Friday, February 29, 2008

Nel Pd di Veltroni anche il poliziotto di Forza Italia

Premetto che non ho nulla contro la polizia, che quando vedo una divisa mi sento più rassicurato che minacciato (ma non ero a Genova) e che a Milano votai volentieri per l'ex prefetto Bruno Ferrante, che mi parve persona seria e con un'idea di società molto di sinistra. Quindi non ci sono pregiudizi nella mia riflessione.

Certo, nessuno può dimenticare come è caduto il governo Prodi II: abbattuto dal voto contrario non della Sinistra Arcobaleno, ma dei sedicenti centristi (meglio, estremisti di centro) Mastella e Dini e Fisichella. Guarda caso tutti in passato eletti con Berlusconi e poi passati proditoriamente con il centrosinistra (l'Unione) che li aveva accolti senza fare "analisi del sangue".

Bene. Senza fare tesoro di questa esperienza Walter Veltroni, nel suo sforzo ecumenico (i "nazisti per Veltroni"), ha annunciato la candidatura del prefetto di Roma Achille Serra. Dell'uomo non mi inquieta il ruolo istituzionale - dio sa quanto abbiamo bisogno di un serio discorso sulla legalità - ma il passato politico. Qualcuno si ricorda - o ha ricordato - che Achille Serra nel 1996 (ai tempi del primo Ulivo) fu candidato ed eletto in Lombardia nelle liste di Forza Italia? A meno che non si tratti di un omonimo, per di più nato nello stesso anno e luogo.

Ciò che fa più specie è la disinvoltura in questi passaggi da una parte all'altra, come se tra il Pdl e il Pd non ci fossero differenze... Ma ce ne sono?

Thursday, February 28, 2008

Imma Battaglia folgorata sulla via di Veltroni

Grande confusione sotto il sole del movimento lgbt italiano in vista delle elezioni politiche; e non è detto che sia un male. L'Arcigay - rotto il cordone ombelicale con i Ds che non esistono più - va in ordine sparso: Aurelio Mancuso si candida con la Sinistra Arcobaleno, Grillini sta con il Partito socialista, Sergio Lo Giudice è nel Pd e forse sarà candidato.

La Sinistra Arcobaleno riporterà in Parlamento - se avrà abbastanza voti - Titti De Simone e Vladimir Luxuria, mentre Veltroni, che era stato accusato di un taglio netto con il mondo gay, si rifà con un colpo di teatro: in lista ci sarà Anna Paola Concia, da anni impegnata nelle lotte per i diritti, già portavoce di Gayleft, ma ciononostante buona amica di Paola Binetti. Una domanda, però: in che posizione sarà la Concia? Tra i primi 5 in Lazio o 18esima in Lombardia? No, perché fa una bella differenza e annunciare una candidatura senza particolari dà adito a qualche dubbio.

Se il Circolo Mario Mieli sembra aprire con cautela alla Sinistra Arcobaleno, ma non risparmia critiche alla candidatura Rutelli per il Campidoglio, è eclatante - ma per certi versi non sorprendente - il risposizionamente di Imma Battaglia su posizione moderate e filo-Pd. Il legame della ex pasionaria di Muccassassina con Walter Veltroni è di antica data - e le ha consentito da avere grande visibilità a Roma anche con un movimento neonato e di certo con pochi iscritti, almeno all'inizio - ma adesso Immacolata dispensa miele sul Partito democratico.

Prima loda la candidatura di Paola Concia; poi si lancia in proclami di dialogo con le forze cattoliche, auspicando non si sa bene quali mediazioni
"su questo terreno una soluzione positiva per tutto il movimento glbt debba passare da una politica concreta che trovi un punto di sintesi anche con il mondo cattolico".
Infine tesse le lodi del candidato Rutelli e del suo fantomatico progetto di un Centro Internazionale della Cultura Omosessuale. Tralasciando di dire che Rutelli ha opposto un netto no a qualsiasi idea di un registro delle coppie di fatto nella Capitale.
Il salto mortale carpiato è eseguito alla perfezione.

