Sunday, April 29, 2007

Una luce nella notte delle famiglie

Anche Village aderisce a Families Night. Alle 21:30 dell'11 maggio accendiamo una candela sul davanzale di casa nostra: sarà un segnale di vicinanza e di solidarietà per tutte quelle famiglie - monoparentali, omoparentali, ricostituite, divorziate, separate, di fatto, di diritto, cristiane e cattoliche, atee, laiche - su cui si leveranno gli strali dei perfetti cattolici, riuniti il 12 maggio a Roma per il Family Day.

Grazie a Elfobruno per la segnalazione. Invito tutti voi a partecipare e aderire pubblicamente all'iniziativa.

Thursday, April 26, 2007

L'Europarlamento condanna l'omofobia religiosa

In Europa non c'è spazio per l'omofobia, né quella dei politici né quella dei capi religiosi. Lo ha ribadito - che sollievo! - il Parlamento Europeo nella relazione sui Diritti umani nel mondo, che dedica un'ampia pagina alle discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale. In cima alle preoccupazioni dei nostri europarlamentari i recenti attacchi lanciati da politici polacchi e vescovi italiani contro le persone omosessuali. Condannati
"i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l'odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alla gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli".
La risoluzione - in cui si fa riferimento anche al caso di Matteo, il ragazzo suicida di Torino - ha fatto gridare alla "lesa maestà" il quotidiano della Cei Avvenire, adontato che si potessero criticare le parole di monsignor Bagnasco in relazione alla vicenda di Matteo. Ma le urla scomposte dei clericali nostrani non fanno che confermare la bontà della relazione europea, in cui si chiede al Consiglio dei ministri europeo
di includere sistematicamente nel quadro delle discussioni sui diritti umani e le libertà fondamentali con paesi terzi, il tema della persecuzione o della discriminazione nei confronti delle persone in base al loro orientamento sessuale e di prendere misure progressive adeguate ogni qual volta avvenga questo tipo di violazione dei diritti umani.
L'EuroParlamento ha deciso poi di sponsorizzare e celebrare ogni anno, il 17 maggio, la giornata internazionale contro l'omofobia.

Tuesday, April 24, 2007

Il cinema gay premia Lino Banfi

Era ora! Finalmente, lasciatemelo dire, una parte della comunità lgbt italiana ha deciso di riconoscere ufficialment l'impegno, sincero e disinteressato, di un artista che non ha esitato a spendere la sua immagine popolare e la sua credibilità per la causa dell'uguaglianza e dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender.

Lino Banfi riceverà a Torino, nel corso del Festival glbt Da Sodoma a Hollywood, il premio speciale Glbt e, nonostante qualche suggerimento di restare a casa, andrà orgogliosamente a ritirare il riconoscimento. Ci lamentiamo sempre dello scarso coraggio e impegno di attori e cantanti italiani, in confronto ai loro colleghi americani.

Negli ultimi anni siamo stati smentiti da "Nonno Libero", che ha raccolto il testimone di un altro grande attore, amico e difensore dei gay, quel Nino Manfredi con cui Banfi recitò qualche anni fa il coraggioso film-tv "Un difetto di famiglia", che sarà proiettato proprio a Torino.

"Ho conosciuto il direttore del Festival, Giovanni Minerba l'anno scorso a Torino - ha detto Banfi - e quando mi hanno comunicato la loro intenzione di darmi un premio quest' anno ho detto loro che ne ero onorato. Molte cose da allora sono successe anche in seguito al serial 'Il padre della sposa' che ha suscitato le ire di molti tra cui l'Osservatore Romano. Molti mi hanno consigliato di non venire al festival di Torino, ma io ho una malattia, la coerenza, e così sono qui".

Sunday, April 22, 2007

Allez, Ségo!

Se volete leggere qualcuno che vive in Francia e di quel paese sa molto più di me, andate subito sul blog di Gabriele, Querelle.

Intanto, però, festeggiamo il risultato del primo turno alle elezioni presidenziali francesi. Innanzitutto l'altissima affluenza al voto (quasi l'85%), la più alta di sempre nella V repubblicia; poi lo scampato pericolo per la sconfitta (con relativo passo indietro) di Jean-Marie Le Pen, alfiere della destra fascista e xenofoba (crollato all'11%); il fallimento dell'operazione centrista di Bayrou, che ha mancato il ballottaggio, nonostante un buon 18%; e infine l'accesso al secondo turno di Ségolène Royal.

Con il 25% dei voti, più o meno, Madame Royal ha conquistato il diritto di sfidare il 6 maggio Nicolas Sarkozy, che ha fatto il pieno con il 30% dei suffragi. Sarà dura batterlo al secondo turno, ma la novità di una donna e il bilancio tutt'altro che positivo degli ultimi cinque anni di governo delle destre (sottolineato nel primo discorso di Ségolène) potrebbero pesare sul risultato finale.

