Monday, October 01, 2007

Torino, l'omofobia inganna anche la Procura

Singolare sillogismo quello dei magistrati torinesi, chiamati a indagare sul suicidio di Matteo, il ragazzo filippino che si buttò dalla finestra e che secondo la madre a scuola era emarginato ("Sei come Jonathan" gli dicevano).

Con una conferenza stampa la procura ha annunciato che le indagini sono chiuse e che sarà chiesta l'archiviazione, perché non c'è reato e Matteo è stato inopinatamente elevato a "icona gay": ovviamente testate come "Il Giornale" sono andate a nozze di fronte a una presa di posizione così netta.

La procura, però, pecca di superficialità. A parte che l'espressione "icona gay" ha un significato ben preciso e mai è stata utilizzata per le vittime dell'omofobia e per chi era perseguitato a causa del proprio orientamento, ma in genere per le subrette dello spettacolo e per personaggi femminili straordinari; ma c'è di più.

Nessuno ha mai sostenuto che Matteo fosse certamente gay. Il punto è che era preso di mira perché lo sembrava o dava l'impressione di esserlo. Il magistrato che indagava invece ci ha tenuto a chiarire che sul suo cellulare c'erano solo immagini di ragazze e dunque il suo orientamento sessuale era "verso l'altro sesso".

A parte il sillogismo discutibile, con questa puntualizzazione, credo, il nobile pm pensa di aver restituito dignità alla memoria di Mattero.
Che tristezza.

3 comments:

Teo said...

Davvero, che tristezza!

Gabriele said...

Sì, è una notizia che mette davvero molta tristezza e ne ricorda altre... Una volta di più si rinuncia a pronunciare una parola chiara contro l'omofobia, anzi, la si fa propria, più o meno consapevolmente. Il cammino è ancora lungo.

AnelliDiFumo said...

Guardate, sul mio blog ho una certa Mariad, iscritta al PD, che sostiene che i gay non siano discriminati in Italia e vivano splendidamente. Io ho cominciato a grattarla via come si fa con le macchie di grasso sul pavimento della cucina, ma se voleste passare a dire la vostra... i post sono quelli sul matrimonio in articulo mortis e sull'ultima svolta a destra.