Thursday, June 28, 2007

Veltroni, buonista poco laicista

Quello che avevo da dire subito, sul discorso di Veltroni, l'ho detto qui. E ho messo subito in chiero che a me non è piaciuto, soprattutto quando equipara l'immigrazione alla criminalità e quando definisce i diritti civili "temi eticamente sensibili".

Vorrei aggiungere un punto, sulla questione laicità che per me è il vero punto dolente di Veltroni e dell'intero Partito democratico
A nessun cittadino che abbia fede, quale essa sia, si chiederà di lasciare fuori dalla porta della politica il proprio percorso spirituale e i propri valori.
Su questo, mi si permetta, non sono d'accordo. Non pensiamo solo alla fede cattolica, ma appunto a tutte le fedi. Meglio, molto, meglio, lasciarle nella sera privata. È questa la conquista dell'Illuminismo e della Rivoluzione francese. Consentire che la religione invada e contamini la sfera pubblica è, a mio avviso, il presupposto per la dissoluzione dello stato e per la distruzione della convivenza civile. La religione - ce lo insegnano Francia e Turchia - è e deve essere un fatto privato. Quando non lo è si finisce prima o poi in Arabia Saudita o nella Spagna dell'Inquisizione.

Un ultimo cenno: qualcuno spieghi a Veltroni che il Partito del congresso indiano e il partito di Mandela in Sudafrica sono entrati nell'Internazionale socialista. Da dove lui e i resti dei Ds usciranno con la nascita del Pd.

Wednesday, June 27, 2007

Una buona notizia da Palermo

Questo paese, forse, non è del tutto perduto (No, non sto parlando di Veltroni: su di lui mi riservo un post per domani).

Non potete capire il sospiro di sollievo all'uscita della sentenza che ha assolto la professoressa di Palermo, quella di "scrivi cento volte sono un deficiente".

Il giudice, vivaddio, ha sentenziato che la punizione
non è umiliante, anzi: è un mezzo pedagogico del tutto lecito
Meno male che qualcuno ragiona ancora da queste parti. Non so se ricordate il caso. Un bulletto aveva maltrattato un compagno di scuola impedendogli di entrare in bagno: "Questo è il bagno degli uomini, tu sei frocio sei una femmina". Qualcosa di simile all'attacco di nervi di Elisabetta Gardini contro Vladimir Luxuria alla Camera dei deputati. La professoressa aveva scelto di spiegare la questione a tutta la classe, introducento il concetto di deficiente, come qualcuno che manca di qualcosa.

La famiglia del ragazzino, offesa, invece di rimproverare il figlio e cominciare a educarlo aveva denunciato la prof, chiedendo anche un risarcimento; e il pm aveva deciso per il rinvio a giudizio.

Meno male che c'è un giudice a Palermo.

Tuesday, June 26, 2007

Unioni civili, Salvi e Del Pennino nel comitato

Amici e avversari della comunità lgbt sono entrati nel comitato ristretto della commissione Giustizia al Senato, dove si cerca un'alternativa credibile ai Dico per riconoscere i giusti diritti ai conviventi.

Non sarà facile, però, arrivare a un accordo onorevole, perché alcuni senatori sembrano messi lì apposta per frenare e rallentare i lavori, come Castelli e Maria Luisa Boccia la forzista Laura Bianconi, contraria anche al testamento biologico. Comunque, oltre al presidente Salvi ci sono Barbieri, Bianconi, Maria Luisa Boccia, Massimo Brutti, Bulgarelli, Buccico, Castelli, Del Pennino, che segue i provvedimenti in sostituzione del senatore Pistorio (fortunatamente: Del Pennino è un repubblicano laico), D'Onofrio, e i Vicepresidenti Manzione e Ziccone.

Uscirà qualcosa di buono?

Monday, June 25, 2007

Aiuto, l'Italia è finita in Iran!

Oriana Fallaci, Dio (o chi per lui) l'abbia in gloria, parlava di Eurabia nei suoi ultimi scritti. Ma se il resto dell'Ue si distingue nettamente dai paesi fondamentalisti, la nazione europea più simile all'Iran o all'Arabia Saudita è proprio l'Italia. Il fondamentalismo ha un'altra matrice, quella cattolica, ma è esattamente speculare al regime degli ayatollah.

