Monday, July 30, 2007

La pagliuzza e la trave: la fiera dei cattolici ipocriti

«Chi si droga non può legiferare, chi è complice dello sfruttamento della prostituzione non può parlare di famiglia, figli, diritti umani»

Luca Volontè, capogruppo Udc, a proposito del caso di una prostituta ricoverata dopo un festino a base di sesso e droga insieme a un parlamentare a Roma.
L'uomo politico, si è scoperto poi, era il deputato Udc Cosimo Mele.

Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell'umanità.
dalle "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali".

Su una spiaggia del lago di Garda un anziano parroco, di 69 anni, si presenta in perizona succinto e poi di fronte a un bambino olandese entra in acqua, si toglie il costume e comincia a toccarsi. Chi è "deviante"?

Certo che con simili "dipendenti" forse papa Ratzinger farebbe bene a guardare in casa propria prima di cercare la devianza altrove.

Thursday, July 26, 2007

Il diritto di sposare chi si ama

Non scrivevo da un po' per diversi motivi: assenza, viaggi, stanchezza.
Mi piace tornare qui su Village con un piccolo segnale positivo, una luce di saggezza nell'oscurità dell'ignoranza e della viltà che ci circonda.

Nel numero della rivista Il Mulino che trovate in edicola e in libreria in questo momento, potete leggere fra gli altri un saggio di Marco Gattuso intitolato La Costituzione e il matrimonio tra omosessuali. Questo lavoro rompe, in uno dei templi della cultura giuridica italiana, un tabù finora fortissimo, quello del "matrimonio gay" o come sarebbe meglio dire "matrimonio fra persone dello stesso sesso".

Con un'argomentazione incalzante e una ricchezza di documentazione notevole, Gattuso - che è un magistrato - delinea prima la questione dell'unione dello stesso sesso, come si presenta all'estero e in Italia; mostra una conoscenza approfondita delle più recenti sentenze in merito (Massachusetts, Sudafrica) e con spirito laico smonta una per una tutte le obiezioni all'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso.
Anche il richiamo alla «naturale finalità procreativa» della famiglia non è dirimente poiché, com'è di palmare evidenza, l'assenza di un progetto genitoriale non impedisce mai il perfezionamento del vincolo matrimoniale.
Attenzione: non solo diritti e doveri dei conviventi, come emergerebbero dai Pacs o da un'unione civile, ma proprio il matrimonio. Perché se anche una legge sulle unioni di fatto risolverebbe i problemi pratici, rimarrebbe un nodo irrisolto.
Resta cioè impregiudicata la questione di fondo che è questione di principio: sussiste nel sistema giuridico contemporaneo l’esclusione di una parte della popolazione dall’accesso ad un istituto giuridico fondamentale – il matrimonio – e non è dato ravvisare alcuna coerente ragione giuridica di tale discriminazione.
Un saggio da leggere e da far leggere.

Friday, July 13, 2007

La Moratti, i gay e la favola di Milano europea

A posteriori è stato meglio non parlare - almeno qui - della vicenda milanese sulla mostra Vade retro. Arte e omosessualità da von Gloeden a Pierre et Gilles.

Alla fine "suor Letizia", come pittorescamente Sgarbi ha ribattezzato il sindaco Moratti di Milano, ha ottenuto il risultato di cancellare la mostra dello scandalo. La giunta, infatti, oltre all'esclusione delle opere Ecce trans e Miss Kitty (quella in foto) e al ritiro del catalogo, pretendeva che fossero censurate altre dieci opere, ma di fronte a un diktat bulgaro gli organizzatori hanno preferito rinunciare: la mostra si farà da un altra parte, con tutte le opere previste, senza censura.

Come giudicare tutta questa vicenda che dalla farsa è passata alla tragicommedia e infine al dramma (almeno per la cultura milanese)? proviamo a dare i voti:

Sgarbi 4: geniale nel comunicare l'evento, poco coraggioso (è un eufemismo) nel non difendere fino in fondo le proprie scelte con l'unica arma che ha a disposizione, le dimissioni. Ma in Italia, come diceva Montanelli, non si è mai dimesso nessuno.

Mostra 6: il valore delle opere, per quel poco che ne capisco, non è eccelso. Ma la mostra aveva e ha un significato soprattutto culturale in senso lato, meglio che artistico. Dunque era giusta per il momento storico dell'Italia (circa 30 anni indietro rispetto all'Europa). Va premiato almeno il tentativo.

Milano e i milanesi 3: non meritano un sindaco bigotto e una maggioranza affetta da clericalismo acuto; ma in fondo chi è che ha scelto Letizia Moratti dandole la maggioranza? E soprattutto: dove sono le proteste?

