Saturday, March 31, 2007

Gratta gratta, ecco l'omofobia Bagnasca

Come volevasi dimostrare.

La Nota pastorale della Cei sui Dico era stata anche troppo moderata (alcuni come lo storico Melloni vi avevano voluto vedere una sensibilità particolare e rispetto per le persone omosessuali). Ma è bastata uscire dalle ovattate stanze di Roma per dare libero sfogo ai pensieri più reconditi del generale capo della Cei. Omosessuali? Uguale a pedofili, come vado a scoprire sul recente blog di Marco, ospitato (buon segno) sul sito di Panorama.

Per Bagnasco se si apre la porta alle unioni gay poi non c'è limite a nulla
«Perché dire no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia?», si domanda il prelato riferendosi ai Dico. «Perché dire di no all'incesto, come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene?. Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? Bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali»
Ora non voglio nemmeno obiettare nel merito (nel caso dei pedofili non ci sono "due libertà" visto che la sessualità di un minore non è mai libera, ma forse questo a un prete cattolico non è così chiaro come risulta a tutti noi). Sottolino la violenza verbale che per una volta ha provocato un coro di critiche sacrosante e una risposta polemica dello stesso Berlusconi
«Siamo dei laici, ma da laici riconosciamo il diritto e il dovere dei vescovi di dire quello che pensano e da laici abbiamo il diritto di ascoltare quello che dicono i vescovi e di pensarla esattamente nel modo opposto».

Wednesday, March 28, 2007

Se il presidente della Repubblica battesse un colpo

A questo punto non c'è altro rimedio, se non invocare l'anima di Cavour che mise in ceppi l'arcivescovo di Torino, monsignor Luigi Fransoni: il presule aveva invitato il clero a opporsi alla legge Siccardi, con cui erano stati aboliti i privilegi ecclesiastici.

Oggi, una volta di più, i vescovi cattolici italiani sono intervenuti per interferire direttamente e pesantemente sulla vita politica e sulle scelte del Parlamento italiano. La Cei ha pubblicato una Nota pastorale in cui si obbligano i parlamentari cattolici a non votare la legge sui Dico - ben misera e modesta legge, in verità - in nome dell'obbedienza alla fede cattolica. Guarda caso, la preoccupazione maggiore dei prelati riguarda in particolare le unioni tra persone dello stesso sesso.

La religione, dunque, è in opposizione allo stato? e la fedeltà al Papa viene prima del giuramento sulla Costituzione?

A questo punto non può che intervenire - anzi, dovrebbe farlo - il Capo dello stato. Il presidente della Repubblica, da quel palazzo del Quirinale che Casa Savoia strappò al potere temporale dei Papi, deve dare un segnale di vitalità di questo stato italiano, ridotto a "cortile del Vaticano".

Il presidente della Camera Bertinotti è intervenuto, ma qui serve una parola del presidente della Repubblica.

Tuesday, March 27, 2007

La famiglia, le famiglie e l'abbaglio della sinistra

Volevo scrivere un post sulla "discesa in campo" di Lucia Annunziata, che andrà a sfilare al Family Day, e sulla proposta della senatrice Ds Anna Serafini che "condivide" il manifesto delle associazioni cattoliche sulla famiglia, proponendo addirittura che l'Ulivo partecipi all'evento di piazza.

Mi ha preceduto uno dei massimi studiosi di famiglia in Italia, la sociologa Chiara Saraceno, con un articolo lucido e diretto ("Chi tiene alla famiglia non sfila al Family Day") proprio su questi temi.

