Monday, October 29, 2007

Sarà Cristina l'Evita dei gay argentini?

Per la prima volta nella storia dell’Argentina una donna è eletta presidente o presidenta, in castigliano. Dove non è riuscita Ségolène Royal - conquistare un’elezione diretta - ce l’ha fatta Cristina Kirchner, sulla scia di un’altra donna, Michelle Bachelet presidente del vicino Cile.

Moglie del presidente uscente, Nestor, first lady, avvocato e senatrice da molti anni, Cristina Fernandez Kirchner ce l’ha fatta, nonostante le critiche e le polemiche che - guarda caso - hanno preso di mira i presunti interventi di chirurgia estetica cui si sarebbe sottoposta. Avete mai visto qualcosa del genere per un candidato uomo?

Comunque Cristina ha vinto e lei è più a sinistra del marito, il quale ha già portato a sua volta una ventata di progresso nel paese, cancellando le leggi di impunità per i responsabili delle torture sotto la dittatura militare. Quanto ai diritti lgbt Cristina ha dichiarato che crede nella libertà di scelta sessuale per uomini e donne di Argentina.

Arriveranno i matrimoni dello stesso sesso? Nonè certo, ma è molto probabile che si estendano a tutto il paese le unioni civili che adesso sono in vigore a Buenos Aires.

Saturday, October 27, 2007

Amato anti-gay, ora con una circolare

Non c’è niente da fare. Se nasci tondo non muori quadrato; e se sei omofobo non diventi aperto e illuminista. Neppure se sei così comprensivo verso gli immigrati e verso le altre religioni, anzi verso le religioni in generale, di cui vuoi capire il punto di vista.

Il punto di vista che Giuliano Amato, ministro dell’Interno, non vuole capire - invece - è quello delle lesbiche e dei gay. Lui, che da presidente del Consiglio nel 2000 si rammaricò di non poter impedire il corteo del Gay Pride, perché “purtroppo c’è la Costituzione”, oggi conferma la tua attitudine che lo caratterizza nella vita politica e in quella privata.

Con una circolare - la numero 55 del 18 ottobre - il ministro ha ordinato a tutti i prefetti e sindaci d’Italia di impedire la trascrizione dei matrimoni dello stesse sesso celebrati all’estero, in paesi come la Spagna o il Canada dove i diritti civili valgono per tutti. E di prestare estrema attenzione - che volgarità - al sesso dei contraenti.

“La richiesta di trascrizione di un simile atto compiuto all’estero deve essere rifiutata perché in contrasto con l’ordine pubblico interno”.

Lo denunciano i Radicali italiani, che con la segretaria Rita Bernardini e Sergio Rovasio chiedono il ritiro immediato della circolare, l’ennesima violazione italiana dei diritti civili ribaditi e promossi dal Parlamento Europeo e dall’Unione di cui facciamo parte. Ma i cittadini omosessuali, evidentemente, devono avere meno diritti degli altri, secondo Amato.

Ma non si illuda il ministro. Siamo pronti a ogni tipo di battaglia legale, fino alle massime magistrature della Repubblica, per vedere attuato l’articolo 3 della Costituzione. Che purtroppo (per Amato) c’è ancora.

Monday, October 22, 2007

Polonia, via i gemelli ma niente illusioni

Buone notizie - non ottime, ma almeno buone - dalla Polonia, dove i cittadini hanno votato per rinnovare il Parlamento (dopo soli due anni) e hanno mandato a casa la coalizione di estrema destra guidata da Jaroslav Kaczynski, uno dei due gemelli al potere a Varsavia (l’altro, Lech, è presidente e tale resterà almeno fino al 2010).

Buone notizie, si diceva, perché il partito omofobo e reazionario dei gemelli - Legge e ordine (Pis) - è stato sconfitto dall’opposizione liberale di Piattaforma civica, guidata da Donald Tusk (44% contro 31%). Si annuncia, quindi, più europeismo, più liberismo e un atteggiamento più internazionale. I vincitori, però, sono liberali, sì, ma di destra, dunque più attenti alle libertà economiche che a quelle civili.

