Saturday, December 30, 2006

Senza pietà, come Saddam

La vignetta di Giannelli sul Corriere della sera di oggi è quanto di più eloquente sull'ultimo frutto del piano di Bush per "esportare la democrazia".

Friday, December 29, 2006

Veltroni il papista

Per la serie "Dove arriveranno i Ds?" (ormai una rubrica impietosa sull'ex maggior partito della sinistra italiana) sono costretto a segnalarvi una notizia che era passata inavvertita, causa sciopero (sacrosanto) dei giornalisti della carta stampata.

Come tutti voi saprete il vicariato di Roma - cioè, per parlar chiaro, il cardinale Ruini - ha rifiutato a Piergiorgio Welby la consolazione dei funerali cattolici, dopo che un medico ha accolto la sua richiesta, esplicita e motivata, di interrompere le cure accanite e ormai inutili che martoriavano il suo corpo e il suo animo. L'ultimo saluto al leader radicale dunque è arrivato sul sagrato della chiesa di San Giovanni Bosco.

Il 24 dicembre, però, in mezzo alla folla mancava il primo cittadino della capitale, Walter Veltroni, per solito solerte a presenziare dove non mancano fotografi e telecamere. Ma il sindaco di Roma aveva ben altro da fare: non così il giorno prima, quando aveva inaugurato la stele che ribattezza la stazione Termini stazione Giovanni Paolo II. Era lì, Veltroni, con Camillo Ruini e Tarcisio Bertone.

Complimenti al laico Veltroni, che perde l'elettorato laico senza conquistare i quattro gatti seguaci di Casini.
(qui a fianco, la vignetta che Le Monde ha dedicato alla vicenda di Welby, con un Cristo che scende dalla croce per staccarlo dai macchinari e portarlo a sé. Scomunicheranno Le Monde?)

Monday, December 25, 2006

Buon Natale (gayo) a tutti

Con questa bella immagine di Ralf Koenig auguro a tutti voi un vero Buon Natale, cari lettori del blog Village.

Aukuro tanta cioia a tutti foi.

E soprattutto Babbo Natali ci porti una bella legge che tuteli gay, lesbiche, trans e bisessuali. E l'Italia possa diventare un paese laico e aperto alle differenze. Tutte le differenze.

Tanti Auguri

Wednesday, December 20, 2006

Prepariamoci alla memoria di Alfredo Ormando

La prima occasione per contarci e farci sentire, come movimento glbt italiano se esistiamo davvero, è dietro l'angolo. Sarà il 13 gennaio, anniversario della morte di Alfredo Ormando, l'intellettuale e poeta siciliano che il 13 gennaio, appunto, del 1998 si diede fuoco dentro il colonnato del Bernini, in piazza San Pietro, per protestare contro la persecuzione della chiesa cattolica ai danni delle persone omosessuali.

Da allora ogni anno un piccolo drappello di gay si riunisce annualmente per tenere viva la sua memoria. Quest'anno, però, dopo gli affronti che il movimento glbt ha dovuto subire da parte proprio del centrosinistra, su cui nutriva qualche speranza, rendono necessaria una manifestazione importante.

Solo dal successo di questa mobilitazione dipenderà l'impegno di Arcigay per organizzare una grande manifestazione di piazza per protestare, in primavera, contro il governo Prodi se, come sembra, nulla sarà fatto per le persone dello stesso sesso.
Intanto, quindi, non dimentichiamoci di Alfredo.

Monday, December 18, 2006

Ma chi li vuole questi bambini?

Negli ultimi giorni è esploso un dibattito come minimo "surreale" sul diritto delle coppie dello stesso sesso, in Italia, di adottare bambini. Ma se ancora stiamo discutendo di Pacs (Pacs!) e metà dello schieramento di sinistra inorridisce di fronte a questa parola? Ma chi pensa davvero a una questione come l'omogenitorialità? Di certo non il movimento glbt!