Il Pd esorcizza la "deriva laicista"

Con interviste come questa di La Torre al Corriere (e parliamo di un ex Ds!) mi sa che il Pd non conquista voti cattolici - tanto gli integralisti stanno con Casini - ma rischia di perdere quelli laici. E sicuramente quelli di gay e lesbiche.
nella carta dei valori del Pd c'è scritto che la religione ha una dimensione pubblica, con buona pace delle sciocchezze che dice Odifreddi secondo cui la religione ha solo una dimensione privata
Certo che ci vuole una bella dose di ingratitudine per accusare Prodi di aver messo a rischio i rapporti col mondo cattolico.

Ma evidentemente alcuni ex comunisti hanno troppo a cuore la real politik (secondo loro).
E intanto Rutelli fa l'accordo con la Sinistra Arcobaleno sulla pelle di gay e lesbiche.

Wednesday, February 27, 2008

Meglio Aida Yespica di Marianna Madìa

Chi sia Aida Yespica lo sapete in molti: è una soubrettina televisiva che si arrabatta da una trasmissione all'altra. Marianna Madìa, invece, è la prossima capolista del Partito democratico nel Lazio, scelta da Veltroni come "volto nuovo". Una giovane "ricercatrice" ed "economista". Peccato che sia anche la figlia di un caro amico di Veltroni, venuto a mancare, e che prima ancora di laurearsi avesse trovato un solido lavoro alla fondazione Arel di Enrico Letta. Per non parlare del fidanzamento con il figlio di Giorgio Napolitano. Ma di tutto questo ha già parlato Nullo.

Lo sconcerto - e l'aggancio con la Yespica - ha altre basi. Intervistata da Ballarò, la 27enne "economista" (che non ha ancora discusso la tesi di dottorato) ha candidamente rivelato: "di politica non so molto". "E come farà, allora?" le ha chiesto la giornalista, allarmata. "Mi farò guidare". Complimenti!

A questo punto è molto più seria Aida Yespica, di cui si era favoleggiata una possibile candidatura per Berlusconi. Non solo ha escluso di correre per la destra, ma ha aggiunto:
«Non mi candido perché non sono cittadina italiana, non parlo bene l'italiano e in più di politica ne so ben poco».
Ecco: la serietà evidentemente non si compra al mercato e la Yespica, di cui avevo una considerazione nulla ha dato una lezione di stile e di modestia. Forse era meglio candidare lei.

Gay, donne e precari per il Partito socialista

Il Pd non ha voluto i socialisti apparentati, come ha concesso a Di Pietro, perché non fosse evidente quante persone sono "riformiste" ma tengono ai diritti civili e alla laicità. La proposta di Veltroni era di sciogliere un partito che ha più di cento anni proprio ora che ha recuperato la diaspora e si prensenta come nel resto d'Europa: Ps, Partito socialista.

A questo punto il Ps va da solo, con il rischio di farsi molto male; ma almeno qualcuno in Italia tiene ancora la bandiera del socialismo europeo - quello di Zapatero e di Schroeder, della Royal e di Blair - senza rinunciare alla propria identità per imbarcare la Binetti.

La campagna per il web mette l'accento sulle categorie che in questo momento in Italia sono rpivate dei diritti di cittadinanza: donne, gay, precari. Probabilmente a causa delle tv - centrate su Berlusconi-Veltroni - il Ps rischia di non portare nessuno in Parlamento. Ma poi non vi lamentate se la Binetti fa cambiare la legge sull'aborto e impedisce una riforma sulle unioni civili.