La sinistra, invece, socialdemocratica ed ex comunista si è fermata al 13%: abbastanza per sostenere i liberali contro il presidente gemello, ma troppo poco per imporre una piattaforma di riforme civili. Quindi, in definitiva, è scongiurato almeno per ora il pericolo di liste di proscrizione e licenziamente di massa a danno di gay e lesbiche; ma neppure sono alle viste nuove leggi che riconoscano i diritti delle persone lgbt. Un passo avanti, ma molto piccolo.

Wednesday, October 17, 2007

Il Vaticano contro la Corte di Cassazione

Ormai siamo al parossismo. Neppure i giudici togati della Suprema Corte di Cassazione, il massimo organo giuridico della Repubblica sfuggono agli strali della Santa Sede e del suo organo di informazione, L'Osservatore Romano.

L'ultima querelle riguarda la dolorosa e delicata vicenda di Eluana Englaro, per cui i giudici di Cassazione hanno deciso che debba essere celebrato un altro processo: in discussione c'è l'opportunità di interrompere l'alimentazione artificiale che tiene in vita Eluana contro la sua volontà e contro natura.

"Inaccettabile", tuona l'Osservatore. Peccato che da quelle parti non debbano accettare niente, visto che vivono in un paese straniero, lo Stato Vaticano. E le leggi italiane non dovrebbero essere prima visionate da Oltre Tevere. Per molto meno un ministero degli Esteri normale avrebbe richiamato l'ambasciatore presso la Santa Sede.

Monday, October 15, 2007

Scuola, grazie dei Fioroni

Ma chi me lo doveva dire che in un governo per cui provo orrore alla fine sarei stato costretto ad approvare un vecchio politico democristiano di lungo corso. E invece, tiè! Fioroni mii ha fregato e devo pure sperare che non lo spostino da lì...

Basta andare a legge bene nell’ultimo protocollo di intesa (pdf) firmato il 10 ottobre dal ministero della Pubblica Istruzione e dalle associazioni dei genitori riunite nel FoNags. Tra le latre cose, nel documento Fioroni si impegna a:

• promuovere e sostenere progetti culturali e formativi che contribuiscano alla prevenzione e comprensione del fenomeno del bullismo, compresi atti di intolleranza razziale o religiosa, di violenza omofobica e di violenza giovanile in ogni sua forma fisica e psicologica;

Capito? Alla faccia della cara Morattila.
Giustamente festeggia l’Agedo che ha partecipato al tavolo e ha firmato il protocollo insieme alle altre associazioni, fra cui il Moige. Se ci si divide sulle coppie di fatto e sul matrimonio, almeno è un sollievo constatare che sul rispetto e la non discriminazione è più facile trovare un accordo.

Adesso è necessario che questa parole siano riempite di significato e che le scuole attivino progetti e iniziative nella direzione dell’educazione e della prevenzione. Ma la strada è già aperta.

Sunday, October 14, 2007

Fuori dal Vaticano il monsignore gay

Exit - la trasmissione di Ilaria D'Amico - ha fatto centro, con la puntata del primo ottobre in cui ha presentato - con mascheramenti e contraffazioni - un drappello di preti gay, scovati sulle chat da un complice e ripresi a loro insaputa con una telecamera nascosta. Uno di loro era addirittura un monsignore e aveva ricevuto il ragazzo della chat in un ufficio in Vaticano.

Nonostante le precauzioni - viso oscurato e voce metallica - le gerarchie hanno riconosciuto l'ufficio e sono risalite al "colpevole", monsignor Tommaso Stenico, che ha già perso il posto di collaboratore della rivista online Petrus (di stretta osservanza ratzingeriana), da cui sono partite vere e proprie crociate contro il marciume (appena scoperto, sembrerebbe) del clero cattolico.

I quotidiani e i siti italiani stanno cercado di coprire il nome del prelato - che aveva anche un blog anch'esso oscurato - ma dal momento che Petrus lo ha pubblicato, tanto vale scriverlo anche qui. Il vescovo in questione, anzi, conferma la disavventura con Exit, ma ne dà una spiegazione scientifica: è un prete "psicanalista", sostiene, e stava svolgendo un'indagine su sacerdoti e omosessualità, ma - che strano! - senza informare i suoi superiori.

