Tuesday, May 29, 2007

Centrosinistra battuto, per Cacciari colpa dei Dico

Ve l'aspettavate? Noi un po' sì.

Il centrosinistra del partito democratico ha preso uno schiaffone in piena faccia, soprattutto dalle regioni settentrionali, quelle del mitico "ceto produttivo" cui avrebbe dovuto parlare proprio il neonato partito democratico. In realtà ceti preoccupati delle tasse e nulla più, un po' come gli Stati rossi degli Usa. In ogni caso, mentre la sinistra-sinistra vince e convince in casa della destra (L'Aquila, Taranto), il partito democratico arranca, non sfonda e perde i pezzi.

La colpa? Tutta dei Dico! Straordinario il sindaco di Venezia,il professore di filosofia Massimo Cacciari, che punta il dito
Uno dei fattori che ha portato a questo risultato sono proprio i condizionamenti e i veti posti continuamente al governo dall'ala radicale della maggioranza. Vedi i Dico, il blocco della riforma delle pensioni e tanti altri temi, tra cui la politica estera. La sinistra radicale sta semplicemente vaneggiando
Come si possa attribuire la sconfitta ai Dico, che NON sono stati approvati, che non sono stati introdotti in Italia e che sostanzialmente il governo ha abbandonato è impossibile capire. Ma, si sa, Cacciari è un professore di filosofia e noi non siamo alla sua altezza...

La questione, a mio avviso, è che il Partito democratico non ha convinto i famosi ceti produttivi, perché non ha identità. Dall'altro lato ha allontanato l'elettorato di sinistra, perché non ha identità, non ha realizzato niente, non ha riformato nulla, non ha ampliato i diritti civili. E quando ha tirato fuori i soldi per il contratto degli statali lo ha fatto dopo la chiusura delle urne. Geniali!

Ma alla fine è più facile dare la colpa ai Dico. Tanto dei gay e dei loro diritti non frega nulla a nessuno.

9 comments:

al said...

Hai ragione.
Fattene una ragione.

aelred said...

Al, quando tu scoprirai di far parte di una qualunque minoranza (e sarai discriminato) ne riparleremo.
ma allora io mi impegnerò per i tuoi diritti, al contrario di te che godi con la pancia piena da maschio bianco, occidentale eterosessuale.
Rileggiti Montesquieu e Voltaire, per favore.
Se sai leggere

restodelmondo said...

Mi pare sia da definizione di "capro espiatorio". (Sto ridendo per non piangere per le affermazioni di Cacciari.)

F said...

Aelred, non devi stupirtene, ha ragione Cacciari. In regioni come Lombardia e Veneto, così beghine e qualunquiste, anche solo PARLARE di matrimoni gay (alias, DICO) e froci significa perdere un bel po' di voti.. In questo senso, Cacciari non sbaglia. Non importa che la legge sia passata o no; il più delle persone non si informa, l'importante è la percezione.

aelred said...

F, se quello che scrivi tu è vero - e non posso dubitarne - allora Prodi e il centrosx hanno sbagliato doppiamente. Annunciando i Dico hanno perso i voti delle beghine (che già non li votavano, specie in Veneto) e non approvandoli si sono giocati i voti laici e di sinistra.
Tanto valeva, andare fino in fondo. Così hanno scontentato tutti. E in genere il loro peccato più grave è questo, vedi Vicenza e la base militare

F said...

Esatto, è proprio questo il dramma di questo non-governo!

Un governo normale decide e quindi a volte è impopolare, ma saprà aggregare le preferenze con chiarezza. Chi è pro e chi contro.

La Magna Coalitio prodiana invece sa scontentare tutti, prova ne sono finanziaria e Dico..questo perché sono divisi e ogni giorno parlano in 1000, dicendo tutto e il contrario di tutto.

In questo modo, sui dico ci irritiamo noi gay, perché non soddisfatti del ribasso, e gli omofobi perché non ne vorrebbero parlare proprio. Così per tutti gli altri provvedimenti.

Quindi, Cacciari ha ragione che i Dico contano, ma la radice dell'impopolarità non sta in questo o quel contenuto, ma nel modus operandi del Governo.

Frà

al said...

Discriminati gli omosessuali non mi pare.
Parlamento, Università, Industria, Cultura, sono tutti luoghi in cui omossessuali occupano posti di rilievo, di potere.

finO said...

Le affermazioni di Cacciari vengono da più lontano, forse nemmeno lui si rende conto quanto, trascrivo qui l'opinione risalente al 1994 di un filosofo italiano che non ha mai cercato di diventare sindaco:

"Così è andato prendendo forma poco a poco il motto che ha guidato la strategia del progressismo nella sua marcia verso il potere: bisogna cedere su tutto, riconciliare ogni cosa con il suo opposto, l'intelligenza con la televisione e la pubblicità, la classe operaia col capitale, la libertà di parola con lo Stato spettacolare, l'ambiente con lo sviluppo industriale, la scienza con l'opinione, la democrazia con la macchina elettorale, la cattiva coscienza e l'abiura con la memoria e la fedeltà. Si vede oggi a che cosa abbia condotto questa strategia. In ogni ambito, la sinistra ha attivamente collaborato a che fossero predisposti gli strumenti e gli accordi che la destra al potere non avrà che da applicare e sviluppare per ottenere senza fatica i suoi scopi. Esattamente nello stesso modo la classe operaia fu disarmata spiritualmente e fisicamente dalla socialdemocrazia tedesca prima di essere consegnata al nazismo" (In questo esilio, in Giorgio Agamben, Mezzi senza fine, Bollati Boringhieri, 1996, p.106).

gsabelli said...

Cara....

le mie ferme convinzioni sono vacillate e, anche se probabilmente avrei votato centrosinistra, l'avrei fatto con un dito in culo (giusto per avere uno stimolo di piacere). E sono vacillate anche a causa dei DICO, non perchè io non li approvi, ma perchè LORO NON LI APPROVANO! Li approveranno mai?

E naturalmente le beghine della padania si sono ribellate non contro i DICO, ma contro la POSSIBILITA' dei Dico: proprio perchè ancora non ci sono, ma ci potrebbero essere, allora andiamo a stroncarli subito! Se li avessero fatti prima e con più decisioni, chissà se ci sarebbe stato 'sto flop... (vabbè non tutto si riconduca ai DICO, è solo una metafa).

Pciù!