Eppure il segretario dei Ds, Piero Fassino, si premura di chiarire che lui "personalmente è contrario"; e poi sull'Unità esce uno scritto firmato da Stefano Passigli (ex senatore Ds, ex per fortuna), secondo cui - cito testualmente -
L’estensione ai membri di coppie omosessuali di alcuni dei diritti sempre più riconosciuti dalla giurisprudenza alle coppie di fatto eterosessuali non sembra destare particolari obiezioni nella maggioranza dei parlamentari. Se a questo mirassero quanti da tempo si battono per una legislazione sui Pacs si potrebbe ben sperare in una rapida adozione trasversale di una legge in tal senso.
Mentre il vero problema è che
l’ala più oltranzista del movimento gay insiste per ottenere anche qualcosa di ben diverso dalla estensione ai membri di coppie omosessuali dei diritti acquisiti o in via di acquisizione dalle coppie di fatto eterosessuali: il riconoscimento alle coppie omosessuali del diritto di adozione.
Sinceramente c'è di che restare sbalorditi! Anzi, indignati e offesi da un simile cumulo di scempiaggini.
O il senatore Passigli da quando non frequenta più Palazzo Madama ha perso l'ultimo sviluppo della vicenda oppure sta diffondendo falsità!
Dove sarebbe questa ala oltranzista del movimento gay? La si indichi con nome e cognome se esiste. E soprattutto: se è così pacifica una normativa sui Pacs, perché la stiamo aspettando e invocando invano da lustri? I Ds dovrebbero proprio mettersi una mano sulla coscienza e buttare un occhio ai sondaggi. Da quando fanno a gara di cattolicità con la Margherita si sono avviati verso la sparizione.

Saturday, December 16, 2006

"L'amore conta" ovvero le unioni civili in New Jersey

A gentile richiesta (e anche per parlare di qualcosa di buono) voliamo al di là dell'Oceano, in New Jersey, dove il Parlamento statale ha mosso due passi fondamentali in direzione dei diritti civili per le persone omosessuali. Ora manca solo la firma del governatore Corzine.

Il Bill 362 del Senato ha aggiunto l'orientamento sessuale nelle leggi statali che vietano le discriminazioni negli uffici pubblici, nella ricerca di casa, sul lavoro e nei contratti pubblici. Con un'ampia maggioranza la legge ha superato il voto di entrambi i rami del Parlamento.

Poi i parlamentari hanno votato (56 a 19 e 23 a 12) la legge che introduce le unioni civili ("civil unions") per le coppie dello stesso sesso, obbedendo alla sentenza della Corte Costituzionale. Non c'è la parola matrimonio, ma tutti i diritti e doveri e la posizione di fronte alla legge sono esattamente identici al matrimonio civile.

"L'amore conta", ha detto un deputato democratico aprendo il dibattito, "e allo stato non deve interessare il sesso di due persone che si amano". Più o meno quello che dicono i liberali pelosi nostrani, i quali però arrivano alla conclusione che lo stato si deve disinteressare e non deve tutelare quelle forme di amore che non sono approvate dalla chiesa cattolica ("dobbiamo rispettare la sensibilità dei cattolici", tanto della sensibilità di gay e lesbiche non frega nulla a nessuno).

Un dato prevale su tutto. In New Jersey tutto ciò è stato possibile grazie a una campagna legale e costituzionale. Quando cominceremo la stessa battaglia anche in Italia?

Era meglio Berlusconi...

Che dire? sapete quanto mi costi il titolo di questo post, eppure...
Non bastava eliminare la riforma della successione, che estendeva ai conviventi i vantaggi dei coniugi; in cambio di un ordine del giorno che impegnava il governo a presentare un disegno di legge entro il 31 gennaio 2007 sulle coppie di fatto.

Non bastava far saltare l'ordine del giorno a causa della fiducia posta sulla legge Finanziaria, che ha cancellato tutti gli ordini del giorno.

No. Il maxiemendamento del governo ha fatto di più e di peggio. Innanzitutto ha eliminato la lotta alla violenza anti-gay; e poi ha cancellato i soldi del Fondo globale per la lotta all'Aids. peggio del peggior Berlusconi!

MA che è successo? In pratica alla Camera nella Legge Finanziaria era stato introdotto un Osservatorio "per il contrasto della violenza nei confronti delle donne e per ragioni di orientamento sessuale”. Un primo atto concreto ed evidente di attenzione e di impegno verso la comunità glbt. Ebbene: nella versione definitiva della Finanziaria votata dal Senato il nome è cambiato in "Osservatorio nazionale contro la violenza sessuale e di genere". È sparito ogni riferimento all'orientamento sessuale.

Quindi il messaggio lanciato da questo governo è che i gay e le lesbiche possono essere oltraggiati, offesi, aggrediti e malmenati. Tanto nessuno si preoccuperà neppure di analizzare questo fenomeno. Figuriamoci di contrastarlo! E poi spariscono i soldi per la lotta all'Aids.

E poi l'onorevole Piero Fassino, segretario dei Ds, si preoccupa di rassicurare ogni giorno le gerarchie cattoliche e di spiegare che lui "è contrario all'adozione per le coppie dello stesso sesso". Ma perché non rassicura il suo elettorato sulla laicità del governo e sull'impegno progressista dei Ds?

Altro che Zapatero! Qui nemmeno Blair potrebbe stare in un partito ormai confessionale e conservatore in tema di diritti civili. Più o meno la stessa politica "compassionevole" di Bush.