Secondo Annunziata, la sinistra dovrebbe andare in piazza per dimostrare che ha a cuore le famiglie e che non è diventata lo schieramento di omosessuali e transessuali, come - secondo lei - dimostrerebbero i Dico e la difesa strenua di quel disegno di legge (difesa che io, onestamente, non ho notato):
Il rischio insomma è che la sinistra finisca schiacciata oggi, al di là della sua volontà, nel ghetto di una somma di differenze indifferenti. Dire un sì deciso all’idea di famiglia serve anche a strapparsi da questo possibile ghetto.
La Serafini, invece, ha sorvolato sulla violenza verbale del Manifesto del Family Day (che mortifica e umilia conviventi, risposati, divorziati, ragazze madri, genitori vedovi):
Senza un legame stabile di un padre e di una madre, senza un'esperienza di rapporti fraterni, crescono le difficoltà di elaborare un'identità personale e maturare un progetto di vita aperto alla solidarietà e all'attenzione verso i più deboli e gli anziani.
A entrambe risponde con chiarezza la Saraceno, secondo cui
la Chiesa è infatti riuscita a creare nell’immaginario collettivo un corto circuito politicamente e simbolicamente dirompente tra l'assenza di politiche significative di sostegno alle responsabilità familiari e il riconoscimento di alcuni diritti civili e di libertà - e le contestuali responsabilità che ne derivano - a chi non vuole o non può sposarsi, tra un tasso di fecondità ai minimi termini e la diffusione di omosessualità e transessualità. Come se l'assenza di politiche di sostegno alle responsabilità familiari non fosse una eredità che proviene da decenni di governo democristiano e di una ben più lunga influenza della Chiesa, del suo magistero e della sua cultura sul discorso pubblico sulla famiglia - certo anche con l'indifferenza della sinistra.
e infine
La contrapposizione frontale ai Dico da cui nasce il Family day segnala che in gioco non è la definizione di politiche ragionevoli ed efficaci che sostengano coloro che vogliono avere un bambino, occuparsi di un genitore divenuto fragile, sostenersi reciprocamente nella buona e cattiva sorte. C'è la pretesa di mantenere il monopolio della definizione di quali sono i rapporti responsabili e quali no, quali gli amori leciti e quali quelli illeciti.

Wednesday, March 21, 2007

La famiglia strumentalizzata al Family Day

Alla fine la suprema ipocrisia, la manifestazione per promuovere la Famiglia (maiuscolo), andrà in scena il 12 maggio, al Family Day, una manifestazione di piazza organizzata da una serie di realtà cattoliche, da Sant'Egidio ai neocatecumeni, dall'Azione cattolici ai Focolarini. Il loro obiettivo - si affannano a spiegare - non è contrastare il riconoscimento delle coppie di fatto e di quelle omosessuali (Dico, Pacs, matrimoni per tutti) ma promuovere il valore della Famiglia e chiedere politiche in difesa di questa istituzione.

Ma tutti questi laici impegnati, dov'erano negli ultimi cinque anni, quelli del governo Berlusconi? Che cosa ha fatto quell'esecutivo per la famiglia? ZERO. Come hanno reagito i difensori della famiglia? Stando a casa.

E nei precedenti 50 anni di potere democristiano, in cui delle famiglie ci si è occupati poco e male - salvo alcune lodevoli eccezioni come la legge di tutela della maternità - dov'erano queste folle? Perché non hanno manifestato allora?

Per 30 anni della famiglia non è fregato nulla a nessuno; solo ora si svegliano tutti e vogliono difendere la famiglia, non appena gay e lesbiche hanno provato a formare anche loro famiglie e hanno rivendicato il diritto di essere riconosciuti come famiglie, se condividono la vita insieme. Solo a quel punto la famiglia è diventata improvvisamente un bene preziosissimo. E in pericolo.

Ma allora ringraziateli questi gay e queste lesbiche! Senza di loro e senza il loro desiderio di famiglia - che dovrebbe essere lodato e non respinto come abietto e indegno - nessuno oggi parlerebbe di famiglia. E le famiglie continuerebbero a essere disgregate come è successo negli Stati Uniti.

Invece no. Gay e lesbiche hanno fatto "tornare di moda" la famiglia (come è successo con moltissime altre cose, dalle infradito ai pantaloni a vita bassa) e adesso tutti quegli altri si sono offesi e vogliono indietro il giocattolino che è soltanto loro. Un po' come quei bambini che non si interessano al trenino vecchio, ma poi urlano e strepitano appena arriva un altro che lo fa funzionare.

"È mia! È mia!", sembra di sentirli gridare. La famiglia è solo di una parte, secondo questi signori; ed è unica e immutabile e nessun altro può entrarci.

Come se considerare famiglia anche due gay o due lesbiche o una mamma single con un figlio togliesse valore alle famiglie "tradizionali": una sorta di inflazione delle famiglie. L'ennesimo esempio di una mentalità mercantilista e iper-liberista, anche di fronte ai diritti delle persone.