Friday, April 20, 2007

E Baudo disse no al Family day

Pippo Baudo non andrà in piazza al Family Day. Lo ha detto lui stesso in un'intervista all'Adnkronos, spiegando che non intende essere strumentalizzato.


Ma non basta: Baudo si schiera dalla parte dei diritti e spiega che "della famiglia si sta parlando troppo e la contrapposizione che la oppone ai Dico non funziona. Quello dei Dico è un problema non solo italiano, ma mondiale e va affrontato in modo serio dal governo senza fare steccati, manifestazioni pubbliche o avere atteggiamenti troppo plateali. Sono problemi seri che attengono alla famiglia, al ruolo dei sentimenti intimi. Vanno vissuti personalmente e con molto rispetto".

Non vale proprio per tutti, ma spesso invecchiando si migliora.

Thursday, April 19, 2007

La Ue condanna il razzismo, ma non l'omofobia

Eccolo! Il frutto avvelenato di quell'allargamento frettoloso che Romano Prodi ha spinto e promosso con energia e impegno, con l'obiettivo di passare alla storia.

Per la prima volta da quando io mi possa ricordare, i paesi dell'Unione Europea hanno approvato una misura di tutela delle minoranze da cui sono escluse le persone omosessuali, bisessuali e transgender. Ottimo risultato per chi ha votato la Costituzione europea e si rifà alla Carta di Nizza. Lì infatti sono respinte tutte le discriminazioni, anche quelle fondate sull'orientamento sessuale. Adesso invece, che dobbiamo decidere ogni cosa con la Polonia e la Lituania eccoci serviti!

Ma che è successo? Dopo 6 anni i ministri della Giustizia dei paesi dell'Ue si sono accordati per punire ogni incitamento pubblico al razzismo e alla xenofobia "contro un gruppo definito per razza, colore, religione, origine nazionale o etnica". Per la prima volta gay, lesbiche, bisex e trangender non ci sono.

Già per raggiungere quest'intesa Franco Frattini ha dovuto rassicurare la Gran Bretagna e gli stati scandinavi sull'assenza di un reato d'opinione. L'incitamento dovrà essere reale e creare minacce concrete perché scattino le sanzioni.

Nemmeno da dire che Polonia e Lituania, accanto ai negatori dell'Olocausto, volevano porre anche coloro che minimizzano i crimini staliniani. Alla fine si è arrivati - pare, perché un testo ufficiale non c'è ancora - a una formula che comprenda i genocidi riconosciuti dall'Onu e condanni in blocco tutti i crimini commessi da regimi totalitari.

Se anche l'Europa ci abbandona, stiamo freschi...

Meglio camp che Internazionale

Guarda tu!
Prima Arcigay si lamenta che i propri dirigenti non sono stati invitati - neppure per cortesia - al Congresso finale dei Ds. Ma non sapevano che cosa aveva in serbo Fassino.

Meglio camp che socialisti, avrà pensato il segretario che sta per unire il più grande partito della sinistra italiana con i resti della sinistra Dc, più i teodem. Così niente inno dell'internazionale socialista, eseguito da tutti i partiti socialdemocratici e socialisti e anche la settimana prossima ascoltato al Congresso delle Sdi.

Molto meglio una gayssima Over the rainbow.

Wednesday, April 18, 2007

Poveri atei devoti

Improvvisamente, guardando L'Infedele di Lerner ho avuto un'illuminazione: la chiesa, i suoi seguaci, gli atei devoti sono una compagnia di disperati allo sbando.

Che pena! Eugenia Roccella - che nel 1981 voleva cancellare tutti i limiti dell'aborto e permetterlo in qualunque momento della gravidanza - rivendica che in piazza per il Family Day ci saranno migliaia di laici, che secondo lei hanno consumato uno scisma con il resto del mondo laico e hanno scoperto i "valori non negoziabili" lanciati da Papa Benedetto XVI.

Ma nella realtà Papa Ratzinger ha convinto e affascinato solo lei e Giuliano Ferrara e quei pochi atei del Foglio che sono in cerca di un potere forte cui aggrapparsi.

Proprio perché gli altri laici non seguono queste battaglie e non li supportano, Eugenia Roccella si è dovuta iscrivere alla parrocchia dei clericali e dei

Pezzotta e la Costituzione fai-da-te

In presa diretta i primi commenti sulla puntata odierna dell'Infedele, La 7, in cui da Gad Lerner si parla di famiglia. Ci sono i due portavoce del Family Day, l'ex femminista pentita Eugenia Roccella, santificata da Giuliano Ferrara e assurta, da atea devota, a vestale laica del peggior clericalismo di ritorno; e l'ex segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta ("se mi interrompono non parlo più"), che stravolge volutamente la Costituzione italiana e le fa dire che il matrimonio è solo tra uomo e donna.

