Saturday, August 11, 2007

Un'altra occasione persa da Zeffirelli

Che Franco Zeffirelli, osannato regista e amato personaggio del mondo dello spettacolo, non fosse un pensatore profondo già lo sapevamo. Ma l'uomo non perde occasione per ricordarci la sua scarsa propensione alla speculazione filosofica e all'utilizzo della riflessione.

Così sul caso Gentilini-pulizia etnica, l'allievo di Visconti non ha fatto mancare la propria opinione che tanto per cambiare trasuda omofobia introiettata e incapacità di ripensare l'omosessualità confrontandosi con il tempo che cambia, trasformando il costume. Zeffirelli non ce la fa: egli è rimasto fermo agli anni Cinquanta del Novecento, quando l'omosessualità era un vizio per aristocratici snob o un modo per raccattare denaro facile per i "ragazzi di vita" di pasoliniana memoria.

Anni mi movimento gay, di ribellioni, di riflessioni, di dibattito, di rivoluzione sessuale, di controcultura, di pensiero queer sono passati invano per lui.
«Mi scandalizza vedere due gay che si baciano in pubblico quelli non sono omosessuali, ma due pazze che fanno l'amore come le bestie e che non posso sostenere. Ne disprezzo il modo di comportarsi al punto da sentirmi più vicino a Gentilini quando ventila la possibilità di mandarle nei campi di concentramento. Confesso una leggera solidarietà nei confronti del prosindaco».
Mai come in questi casi viene da pensare che il silenzio è d'oro.
Quello che dispiace è che ancora i giornali, a caccia di un un'opinione eretica (ma in realtà intrisa di luoghi comuni) si rivolgano a un uomo che ormai rappresenta solo sé stesso, relitto di un mondo che - per fortuna - non esiste più.

6 comments:

Uyulala said...

Leggendo il tuo post (non conoscevo quest'ultima esternazione del nostro S. Francesco Zeffirelli) non posso impedirmi di pensare alla canzone di De André, Bocca di rosa:

"Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio."

Varrà anche per lui?

N.B.: neanche De André considerava davvero "cattivo esempio" quello di Bocca di Rosa

P.S.: non mi ricordo se ho già fatto dei commenti qui da te. Comunque, se non li ho ancora fatti, sappi che ti seguo da un pochino...

aelred said...

No, sei nuova
Quindi benvenuta :)

Totentanz said...

Sei troppo buono nel definirlo "l'allievo di Visconti".
Di Visconti, Zeffirelli era ben altro.

disorder said...

..ma anche relitto umano e basta.

coeranos said...

penso che il regista ritenga che un po di banale moralismo basti per essere reputato una persona "morale"... ciao ciao

finO said...

Il caso Zeffirelli mi mette sempre una grande tristezza, in ognuna delle sue coerenti manifestazioni. Quando un omosessuale candidamente afferma "mi scandalizza vedere due gay che si baciano in pubblico", con tutta a stentorea convinzione dei suoi ottantaquattro anni passati in gran parte a cercare di far dimenticare ciò che si è, o a sperare che gli altri non ci facciano troppo caso, provo pena per lui, e per tutti noi, con la nostra omofobia introiettata che - se non attivamente stanata e combattuta - conduce a un completo e irrimediabile fallimento umano.