Alla fine tutti parlano di famiglia, tutti (in prima fila Casini, Mastella e Rutelli) si impegnano a difendere e promuovere la famiglia; ma prima che arrivassero gay e lesbiche che cosa hanno fatto per la famiglia?

La verità è che proprio questi signori - e queste organizzazioni - strumentalizzano la famiglia: non la considerano un fine, ma usandola come mezzo per colpire ed escludere tutte le altre persone - gay e lesbiche, ma anche genitori single e famiglie ricostituite - che non rientrano nei loro schemi.

Ecco chi distrugge la famiglia: chi vuole usarla contro qualcuno, al servizio della propria ideologia di esclusione.

Monday, March 19, 2007

Maledetti bastardi, volete curare i gay!




Poteva mancare di dire la sua South Park, nella questione dell'omosessualità "da curare"?

In uno degli ultimi episodi mandati in onda in America, il numero 1102, intitolato Cartman sucks, il crudele Cartman vuole umiliare una volta di più l'amico Butters e lo fa beccare dai genitori in un atteggiamento "equivoco" (vedi titolo dell'episodio). Credendolo "confuso" mamma e papà lo spediscono in un campo cattolico di rieducazione, Camp New Grace basato sul motto "Pray the gay away".

Peccato che molti ragazzini prigionieri della struttura finiscano per suicidarsi come vedete nella foto...
È una meraviglia!





Sunday, March 18, 2007

Scalfari e Littizzetto, supplenti dei Ds

Uno dei blogger che leggo con più interesse, Titollo, insiste con pervicacia su un concetto, quello della "egemonia culturale" che - è il suo rimprovero ricorrente in particolare ai Ds - la sinistra italiana ha rinunciato a esercitare, adattandosi alle parole d'ordine, ai modi e all'agenda di Silvio Berlusconi. E in generale evitando di proporre e diffondere un'idea diversa della società, che comprenda diritti dei lavoratori, politica industriale, valori e diritti civili.

La conferma di questo discorso mi è arrivata oggi, a proposito di una delle principali questioni aperte: i diritti delle persone omosessuali, in particolare quelle conviventi.

Su questo tema la sinistra, specie i Ds, ha rinunciato a diffondere un'idea diversa di società e di famiglia, che non sia quella tradizionale da cartolina, cara ai conservatori e alle gerarchie ecclesiali. Anzi, tutte le volte che si parla di Dico e di Pacs, Fassino & co. si affrettano a spiegare che "si parla solo di conviventi, non di famiglie. La famiglia è un'altra cosa!"; e nessuno dei Ds che abbia detto una parola dopo le offese gravissime subite da gay e lesbiche per bocca di Binetti e Bindi.

Eppure un altro pensiero - per essere altermondisti - è possibile. E diffondere e difendere un'altra idea non è così complicato. Ci riescono - ogni domenica - Eugenio Scalfari su Repubblica e Luciana Littizzetto, nei pochi minuti che ha a conclusione di "Che tempo che fa".

Un giornalista - seppure un decano dei giornalisti italiani - e un'attrice comica riescono a fare, per la cultura di sinistra e per la cultura dei diritti, di più e di meglio del maggior partito della sinistra italiana. E leggere, ogni sette giorni, quelle parole e ascoltare dopo cena quelle battute è rimasta l'unica oasi in un'Italia codina, bigotta, egoista e reazionaria.

Se nel 2002 solo il 20% degli spagnoli era favorevole al matrimonio gay e adesso è più del 60% forse i socialisti spagnoli hanno saputo incidere sulla società.

Friday, March 16, 2007

Il rispetto dei diritti non ha età

Non è vero che la disgustosa omofobia di Andreotti può essere giustificata dall'età avanzata. Lo dimostra questa frase:
...
La richiesta degli omosessuali di avere una famiglia mi sembra il più grande elogio che se ne possa fare (della famiglia stessa, ndr)
...
Parola di Giorgio Bocca (sul Venerdì di Repubblica del 18 marzo 2007). Bocca, per chi non lo sapesse, ha 86 anni compiuti.

