berlusconi.

Wednesday, March 26, 2008

Magi Allam si converte. E allora?

E chi se ne frega? Mi sembra il commento più adeguato alla pantomima orchestrata dal vicedirettore ad personam del Corriere della Sera e dal Vaticano per dare risalto mediatico a una conversione come migliaia di altre. Peccato che la fede sia qualcosa di molto personale e intimo, che forse sarebbe bene difendere dal chiasso mediatico e dalle strumentalizzazioni. Su questi temi, però, è molto facile predicare bene; quanto al razzolare, ognuno si arrangia come può.

Certo, la scelta di Allam di battezzarsi proprio adesso e per mano di Benedetto XVI la dice lunga sul tipo di cristianesimo cui si è avvicinato l'illustre giornalista. Un cristianesimo cattolico lontano anni-luce dal Concilio Vaticano II, dalla chiesa comunità dei fedeli, dal ritorno allo spirito del Vangelo. Al contrario una chiesa di nuovo protagonista della politica e interessata alla morale; una chiesa che rispolvera i paramenti dei Papi del passato e fra un po' ritirerà fuori dai cassetti il Sillabo.

Comunque, i gusti sono gusti. Se le chiese si sono svuotate negli ultimi 25 anni (mentre le piazze si riempivano), ma Allam si è sentito attratto da questa religiosità sono affari suoi. Una scelta rispettabilissima, che però starebbe bene se rimanesse nella sfera personale, quella cui appartiene ogni religione.

Saturday, March 22, 2008

Com'è lontana la Gran Bretagna



A Londra il leader dell'opposizione, il conservatore Cameron, chiede scusa pubblicamente perché mentre andava in Parlamento è passato col rosso e ha percorso una strada in senso contrario. Era in bicicletta.

A Roma possiamo ricordare almeno una decina di casi di parlamentari che arrivano in Porsche e parcheggiano sul marciapiedi o si fanno portare in ambulanza pur stando benissimo. Per tacere dei conti all'estero e delle menzogne pubbliche.

Monday, March 10, 2008

La Spagna dei diritti ha battuto quella dei cardinali

Con il voto di ieri il presidente del Governo spagnolo Zapatero e il Psoe hanno ottenuto il miglior risultato della loro storia e hanno visto confermata dal voto popolare la politica degli ultimi quattro anno, compresi il matrimonio gay, il divorzio rapido, la legge sull'uguaglianza fra donna e uomo, l'abolizione dell'ora di religione obbligatoria, l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole.

Secondo i risultati definitivi, il Psoe ha ottenuto 11.064.524 voti, pari al 43,64% del totale. Nel 1982, quando Felipe Gonzales ottenne la maggioranza assoluta, erano stati solo 8.551.791, pari al 40,82%. Il massimo storico dunque per i socialisti spagnoli, che non hanno mai avuto paura di chiamarsi "Partito socialista operaio", mentre in Italia i riformisti non sono di sinistra (parola di Veltroni) e si dichiarano vagamente "democratici", senza specificazioni. E così possono candidare un operaio e il falco dei padroni di Confindustria.

José Luis Rodriguez Zapatero ha portato il suo partito al trionfo e ha sconfitto l'opposizione del Partito popolare, dei poteri finanziari e soprattutto della Chiesa cattolica, che a dicembre organizzò una manifestazione di migliaia di persone a Madrid, che poco prima delle elezioni esortò gli spagnoli a non votare socialista, che qualche giorno prima del voto ha eletto a capo della Conferenza episcopale il cardinale di Madrid Rouco Varela.

La Chiesa cattolica ha scelto di alzare i toni, si è contrapposta in modo aspro al presidente del Governo e ha scommesso sul voto. Alla fine ha perso e non escludo che, anzi, l'intervento dei vescovi abbia mobilitato una parte del voto socialista. Le leggi civili della Spagna sono al riparo e anzi hanno ricevuto una sanzione ulteriore dal voto popolare.

Sunday, March 09, 2008

Zapatero ha vinto, la democrazia funziona

Il Psoe, sembra evidente ormai, ha vinto le elezioni in Spagna. Resta da stabilire se con maggioranza semplice o assoluta. Minimo 5, massimo 7 punti di percentuale di distacco sul Pp con un'affluenza di poco inferiore a quella, record, del 2004.

Piccola notazione: in Spagna hanno votato dalle 9 di stamattina alle 20 della sera. E con tutto ciò ha votato il 73,5% degli aventi diritto, senza riaprire le urne il lunedì e senza cominciare alle 7 del mattino per finire alle 22.. Ma non solo: alle 21,31 è stato scrutinato il 23% delle schede. In Italia, l'ultima volta, a mezzanotte non si sapeva ancora chi aveva vinto.
Anche così funziona una democrazia.

PS: un pensiero va al nuovo (vecchio) presidente della Conferenza episcopale spagnola, il cardinale Rouco Varela.

Maggioranza assoluta per Zapatero?

Primi exit-poll che fanno ben sperare dalla Spagna. Secondo il sondaggio all'uscita dai seggi di Tve, il Psoe di Zapatero avrebbe raggiunto il 45% dei voti, contro il 38,6% del Pp. Zapatero potrebbe ottenere persino i 176 voti necessari per governare da solo con la maggioranza assoluta dei 350 deputati.
Online lo speciale del Paìs.

Spagna al voto, tifiamo per Zapatero



La Spagna vota per rinnovare la Camera dei deputati e una parte dei senatori (ma il Senato conta molto meno). Di fatto, si sceglie se ripetere per altri quattro anni il governo Zapatero o restituire il potere al Pp condotto da Rajoy. Questo blog, ovviamente, sostiene Zapatero e si augura una vittoria ampia e incontrovertibile del Partito socialista operaio spagnolo. Per tutte le riforme e soprattutto per la grande conquista dell'uguaglianza per tutti i cittadini, indipendentemente dall'orientamento sessuale.