Il centrosinistra milanese 2: aveva l'opportunità di inchiodare la Moratti e la destra di fronte alla loro omofobia e alla pochezza della politica culturale attuale. E invece, quando si parla di gay e c'è l'odore di scandalo (o peggio di "blasfemia") il centrosinistra, nazionale o milanese, diventa timido e tremebondo e preferisce tacere per non turbare i cattolici o i laici. E così scontenta tutti, come al solito.

Il mondo culturale milanese 4: possono fare poco, è vero, ma dove sono gli intellettuali di questa città? Sono in ferie? In Liguria o in Sardegna? Non si indignano e non protestano. Anzi, secondo quello che dice Sgarbi, in alcuni casi - come Pomodoro - si accodano alla censura.

Letizia Moratti 1: vola fino in Israele a incontrare Shimon Peres e poi cade in modo così ridicolo su un caso lampante di censura clerical-fascista. Si riempie la bocca di accoglienza e parole flautate verso le minoranze, ma poi cancella il patrocinio al festival di cinema gaylesbico di Milano e poi cancella all'ultimo minuto una mostra. Ma prima dov'era? Se n'è accorta così tardi perché doveva fare affari per la città? Ora capisco perché i miei studenti la chiamano MorAttila, dopo il suo passaggio al ministero dell'Istruzione (sotto di lei non Pubblica). Con giochetti come questo della mostra, mi sa che l'Expo 2015 è saldamente nelle mani di Smirne.

Papa Ratzinger nc: in nome suo hanno censurato la mostra e un'opera. Ma magari a lui sarebbe piaciuta. Sarebbe geniale e grandioso se organizzasse una mostra per Schmidlin e gli altri ai musei Vaticani. Ma lo spirito - temo - non abita da quelle parti.

Wednesday, July 11, 2007

Chi è senza peccato non scaglia la prima pietra

Gli Stati Uniti sono davvero un grande paese. Sono infestati, è vero, da tele-predicatori, politici iper religiosi e fondamentalisti cristiani, ma possono contare anche su marchettari dotati di forte senso civico e maitresse dalla memoria lunga (e dallo spirito liberal).

Così, gratta gratta, prima o poi viene sempre fuori che i più scatenati difensori della moralità, avversari di ogni "minaccia" alla santità del matrimonio e alla sua natura esclusivamente eterosessuale, fieri oppositori dei diritti delle persone omosessuali e di ogni cedimento alle richieste lgbt; che questi fari di virtù - dicevamo - sono peccatori, come e più degli altri.

L'anno scorso capitò al reverendo Ted Haggard, presidente dell'associazione nazionale degli evangelici, sostenitore del presidente Bush e nemico giurato del matrimonio fra persone dello stesso sesso: "sono un traditore e un bugiardo" dovette ammettere Haggard, mentre si dimetteva dalla sua prestigiosa carica. Nonostante una moglie e cinque figli (come sono prolifici questi qui), il reverendo intratteneva da oltre un anno una relazione con un prostituto maschio, chiedendo anche di essere rifornito di droga.

Adesso è la volta di David Vitter, 46enne senatore repubblicano della Louisiana, che presentò un emendamento antigay. Il suo nome figura nella lista di Deborah Palfrey, la Madam che sta sconvolgendo Washington con la lista degli uomini politici che frequentavano abitualmente la sua casa d'appuntamenti. Vitter ha ammesso di essere "un vero peccatore" (il lessico è buttiglionesco) e di aver già chiesto perdono alla moglie, alla famiglia e a Dio, non sappiamo il quale ordine.

Intanto, però, non pensa di dimettersi, anche perché i repubblicani al Senato sono già in minoranza (51 a 49) e perdere un altro pezzo non sarebbe utile a Bush.
Ah. Vitter, che è della Louisiana, disse che bloccare il matrimonio gay era più importante che ricostruire New Orleans. Non so quanti voti raccatterà al prossimo giro.

Monday, July 09, 2007

Prof anti-omofobia, il Pm impugna l'assoluzione

Non è finita l'odissea della professoressa di Palermo, che punì un ragazzino omofobo facendogli scrivere 100 volte "sono un deficiente".

Il pubblico ministero di Palermo ha impugnato la sentenza di assoluzione, sostenendo che la punizione inflitta è "degradante" e che siamo di fronte a un metodo
da rivoluzione culturale cinese del 1966.

Secondo il magistrato, dunque, la professoressa deve essere punita per abuso di mezzi di correzione e lesioni. Deciderà un giudice.