Ma se questi qui sono così convinti delle loro idee e dello scudo della Costituzione, perché si agitano tanto e cercano di contrastare con ogni mezzo qualsiasi legge che dia diritti a gay, lesbiche e conviventi eterosessuali. Mi sembra che esprimano una certa insicurezza.

Lerner però insiste a non rendersi conto: divorziati, separati, eterosessuali vanno bene. L'unico problema, l'unico mostro da abbattere sono i gay, froci, culattoni, invertiti, pederasti.

Aggiornamento: come al solito, in tv e purtroppo ultimamente anche da Lerner, la questione parte da posizioni laiche (la famiglia, la Costituzione, il Parlamento) e pian piano, impercettibilmente scivola sul versante religioso, cattolico. Quindi si parla di gerarchia e gregge, di peccato, di Inferno, di condanna. Davvero, è sorprendente come queste persone che non hanno avuto un'educazione cattolia (l'ebreo Lerner, l'atea Roccella, il comunista Ferrara) siano affascinati da segreti e riti della chiesa. Proprio vero che non sono stati vaccinati da una decina di anni di catechismo.

In 300mila in piazza per la laicità! Ah, è la Turchia...

Sono scese in piazza oltre 300mila persone per difendere la laicità dello stato e allontanare il rischio che una forza clericale occupi tutte le maggiori cariche istituzionali, piegando di fatto il paese verso una linea confessionale.

Ah, scusate. Si parla della Turchia. Per l'Italia, ripassate fra qualche decennio.

PS: è vagamente comico che adesso, sulla 7, un sacerdote cattolico invochi la laicità e addirittura parli di attacchi "pubblici anti-cristiani", che avrebbero armato gli assassini di don Santoro e degli altri martiri cristiani. Ho un sentore di déja-vu.

Tuesday, April 17, 2007

Silenzio su Casini anti-gay

Niente di meglio della preterizione - illustre figura retorica - per l'onorevole Pierferdinando Casini, già dimenticato presidente della Camera dei deputati, e per le sue ennesime offese contro le persone omosessuali.

Non parlerò dunque dell'intervento di Casini al congresso dell'Udc, di cui leggo da Vecchi froci, via Tom. E di come Casini, sulla scia di monsignor Bagnasco, abbia accostato ancora una volta i gay ai pedofili. In fondo nessun giornale né tg ne ha parlato: forse perché non fa notizia, forse perché del sempregiovane Casini non frega niente a nessuno. In fondo lui era il bello dei dioscuri giovani democristiani (l'intelligente era Follini). Non ne parlerò e non mi interesse commentarlo.

Certo, in Italia l'odio anti-gay è alimentato quotidianamente e nessuno si è fermato neppure dopo le prime vittime.

Sunday, April 15, 2007

Bagnasco, i gay e i (preti) pedofili

Opporsi ai Dico - aveva detto il generale capo della Cei Bagnasco - equivale a dire no a pedofilia e incesto. Contro quella frase, come minimo infelice, si erano appuntate le critiche dei laici, dei liberal e di tutti quelli che difendono la libertà delle persone, ma forse avevano più ragione di tutti noi quelli che ricordavano l'esperienza dei preti cattolici in tema di pedofilia.

A gettare in una luce sinistra - e in parte patetica - la sortita di Bagnasco ha provveduto la vicenda di un sacerdote toscano, ormai 80enne (don Lelio C.), che per anni ha sottoposto i fedeli a torture psicologiche, con veri e propri abusi sessuali su ragazzine femmine. Pedofilo, quindi, ma eterosessuale! Non so se per la chiesa questa è un'attenuante, di sicuro è la sconfessione della vecchia ma resistente equazione gay=pedofili.

Non solo le vittime hanno deciso di rendere pubblica la vicenda a distanza di anni, ma sono emersi preoccupanti tentativi delle alte sfere ecclesiastiche per sopire e far dimenticare le violenze. Solo nel 2005 il sacerdote fu allontanato dalla parrocchia, ma vescovi e Curia decisero di non fare pulizia davvero, al punto che le vittime hanno sentito l'esigenza di denunciare i fatti ai giornali, anche se fino ad ora si erano rivolte solo alle autorità ecclesiastiche.
Una situazione che ha costretto il Papa in persona a intervenire.

Il problema di fondo - come sottolinea in modo acuto Pino Nicotri - è la scelta deliberata della Congregazione per la dottrina della fede (l'ex Sant'Uffizio, braccio operativo dell'Inquisizione) di coprire le vicende più scabrose, trasferendo i colpevoli ma cercando di evitare lo scandalo, anche nel caso di "gravi delitti" come quelli che un tribunale ecclesiastico accertò per don Lelio.