Tuesday, February 26, 2008

Onesta Anna Tatangelo con l'amico gay




Lo posso dire? A me la canzone di Anna Tatangelo è piaciuta. O meglio: mi sono messo ad ascoltarla in Rete (benedetto YouTube), cercando di essere equanime; e non lo trovata affatto orrenda. È la solita canzone melodica in salsa napoletana di Gigi D'Alessio, ma alla fine non ci sono né troppi luoghi comuni né offese ai gay. E musicalmente è la tipica canzone pop italiana.

Intendiamoci: personalmente non mi rivedo nell'amico della Tatangelo, ma quante persone etero si rivedono in tutti i brani di musica pop sanremese? In fondo la bella Anna ha voluto raccontare "una" storia gay, quella del suo amico, non "la" storia gay paradigmatica. Come se ne esistesse una, poi. Arriverà qualcun altro (o è già arrivato, penso a Omosessualità di Elio o a un paio di canzoni di Tiziano Ferro) che canterà l'amore gay in qualche altro modo. La Tatangelo l'ha fatto col suo stile e non mi sento di darle la croce addosso (comunque meno pietistica del Cristicchi dell'anno scorso).

E in fondo non può che fare bene sentire su Raiuno in prima serata un ritornello che ripete " Dimmi che male c’è / Se ami un uomo come te / Se il cuore batte forte".
Ecco tutto il testo:

“Il mio amico” di Anna Tatangelo

Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando da mattina
Con il viso stanco e ancora di po’
Di trucco lascia
I sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me

Ma poi si chiude dentro di sé
Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
Se il cuore batte forte
Dà la vita a quella morte che vive dentro te…
Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro
Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio
Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…

Wednesday, February 20, 2008

Danza e maschi, affrontiamo il tabù

La storia di Andrea, il ragazzo torinese picchiato e azzoppato da due compagni di scuola perché vuole fare il ballerino, è sintomatica di un clima generale del paese. Lo stesso clima che ha portato all'incendio del bar lesbo-gay Coming out a Roma.

Una ballerina, che ha una delle più importanti scuole di danza, è arrivata al punto di consigliare ai suoi allievi il silenzio sulle proprie passioni: meglio tacere e non dire che si ama volteggiare sul palco, per evitare lo stigma sociale e le aggressioni. Ma il punto non è questo.

Non è neppure sfatare l'equazione (in parte confermata, ma comunque arbitraria) danza=omosessualità. Il punto è (e dovrebbe esserlo per tutte le forze sane di questa disastrata società) estirpare lo stigma sociale dell'omosessualità, che nasce dalla superiorità del maschile sul femminile. Il ragazzino di Torino massacrato di botte viene punito dai suoi simili non tanto e non solo perché potrebbe essere gay, ma perché "tradisce" il genere maschile (dal loro punto di vista distorto) per fare qualcosa di femminile o di associato al femminile.

È come se simbolicamente il ballerino accettasse la parte femminile di sé (sia o non sia poi effettivamente gay), mentre il bullo deve ribadire il proprio lato maschile anche con la violenza. Perché nella sua breve vita ha imparato che il maschile è solo quello: violenza, sopraffazione, forza. Una maschilità ancora machista e fallica, di sopruso e imposizione. E a farne le spese sono sempre i devianti e gli eretici: donne e gay.

Riusciremo a cambiare le cose?

Monday, February 18, 2008

La Costituzione ha 60 anni. Riparliamone



Un altro spettacolare intervento di Paola Cortellese a Parla con me.
In fondo, perché non riparlarne?

Saturday, February 16, 2008

Dal "sì, ma anche" ai nazisti per Veltroni

Vi ricordate la battuta che circolava a Roma quando Veltroni si ricandidò per il Campidoglio sostenuto persino dall'Opus dei e dai centri sociali? «Sì, vabbé, mo’ fermiamoci però, che se no arrivano pure i nazisti per Veltroni».

Ecco, siamo proprio su quella strada con l'assemblea costituente del Pd veltroniano. Fra i candidati del Partito democratico ci saranno l'operaio sopravvissuto della Thyssen di Torino e - come capolista al Nord - l'imprenditore Matteo Colaninno. In coalizione ci sono i giustizialisti di Di Pietro, ma non i socialisti o i radicali. I quali, se vogliono candidarsi con il Pd, devono entrare nelle liste comunii.