Comunque, stavo provando quasi compassione per monsignor Tommaso Stenico, che rischia di perdere il posto, lo status e anche la casa dove vive; poi però sono andato a rivedere la sua esibizione a Exit, in cui appena prima di consumare un rapporto omosessuale sadomaso (poi evitato) si lancia in una requisitoria contro il matrimonio gay e a favore della famiglia tradizionale. Davvero,m il trionfo dell'ipocrisia:




qui c'è un altro spezzone della trasmissione.

Saturday, October 13, 2007

Schwarzenegger go Austria!

Secondo tentativo, seconda bocciatura. Per la seconda volta in due anni Arnold Schwarzenegger, governatore della California, ha posto il veto a una legge che introduce il matrimonio fra persone dello stesso sesso. E anche in quest’occasione ha ripetuto che la decisione spetta al popolo della California e alla Corte Suprema dello stato.

Nemmeno stavolta, pare, in Parlamento ci saranno i voti sufficienti a superare il veto, che può essere cancellato solo da un’approvazone con il sì dei due due terzi dei parlamentari.

In tutto il paese, specie a San Francisco e Los Angeles, sono state organizzate manifestazioni di protesta contro l’ex attore di origine austriaca che, secondo molti osservatori, punta segretamente alla Casa Bianca, pur essendo bloccato dalla sua nascita non americana.

Ma se i californiani lo mandassero a casa prima del termine del suo mandato?

Thursday, October 11, 2007

Avanza alla Camera la legge anti-omofobia

Anche l’Italia potrà avere, in tempi ragionevoli, una legge che punisca l’incitamente all’odio contro gay lesbiche e trans? Forse - se nessuno si mette di traverso - potremmo arrivarci anche prima della Gran Bretagna.

In commissione Giustizia alla Camera dei deputati, tutti hanno approvato lo stralcio dal pacchetto anti-violenza delle norme che combattono lo stalking (molestie e persecuzioni minacciose contro le donne) e l’omofobia. Che significa? Che mentre il resto del disegno di legge viene discusso con calma, questi due capitoli sono isolati e portati avanti da soli per arrivare a un’approvazione in tempi brevi.

Per lo stalking si tratta di una norma nuova, per l’omofobia invece va integrata la legge Mancino anti-violenza, aggiungendo appunto i casi di aggressioni motivate dall’orientamento sessuale o dal genere.

Se i capigruppo della Camera saranno d’accordo, la commissione potrà votare in sede deliberante, cioè senza che serva un passaggio in Aula. A quel punto mancherebbe solo il voto del Senato per vedere le nuove norme scritte sulla Gazzetta Ufficiale. Ce la faranno?

Wednesday, October 10, 2007

Legge anti-omofobia presto in Gran Bretagna

Non basta che il governo inglese - guidato da Tony Blair - abbia introdotto un simil matrimonio per le persone dello stesso sesso (unioni civili) con diritti e doveri equivalenti a quelli derivanti dalle nozze propriamente dette; non basta che Blair abbia rischiato la crisi per una legge sull’uguaglianza che obbliga i consultori, anche quelli cattolici, a prendere in considerazione anche le coppie dello stesso sesso nei casi di adozione, oltre a vietare ogni forma di discriminazione negli esercizi pubblici e nei servizi al pubblico. No, non bastava.

Il governo laburista, ora guidato da Gordon Brown farà di più: promuoverà una legge che punisce l’odio anti-gay, in particolare l’incitamento all’odio. Lo ha annunciato (e in Gran Bretagna agli annunci seguono i fatti) il ministro dell’Interno Jack Straw. La proposta nasce dalle numerose aggressioni e violenze che negli ultimi tempi hanno colpito la popolazione omosessuale.

Sette anni di prigione per chi incita direttamente all’odio e alla violenza contro le persone omosessuali, siano gay lesbiche o trans. Una richiesta che le associazioni lgbt avanzano da anni, come ha confermato il gruppo storico Stonewall, che si è detto “entusiasta” dopo le dichiarazioni del ministro. E se importassimo la sinistra britannica in Italia?