Tuesday, March 13, 2007

Alla Bindi (si scordi il mio voto, lei e il Pd)

Non ho di meglio per rivolgermi al ministro Bindi, che usare le parole di una filosofa che amo:
The right to marry whoever one wishes is an elementary human right compared to which "the right to attend an integrated school, the right to sit where one pleases on a bus, the right to go into any hotel or recreation area or place of amusement, regardless of one's skin or color or race" are minor indeed. Even political rights, like the right to vote, and nearly all other rights enumerated in the Constitution, are secondary to the inalienable human rights to "life, liberty and the pursuit of happiness" proclaimed in the Declaration of Independence; and to this category the right to home and marriage unquestionably belongs. [Dissent, Winter 1959]
Hannah Arendt

Il diritto di sposare chi desideriamo è un diritto umano elementare, accanto al quale "il diritto di accedere a una scuola integrata, il diritto di sedersi dove si vuole su un bus, il diritto di entrare in un hotel o in un'area di riposo o un in luogo di svago, indipendentemente dal colore della pelle o dalla razza di ognuno" sono (diritti) di rango inferiore. Persino i diritti politici, come il diritto di voto, e quasi tutti gli altri diritti elencati nella Costituzione sono secondati rispetto agli inalienabili diritti umani di "vita, libertà e ricerca della felicità", proclamati nella Dichiarazione di Indipendenza; e a questa categoria il diritto di formare una famiglia e di sposarsi appartiene inquestionabilmente.
[Dissent, Winter 1959]
Hannah Arendt

Il ministro della Famiglia Rosy Bindi ha dato la stura alla peggiore omofobia, al peggio del repertorio clerico-fascista, familista e fariseo di questo paese. Le sue parole («Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare») non sono solo violente e offensive, ma non possono che essere definite volgari.
E ci meravigliavamo di Calderoli...

Saturday, March 10, 2007

La piazza dei diritti e il Palazzo dei privilegi

La manifestazione è stata un successo: decine di migliaia di persone (20mila, 50mila, non importa) hanno affollato piazza Farnese a Roma per urlare Diritti Ora!

Sul palco sono saliti anche i ministri (favolosa la Pollastrini: "All'inizio avevo qualche dubbio - ha detto - mapoi ho pensato che sono la ministra dei diritti e delle Pari opportunità. E non posso che stare qui dove ci sono pensore che rivendicano diritti e sperano nella regolarità") e lì intorno in tantissimi si sono affollati per dare uno scossone alla politica e suonare sul serio la sveglia al Palazzo.

Eppure il presidente del Consiglio Prodi ha perso un'occasione per tacere o per esprimere un concetto di sinistra (quantomeno di democrazia), offrendo rispetto ai cittadini che si esprimono in modo pacifico e allegro: «Non ho mai nascosto la mia perplessità riguardo alla partecipazione dei ministri a queste manifestazioni, che possono poi ricoprire significati diversi da quello da cui partono».

Ma quando capiranno che il mondo è cambiato, che lesbiche e gay non si vergognano più, non si nascondono più e pretendono quei diritti che da troppo tempo sono negati. Mastella vada a destra, stia al centro, vada con Casini, ma ci liberi dalla sua presenza, dal suo partito dell'1% e la finisca di ammorbare una coalizione che ha già abbastanza problemi per conto suo, senza imbarcare forze vetero-clericali come l'Udeur. Meglio perdere da soli che vincere con lui: con il suo indulto ci ha fatto perdere milioni di voti!

Sulla laicità vada a prendere lezioni dal vecchio ex presidente Oscar Luigi Scalfaro (oggi era ospite di Fazio sul terzo canale), un modello di impegno politico libero da condizionamenti e ispirato alla Costituzione. Altro che Binetti.

Friday, March 09, 2007

Le 10 ragioni per dire No al matrimonio gay

1. Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l'aria condizionata.

2. Il matrimonio gay spingerà le persone a essere gay, allo stesso modo in cui far andare in giro persone alte vi fa diventare alti

3. Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi

4. Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente; le donne sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha diritto di vita e di morte sui figli, i neri non posso sposare i bianchi e il divorzio non esiste

5. Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor verrebbe distrutta

6. I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli. Le coppie gay, quelle sterili e le persone anziane non devono potersi sposare, perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bambini

7. Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay, proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali

8. Il matrimonio gay è vietato dalla religione.

Thursday, March 08, 2007

Beatrice, per fortuna

Una boccata d'aria fresca, questa prima trasmissione della nuova serie di Anno Zero di Santoro. Non foss'altro che ha "costretto" Mastella a una fuga ignominiosa, quando ha capito che non aveva argomenti e non aveva appigli.