Wednesday, December 13, 2006

Niente ordine del giorno, resta l'impegno (morale)

La montagna - una volta di più - ha partorito il topolino.

Con la presentazione della fiducia sulla Finanziaria anche al Senato sono saltati tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno. Compreso quello dell'Unione sulle coppie di fatto, che doveva impegnare il governo a presentare un disegno di legge entro il 31 gennaio 2007.

Quindi, dalla Finanziaria sono sparite le agevolazioni per i conviventi sulle successioni (un diritto che non prevedeva alcun riconoscimento pubblico, proprio come piace alla sòra Binetti) e in cambio la sinistra (i Ds e tutta la sinistra radicale) non ha ottenuto nulla. Neppure un atto simbolico come l'ordine del giorno.

Per il governo rimane, ovvio, un impegno morale. Ma di fronte ai distinguo di Rutelli e Mastella basterà la parola di Prodi?
Permettetemi di dubitare.

Monday, December 11, 2006

Il lupo Vaticano e gli agnelli laici

"I gay non si possono sposare. Non si devono sposare". Perché? "Perché distruggono la famiglia". Ma in che modo, scusi? "Distruggono la famiglia perché distruggono la famiglia. E lei è un pericoloso laicista che non vuole lasciare alla chiesa cattolica la libertà di parola. Di questo passo noi cristiani finiremo nelle catacombe".

Questo è, più o meno, il ragionamento (si fa per dire, ovvio) delle gerarchie cattoliche e dei clericali, vecchi e nuovi, che intasano il nostro paese. Nessuna argomentazione valida, nessuna giustificazione alle loro posizioni, nessuna spiegazione reale. Solo e soltanto ideologia.
Come il cardinale Trujillo, secondo cui la richiesta di unioni civili per i gay e le lesbiche è "un capriccio".

Bene ha fatto il presidente della Camera Bertinotti a rispondere a tono per difendere cittadine e cittadini insultati e offesi da un ministro del culto. Benissimo ha fatto l'Arcigay a replicare con una serie di argomentazioni inoppugnabili:
Sostenere che i Pacs indebolirebbero la famiglia è come dire che il diritto di voto delle donne indebolisce quello degli uomini, che la libertà di culto degli ebrei minaccia quella dei cattolici, che il diritto alla pensione di reversibilità dei lombardi, lede quello analogo dei laziali."

"Spero che a Natale - dice Lo Giudice - tra le fiabe che i genitori racconteranno ai loro bambini non manchi quella de ‘Il lupo e l’agnello’ di Fedro, celebre autore latino del primo secolo dopo cristo ex schiavo dei romani. Il lupo accusa l’agnello di sporcargli l’acqua del ruscello, nonostante l’agnello si trovi a valle. E’ difficile aver buoni argomenti per negare a qualcuno il diritto di essere trattato come tutti gli altri. Si ricorre così a delle scuse artificiose”.

Intendiamoci. La chiesa ha tutto il diritto di dire ciò che vuole. Certo, dare al Vaticano libertà di offesa a gay e lesbiche è come consentire al presidente iraniano Ahmadinejad di negare l'Olocausto degli ebrei e attaccare Israele. Può farlo, ma non è proprio un comportamento da elogiare.

In ogni caso quello che mi preoccupa non è l'interventismo della chiesa, quanto l'acquiescenza delle forze politiche. Anche di quelle della sinistra.

Zapatero non abita qui (ahinoi)

Con una voluttà che rasenta l'autelesionismo (il tafazzismo, si direbbe in un paese completamente schiavizzato dalla tv) quel che resta della sinistra - gli abulici Ds in primis - si affretta a scusarsi di fronte al Vaticano per la questione delle coppie di fatto, in particolare delle unioni gay, e a sottolineare che «la nostra legge è diversa da quella di Zapatero». Non sia mai!

Prima Fassino e poi D'Alema lanciano segnali di accomodamento alle gerarchie cattoliche e fanno a gara per chiarire che loro "non sono come Zapatero". Capisco che la minaccia di un Pacs Casini-Rutelli e l'ombra del Grande Centro Democristiano sia un incubo insopportabile che turba i sonni dei Ds. Ma arrivare a rinnegare sé stessi, suvvia!