In pratica: vescovi, cardinali e persino il Papa hanno ostacolato la giustizia italiana coprendo un prete che plagiava, torturava psicologicamente e a volte violentava ragazzine e ragazzini affidati alle sue cure?

Friday, April 13, 2007

Basta con il gene gay!

Davvero, non se ne può più!

A chi importa davvero scoprire il gene gay? Secondo me a due categorie:
1. ai gay che in fondo in fondo non si "accettano" davvero e cercano una giustificazione esterna, cui attribuire il proprio orientamento;
2. agli omofobi (più in generale a chi detesta i gay) che cercano un modo per individuare gli uomini omosessuali anche prima della nascita. E, magari, un domani eliminarli anzitempo.

Eppure continuano a moltiplicarsi studi, mai definitivi mai chiari, sulla presunta origine genetica dell'omosessualità. Degli ultimi studi "scientifici" in materia ha parlato il New York Times, subito ripreso dal Corriere della Sera e da Repubblica.

Gemelli, parti del cervello, presenza di fratelli e sorelle. Elementi eterogenei vengono chiamati in causa per provare una asserita origine genetica. Peccato che alla fine la prova reale e definitiva non sia mai stata trovata. E allora perché cercare ancora? Se l'obiettivo è solo scientifico ben venga; se c'è una base ideologica, non credo che ci sarà mai una risposta definitiva.

Thursday, April 05, 2007

Marco, ucciso dall'omofobia

Marco aveva 16 anni, era figlio di una signora filippina e di un uomo astigiano, viveva a Torino e frequentava un istituto tecnico. Da oltre un anno, però, era perseguitato dai suoi compagni che lo insultavano "gay", frocio, ricchione, "sei come Jonathan".

Lo insultavano, sì, perché in Italia ormai gay è un insulto, grazie a Buttiglione, Calderoli, alla Binetti e soprattutto a Ruini, Bagnasco e Ratzinger.

Due giorni fa Marco non ha sopportato più gli insulti e si è ucciso. Prima si è accoltellato, poi si è buttato dal quarto piano. Mentre scrivo la sua storia - e non lo conosco - mi viene da piangere, mi sento frustrato e impotente di fronte all'omofobia di questo paese.

Marco si è ucciso, ma il suo sangue ricade sulla testa di tutti quelli che quotidianamente insultano, offendono, dileggiano i gay e dal loro pulpito privilegiato (il Parlamento, la tv, l'altare, il potere delle gerarchie cattoliche) impediscano che in questo paese gay e lesbiche siano persone come le altre, diverse com'è ovvio ma con gli stessi diritti e doveri degli altri. Con la stessa dignità.

I Dico e soprattutto una legge sul matrimonio per tutti servono soprattutto a questo. A ridare dignità dopo 2000 anni alle persone omosessuali che ancora oggi possono essere insultate e offese non per qualcosa che fanno ma per quello che sono.

Grazie al Corriere per aver raccontao questa storia che forse smuoverà qualche coscienza. Male per il Tg1 che nella sua edizione delle 13 oggi non ha mai parlato di omosessualità, si è affannato a spiegare che Marco era un ragazzo "normale" (se fosse stato gay, invece, lo si poteva insultare?); e vergogna per la preside della scuola che non sente neppure l'esigenza di fare autocritica ("quello non era bullismo") e agire contro l'omofobia.

Tuesday, April 03, 2007

Dico, i cattolici che resistono alla Cei

Non tutta la "base" cattolica è disposta a seguire la cupola dei vertici nella battaglia senza quartiere contro i Dico. Anzi ci sono associazioni, come gran parte dell'Azione cattolica e anche settori delle Acli, che hanno espresso a chiare lettere la propria contrarietà al Family Day e persino un sostegno esplicito al disegno di legge Bindi-Pollastrini su diritti e doveri dei conviventi.

Baste leggere questo articolo della Stampa e i resoconti dell'agenzia cattolica Adista, che fa emergere il cattolicesimo del dissenso e i tentativi di alcuni fedeli laici di mantenere un briciolo di autonomia rispetto alle gerarchie.

Nel frattempo contro il presidente della Cei, il generale Bagnasco, è comparsa sul portale della cattedrale di Genova una scritta (Bagnasco Vergogna): tanto è bastato perché il prefetto decidesse di mettere il prelato sotto scorta.

Ora, io auguro a Bagnasco ogni bene e sono convinto che la sua incolumità non sia in pericolo. Ma chi semina vento raccoglie tempesta: la chiesa è scesa in politica come un attore politico e come tale adesso è trattata. Come dico sempre io "à la guerre comme à la guerre".