Perché? Ma perché così - visto che non c'è il voto al singolo candidato - non si potrà valutare il peso delle singole componenti e una Bonino, con tutti i suoi sostenitori, varrà come una Binetti che porta solo il proprio voto, più l'imprimatur di Ruini.

Il programma del Pd? Copiato da Berlusconi: meno tasse per tutti, lotta ai pedofili (una vera emergenza nazionale) e missioni di pace (con morti) all'estero. I diritti civili? Non pervenuti: non se ne parla e non se ne farà nulla. Solo sull'aborto, Veltroni difende la legge 194 (ma solo perché c'è già e non si deve votare, quindi conservatorismo puro), ma chiede che le "questioni etiche" non entrino in campagna elettorale. In fondo, perché parlare dei temi importanti per tutti?

Ovviamente di gay, lesbiche, trans e diritti civili non si fa neppure menzione. Grazie, Veltroni.

Friday, February 15, 2008

Vota ricci/forte per Clubbing

Quelle che vedete qui sopra sono le tre possibili copertine di Clubbing di marzo. La rivista ha deciso di chiedere ai lettori quale scegliere per il numero che effettivamente sarà distribuito.

Visto che la numero 2 è tratta da uno spettacolo di due amici - ricci/forte - l'ho votata e chiedo anche a voi di promuoverla, mandando un'email a redazione@gayclubbing.it

Friday, February 08, 2008

Zapatero zittisce i vescovi spagnoli

Come ci piace questa immagine! Sìììì.

Il presidente del Governo Zapatero rimprovera il nunzio apostolico del Vaticano, Manuel Monteiro, e gli rinfaccia che mai in passato i vescovi cattolici erano intervenuti sulla politica di Madrid nei riguardi dell'Eta. Anzi, spesso erano stati proprio i vescovi a tentare la strada del dialogo.

Alla fine ha chiesto "maggiore rispetto" dei vescovi per i poteri pubblici. Sogniamo con lui, ché qui abbiamo Veltroni il puffoso.

Wednesday, February 06, 2008

Veltroni e il Pd lavorano per Berlusconi

Destra (Casa delle libertà), Centro (Partito democratico) e Sinistra (La Sinistra e l'arcobaleno), con i mezzo i centristi di Tabacci e Baccini (con Pezzotta) e ancora fuori dalle alleanze i radicali e il Partito socialista. Così, più o meno, si presenteranno le liste alle prossime elezioni e, a meno di miracoli impossibili, vincerà Berlusconi a mani basse.

Sì, perché alla Camera dei deputati basta prendere più voti degli altri - anche il 47 o il 48% come coalizione - e si vince un premio di maggioranza sufficiente per governare. E quelli non sono tipi da far cadere il governo. Non è neppure ipotizzabile che il Pd da soli arrivi al 40%, figuriamoci al 46 o 47 che gli servirebbe per vincere. Così alla Camera stravincerà Berlusconi. Al Senato, tranne le regioni rosse dove il Pd potrebbe farcela da solo, sarà di nuovo la Cdl a fare man bassa. E se vanno da soli anche all'estero, pure quei senatori e deputati sono persi: si ripeterà l'errore che fece la Cdl nel 2006.

Insomma, il Pd sta preparando le megliori condizioni perché Berlusconi vinca, stravinca e non sia neppure costretto a dialogare e discutere le principali leggi. Una rivisitazione del 2001, insomma. Con l'aggravante che stavolta non è stata Rifondazione a far cadere il governo; ma sono stati Mastella e i suoi (erano solo tre, però) sommati a Fisichella e Dini, che erano stati eletti improvvidamente nelle liste della Margherita. Come la Binetti, che a sua volta aveva votato contro la fiducia al governo in precedenza.