In fondo perà Fassino e D'Alema hanno ragione. Loro NON SONO come Zapatero, anche se i Ds come il Psoe fanno parte del Partito socialista europeo.
I Ds non hanno vinto le elezioni con la maggioranza relativa dei voti, riportando ai seggi l'elettorato deluso della sinistra.
I Ds non hanno espresso un capo del governo giovane, moderno e popolare.
I Ds non hanno promesso che avrebbero ritirato le truppe dall'Iraq subito dopo le elezioni, mantenendo la promessa con gli elettori.
I Ds non hanno riformato il divorzio, permettendo a due persone che non vogliono più vivere insieme di separarsi civilmente nel minor tempo possibile. Anzi non sono riusciti nemmeno a ridurre i tempi della separazione da tre anni a uno.
I Ds non hanno promosso e fatto approvare una legge contro la violenza di genere, per difendere finalmente le donne dai soprusi, dalle aggressioni e dagli omicidi che subiscono quotidianamente da parte dei loro compagni e mariti.
I Ds non si sono impegnati a garantire la reale parità fra uomini e donne a cominciare dal governo, con un vicepresidente donna e uno stesso numero di donne e uomini fra i ministri.
I Ds non hanno scelto con chiarezza la strada della sinistra libertaria, non hanno inserito nel proprio programma di governo l'estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso (i "matrimoni gay") e non hanno approvato questa riforma di civiltà nel primo anno di legislatura.
I Ds non hanno pronunciato un discorso di insediamento del governo, ricordando le vessazioni e le discriminazioni millenarie che hanno colpito gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

Decisamente, i Ds non sono come Zapatero. Ma farebbero meglio a non vantarsene.

Thursday, December 07, 2006

Quant'erano moderni i democristiani

L'anagrafe della popolazione residente deve essere tenuta registrando "le posizioni relative alle singole persone, alle famiglie e alle convivenze"
(legge 24 dicembre 1954, numero 1228; governo Scelba I, coalizione Dc, Psdi, Pli; ministro dell'Interno Mario Scelba).
"Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune".
(Decreto del presidente della Repubblica del 30 maggio 1989, n. 223; governo De Mita I, presidente della Repubblica Francesco Cossiga).

Sulla base di queste due norme, il Consiglio comunale di Padova ha votato una mozione - approvata da tutto il centrosinistra con l'astensione anche di qualche consigliere di Forza Italia - che impegna il sindaco a modificare l'anagrafe e permettere alle coppie conviventi, anche dello stesso sesso, di dichiarare il loro legame "per vincolo affettivo".

Fra le reazioni contrarie, scontate quelle delle destre e la rabbia dell'Osservatore Romano, spicca il commento negativo di Paola Binetti, senatrice della Margherita in quota Ruini. Peccato che appunto oltre 50 anni fa il legislatore abbia riconosciuto tra le famiglie anche le convivenze e che i democristiani fossero molto più realisti e "laici" di questi neoclericali. In più non si vede come l'operazione patavina violi l'accordo - al ribasso - raggiunto dall'Unione in sede di programma.

Non sfuggirà a nessuno, credo, il valore politico delle violente reazioni contro questo risultato di Padova. Se non sarà possibile in Parlamento raggiungere un accordo fra cattolici democratici e sinistra su temi etici come le coppie dello stesso sesso, allora tempo che per il Partito Democratico non ci sia davvero spazio

Sunday, December 03, 2006

Vedremo la legge sulla violenza domestica?

Una volta consumata la legge Finanziaria e subito dopo vedremo di che pasta è fatto il governo Prodi e soprattutto la maggioranza di centrosinistra in Parlamento.

Innanzitutto, bisogna vedere che fine farà la franchigia per i coniugi, che dovrebbe essere estesa ai conviventi. Ma a tutti o solo a quelli eterosessuali? Su questo punto si vedrà il tasso di laicità del centrosinistra. E anche la sua adesione alla Costituzione della Repubblica, che vieta disparità di trattamento.

Ma dopo la finanziaria, sarà il momento della nuova legge sulla Violenza domestica, in preparazione al dipartimento per le Pari opportunità. Il ministro Barbara Pollastrini sta approntando un disegno di legge, che entro dicembre a quanto sembra sarà sottoposto al Consiglio dei ministri. Il testo prevede nuove tutele per le donne vittime di violenze e stupri, con aggravanti se l'aggressore è il coniuge o convivente della vittima.

Il testo prevede anche l'estensione della legge Mancino anti-discriminazione, con tutele per gay bisex e trans discriminati a causa del loro orientamento o identità sessuale.
l'insulto o la violenza contro un gay diventa aggravante di reato e reato in sé. Si aggiungano la maggiore tutela della vittima nel processo (potranno testimoniare una sola volta nel corso delle indagini preliminari con l'incidente probatorio, cosa che riduce il disagio del teste oltre che i tempi del processo) e nessun faccia a faccia con l'aggressore. Un osservatorio permanente in cui saranno coinvolti anche i centri antiviolenza (tre milioni di euro stanziati in Finanziaria) sarà attivo al ministero.