Esagerato! diranno alcuni. Ebbene no: sostengo che viviamo in una specie di teocrazia e lo vado ad argomentare.

  • In televisione, su tutti i telegiornali il maggior numero di interventi è riservato alle gerarchie ecclesiastiche, dai preti a vescovi e cardinali, su fino al Santo Padre. I politici, di governo di maggioranza o di opposizione sono relegati indietro
  • Le leggi devono essere sottoposte, ormai in maniera preventiva, a un organo esterno non costituzionale, la Cei, che vigila sulla correttezza morale dei provvedimenti e controlla che siano in armonia con il Vangelo e il catechismo; nonché giudica della necessità o meno di qualsiasi proposta
  • La chiesa cattolica è sovvenzionata dallo stato - anche dai cittadini che non firmano per l'otto per mille - e usa quei soldi per organizzare manifestazioni politiche
  • le manifestazioni culturali e artistiche sono cancellate o censurate per motivi religiosi. Tutte le volte che qualcosa del genere avviene altrove - magari per compiacere una sensibilità islamica - fior di intellettuali nostrani levano le loro penne in difesa della libertà di espressione. Quando i cardinali fanno cancellare mostre e spettacoli (o invocano la censura) non mi pare che Magdi Allam sia pronto ad accorrere in difesa dell'arte.
E allora? A Bologna una mostra è stata cancellata a causa di un titolo che era stato già scartato (e che era talmente offensivo per la Madonna che il Resto del carlino e l'Avvenire lo hanno pubblicato a tutta pagina); subito dopo un'altra mostra (Recombinant Women) con opere di artiste donne lesbiche è stata privata del patrocinio da parte del Comune e ha rischiato la cancellazione: alla fine, rimasta senza sede, la mostra è stata spostata alla Salara.

A Milano, infine, si polemizza financo su un San Sebastiano "troppo gay".

Se lo sapessero, gli ayatollah invidierebbero da pazzi i cardinali cattolici italiani.

Il mio fine settimana Blogo

Collegamento
Qui sopra una delle immagini più eloquenti della Festa Blogo, con gli amichetti del network.
Per lo scatto si ringrazia Kiro.

Saturday, June 23, 2007

Letizia, grazie dei finocchi

Bellissima idea, per celebrare il Christopher street day di Milano.

Al sindaco Letizia Moratti sarà recapitato un cesto di finocchi così
Siamo sicuri ne sapranno apprezzare la bontà e le virtù terapeutiche e possa essere un promemoria
. Da quando la signora del petrolio è diventata primo cittadino, Palazzo Marino ha prima negato il patrocinio al torneo di tennis Italian gay Open (c'era la parola gay!), poi ha cancellato all'ultimo momento il contributo al Festival di cinema gaylesbico. Senza contare le polemiche - le ultime dal capogruppo di An Carlo Fidanza ("Fiducia a Fidanza" era il suo slogan) - sulla mostra "Vade retro. Arte e omosessualità".

Ce la farà Milano a riaversi? Buon Christopher street day a tutti.

Friday, June 22, 2007

Tutti al Christopher street day di Milano

D'accordo, sembra un appello del genere "armiamoci e partite".
Ma non posso farci niente se sono riuscito ad andare fino a Roma per il Pride unitario e non ho la possibilità di partecipare al Christopher street day qui, nella mia Milano. Però è così: avevo un impegno precedente e non mi posso liberare, dunque sarò fuori città in questo fine settimana.

Voi, però, come vi invita a fare Marco, correte sabato in porta Venezia alle 17 per il corteo. Abbiamo bisogno più che mai della mobilitazione della comunità lgbt milanese, specie dopo il ritiro del patrocinio al Festival di cinema gaylesbico e il balletto indegno, condito da polemiche provinciali, sulla mostra Vade retro: arte e omosessualità.

Ma non c'è solo impegno. Avete anche di che divertirvi con il pass che vi permetterà di pagare un solo biglietto valido per sabato e domenica nei principali locali lgbt di Milano. Su, ce n'è per tutti i gusti.