Poche riflessioni in attesa di tornarci meglio domani, con più calma. Ma intanto volevo condividere due, tre impressioni a caldo.

Beatrice Borromeo TOP. All'inizio della trasmissione presenta un sondaggio: "Che cos'è l'omosessualità?".
62% una normale espressione di affetto
24% una malattia
2% un peccato

Santoro: "Ah! Solo il 2%". Borromeo (spontanea): "Per fortuna!". La amo!

Promosso anche il bellissimo Marco Travaglio, che giustamente ha scritto la sua "letterina" della settimana al senatore Giulio Andreotti.

Il resto della trasmissione, con un servizio lungo e un po' estremo sul Gay Pride del 2000, è diventato un dibattito accesissimo con Mastella unico difensore delle tesi catto-clericali. Alla fine Mastella, in difficoltà e senza più argomenti (onestamente anche un po' messo all'angolo) ha preferito alzarsi e andarsene, provocando un'ennesima tirata di Santoro contro "l'arroganza dei politici italiani".

Trasmissione a tesi, come al solito con Santoro, ma per una volta nella tv italiana i gay e le lesbiche (grande una delle ospiti che propongo come futura leader del movimenti lgbt italiano, e infatti è francese) non sono stati trattati con pietismo o come fenomeni da baraccone. E per una volta sono stati gli omofobi - o comunque gli oppositori - a dover tentare di difendere le proprie posizioni.

Servirà? Staremo a vedere. Intanto tutti a Roma!

Wednesday, March 07, 2007

A che serve l'ordine dei medici?

Ormai sta diventando una coazione a ripetere, ma mi ritrovo sempre più spesso a cominciare post con l'espressione "In un paese civile....., qui invece....". Ma è inevitabile.

In un paese civile, dunque, una persona come la senatrice Paola Binetti dovrebbe decidere fra il suo ruolo scientifico - professoressa di neuropsichiatria infantile - e l'adesione a una setta cristiana (maggioritaria come quella cattolica, ma sempre setta), che la conduce ad affermazioni quantomeno scientificamente discutibili:
"L'omosessualità è una devianza della personalità" ... "un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico".
Capisci? Ma che ne dice la scienza ufficiale? Che dice l'ordine dei medici? Lo sa la signora Binetti che il Dsm III e il Dsm IV, i manuali di riferimenti delle patologie psichiatrice, hanno eliminato l'omosessualità (prima quella egosintonica, cioè accettata, poi anche quella egodistonica) dai disturbi della personalità? Lo sa che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms, Who) ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie?

Come si permette la signora Binetti di usare la credibilità che ha o che le dovrebbe derivare dal suo essere una scienziata per diffondere falsità, oscenità e insulti contro una minoranza?

La vergogna è la mancata reazione a queste parole. E nel frattempo a Milano il Movimento per la vita (sic) è impegnato a curare gli omosessuali e - secondo loro - a farli diventare etero. Come se non ci fosse di meglio da fare e come se fosse eticamente accettabile modificare l'orientamento sessuale di una persona, con tutte le conseguenze che ne possono derivare a livello di equilibrio psico-fisico. Ma lavorare per diventare furbi, finalmente, è troppo?
Siamo a un passo dal dottor Mengele e nessuno dice nulla!

Non mi interessa che ci sia la libertà di espressione e di pensiero. La libertà non significa libertà di insultare gli altri, di offendere e umiliare migliaia di persone. In Francia Binetti finirebbe, giustamente, in galera. E se avesse detto che gli arabi nordafricani o gli ebrei israeliani sono "devianti" sarebbe stata linciata mediaticamente per il suo razzismo.

Contro i gay, invece, chiunque è libero di offendere e insultare, brandendo quella libertà di parola e di pensiero che è una conquista dell'Occidente, ma non può essere l'alibi per i nuovi integralisti.

Monday, March 05, 2007

Sveglia: è l'ora dei diritti. Sabato 10 a Roma

APPELLO PER LE ADESIONI

Alle DONNE e agli UOMINI di questo paese così bello e così poco libero. A chi crede che tutti gli esseri umani nascono uguali in DIGNITÀ. A chi ha a cuore la COSTITUZIONE italiana che riconosce DIRITTI e non li vieta a nessuno.

