Wednesday, March 21, 2007

La famiglia strumentalizzata al Family Day

Alla fine la suprema ipocrisia, la manifestazione per promuovere la Famiglia (maiuscolo), andrà in scena il 12 maggio, al Family Day, una manifestazione di piazza organizzata da una serie di realtà cattoliche, da Sant'Egidio ai neocatecumeni, dall'Azione cattolici ai Focolarini. Il loro obiettivo - si affannano a spiegare - non è contrastare il riconoscimento delle coppie di fatto e di quelle omosessuali (Dico, Pacs, matrimoni per tutti) ma promuovere il valore della Famiglia e chiedere politiche in difesa di questa istituzione.

Ma tutti questi laici impegnati, dov'erano negli ultimi cinque anni, quelli del governo Berlusconi? Che cosa ha fatto quell'esecutivo per la famiglia? ZERO. Come hanno reagito i difensori della famiglia? Stando a casa.

E nei precedenti 50 anni di potere democristiano, in cui delle famiglie ci si è occupati poco e male - salvo alcune lodevoli eccezioni come la legge di tutela della maternità - dov'erano queste folle? Perché non hanno manifestato allora?

Per 30 anni della famiglia non è fregato nulla a nessuno; solo ora si svegliano tutti e vogliono difendere la famiglia, non appena gay e lesbiche hanno provato a formare anche loro famiglie e hanno rivendicato il diritto di essere riconosciuti come famiglie, se condividono la vita insieme. Solo a quel punto la famiglia è diventata improvvisamente un bene preziosissimo. E in pericolo.

Ma allora ringraziateli questi gay e queste lesbiche! Senza di loro e senza il loro desiderio di famiglia - che dovrebbe essere lodato e non respinto come abietto e indegno - nessuno oggi parlerebbe di famiglia. E le famiglie continuerebbero a essere disgregate come è successo negli Stati Uniti.

Invece no. Gay e lesbiche hanno fatto "tornare di moda" la famiglia (come è successo con moltissime altre cose, dalle infradito ai pantaloni a vita bassa) e adesso tutti quegli altri si sono offesi e vogliono indietro il giocattolino che è soltanto loro. Un po' come quei bambini che non si interessano al trenino vecchio, ma poi urlano e strepitano appena arriva un altro che lo fa funzionare.

"È mia! È mia!", sembra di sentirli gridare. La famiglia è solo di una parte, secondo questi signori; ed è unica e immutabile e nessun altro può entrarci.

Come se considerare famiglia anche due gay o due lesbiche o una mamma single con un figlio togliesse valore alle famiglie "tradizionali": una sorta di inflazione delle famiglie. L'ennesimo esempio di una mentalità mercantilista e iper-liberista, anche di fronte ai diritti delle persone.

Alla fine tutti parlano di famiglia, tutti (in prima fila Casini, Mastella e Rutelli) si impegnano a difendere e promuovere la famiglia; ma prima che arrivassero gay e lesbiche che cosa hanno fatto per la famiglia?

La verità è che proprio questi signori - e queste organizzazioni - strumentalizzano la famiglia: non la considerano un fine, ma usandola come mezzo per colpire ed escludere tutte le altre persone - gay e lesbiche, ma anche genitori single e famiglie ricostituite - che non rientrano nei loro schemi.

Ecco chi distrugge la famiglia: chi vuole usarla contro qualcuno, al servizio della propria ideologia di esclusione.

9 comments:

F said...

Beh ma allora ci andiamo anche noi o no?? :)

miss brodie said...

da applauso !
PS un pensierino la miss lo aveva fatto di andarci, ma bisogna andare in coppia... andateci voi che siete appajate...

aelred said...

che onore, un commento di miss brodie.
Non merito tanto, ma grazie dell'apprezzamento.
siamo in minoranza, ma "Cader co'buoni è pur di lode degno"

vendita galline km 2 said...

Ci vedrei bene una delegazione delle Famiglie Arcobaleno (http://www.famigliearcobaleno.org/).

vendita galline km 2 said...

Ops, sostituisco il condizionale con l'indicativo. Sul sito è scritto che ci saranno :-)

AnelliDiFumo said...

Il passaggio sulle infradito credo sia una delle più belle similitudini della letteratura italiana.

Al said...

C'è un paradosso nella gayezza, nel lesbismo o più genericamente nel monosessualismo. Tale paradosso sta nella rivendicazione dei diritti identitari, condizione di riconoscimento dell'alterità, da un lato e la riduzione omo-logante delle relazioni.

AnelliDiFumo said...

Seguendo il "ragionamento" di Al, commento qui sopra, a noi bisessuali spettano il doppio dei diritti degli eterosessuali e il triplo dei gay.

Mah. Il bello è che pensava di aver detto una cosa acuta.

Anonymous said...

Ci sono molti paradossi anche in tante altre situazioni, uno in più cosa può cambiare? L'importante è prenderne atto.
Principino