Wednesday, June 20, 2007

Diritti civili, la riforma più facile di tutte

Vorrei aggiungere una postilla al piccolo confronto (civile) in corso con Leonardo a proposito dei diritti civili delle persone omosessuali, delle strategie dei gay e degli spazi di manovra per riforme come i Pacs o il matrimonio civile per tutti. Nella discussione è intervenuto anche Paolo di Tom.

Una sola notazione mi preme. Leonando a un certo punto sostiene che non ci sono le condizioni per una riforma - che pure lui auspica - a favore dei diritti delle persone omosessuali: secondo lui prima ci sono altre questioni (migranti, guerra, economia), mentre per i gay è meglio lavorare sul piano culturale in vista della prossima generazione.

Oltre a chiedere di venire a manifestare con noi come va a manifestare a fianco dei migranti e come feci io andando a manifestare per l'articolo 18 e contro la legge 40, mi preme chiarire a Leonardo un punto. Le questioni che secondo lui non dividono Ds e Margherita (immigrati, economia, guerra) a mio avviso sono ancora più divisive, ma comunque sono di molto più complessa soluzione. Risolvere invece l'odiosa discriminazione che subiscono le persone omosessuali in questo paese da centinaia di anni, invece, non costa nulla, si può realizzare subito e non comporta stravolgimenti, aggiustamenti di bilancio o altri problemi sociali.

Il punto, caro Leonardo, è proprio questo: bastano piccolissime modifiche (anzi, basta cambiare la prassi, visto che la legge sul matrimonio, come la Costituzione del resto, non parla di uomo e donna) per cancellare le discriminazioni. Nessuno subisce conseguenze in negativo e solo gay e lesbiche ottengono una migliore prospettiva di vita, che si riflette sulle loro famiglie, i loro genitori e i loro amici. Lo hanno capito benissimo Tony Blair e José Luis Rodriguez Zapatero.

Allora, perché il governo non prende l'iniziativa? Perché alcuni si oppongono? Solo per motivi ideologici. Se il matrimonio fosse aperto a tutti, nessuno obbligherebbe Leonardo a sposare un uomo né gli toglierebbe i suoi figli per darli a due lesbiche (che peraltro sono benissimo in grado di farsi i figli già adesso; e lo fanno!).
Dunque di che parliamo? Di una odiosa discriminazione che potrebbe essere facilmente cancellata, se solo si volesse. A nessun costo e anzi rilanciando l'economia, con tanti matrimoni, cerimonie e banchetti in più.

Gli elettori e i partiti di sinistra in tutta Europa lo hanno capito. In Italia invece non solo i partiti, ma - temo io, dopo aver letto il post di Leonardo - persino gli elettori di sinistra non condividono questa istanza. Probabilmente è anche colpa di noi gay che non abbiamo fatto abbastanza manifestazioni e non abbiamo fatto abbastanza coming out.

PS: giocando alla guerra tra poveri (che aborro), i migranti almeno si possono sposare; e magari ottenere la cittadinanza italiana dal partner. A meno che non siano gay.

Tuesday, June 19, 2007

Leonardo, i gay e la sinistra di Togliatti

Poi dice "perché in Italia i diritti delle minoranze e in particolare di gay, lesbiche e trans sono così calpestati?". Basta leggere questo post del buon Leonardo per capire perché. Perché la sinistra (una sua parte, almeno) è rimasta a Togliatti e ai comunisti che votano con la Dc per inserire il Concordato in Costituzione. Personalmente preferisco Nenni e i socialisti.

Ma torniamo a Leonardo. A parte qualche luogo comune, da cui lui prende le distanze ma cita giusto per confondere le acque, il concetto centrale è: voi gay vi lamentate troppo, non siete più allegri e spensierati e chiedete la luna. Se continuate così rovinerete il partito democratico che faticosamente Ds e Margherita stanno costruendo e - non lo dice ma lo lascia intendere - consegnerete l'Italia a Berlusconi. Tanto per i vostri diritti non c'è spazio, adesso, dovete aspettare un'altra generazione. E comunque prima di voi, dobbiamo risolvere altre domande sull’economia, sulla guerra, sui migranti.