A tutte e tutti diamo appuntamento per una grande e festosa manifestazione per la LAICITA´ e le LIBERTÀ.

A Roma 10 Marzo 2007 ore 15,00 Piazza Farnese


Per una legge sulle UNIONI CIVILI che riconosca il valore sociale dell'AMORE, eterosessuale, gay e lesbico.
Per una stagione di riforme fondate sulla libertà e la RESPONSABILITÀ di donne e uomini.

Un futuro di PACE passa per la valorizzazione dei diritti delle persone e il riconoscimento che la PLURALITÀ è una formidabile ricchezza.

Diamo la SVEGLIA alla classe politica. Il tempo dei diritti è ORA.



ADESIONI:
Arcigay
Arcilesbica
Articolo Tre Palermo
Associazione I Ken Napoli
Babilonia
Circolo Mario Mieli Roma
Crisalide Azione Trans
Clubbing
CoMoG Coordinamento Moto Gay e Lesbico
Di´Gay Project
Famiglie Arcobaleno
GayLeft
GayRoma.it
Gender di Roma
CIGS- Circolo ARCI Ganimede onlus Siena
La Manica Tagliata
Mit - Movimento d'Identità Transessuali
Mos - Movimento Omosessuale Sardo
L´Altro Martedì trasmissione lgbt di Radio Popolare
Pride
Soggettività Lesbica della Libera Università delle Donne di Milano

ASSOCIAZIONI
Arci
Assemblea delle donne di Usciamo dal Silenzio di Milano
Associazione Luca Coscioni
Democrazialegalita.it periodico on line
Blog bioetiche
Blog Pennarossa
Ufficio Nuovi Diritti Cgil Roma e Lazio

SOGGETTI POLITICI
Federazione Nazionale dei Verdi
Federazione Giovanile Socialista
Giovani Comunisti
Giovani Verdi
Radicali Italiani
Rifondazione Comunista
Sinistra Giovanile del Piemonte

PERSONALITA´
Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell´Ambiente
Daniele Capezzone Presidente Commissione Attività produttive della Camera
Titti De Simone parlamentare Prc
Franco Grillini parlamentare DS
Vladimir Luxuria parlamentare Prc
Gianpaolo Silvestri senatore Verdi
Letizia Palmisano, Verdi
Valerio Pocar, Ordinario di sociologia del diritto, Università di Milano-Bicocca
Mario Cirrito giornalista direttore Babilonia
Piergiorgio Paterlini, scrittore
Paolo Hutter, giornalista
Luca Paladini Consigliere Ulivo Zona 8, Segretario Sez. Bassi - Sala DS MI
Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani
Piero Montana, consigliere pari opportunità comune di Bagheria
Marco Cappato, deputato europeo radicale; Segretario Associazione Coscioni
Sergio Rovasio, Segr. Generale Gruppo Parlamentare Rosa nel Pugno
Francesco FORTINGUERRA
Luisa Sax
Donatella De Gaetano
Gian Luigi Lepri Psicologo giuridico e psicoterapeuta
Alessandro Portinaro Segretario Sinistra Giovanile Piemonte

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI ROMA

La manifestazione ha il sostegno ed adesione delle testate giornalistiche di Liberazione e Il Manifesto

Saturday, March 03, 2007

L'unica risposta per Andreotti

Non potevo non ripubblicare questo post di Vendita galline km2. Sottoscrivo financo le virgole e un po' mi dispiace di non essere stato capace di scrivere qualcosa del genere.

Ma crediamo davvero che i nostri giovani...

"Già, il mondo adesso è pieno di omosessuali, ma io continuo a preferire la tradizione, un uomo e una donna. E soltanto oggi, alla mia età, capisco perchè mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al cinema da solo. Temeva facessi brutti incontri, perfino in quel cinemetto dove andavo, in via dei Prefetti, dove oltre al film ti davano anche la merenda. Ma crediamo davvero che i nostri giovani attendano col fiato sospeso il matrimonio omosessuale?" (Giulio Andreotti in questa intervista)