Poi dicono che si pensa male di questi qui. Se non ci fossero, Berlusconi li dovrebbe inventare!
Ah, per i diritti civili si prega di ripassare verso il 2050.

Sunday, February 03, 2008

La difesa della Vita, l'indifferenza per le vite

Ormai la chiesa cattolica - almeno nei suoi vertici vaticani - ha deciso di abbracciare il dogmatismo più vieto, il fariseismo più radicale. Quello che erige un totem alla Vita (un'astrazione, un'idea, un idolo) e calpesta le vite, quelle reali delle persone: di donne, uomini e bambini. Viva la vita, abbasso l'umanità, ci sarebbe da dire.

L'ultima conferma è arrivata dall'Angelus di oggi, in cui il Papa (che, sia detto fra parentesi, era quello che in Italia non aveva libertà di parola) ha ripetuto e ribadito le solite posizioni
amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. E’ infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale.
Come possa esistere vita umana prima della nascita è francamente difficile da comprendere. Ma quando si spacciano pensierini quotidiani per riflessioni filosofiche ogni mistificazione è possibile. Ma ancora più stridente è la contraddizione fra il rifiuto dei progressi scientifici nell'utilizzo dell'embrione per la ricerca, di contro all'accoglimento acritico di qualunque esperimento e intervento medico e artificale per mantenere "in vita" una vita che non è tale né forse lo è mai stata.

Vale per i malati terminali tenuti aggrappati a macchine sempre più sofisticate e anti-natuale; vale, ancor di più, per la neonatologia che promette di "salvare" non solo i bambini, ma persino i feti. Come hanno annunciato i primari di ginecologia e neonatologia di quattro università romane. Che, per i giornali italiani, sono diventati "i ginecologi": pochi esperti di parte (due università su 4 sono cattoliche, una è dell'Opus Dei) diventano i rappresentanti della comunità scientifica.

Ma un feto di 22 settimana che venga rianimato (anche contro la volontà della madre e del padre) che possibilità di vivere ha? Ma soprattutto che qualità della vita potrebbe teoricamente avere? Persino il comitato di bioetica consiglia, in queste condizioni, solo cure compassionevoli che accompagnino questa creatura verso una serena morte. Che senso ha accanirsi su un feto moribondo, attaccarlo a tubi e macchinari, prolungare la sua sofferenza e magari farlo durare settimane o mesi in più? Magari un feto senza capacità cerebrale, cieco, sordo e affetto da gravissime patologie. Se non è questa la scienza di Frankenstein...

Saturday, February 02, 2008

Zapatero: i vescovi sono andati troppo oltre

In Spagna ormai la chiesa cattolica ha fatto una scelta di campo precisa e, immagino, ponderata. Due giorni fa la Conferenza episcopale spagnola ha emesso un comunicato con le proprie indicazioni di voto: senza indicare a chiare lettere il partito che preferiscono (solita ipocrisia), hanno invitato i fedeli a non votare i partito che minacciano la famiglia (legge sul matrimonio per tutti), che manipolano la storia nazionale (Legge sulla memoria storica), che minacciano la libertà di educazione dei genitori (Educazione alla cittadinanza insegnata nelle scuole) e che trattano con i terroristi (processo di pace tentato dal governo Zapatero con l'Eta).

Stavolta, però, è stato lo stesso presidente del governo Zapatero a replicare con grande chiarezza a questa invasione di campo: "I vescovi - ha detto in un comizio pubblico - hanno diritto di chiedere il voto per il Pp, ma stavolta sono andati troppo oltre. Sono caduti nella tentazione di usare il terrorismo in campagna elettorale. Di fare questo non hanno diritto. Non lo abbiamo accettato dal PP e tantomeno lo accettiamo dai vescovi. L'essenzia di una libertà profonda e autentica è che nessuno nessuno tenti di imporre né la sua morale né le sue credenze. E che si rispettino tutte".

Il 9 marzo si vota.