Quindi basta con queste manifestazioni, ché va a finire che portate in piazza più gente del Family day: questo Leonardo non lo dice, ma ricordo che il giorno del Family day pensava che un milione di persone in piazza fossero un interlocutore importante. Altrettanti gay e lesbiche e trans e laici invece no; danno solo fastidio. Mi sembra di sentire Lucia Annunziata.

Ora io non sono nessuno per contestare le idee di Leonardo, ma come ho fatto con un commento che ho lasciato da lui gli vorrei spiegare il mio (il nostro) punto di vista.
Innazitutto non credo proprio che Ds e Margherita siano d'accordo su tutto tranne che sui Dico e la laicità. (E comunque i Dico sono morti, noi rivendichiamo il matrimonio per tutti). Mi pare che abbiano idee diversissime sulle pensioni, sulle tasse, sul lavoro, sugli ammortizzatori sociali, sull'Ici, insomma su tutte quelle importantissime strutture che tanto stanno a cuore ai comunisti ortodossi (non quei movimentisti alla Bertinotti).

Poi Leonardo rimpiange i gay della scorsa generazione, che "disegnavano, cantavano ecc ecc."

I gay della scorsa generazione, come li chiama lui, non esistono e non sono mai esistiti: erano finocchi, froci o pederasti. Si accontentavano di scopare con i militari all'uscita dalle caserme (Leo non lo sa, ma molti froci rimpiangono quei venti mesi di servizio militare altroché: sai le scopate!); andavano in giro la sera a fottere con i signori borghesi sposati o con i giovanotti di borgata a caccia di una mancia.

E non chiedevano diritti, non li rivendicavano per il semplice motivo che non immaginavano neppure di avere diritti. Erano contenti di rimanere com'erano: se poi erano alto borghesi o intellettuali o registi o scenografi della Rai meglio ancora. (un altro discorso per i froci di provincia). Erano finocchi comodi, da salotto, da esposizione. Non davano fastidio, non sporcavano, non protestavano, non pretendevano di essere cittadini.

Ecco, è questo il punto. Abbiamo deciso di essere cittadini. E tutte le donne e gli uomini davvero di sinistra dovrebbero dire "siamo tutti gay". Perchè i diritti di una minoranza sono i diritti di tutti e negarli a una minoranza significa impoverire il paese. E non possiamo aspettare un'altra generazione, perché aspettiamo già da centinaia di anni, come minimo dalla Rivoluzione francese di vedere riconosciuti anche i nostri diritti.

E nel resto dell'Europa - l'Ameria non mi interessa, ma anche lì hanno più diritti che da noi - la sinistra ha scelto di stare dalla parte di chi non ha diritti, invece di baciare la pantofola di uno stregone che chiamano Papa.

Ed è indegno chiederci di stare zitti e buoni, come vorrebbe Fassino, in attesa che ci buttino qualche briciola dal tavolo, per far vincere questo centrosinistra. Forse è il momento di lasciare questo paese e farvi fare un bel governo Montezemolo con Fi e Udc. Noi non ci staremo.

Monday, June 18, 2007

Gay Pride 2007, per chi non c'era

Grazie alla Cgil per questo bel manifesto che abbiamo visto lungo il percorso del corteo, sabato.

Un corteo, quello del Gay Pride 2007, che ha superato l'affluenza del grande World Pride del 2000 e del bellissimo Torino Pride 2006. In tutte queste occasioni ero insieme a fda, che ringrazio pubblicamente per condividere la mia stessa passione civile per i diritti.

Con noi stavolta c'erano la sorella - con il fidanzato - e la madre che ha affrontato sorridendo la fatica di una marcia sotto il sole. Grazie a loro in qualità di familiari simpatizzanti.

Insieme a noi e con bandiere c'era un carissimo amico genovese, già blogger, con il fidanzato che ha marciato pur non condividendo del tutto l'idea del Gay Pride. E anche l'amica Mayde, splendida rappresentante degli amici etero e delle donne, che mai come questa volta sono state al fianco di noi gay, lesbiche, bisessuali e trans. Lungo il corteo ho incontrato anche lui (insieme al suo compagno) e lui (con l'immancabile fotocamera che ha prodotto queste meraviglie); e da lontano ho visto e salutato lui. Mi dispiace di non aver incontrato il caro Disorder, ma sarà per un'altra volta.