Saturday, July 07, 2007

Gay al governo in Germania, Uk e Ungheria

I governi europei si tingono di rosa - il rosa lgbt - e se non fa per nulla scalpore una ministra lesbica in Gran Bretagna, mentre è già più spettacolare il coming out di un'altra ministra, stavolta tedesca e democristiana, la sorpresa più grande arriva dall'Ungheria.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gabor Szetey, ha dichiarato pubblicamente la propria omosessualità, rivelando di avere una relazione stabile con uno chef. Subito sono arrivati gli attestati di sostegno anche dal premier socialdemocratico Ferenc Gyurcsany.

Proprio oggi nel centro di Budapest va in scena il corteo del Gay Pride, contro cui si sono schierati i movimenti conservatori, in ispecie il partito di estrema destra Jobbik (Migliori), che ha annunciato la presenza in massa dei suoi attivisti "armati" di macchine fotografiche per pubblicare l'identità dei partecipanti.

Proprio per questo è cruciale e significativa l'iniziativa del sottosegretario, che depotenzia la minaccia di "outing" attraverso un coming out.

Thursday, July 05, 2007

Un altro omocidio, altra disinformazione

A Lecco, forse, è stato commesso un altro omicidio anti-gay. Quel che è certo, però, è che i mezzi di informazione (stavolta l'agenzia di stampa Agi) hanno ripetuto il solito copione di luoghi comuni conditi di omofobia.
Un omicidio che potrebbe essere maturato in un contesto gay
scrive l'Agi. E ancora una volta ci chiediamo: ma in genere, per esempio per la moglie uccisa dal marito o per la donna filippina che ha trucidato moglie e figlio, si parla di "contesto eterosessuale"?

Stavolta, comunque, si parla di un uomo di 40 anni trovato morto in casa di un amico che lo ospitava. Al di là del caso specifico, comunque, rimane la delusione per la cattiva informazione e per il pregiudizio sulle persone omosessuali.

Wednesday, July 04, 2007

Nasce Gaydem, per i gay del Partito democratico

Lesbiche, gay, bisessuali e transgender - immagino - avranno un posticino nel Partito democratico nascente con Gaydem, il comitato di cittadine e cittadini omosessuali per il Pd, fondato da Vanni Piccolo, figura storica del movimento lgbt italiano.

Anche i gay diessini, finora raccolti sotto l'ombrello di Gayleft, hanno annunciato che aderiranno a Gaydem, come scrivono i portavoce Andrea Benedino e Paola Concia sulle pagine dell'Unità. Ma ci sarà spazio non tanto per le persone quanto per le questioni lgbt nel futuro partito di centro(sinistra)?

Onestamente non posso negare i miei profondi dubbi, visti i compagni di strada (da Binetti e Fioroni a Follini e Fisichella) e la scarsa volontà dei Ds di imporre, almeno su questo punto, una visione autenticamente riformista e di sinistra.

Il tentativo di Piccolo e degli altri è generoso e lodevole: i suoi risultati si vedranno presto.

Monday, July 02, 2007

Donne marocchine: diritti o Family day?

Piena solidarietà, è ovvio, a Dounia Ettaib, vicepresidente dell'associazione Donne marocchine in Italia, aggredita e minacciata a Milano per aver manifestato davanti al Tribunale di Brescia dove si celebrava il processo agli assassini di Hina Saleem, la ragazza pakistana uccisa perché era troppo "occidentale".

La Ettaib, come Souad Sbai, conduce una battaglia politica molto importante per le donne immigrate e l'Acmid-Donna può costituire un solido punto di riferimento per tante straniere che vogliono ribellarsi all'integralismo. Giusto, dunque, l'appello di Magdi Allam perché Ettaib ottenga finalmente la cittadinanza italiana: è sposata a un italiano e vive qui da molti anni.

Ma alle amiche marocchine chiedo di stare attente e non cadere in una trappola: per liberarsi di un integralismo abbracciarne un altro uguale e contrario.

Non dimentico infatti che Souad Sbai e tutta l'Acmid aderirono al Family Day, una manifestazione intollerante ed escludente. Stiano attente: gli integralisti sono tali, qualunque sia la loro fede. In Europa non possono imporre, ancora, il loro credo violento perché l'Illuminsimo e la Rivoluzione Francese ci hanno lasciato in eredità lo stato liberale e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo.

Ma non credano che tanti opportunisti italiani, pronti a sostenerle in funzione anti-islamica, siano così moderni sui diritti delle donne. Souad Sbai non può difendere i diritti delle donne e conculcare quelli delle persone omosessuali: è il momento di scegliere e combattere i pregiudizi e i soprusi. Tutti.