In verità, caro Andreotti, i giovani attendono col fiato sospeso che la classe politica si svecchi e si rinnovi, e che a interpretare le loro attese siano uomini e donne altrettanto giovani e non decrepiti ottantenni che preferiscono la tradizione.
In verità, caro il mio matusa scellerato, il mondo non è pieno di omosessuali adesso. Le persone omosessuali ci sono sempre state in percentuali più o meno simili in qualsiasi società di qualsiasi tempo, solo con diversi livelli di visibilità a seconda del grado di accettazione sociale.
Gli omosessuali che lei, caro senatore a vita, ha visto spuntare come funghi durante la sua interminabile esistenza non si sono materializzati dal nulla come una virulenza incoraggiata dalla decadenza dei costumi (diciamolo, è il concetto che lei è tentato di esprimere chiaramente), ma si sono semplicemente scoperti il volto grazie all'emancipazione conquistata negli ultimi decenni. In Europa, intendo, non qui da noi in Africa.
La tradizione che lei, onorevole purtroppo immortale, si pregia di preferire include invece una storia secolare di persecuzioni e repressioni, di costrizioni alla clandestinità e al sotterfugio, soprattutto di umiliazioni quotidiane che hanno spinto le persone omosessuali a nascondersi, anche nel buio del cinemetto di via dei Prefetti dove la mamma non voleva mandarla, solo per l'emozione di stare mano nella mano.
L'umiliazione più grande oggi è vedere il mondo andare avanti mentre l'Italia è incagliata nel medioevo dei diritti civili per colpa del fatale miscuglio di provincialismo e sottomissione al Vaticano che contraddistingue gran parte dei politici e soprattutto lei, che parla dei nostri giovani e cita brutti incontri nel buio di un cinema a proposito di omosessualità.
Che schifo, che schifo.
Mi verrebbe di augurarle un'umiliazione simile se non sapessi che lì in alto, dove il potere circola ai massimi livelli, le umiliazioni sono tutt'altro che di casa. Le posso garantire però che un giorno, magari non troppo lontano, verrò fino a Roma per pisciare sulla sua tomba.

Friday, March 02, 2007

Le due sponde del Tirreno

Due paesi, due mondi. Di là la civiltà, il rispetto, l'accoglienza, l'uguaglianza, i diritti. Di qua l'offesa, l'insulto, la discriminazione, l'esclusione, il ghetto. Il fossato che separa Spagna e Italia, quel mar Tirreno parte del Mare Nostrum è sempre più ampio e profondo. E ogni giorno che passa aggiunge anni-luce alla distanza dai "cugini" iberici.

Nella civile e laica Spagna il Parlamento ha approvato ieri, in via definitiva, la Ley de identidad de genero: le persone con un disturbo dell'identità di genere (transessuali) potranno ottenere il cambio di sesso all'anagrafe e sui documenti anche senza sottoporsi all'ultima operazione chirurgica, quella definitva che riassegna anche gli organi sessuali al sesso di arrivo. La motivazione di questo atto sta nella difficoltà - e durezza - di quella operazione e nel fatto che non sempre i risultati sono soddisfacenti e non tutti hanno la forza di sottoporsi a un trattamento così invasivo. Ma intanto esteriormente sono già nelle condizioni del sesso di arrivo (se da uomini a donne hanno già il seno, non hanno più barba e baffi, eccetera). Negare il cambio di documenti è discriminatorio e umiliante: pensate in aeroporto o negli uffici pubblici!

Tutti i partiti hanno approvato la legge, tranne il Pp (ma guarda!), che comunque l'aveva votata al Senato.

In Italia invece un vecchio senatore a vita - già inquisito e riconosciuto colpevole, sebbene con il beneficio della prescrizione, di associazione mafiosa - si permette battute di dubbio gusto su gay e contadini e impugna la bandiera dell'omofobia e della lotta ai diritti gay. Mentre nessuno - tranne Grillini e i radicali - si preoccupa di rintuzzarlo e il governo abbandona i Dico all'ordalia del Senato, dove non resterà articolo su articolo di quella povera legge. (Ovviamente Repubblica, che deve sostenere il governo Prodi e il Partito democratico, si guarda bene dal sottolineare questo scandalo).

Siamo discriminati, siamo ingiuriati e non otteniamo un briciolo di tutela. Il minimo sarenne amdare a Roma il 10 marzo - fra due sabati - a manifestare la nostra rabbia. ma già so che moltissimi gay e lesbiche rimarranno a casa, a guardare Amici di Maria e fare shopping.