Tra i famosi e meno famosi come non citare la splendida Monica Guerritore, madrina da combattimento con camicetta bianca e gonna blu. Bellissima e impegnata, come non immaginavo.

All'inizio c'erano Enrico Boselli, il piccolo Zapatero italiano, con Rita Bernardini segretaria radicale; Susanna Camusso di usciamo dal silenzio. Lungo il corteo una ieratica Barbara Alberti in bianco e con braccio ingessato (chapeau: c'è chi si è arreso per molto meno) e i radicali Marco Pannella (grazie) e Marco Cappato. Sull'Aventino abbiamo incrociato Michele Santoro, in giro come un manifestante qualsiasi e finalmente con i capelli grigi.

Tra quelli che hanno parlato dal palco, e che avrete già sentito nominare, mi piace ricordare una radiosa Paola Dell'Orto, presidente dell'Agedo, e la delegazione di gay russi del partito radicale transnazionale.

E poi tante e tanti, donne e uomini, trans e vecchiette; i bambini delle Famiglie arcobaleno e il vecchietto che in via Labicana ci salutava dalla finestra insieme alla badante straniera.

Parità, Dignità, Laicità
A chi non c'era chiedo: con quale di queste parole non siete d'accordo?

Da oggi anche su Gay Today

Cari amici, cari blogger, cari lettori, come vedete qui a fianco ho deciso di aderire a Gay Today, un'iniziativa che mi sembra utile per promuovere la visibilità e una lotta politica a viso aperto in questo paese ipocrita e bigotto.

Spero di ritrovarvi anche lì a leggere i miei post - che continuano a stare su Village - insieme ai post di altri amici blogger.

Sunday, June 17, 2007

Gay Pride 300mila, Family Day 200mila

Loro avevano le decine di migliaia di parrocchie e il viaggio spesato con l'8 per mille. Noi siamo partiti da soli, finanziandoci autonomamente e abbiamo riempito piazza San Giovanni a Roma. Alla fine gli organizzatori hanno dichiarato un milione di persone, come al Family Day. Ma la questura ha detto 300mila; e per il Family Day aveva detto 250mila...

Come hanno sottolineato in molti dal palco del Roma Pride 2007 abbiamo ridato dignità all'Italia e a quella piazza, ripulendola dai clericali e dai fascisti che fino all'ultimo hanno provato a insozzare la città con i loro schifosi cartelli, insieme a quelli di Militia Christi.

Ma noi abbiamo sfilato in corteo allegri, incazzati, fieri. Lesbiche, gay, trans, bisessuali, insieme a genitori (la mamma di fda), fratelli e sorelle e amici eterosessuali. Come la cara Mayde che ringrazio qui pubblicamente.
Grazie a tutti quelli che c'erano per chiedere: Parità, Dignità, Laicità

I diritti di una minoranza sono diritti per tutti.

Thursday, June 14, 2007

Grazie a Tiziano Ferro. E a tutti gli altri

Qualche giorno fa con un paio di amici discutevamo dei famosi che avevano aderito al Gay Pride di Roma. E tra quelli più in auge eravamo riusciti a tirare fuori i nomi di Luciana Littizzetto, Paola Cortellesi e Ritanna Armeni. Ma di cantanti e altri artisti sulla cresta dell'onda non c'era molto di più nella lista ufficiale.

Adesso invece si sono aggiunti altri nomi di tutto rispetto, come Daniele Silvestri, che ha offerto anche un singolo inno, Simone Cristicchi - fresco vincitore di San Remo - e i Velvet. Ma quello che fa più effetto e che credo dovremmo ringraziare per spendersi così, forse contro i suggerimenti dei suoi discografici, è Tiziano Ferro.

Nonostante le chiacchiere e i pettegolezzi, nonostante la sua proverbiale discrezione, ha scelto di impegnarsi personalmente per i diritti civili e ha aderito al Pride. Chapeau.