Sul blog di Gabriele potete leggere la trascrizione del momento decisivo del dibattito alla Camera spagnola sul matrimonio per tutti. Straordinario l'intervento del Psoe affidato a questa giovane parlamentare di 29 ann, Carmen Montón Giménez, studentessa di medicina, entrata nell’organizzazione giovanile del PSOE nel 1992 e nel partito dal 1996. Altro che Marianna Madìa.

Saturday, March 08, 2008

"La Chiesa vittima della cultura dell'immagine"


La Chiesa cattolica è vittima dell'edonismo e della cultura dell'immagine. È snaturata dalla superficialità e dalla secolarizzazione.

Non solo: i credenti, da un lato, "sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori, nella negazione pratica di Dio: non c'è più bisogno di Dio, di pensare a Lui e di ritornare a Lui".

Quanto alle gerarchie "la mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce, nei fedeli come nei pastori, una deriva verso la superficialità e un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale".

Superficialità, egocentrismo, cultura dell'immagine. Senza dubbio il Papa Benedetto XVI coglie nel segno nel denunciare i mali di una Chiesa lontana mille anni dalla povertà evangelica e dal messaggio del poverello d'Assisi, novello Cristo, sposo della povertà, come sottolineava anche il sommo Dante.

Certo, chi lancia accuse del genere sarebbe più credibile se non si vestisse da satrapo persiano o monarca assoluto secentesco.

Tuesday, March 04, 2008

Questo blog sta con Hillary Clinton

Forse dopo il voto di questa notte - Texas, Ohio, Vermont e Rhode Island - non ci sarà più una candidatura di Hillary Clinton alle primarie del partito democratico Usa. Se Obama il tribuno vincesse uno dei due stati maggiori - Ohio e Texas - l'ex first lady sarebbe, quasi certamente, costretta ad abbandonare. Quindi meglio approfittare dell'ultima occasione utile.

Personalmente preferisco Hillary, la sostengo e spero che vinca la nomination per il partito democratico. E, visto che amo i perdenti, sono ancora più convinto del mio sostegno in questo momento. Credo che sarebbe di gran lunga un presidente migliore, sia di Bush sia di McCain sia di Obama. E credo che una sua vittoria sarebbe molto più dirompente sotto il profilo sociale di un successo di Obama.

Che una donna sia intelligente, di successo e aspiri alla massima carica elettiva del mondo è così inaccettabile per una parte della popolazione - donne o uomini - che, per scongiurare la sua candidatura, abbiamo assistito alla più massiccia mobilitazione "contro" degli ultimi tempi. I mezzi di comunicazione di massa non le hanno risparmiato nulla, mentre coccolavano il suo avversario, forse più per moda che per convinzione. E gli elettori degli stati più conservatori l'hanno osteggiata in ogni modo. Non è un caso che abbia vinto a new York e in California, gli stati più moderni ed evoluti.

Ma c'è di più. Hillary Clinton ha più esperienza, ha dimostrato più capacità e ha una visione del mondo e della società americana. È di sinistra - forse non come la vorrebbero alcuni miei amici, ma di certo molto più di Veltroni. In tempi non sospetti ha proposto una riforma del sistema sanitario che avvicinerebbe l'America all'Europa e ha sempre sostenuto i diritti delle persone lgbt.

E Barak Obama? Francamente fatico a cogliere i motivi di tanto entusiasmo. A me pare un demagogo con una bella voce e un gran carisma. In più - più di Berlusconi - ha il fascino della gioventù e un'indubbia avvenenza. Abbastanza per far dire a una Scarlett Johansson che lo sostiene perché ne è affascinata; un po' poco per desiderarlo alla guida degli Stati Uniti. In più il suo programma è fumoso, non sappiamo come la pensa sull'aborto e sui diritti civili; non è chiaro che cosa farebbe della Sanità; quanto agli Esteri, meglio non parlarne per carità della patria.

E quindi? Un bel personaggio costruito dai media e perfetto per sbarrare la strada a Hillary: chiunque (uomo) purché non sia una donna. Salvo poi essere fatto a pezzettini dal McCain che verrà. Forza Clinton. Una donna intelligente e preparata alla Casa Bianca è la vera rivoluzione

Monday, March 03, 2008

La chiesa cattolica trama contro i gay



Su La7, ieri sera, è andato in onda l'odio delle gerarchie cattoliche verso i gay. Un odio sordo, profondo e viscerale, che li porta ad appoggiare chiunque sia anti-gay.

Se avevamo bisogno di conferme, ecco l'episodio di Italian job, in cui un monsignore - chissà chi sara? - ordisce trame per far "curare" i gay, specialmente quando sono più giovani. Inquietante.

Saturday, March 01, 2008

"Il Pd non è di sinistra". Dov'è la notizia?

Grazie a Titollo scopro un'intervista di Walter Veltroni al Paìs. "Siamo riformisti, non di sinistra", rivendica il segretario del Partito democratico, che ciononostante si sente vicino al presidente del governo spagnolo Zapatero. E sui gay ripete le solite frasette pietistiche sulle persone che non si possono visitare in ospedale. Che pena!

Che il Pd non fosse di sinistra era chiaro a tutti. Poi Veltroni lo ha confermato ulteriormente a parole e con i fatti, candidando anche un generale...
Ma una volta i generale non stavano nei governi di destra? Appunto.