Friday, October 05, 2007

I bamboccioni e l'ipocrisia

Non sono l'unico - per fortuna - cui non è piaciuta la battuta sui giovani "bambocciioni" del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, rappresentante dei poteri forti nel governo di unità nazionale catto-comunista di Romano Prodi.

Anche il sindaco di Roma Walter Veltroni, candidato alla guida del partito democratico, non la giudica una battuta felice: probabilmente qualche sondaggio gli ha riferito che non è stata gradita dagli interessati. A parte l'ipocrisia veltroniana di schierarsi subito dalla parte della gggente, come se lui non fosse un politico, in effetti c'è da discutere su Tps.

Pensa forse che i bamboccioni veri, quelli che stanno bene a casa loro con il pranzo e il bucato preparati da mammà, si lasceranno convincere a uscire di casa dalla sua elemosina? (circa 500 euro all'anno di sgravio sull'affitto).

Oppure crede che quelli che non escono perché economicamente non possono (o non se la sentono) troveranno l'Eldorado grazie ai suoi 500 euro? Certo che questi signori, ben pasciuti e comodamente seduti sulle loro poltrone, sono anni-luce dalla vita reale. Sarei curioso di sapere quando sono andati a vivere in affitto i figli del ministro dell'Economia. E con quali risorse.

Thursday, October 04, 2007

Nozze in articulo mortis, inganno pietoso

Alla fine, come era chiaro dal primo momento, è morto Lorenzo D'Auria, il giovane militare del Sismi rapito in Afghanistan e liberato da un assalto dei militari britannici. Al lutto per la sua morte non si aggiungerà, almeno stavolta, l'oltraggio di una compagna - madre dei suoi tre figli - cui sarebbe stato negato qualsiasi status legale (dalla presenza al funerale fino alla pensione e al risarcimento pubblico) per il solo fatto di non essere sposata.

La soluzione, però, non è arrivata da una legislazione moderna e civile sulle convivenze o sui Pacs, ma da un vecchio istituto religioso rispolverato in uno spirito di carità. Il militare, infatti, già ferito gravemente e tenuto in vita solo dalle macchine ospedaliere del Celio, e la sua compagna Francesca sono stati uniti in matrimonio da un sacerdote sul letto dell'ospedale.

Niente in contrario, per carità, anzi esprimo sollievo per un escamotage che evita ulteriore sofferenza e persino umiliazioni. Ma due persone che convivono da anni e insieme hanno generato tre figli non dovrebbero avere bisogno di un sacerdote chiamato in exremis per vedere riconosciuti i propri diritti.

Monday, October 01, 2007

Torino, l'omofobia inganna anche la Procura

Singolare sillogismo quello dei magistrati torinesi, chiamati a indagare sul suicidio di Matteo, il ragazzo filippino che si buttò dalla finestra e che secondo la madre a scuola era emarginato ("Sei come Jonathan" gli dicevano).

Con una conferenza stampa la procura ha annunciato che le indagini sono chiuse e che sarà chiesta l'archiviazione, perché non c'è reato e Matteo è stato inopinatamente elevato a "icona gay": ovviamente testate come "Il Giornale" sono andate a nozze di fronte a una presa di posizione così netta.

La procura, però, pecca di superficialità. A parte che l'espressione "icona gay" ha un significato ben preciso e mai è stata utilizzata per le vittime dell'omofobia e per chi era perseguitato a causa del proprio orientamento, ma in genere per le subrette dello spettacolo e per personaggi femminili straordinari; ma c'è di più.

Nessuno ha mai sostenuto che Matteo fosse certamente gay. Il punto è che era preso di mira perché lo sembrava o dava l'impressione di esserlo. Il magistrato che indagava invece ci ha tenuto a chiarire che sul suo cellulare c'erano solo immagini di ragazze e dunque il suo orientamento sessuale era "verso l'altro sesso".

A parte il sillogismo discutibile, con questa puntualizzazione, credo, il nobile pm pensa di aver restituito dignità alla memoria di Mattero.
Che tristezza.