Wednesday, June 13, 2007

Addio a Gianni, libraio gentile della Babele

Per tanti di noi, arrivati da poco nel movimento gay e lesbico milanese, Gianni era solo il libraio e proprietario della libreria Babele di Milano, finché l'anno scorso non decise di cedere l'attività, una delle prime e più di successo iniziative culturali fieramente lgbt.

Adesso Gianni Delle Foglie ci ha lasciato, proprio stanotte. Al suo compagno Ivan vanno le condoglianze di tutto il movimento, come ha saggiamente scritto Paolo Ferigo. Ma Gianni va ricordato anche per il coraggio e la fiducia nella possibilità di cambiare almeno questa Italia.

Poco tempo fa avevo scoperto che lui faceva parte di quelle decine di gay e lesbiche che nel lontano 1992 erano stati uniti simbolicamente in matrimonio dal consigliere comunale Paolo Hutter, in piazza della Scala. Personalmente ricordo le chiacchierate alla Babele, i consigli libreschi e le riflessioni politiche. Una persona speciale ci lascia, ma il suo ricordo rimane con noi.

Tuesday, June 12, 2007

Il governo svedese a rischio sul matrimonio gay

Al governo in Svezia ci sono i conservatori, ma al contrario che da noi la questione del matrimonio gay non è affatto uscita dall'agenda politica. Vi ricordo che, comunque, la Svezia ha già una legge sulle unioni civili che comprende anche le adozioni e che la Chiesa luterana locale benedice le unioni fra due uomini o due donne.

In ogni caso, otto parlamentari del partito conservatore hanno minacciato di uscire dal governo se il primo ministro Reinfeldt non sosterrà il matrimonio fra persone dello stesso sesso; della medesima opinione anche i liberali e i centristi che formano il governo. Si oppongono - ma non c'era neppure bisogno di specificarlo - i democristiani che sono il quarto partito della coalizione.

Reinfeldt ha annunciato che il partito si esprimerà al prossimo congresso in autunno: intanto i sondaggi indicano che il 46% degli svedesi è favorevoli al matrimonio stesso-sesso, mentre il 31% è contrario.

Sunday, June 10, 2007

Una scritta ingiuriosa, Bush=Moro

Comprensibilissimo lo sdegno e la condanna di tutte le parti politiche per la scritta che ha profanato la lapide in memoria di Moro, a Roma in via Fani.

In effetti lo statista democristiano non merita un paragone così offensivo.

Thursday, June 07, 2007

Monica Guerritore madrina del Pride unitario

Anche in Italia, pur con molte cautele, ci sono artisti e personaggi pubblici disposti a spendersi per la causa dei diritti civili.

Una di queste persone - ed è giusto riconoscerlo in tempi di disimpegno e opportunismo - è Monica Guerritore, che sarà la madrina del Pride unitario 2007, a Roma.
''È per me una grande festa tra uomini e donne coraggiose che fanno del rispetto della propria 'essenza' la loro forza''.
In questo periodo già per schierarsi così ci vuole una piccola dose di coraggio (chissà se le faranno fare ancora sceneggiati su Raiuno). Grazie Monica.

Wednesday, June 06, 2007

Omosessuali modernissimi (o tradizionalisti)

Ecco qui, finalmente.
Niente di meglio di un testo scientifico - sul serio - per sfatare pregiudizi, preconcetti, idee antiquate (che allignano anche in persone degnissime) e scarsa conoscenza delle persone omosessuali (gay e lesbiche).

Omosessuali sempre più moderni, dunque, secondo la nuova edizione del volume di Marzio Barbagli e Asher Colombo ("Omosessuali moderni") edito dal Mulino.

Non esistono più i cliché vivi fino agli anni Settanta (e cari alla generazione dei gay oggi ottantenni, coetanei di Pasolini), di gay che fanno sesso con eterosessuali e vivono in una totale promiscuità. Le nuove coppie sono sempre più fedeli, molto simili a quelle eterosessuali e spesso convivono, rappresentando in molti casi il loro legame con un anello.

Modernità o ritorno al passato? Questa notizia fa il paio con una riflessione che mi è sorta ieri sera al Festival di cinema gaylesbico.
"Il matrimonio fra eterosessuali è voglia di stabilità, è borghese (dice pressappoco la protagonista di Puccini for beginners). Ma quando ti dicono che è vietato sposarti, allora per i gay e le lesbiche il matrimonio è trasgressione, è RADICALE".
Ecco, penso che sia proprio così e che - al di là delle pose dandystiche e decadenti - la battaglia per la tranquillità borghese dei gay e delle lesbiche sia quanto di più trasgressivo al momento. L'ho spiegato anche all'assessore Sgarbi (secondo cui i gay non dovrebbero desiderare il matrimonio, che egli depreca), dicendogli che noi gay "vogliamo essere liberi di non sposarci. Liberi, non costretti".

Il guaio della sinistra italiana

Ecco, quando persone come lui, con idee del genere, si autodefiniscono di sinistra capisco perché questo paese è destinato a una decadenza progressiva e inarrestabile.

Secondo i catto-cattolici nostrani (praticamente i due terzi del Parlamento) educare i bambini alla diversità equivale a promuovere l'omosessualità. Come se far vedere un film con Whoopi Goldberg li facesse diventare di colore.

Quanta paura cieca dell'omosessualità.

Di seguito vedete il mio commento
Educare alla cittadinanza e all'accoglienza non significa affatto creare complessi.

ma davvero, valerio, credi che un bambino - per il solo fatto di SAPERE che esistono i gay - possa decidere di diventare gay? o porsi il problema?
è perfettamente ridicolo!

Ti ricordo che a me, come a tutti i bambini di questo paese fino ad oggi, nessuno ha spiegato né raccontato nulla dell'omosessualità e l'unico possibile modello era quello eterosessuale.

evidentemente c'è qualcosa di più di un condizionamento degli asili.

è sorprendente quanta paura avete che la gente "diventi" gay. Gay si è, non si viene infettati.

L'unico vantaggio che si conquista con l'educazione e la cultura è che i gay smettono di vergognarsi e di nascondersi; e magari di sposare donne che non amano rendendole infelici.

Tuesday, June 05, 2007

Forza Italia in camicia bruna

Cari miei scusate l'assenza prolungata ma gli scrutini incombono e si intrecciano dannatamente con il festival del cinema gaylesbico e queer culture di Milano. Proprio quell'evento che, nonostante l'ansia "riduttivista" degli organizzatori ("per noi è tutto a posto", "aspettiamo di avere notizie ufficiali", ecc.) non ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano. È la prima volta in 21 anni che succede!

La sindaca Letizia Moratti, nostra signora di San Patrignano, ha negato il patrocinio e il misero finanziamento (qualche migliaio di euro) per una delle poche occasioni culturali che noi finocchi riusciamo a mettere in piedi in questa città frettolosa. Mi pare che ci sia proprio di che preoccuparsi.

Vista l'esiguità dell'impegno finanziario, infatti, la scelta di Morattila non è dettata da esigenze di bilancio, ma squisitamente ideologica: del genere non finanziamo i gay perché non condividiamo le loro "scelte di vita". E le prime dichiarazioni di esponenti del centrodestra ci fanno piombare (oddio, che pessimo verbo) indietro, verso epoche in cui minoranze mal tollerate erano additate a causa di loro presunti privilegi e incolpate della crisi e della decadenza di un'intera società. Insomma: i gay del 2007 un po' come gli ebrei del Novecento.

Guardate un po' che dice l'illustre assessore di Forza Italia Carlo Masseroli:
«Non c'è nessun esperto di economia che possa smentirmi: gli omosessuali non hanno delle famiglie costituite, e si possono permettere un tenore di vita sopra la media. Basta chiederlo a qualsiasi pubblicitario. E allora perché dovremmo finanziarli? Se lo facessimo dovremmo dare dei contributi anche alle manifestazioni culturali in difesa della famiglia, magari un bel cineforum... Io non ho nulla contro gli omosessuali, ma il loro festival è una cosa che già esiste, anche senza l´etichetta di Palazzo Marino. Troverei assurdo che il Comune diventasse il rappresentante del mondo gay».
Certo. Meglio che il Comune diventi il rappresentante di Forza Nuova. Lo trovo più onesto, in fondo.